{"id":493527,"date":"2026-05-16T15:39:12","date_gmt":"2026-05-16T15:39:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493527\/"},"modified":"2026-05-16T15:39:12","modified_gmt":"2026-05-16T15:39:12","slug":"perche-taiwan-e-una-polveriera-da-palla-di-fango-nelloceano-a-trappola-per-trump-e-xi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/493527\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Taiwan \u00e8 una polveriera: da \u00abpalla di fango\u00bb nell&#8217;oceano a trappola per Trump e Xi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Guido Santevecchi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla fine, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_15\/vertice-cina-trump-armi-taiwan-niente-indipendenza-xi-jinping-739398c5-e295-4c7b-9335-43ab5ffc6xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la botola della trappola Donald Trump l\u2019ha aperta da solo<\/a>. Parlando a braccio con i giornalisti sull\u2019Air Force One di ritorno da Pechino, dopo che Xi Jinping lo aveva ammonito a non cadere nella \u00abTrappola di Tucidide\u00bb (la guerra tra Sparta e Atene, potenza consolidata e potenza emergente nella Grecia di cinque secoli prima di Cristo).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il presidente americano a Pechino sembrava non aver concesso spazio alle pretese di Xi sulla \u00abinevitabilit\u00e0 storica della riunificazione di Taiwan alla Madrepatria\u00bb. Per\u00f2, <b>nel volo di ritorno, ha detto tre cose<\/b>, non assurde ma potenzialmente esplosive. 1) Non gli piacerebbe inviare i ragazzi americani a 9.500 miglia di distanza a battersi per <b>l\u2019indipendenza di una piccola isola <\/b>che \u00e8 solo a 60 miglia dalla Cina, che \u00e8 molto potente. 2) Non ha ancora deciso se e come andare avanti con le massicce <b>forniture di armi a Taiwan<\/b> (ci sono due pacchetti da 11 e 14 miliardi di dollari in discussione e Pechino ha pi\u00f9 volte \u00absconsigliato\u00bb di andare avanti. 3) Ha concluso che della questione deve parlare \u00abcon la persona&#8230; quello che guida Taiwan\u00bb (non ha citato il nome, magari perch\u00e9 sul momento non gli veniva in mente, ma Taipei \u00e8 governata dal presidente eletto democraticamente nel 2024, Lai Ching-te, con il quale il Partito-Stato cinese rifiuta ogni contatto considerandolo \u00abun separatista, indipendentista e guerrafondaio\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dunque, qual \u00e8 la posizione di Washington su Taiwan e quali sono gli eventi che l\u2019hanno prodotta?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci sono <b>almeno quattro ragioni di importanza strategica<\/b> di un territorio di soli 23 milioni di abitanti. 1) \u00c8 il perno della cosiddetta \u00abPrima catena di isole che vanno grosso modo dal Giappone alle Filippine e contengono la proiezione di forza navale cinese: il generale MacArthur defin\u00ec Taiwan \u00abportaerei inaffondabile\u00bb. 2) Ha sviluppato un\u2019industria che produce il 90% dei microchip pi\u00f9 avanzati, vitali per l\u2019economia globalizzata. 3) Ha un sistema democratico ormai consolidato. 4) Proprio la sua democrazia sovrana spinge Pechino a cercare di riprendere il controllo di Taiwan. Xi Jinping non pu\u00f2 tollerare che un popolo di lingua cinese prosperi nella democrazia elettiva. A lungo andare potrebbe essere un esempio per le masse ora dominate dal Partito-Stato di Pechino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La storia<\/b>: per secoli l\u2019isola a poco pi\u00f9 di cento chilometri a Est della costa cinese era stata <b>considerata dalle dinastie imperiali di Pechino una trascurabile \u00abpalla di fango\u00bb nell\u2019oceano, lasciata ai navigatori portoghesi che invece la chiamarono Formosa (bella)<\/b>, poi agli olandesi, ai giapponesi che la annetterono nel 1985 lasciandola solo nel 1945 alla fine della Seconda guerra mondiale. <b>Nel 1949 divent\u00f2 l\u2019ultima ridotta autoritaria del generalissimo Chiang Kai-shek <\/b>sconfitto da Mao nella guerra civile sul continente: circa due milioni di nazionalisti inseguiti dall\u2019Armata comunista vi si rifugiarono. Erano in gran parte uomini del governo di Chiang, della sua burocrazia, i resti del suo esercito. L\u2019impatto sull\u2019isola, abituata al governo rigoroso dei colonizzatori giapponesi, fu traumatico.  Imposizione della legge marziale per prevenire uno sbarco maoista, corruzione, repressione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dal continente i cinesi continuarono a bombardare le isolette controllate dai nazionalisti a ridosso della costa continentale e a sognare l\u2019invasione di Taiwan.