{"id":49315,"date":"2025-08-15T15:42:11","date_gmt":"2025-08-15T15:42:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/49315\/"},"modified":"2025-08-15T15:42:11","modified_gmt":"2025-08-15T15:42:11","slug":"un-ferragosto-di-sessantanni-fa-a-madonna-dellolmo-targatocn-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/49315\/","title":{"rendered":"un Ferragosto di sessant\u2019anni fa a Madonna dell&#8217;Olmo\u00a0&#8211;\u00a0Targatocn.it"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni \u201950 e \u201960 mia nonna era la postina di Madonna dell\u2019Olmo. Ormai pochi la ricordano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ufficio postale stava tutto in una stanza adiacente alla cucina,<\/strong> un locale che aveva un\u2019apertura a saracinesca sulla strada principale, scaffali, mensole e il calendario delle Poste alla parete. <strong>La casa si trovava nell\u2019attuale via Crissolo,<\/strong> pi\u00f9 o meno dove oggi ci sono i campi delle bocce, dietro le scuole.<\/p>\n<p>Al posto di quelle c\u2019erano l\u2019orto, un prato, il pollaio, le gabbie dei conigli.<\/p>\n<p><strong>Niente sala d\u2019aspetto con numerini da prendere<\/strong>. Se avevi bisogno di una cartolina, a qualsiasi ora, suonavi, nonna Angela tirava su la saracinesca e te la vendeva. <strong>Se ricevevi un telegramma, appena le era possibile te lo portava<\/strong>: la gente, appena attraversata la guerra, aveva pazienza, sapeva aspettare.<\/p>\n<p>Mia nonna era vedova da alcuni anni, aveva tre figlie, due gi\u00e0 sposate (una era mia madre), una adolescente o poco pi\u00f9 (la zia Maria Teresa), e si portava appresso un passato avventuroso, che quando lo racconto mi sgridano dicendomi: \u201cTu che scrivi \u2026 perch\u00e9 non ne fai un romanzo? La trama \u00e8 fatta!\u201d<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo il momento.<strong> Dalla fine del 1952, divenuta ufficialmente postina, Angela Bruna svolgeva l\u2019incarico con solerzia<\/strong>. Alle sei della mattina la corriera per Busca scaricava il sacco con la corrispondenza, e lei lo trascinava fino a casa, svuotava il contenuto su un gran tavolone, e divideva lettere e pacchi per zone. Dopo aver fatto colazione partiva in bicicletta, una meravigliosa Aurelia color carta da zucchero, con due portapacchi, uno davanti e uno dietro, e cominciava il giro.<\/p>\n<p>Aveva le gambe forti, la postina Angela, abituate a difendersi dai cani, a pedalare veloce.<\/p>\n<p>Se la zia Maria Teresa era in casa, svolgeva lei le incombenze dell\u2019ufficio (telegrammi, vaglia postali, raccomandate, vendita cartoline e francobolli). Se non c\u2019era, la saracinesca restava abbassata fino al suo ritorno. A met\u00e0 mattinata, Angela prendeva un caff\u00e8, ricaricava le borse e partiva nuovamente per completare le consegne.<\/p>\n<p>Nel primo pomeriggio arrivava, sempre con la corriera, il secondo giro di corrispondenza, generalmente meno corposo, a meno che fosse<strong> giorno di consegna dei settimanali come \u201cLa Guida\u201d o \u201cLa Domenica del Corriere\u201d, che avevano numerosi abbonati anche a Madonna dell\u2019Olmo, anche nelle cascine dei contadini<\/strong>.<\/p>\n<p>In quel caso, il pomeriggio si faceva lungo, verso sera la dinamo rallentava la ruota anteriore, ma faceva luce abbastanza per trovare la strada giusta.