{"id":493154,"date":"2026-05-16T10:31:27","date_gmt":"2026-05-16T10:31:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493154\/"},"modified":"2026-05-16T10:31:27","modified_gmt":"2026-05-16T10:31:27","slug":"le-sperimentazioni-di-rauschenberg-conservate-da-twombly-una-mostra-preziosa-da-gagosian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493154\/","title":{"rendered":"Le sperimentazioni di Rauschenberg \u00abconservate\u00bb da Twombly, una mostra preziosa da Gagosian"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 1951, in una <strong>New York<\/strong> ancora dominata dall\u2019ombra dell\u2019Espressionismo Astratto, due giovani artisti si incontrano all\u2019<strong>Art Students League<\/strong> di Manhattan. Uno ha ventisei anni, viene dal <strong>Texas<\/strong> e lavora gi\u00e0 con materiali trovati e superfici sporche. L\u2019altro, pi\u00f9 giovane di tre anni, disegna segni nervosi e guarda all\u2019antichit\u00e0 come a un linguaggio ancora vivo. Si chiamano <strong>Robert Rauschenberg<\/strong> e <strong>Cy Twombly<\/strong>. Nel giro di pochi mesi diventano inseparabili.<\/p>\n<p>Viaggiano insieme, studiano al <strong>Black Mountain College<\/strong>, condividono idee, relazioni, ossessioni artistiche. Attraversano <strong>Italia<\/strong>, <strong>Marocco<\/strong> e <strong>Spagna<\/strong> in anni in cui l\u2019arte americana sta cercando una nuova identit\u00e0. \u00c8 proprio dentro quel rapporto \u2013 personale prima ancora che creativo \u2013 che nasce una parte decisiva dell\u2019arte contemporanea del dopoguerra. Oggi, a pi\u00f9 di settant\u2019anni da quell\u2019incontro, <strong>Gagosian<\/strong> torna su quella storia con una mostra che riporta al centro gli anni giovanili di <strong>Rauschenberg<\/strong> attraverso sei opere provenienti dalla <strong>Cy Twombly Foundation<\/strong>. L\u2019esposizione, \u00abRobert Rauschenberg: Important Early Works from the Cy Twombly Foundation\u00bb, organizzata in occasione del centenario della nascita dell\u2019artista e inaugurata il 25 aprile nel nuovo spazio della galleria al 980 di <strong>Madison Avenue<\/strong>, non racconta soltanto l\u2019evoluzione di uno dei grandi protagonisti del Novecento. Racconta soprattutto un dialogo artistico e umano che ha cambiato il modo di intendere l\u2019arte americana.<\/p>\n<p>Le opere esposte appartengono a una fase ancora instabile e sperimentale della ricerca di <strong>Rauschenberg<\/strong>, quando l\u2019artista stava iniziando a smontare l\u2019idea tradizionale di pittura. Molti lavori di quel periodo sono andati distrutti o riutilizzati nel tempo. Quelli conservati da <strong>Twombly<\/strong> assumono quindi un valore quasi archeologico: frammenti sopravvissuti di un momento in cui tutto era ancora possibile.<br \/>Tra le opere in mostra compare una rara scultura assemblata del 1950, una delle prime realizzate da <strong>Rauschenberg<\/strong>, insieme a \u00abUntitled\u00bb (1950), grande fotogramma creato con <strong>Susan Weil<\/strong> poco prima del loro matrimonio. Sono lavori in cui emerge gi\u00e0 il desiderio di spostare l\u2019arte fuori dai suoi confini tradizionali, portando dentro l\u2019opera il corpo, gli oggetti quotidiani, le tracce della realt\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra attraversa anche nuclei fondamentali come le \u00abBlack Paintings\u00bb, le \u00abElemental Sculptures\u00bb e i primi \u00abCombine\u00bb, opere che mescolano pittura e materiali trovati, anticipando gran parte dell\u2019arte americana successiva. Sullo sfondo si avverte la presenza di <strong>Marcel Duchamp<\/strong>, a cui <strong>Gagosian<\/strong> dedica parallelamente una seconda esposizione. <strong>Rauschenberg<\/strong> raccoglie infatti la lezione duchampiana del ready-made e la trasforma in qualcosa di pi\u00f9 fisico e disordinato: non l\u2019oggetto ironico isolato, ma il caos stesso della vita contemporanea che entra nell\u2019opera.<\/p>\n<p>In quegli anni il rapporto con <strong>Twombly<\/strong> \u00e8 continuo. Al <strong>Black Mountain College<\/strong> i due artisti frequentano figure come <strong>John Cage<\/strong> e <strong>Merce Cunningham<\/strong>, in un ambiente dove musica, performance e arti visive si contaminano liberamente. \u00c8 l\u00ec che <strong>Rauschenberg<\/strong> realizza le celebri \u00abWhite Paintings\u00bb, superfici bianche pensate per registrare luce, ombre e presenza umana \u2013 opere che avrebbero influenzato direttamente la nascita del silenzioso \u00ab4\u201933\u2019\u2019\u00bb di <strong>Cage<\/strong>. Ma mentre <strong>Rauschenberg<\/strong> si avvicina sempre di pi\u00f9 all\u2019assemblaggio e all\u2019uso di materiali reali, <strong>Twombly<\/strong> prende una strada diversa. Dopo il viaggio nel Mediterraneo tra il 1952 e il 1953, sviluppa un linguaggio fatto di scritture, graffiti e riferimenti classici che lo porter\u00e0 a trasferirsi definitivamente in <strong>Italia<\/strong>.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante le traiettorie differenti e la fine della loro relazione sentimentale, il legame tra i due non si interrompe mai davvero. <strong>Twombly<\/strong> continua a conservare opere dell\u2019amico, mentre <strong>Rauschenberg<\/strong> fotografa viaggi, stanze e momenti condivisi che oggi restituiscono il ritratto di una delle relazioni pi\u00f9 fertili dell\u2019arte del dopoguerra. Pi\u00f9 che una semplice amicizia artistica, il loro rapporto appare come il punto d\u2019origine di due linguaggi destinati a trasformare profondamente l\u2019arte americana della seconda met\u00e0 del Novecento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1951, in una New York ancora dominata dall\u2019ombra dell\u2019Espressionismo Astratto, due giovani artisti si incontrano all\u2019Art Students&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":493155,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-493154","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116583798266323863","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/493154","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=493154"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/493154\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/493155"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=493154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=493154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=493154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}