{"id":494707,"date":"2026-05-17T11:16:15","date_gmt":"2026-05-17T11:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/494707\/"},"modified":"2026-05-17T11:16:15","modified_gmt":"2026-05-17T11:16:15","slug":"con-piccinini-nessuna-rivalita-fede-mi-lascio-basito-disse-che-sandro-portava-piu-fortuna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/494707\/","title":{"rendered":"\u201cCon Piccinini nessuna rivalit\u00e0. Fede mi lasci\u00f2 basito, disse che Sandro portava pi\u00f9 fortuna&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>           <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/canva-orizzontale-fanpage-2026-05-16T214813.028-1200x675.jpg\" class=\"fp_img js-seedtag-img lb__media-image\" alt=\"Immagine\" width=\"1200\" height=\"675\"\/> <\/p>\n<p>\u201cMusica e sport, un binomio che mi contraddistingue\u201d. Bruno\u00a0Longhi\u00a0lo sottolinea a pi\u00f9 riprese con un certo orgoglio, identificando in queste due passioni il motore della propria vita. \u201cMi sento tuttora un musicista ed un giornalista\u201d, confida a Fanpage.it. \u201cTempo fa rimettemmo in piedi un gruppetto per delle serate di beneficenza e alternavo le telecronache alle esibizioni\u201d.<\/p>\n<p>Classe 1947, i genitori vennero sfollati nel Pavese nel secondo dopoguerra, dove\u00a0Longhi\u00a0rimase prima di stabilizzarsi definitivamente a Milano, all\u2019et\u00e0 di quattro anni. Il primissimo amore, come per qualsiasi bambino, fu il pallone. \u201cOltre all\u2019oratorio, c\u2019era vicino casa un campo da baseball che andava liberato entro le 5 del pomeriggio. Ci giocavamo a calcio, fino a quando arrivavano i titolari. Si trattava dell\u2019eredit\u00e0 del filo-americanismo post bellico e tra una partita guardata e una disputata imparai pure le regole del baseball\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Inter lo corteggi\u00f2 in tenera et\u00e0 e inizi\u00f2 cos\u00ec l\u2019avventura tra le giovanili: \u201cLasciai dopo due anni perch\u00e9 mi beccai tre bronchiti di fila. Ogni volta che ricevevo il via libero dal medico subivo una ricaduta. Ad un certo punto mi disamorai e mollai tutto. Ma un osservatore della Solbiatese, che mi vide in qualche partitella tra amici, mi propose di aggregarmi alla squadra\u201d. Contestualmente\u00a0Longhi\u00a0cominci\u00f2 a suonare il basso e, assieme a Mario Lavezzi e Tonino Cripezzi, fond\u00f2 il gruppo dei Trappers: \u201cCi esibivamo nei locali del centro di Milano e le serate divennero numerose. Il sabato sera capitava di terminare i concerti a tarda ora e di rientrare a casa alle 2. La mattina seguente dovevo essere al campo per giocare e dopo un po\u2019 mi stancai\u201d.<\/p>\n<p>          <a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/spettacolo\/interviste\/gabriele-vagnato-sal-da-vinci-sta-giocando-la-sua-champions-league-e-se-zia-mara-chiama-arrivo-correndo\/\" target=\"_self\" data-anact=\"leggi-anche\" class=\"ra__post-title\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n        Gabriele Vagnato: &#8220;Sal Da Vinci sta giocando la sua Champions League. E se Zia Mara chiama, arrivo correndo&#8221;<br \/>\n      <\/a><\/p>\n<p><strong>Scelse la musica.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, i Trappers funzionavano e successivamente arriv\u00f2 l\u2019esperienza con i Flora Fauna &amp; Cemento, che negli anni settanta godettero per un biennio di un certo successino.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 anche vantarsi di aver suonato sulle navi da crociera.<\/strong><\/p>\n<p>Fu un\u2019una tantum. La mamma di Lavezzi aveva trovato un ingaggio su una nave e ci lanciammo. Fu un viaggio drammatico, dato che tutti \u2013 eccetto Mario \u2013 soffrivamo di mal di mare. Un\u2019esperienza di vita nuova, tuttavia dimenticabile dal punto di vista del benessere (ride, ndr).<\/p>\n<p><strong>Alla musica, per\u00f2, prefer\u00ec il giornalismo. Perlomeno come mestiere da intraprendere.<\/strong><\/p>\n<p>Si deve entrare nell\u2019ottica dell\u2019epoca. A 18 anni il pensiero di essere musicista a 70 mi rabbrividiva. Mi vedevo come quei signori che suonavano nelle balere. Sia io che mio padre volevamo un futuro diverso, anche se lui si era fissato affinch\u00e9 diventassi un commercialista. Non a caso mi iscrissi alla Bocconi, che non terminai.<\/p>\n<p><strong>Esord\u00ec a Nova Radio.<\/strong><\/p>\n<p>La vita \u00e8 piena di coincidenze. Io e Sergio Poggi ci divertivamo con il registratore a fare delle gag sulla scia di \u2018Alto Gradimento\u2019. Materiale che era esclusivamente per noi. Ma un giorno il direttore della Ricordi ci chiese di dare una mano come programmatori ad un amico che aveva aperto una radio. Vivendo questa realt\u00e0 quotidianamente me ne innamorai e mi inventai una rubrica sportiva di interviste sfruttando le conoscenze che avevo maturato nel corso dei miei anni all\u2019Inter.