<\/p>\n<p>Ci furono delle estati in cui mia sorella e nostra cugina Maria Grazia venivano mandate \u201cin festa\u201d (\u2026si diceva cos\u00ec \u2026) per un bel mesetto dalla loro nonna postina. E lei le sfruttava opportunamente.<\/p>\n<p>Racconta mia sorella Anna Maria:<\/p>\n<p>\u201cQuando avevamo 8-10 anni la nonna ci lasciava in custodia l\u2019Ufficio Postale e noi eravamo eccitatissime e ci sentivamo &#8216;gi\u00e0 grandi&#8217;. Non avevamo grandi compiti. Dovevamo vendere i francobolli e le cartoline, per tutte le altre necessit\u00e0 dicevamo ai clienti di ripassare. Per\u00f2 per noi gestire la &#8216;cassa&#8217; con tutte le monete e le banconote in bell\u2019ordine era un modo per sentirci responsabili e lo facevamo con grande attenzione. Ci svegliavamo prestissimo per aiutare la nonna a smistare la posta sul grande tavolone, e leggendo gli indirizzi avevamo imparato a dividerla come voleva lei, in modo che potesse ottimizzare i passaggi. Certo \u00e8 impensabile immaginarlo adesso, sembra di parlare di un\u2019altra era\u201d.<\/p>\n<p><strong>Madonna dell\u2019Olmo non aveva gli abitanti odierni, forse sono pi\u00f9 che quadruplicati, il traffico non era il medesimo<\/strong>. Per\u00f2 a volte percorrendo quelle strade mi viene da immaginare la nonna Angela e la sua bellissima Aurelia color carta da zucchero. La vedo pedalare rapida, svoltare per via Roncata o via Chiri, entrare in un cortile, cavare la lettera giusta, infilarla nella buca. Magari due chiacchiere con un\u2019amica, non troppe, non aveva tempo da perdere la nonna e nemmeno un carattere incline alla conversazione.<\/p>\n<p>Conferma Anna Maria:<\/p>\n<p>\u201cNo, la nonna non si fermava mai, aveva troppe cose da fare. E nonostante fosse da sola, riusciva a tenere in ordine e pulitissima la casa, a curare l\u2019orto e tenere i conigli. Siccome non avevamo il telefono, n\u00e9 noi, n\u00e9 lei, per combinare un pranzo domenicale o altri appuntamenti ci si scriveva, e se mandavi una lettera il luned\u00ec, il mercoled\u00ec avevi gi\u00e0 la risposta e il venerd\u00ec una conferma. Insomma, le Poste funzionavano. Meno veloci di Whatsapp, ma vuoi mettere l\u2019attesa della cartolina delle vacanze o la lettera del fidanzato militare?\u201d<\/p>\n<p>Angela la postina pedalava nella neve in inverno, nel sole cocente d\u2019agosto, nella pioggia di novembre.<\/p>\n<p>Ha rappresentato per tanti anni un presidio di comunicazione che oggi non esiste pi\u00f9, una funzione sociale, una figura famigliare e al contempo ufficiale.<\/p>\n<p><strong>Vien facile immaginare un Ferragosto qualsiasi di 60 anni fa, nella piccola frazione cuneese.<\/strong><\/p>\n<p>Due bimbe chiacchierano allegre nell\u2019ufficio postale di Madonna dell\u2019Olmo, aspettando che suoni il campanello. La nonna \u00e8 gi\u00e0 partita da un po\u2019. E finalmente arriva qualcuno. La saracinesca sale.<\/p>\n<p>-Buongiorno bambine. Vorrei un francobollo da 5 lire.<\/p>\n<p>Due sorrisi. Una bimba lo strappa accuratamente lungo il ritaglio, l\u2019altra prende i soldi, cerca il resto.<\/p>\n<p>-Eccolo. Buongiorno.<\/p>\n<p>I sorrisi diventano tre.<\/p>\n<p>Negli uffici postali oggi, le bambine non ci sono pi\u00f9, i sorrisi scarseggiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli anni \u201950 e \u201960 mia nonna era la postina di Madonna dell\u2019Olmo. Ormai pochi la ricordano. 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