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per anni Taiwan, erede della Repubblica di Cina, mantenne il seggio al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu, schierata con le potenze occidentali. <b>All\u2019inizio degli Anni 70 il grande disgelo tra Richard Nixon e Mao Zedong, port\u00f2 alla dichiarazione americana sull\u2019esistenza di \u00abUna Cina\u00bb<\/b>, quella governata da Pechino. Taiwan fu esclusa dalle Nazioni Unite. Pur non riconoscendo pi\u00f9 Taiwan come Stato, come sacrificio in nome della relazione con la grande Repubblica popolare cinese, <b>nel 1979 Washington vot\u00f2 il \u00abTaiwan Relations Act\u00bb<\/b>, che obbliga le amministrazioni americane a fornire all\u2019isola armi a scopo difensivo. <b>Nel 1982 il presidente Reagan firm\u00f2 un impegno <\/b>secondo il quale gli Stati Uniti non avrebbero consultato la Cina sulla vendita di armi a Taiwan. Niente relazioni diplomatiche formali, dunque, ma appoggio continuo dell\u2019America all\u2019isola assediata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Taipei cominci\u00f2 il percorso verso uno sviluppo democratico. Nel 1979 Pechino dichiar\u00f2 la fine della campagna di cannoneggiamenti sulle isolette e propose di aprire canali di comunicazione; nel 1987 Taipei abrog\u00f2 la legge marziale, consent\u00ec ai suoi cittadini di viaggiare verso il continente per visitare parenti separati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1992, delegazioni di Cina e Taiwan si incontrarono a Hong Kong, allora colonia britannica. Ne usc\u00ec il \u00abConsenso del 1992\u00bb<\/b>: le due parti riconoscevano l\u2019esistenza di \u00abUna Cina\u00bb, ma con \u00abdifferenti interpretazioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1996 Taiwan organizz\u00f2 le prime elezioni presidenziali libere. <\/b>La Cina, consapevole che la fine del regime autoritario sull\u2019isola ne avrebbe rafforzato l\u2019aspirazione all\u2019indipendenza, reag\u00ec con lanci di missili verso lo Stretto. Il presidente Bill Clinton sped\u00ec la portaerei Nimitz per stabilizzare la situazione, i cinesi si calmarono e Taipei ebbe il suo primo presidente democratico.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Per altri vent\u2019anni, <b>fino al 2016, Pechino e Taiwan hanno continuato a parlarsi, fare affari, tra alti e bassi (l\u2019industria taiwanese ha investito centinaia di miliardi nel continente)<\/b>. Nel 2015 Xi Jinping and\u00f2 a Singapore per incontrare Ma Ying-jeou, presidente uscente di Taiwan: ci fu una lunga stretta di mano. Ma Ying-jeu era un uomo del Kuomintang, il partito nazionalista fuggito dalla Cina e per\u00f2 abituato a trattare con i comunisti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 2016 alla presidenza di Taipei sono arrivati i democratici progressisti che sostengono la separazione di fatto <\/b>e contano sull\u2019appoggio americano per resistere all\u2019isolamento internazionale e all\u2019assedio militare orchestrati da Pechino. Da allora, negli ultimi dieci anni, Xi Jinping ha tagliato il dialogo con il governo taiwanese e <b>l\u2019Esercito popolare di liberazione ha lanciato ondate di grandi manovre sempre pi\u00f9 aggressive intorno all\u2019isola<\/b>. Cacciabombardieri con la stella rossa e navi da guerra cinesi sono ormai una presenza quotidiana nello Stretto e nel mare Nord, Sud e Est di Taiwan: hanno simulato blocchi aeronavali, bombardamenti \u00abchirurgici\u00bb e sbarchi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Xi sembra ancora preferire l\u2019opzione della riunificazione per via politica: ad aprile, in attesa di Trump, ha ricevuto a Pechino la leader del Kuomintang nazionalista, nel chiaro tentativo di dividere il fronte interno taiwanese. Un attacco militare frontale a Taipei, dopo la resistenza inattesa dell\u2019Ucraina alla Russia e anche dell\u2019Iran a Stati Uniti e Israele non sembra pensabile al momento. <b>La linea scelta da Xi sembra quella di indebolire politicamente Taipei, premendo perch\u00e9 Trump dichiari \u00abopposizione a ogni idea di indipendenza\u00bb e rinunci a vendere armi.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La linea consolidata di Washington \u00e8 nota come <b>Ambiguit\u00e0 strategica<\/b>: nessun presidente ha mai voluto chiarire formalmente come reagirebbero gli Stati Uniti in caso di invasione cinese. <b>La \u00abStrategic ambiguity\u00bb \u00e8 studiata sia per scoraggiare la Cina da un\u2019azione militare, sia per dissuadere fughe in avanti dell\u2019isola verso una dichiarazione di indipendenza<\/b> che accenderebbe la miccia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trump si \u00e8 dimostrato ancora una volta imprevedibile e incauto: ha messo in dubbio l\u2019impegno militare dell\u2019America ma ha detto che potrebbe parlare \u00abcon l\u2019uomo che governa Taiwan\u00bb. E se dovesse davvero discutere con il presidente Lai Ching-te, sfiderebbe la scomunica di Pechino.<br \/>Le parole sull\u2019Air Force One hanno gi\u00e0 suscitato una reazione a Taipei: ringraziamento per gli sforzi di pace di Trump e \u00absiamo un Paese sovrano e democratico\u00bb. Taiwan ha anche una polizza di assicurazione: quei microchip pi\u00f9 avanzati che fanno muovere l\u2019industria globalizzata.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-16T16:59:52+02:00\">16 maggio 2026 ( modifica il 16 maggio 2026 | 16:59)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Guido Santevecchi Alla fine, la botola della trappola Donald Trump l\u2019ha aperta da solo. 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