{"id":493146,"date":"2026-05-16T10:25:11","date_gmt":"2026-05-16T10:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493146\/"},"modified":"2026-05-16T10:25:11","modified_gmt":"2026-05-16T10:25:11","slug":"la-sicurezza-non-ce-e-luci-tace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493146\/","title":{"rendered":"\u00abLA SICUREZZA? NON C&#8217;\u00c8 E L&#8217;UCI&#8230; TACE\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Patrick Lefevere demolisce il Giro, definendo la sicurezza della corsa una vera farsa.<\/strong> Non usa mezzi termini Lefevere, storico dirigente del ciclismo mondiale e ancora oggi, anche se non \u00e8 pi\u00f9 il Ceo, \u00e8 figura centrale della Soudal Quick-Step, che nella sua consueta rubrica \u201cColumn\u201d ha lanciato <strong>un durissimo attacco contro il Giro d&#8217;Italia<\/strong>, accusando la corsa rosa di essere rimasta indietro nel tempo e di non essere pi\u00f9 all\u2019altezza degli altri Grandi Giri.\n            <\/p>\n<p>Lefevere, la cui carriera da dirigente inizi\u00f2 nel 1979 come direttore sportivo in squadre come Marc Zeepcentrale, Lotto, GB-MG e Mapei, prima di diventare manager e CEO della Quick Step\u00a0 dal 2003 fino al ritiro operativo all\u2019inizio del 2025, non ha nascosto tutta la propria inquietudine per quanto visto nelle prime tappe del Giro.\n            <\/p>\n<p>\u00abDa ex CEO di una formazione ciclistica, non mi sono perso molto del Giro finora, e che settimana \u00e8 stata! <strong>Ho visto corridori con la maglia rosa di cui non avevo mai sentito parlare<\/strong>: Guillermo Thomas Silva dall&#8217;Uruguay e Afonso Eulalio dal Portogallo. <strong>Se li avessi davanti domani, senza la maglia rosa, non li riconoscerei.<\/strong> Ma ovviamente, nel ciclismo tifiamo per i \u2018paesi emergenti\u2019\u00bb.<\/p>\n<p>Parole pungenti, ma <strong>il bersaglio principale della sua analisi resta soprattutto la sicurezza della corsa.<\/strong> Secondo Lefevere,<strong> stiamo assistendo ad una corsa memorabile per i motivi sbagliati<\/strong> e questa edizione del Giro starebbe lasciando il segno quasi esclusivamente per gli incidenti e le situazioni pericolose.<\/p>\n<p>\u00abPurtroppo, \u00e8 un Giro memorabile soprattutto per i motivi sbagliati. <strong>Ho visto due idioti a bordo strada che cercavano di spingere i corridori.<\/strong> Posso solo sospettare che nella loro testa fosse una trovata per TikTok. Uno che spingeva e l&#8217;altro che filmava. Troppo assurdo per essere vero\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ex manager belga punta poi il dito contro l\u2019organizzazione delle tappe e contro una serie di errori che, a suo dire, continuano a ripetersi anno dopo anno.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>C&#8217;\u00e8 stata la quinta tappa a Potenza, dove Igor Arrieta prima \u00e8 caduto, poi ha sbagliato strada e alla fine ha comunque vinto.<\/strong> Purtroppo, le cadute sono il filo conduttore di questo Giro. Davanti alla TV, ho gi\u00e0 urlato pi\u00f9 volte: \u2018Ok, non imparate mai\u2019. <strong>Transenne con i piedini in Bulgaria, un cosiddetto rettilineo finale che all&#8217;improvviso si trasforma in un&#8217;inversione a U<\/strong>. Per non parlare delle buche nell&#8217;asfalto di Napoli. <strong>Sai in anticipo che cadranno, e ovviamente succede<\/strong>. Che piova \u00e8 sfortuna; niente di tutto il resto lo \u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>Nel suo sfogo, Lefevere richiama anche episodi del passato, sostenendo che il problema sicurezza al Giro sia ormai cronico.<br \/>\u00ab<strong>La negligenza italiana \u00e8 senza tempo.<\/strong> Ricordo una tappa del Giro in cui i primi venti o trenta corridori scivolarono sul traguardo. Se la memoria non mi inganna, Paolo Bettini era uno di loro. Scivolarono tutti via sulla vernice con cui erano stati dipinti i nomi degli sponsor sull&#8217;asfalto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per il dirigente belga, a pagare il conto sono sempre e soltanto i corridori.\u00a0<\/strong>\u00abCome sempre, sono i corridori a pagarne il prezzo. Quanti ciclisti sono rimasti in gara contro ogni buon senso dopo quella terribile caduta contro il guardrail nella seconda tappa? Solo per poi ritirarsi uno, due o tre giorni dopo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lefevere critica duramente anche l\u2019UCI, accusandola di non far rispettare le norme introdotte negli ultimi anni.<\/strong> \u00abGuardare il Giro significa rendersi conto che<strong> la corsa non sta facendo progressi in termini di sicurezza.<\/strong> L&#8217;UCI ha imposto norme standard per le barriere, vieta le svolte negli ultimi duecento metri di uno sprint finale e prevede un responsabile della sicurezza per ogni gara. <strong>In pratica, tutto ci\u00f2 si rivela lettera morta. Una vera e propria farsa<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ex numero uno della Quick-Step ha poi ricordato il progetto Safer, l\u2019iniziativa lanciata insieme a Richard Plugge per migliorare la sicurezza nel ciclismo professionistico, ma che poi non \u00e8 riuscita a portare avanti i progetti che si era prefissata.<\/p>\n<p>\u00abPosso dire che, ai miei tempi, ho almeno provato a cambiare qualcosa, ma <strong>Safer, l&#8217;iniziativa che io e Richard Plugge abbiamo avviato, si \u00e8 purtroppo impantanata nella politica.<\/strong> L&#8217;UCI aveva, ed ha tuttora, paura di rinunciare al controllo dei regolamenti. Il nostro punto di partenza \u00e8 sempre stato quello di a<strong>ffidare la sicurezza a esperti che avrebbero preso decisioni in autonomia. Oggi, si scopre che \u00e8 successo esattamente il contrario.<\/strong> Safer opera con un modello basato sul consenso, in cui tutte le parti interessate hanno voce in capitolo. E cos\u00ec, di fatto, non succede nulla. Ne vediamo i risultati ogni giorno al Giro\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Patrick Lefevere demolisce il Giro, definendo la sicurezza della corsa una vera farsa. 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