<\/p>\n<p><strong>Contemporaneamente avvi\u00f2 la collaborazione col \u201cCorriere dell\u2019Informazione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E l\u00ec mi avvicinai per la prima volta alla tv. Il capo dello sport mi chiese di aiutarlo proponendomi un\u2019intervista televisiva a Nils Liedholm: \u2018Io non posso apparire, fammela tu\u2019. Il risultato piacque e mi contattarono da TeleMilano 58 che apparteneva ad un emergente Silvio Berlusconi. Non sapevo assolutamente chi fosse.<\/p>\n<p><strong>Si trov\u00f2 a lavorare con Mike Bongiorno.<\/strong><\/p>\n<p>Conduceva \u2018MilanInter Club\u2019, la prima rassegna sportiva della futura Canale 5. Io mi occupavo dell\u2019angolo dedicato all\u2019Inter. Gli studi erano belli, ma mancava la sincronia nel lavoro. Spesso le registrazioni slittavano, tutto era caotico. Erano i primi vagiti, il seme da cui germogli\u00f2 il gruppo Mediaset.<\/p>\n<p><strong>Se ne and\u00f2 a Telemontecarlo, dove pot\u00e9 commentare i Mondiali del 1986.<\/strong><\/p>\n<p>La rete era di propriet\u00e0 di Rete Globo e seguii tutti i match del Brasile assieme a Jos\u00e8 Altafini. A questi se ne sommarono altri, tra cui quelli dell\u2019Italia e dell\u2019Argentina. Fu un\u2019esperienza inebriante.<\/p>\n<p><strong>Nel 1988 riabbracci\u00f2 la Fininvest e approd\u00f2 a Telecapodistria.<\/strong><\/p>\n<p>Era una sua protesi. Diciamo che era la risposta a Tmc. Telecapodistria divent\u00f2 poi Telepi\u00f9 e quando per via della legge Mamm\u00ec Berlusconi fu costretto a distaccarsene rientrai alla base. La mia prima telecronaca per Canale 5 fu pure la prima per la rete. Era un Olanda-Galles che mandammo in onda perch\u00e9 c\u2019erano Van Basten, Gullit e Rijkaard che militavano nel Milan.<\/p>\n<p><strong>A sorpresa Berlusconi arruol\u00f2 anche Nando Martellini.<\/strong><\/p>\n<p>Fu una mossa nostalgica, probabilmente suggeritagli da Fabio Capello. Nando era una persona squisita, di una correttezza esemplare.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>Lo vedemmo in evidente difficolt\u00e0. Le nostre partite ospitavano all\u2019interno 7 secondi di pubblicit\u00e0 e lo spot andava lanciato nel momento giusto, quando non si giocava. Serviva dimestichezza e purtroppo inciamp\u00f2 un sacco di volte. Ricordo un Grasshopper- Roma che guardai da casa. Diedero un rigore alla Roma e lui chiam\u00f2 la pubblicit\u00e0 proprio mentre venne calciato il penalty. L\u2019insieme di queste cose indusse l\u2019azienda a chiudere il rapporto.<\/p>\n<p><strong>Come venivano scelti i telecronisti delle finali di Champions League?<\/strong><\/p>\n<p>Inizialmente le gare pi\u00f9 importanti le facevamo io e Roberto Bettega, mentre dopo la parentesi di Martellini nacque la logica dell\u2019alternanza tra me e Sandro Piccinini.<\/p>\n<p><strong>Infatti lui comment\u00f2 Ajax-Milan del 1995 e lei l\u2019ultimo trionfo della Juventus, dodici mesi dopo.<\/strong><\/p>\n<p>A Sandro toccarono gli anni pari, a me quelli dispari. Fu una bella convivenza.<\/p>\n<p><strong>Piccinini, per sua stessa ammissione, soffr\u00ec per la mancata conferma nel 1996 arrivando addirittura a rassegnare le dimissioni.<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro rapporto era ottimo, non esisteva la rivalit\u00e0. Sai, \u00e8 un po\u2019 come quando un allenatore ti dice che giocherai titolare e invece alla fine ti lascia in panchina. La colpa semmai \u00e8 del mister, non di chi ti sostituisce. Ci siamo sempre stimati, pur avendo vissuto praticamente delle vite che scorrevano su binari paralleli. Io viaggiavo da una parte dell\u2019Europa, lui dall\u2019altra. Ci incontravamo di rado.<\/p>\n<p><strong>La regola degli anni pari le fece \u2018bucare\u2019 la clamorosa finale del 1999 tra Manchester United e Bayern e il match tutto italiano tra Milan e Juve del 2003. Rimpianti?<\/strong><\/p>\n<p>Sandro comment\u00f2 il ribaltone dello United e fui sinceramente felice per lui, visto che era un malato di calcio inglese. Per quel che riguarda la finale 2003, non ho mai avuto il rammarico per averla saltata. Si andava avanti a scatola chiusa, quello che veniva veniva. E comunque pure io mi tolsi le mie belle soddisfazioni.<\/p>\n<p><strong>Tipo?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2002 assistetti al gol fantascientifico di Zidane contro il Bayer Leverkusen. Mi esalt\u00f2 cos\u00ec tanto che urlai come mai avevo fatto prima. Avevo un bel rapporto con Zizou e la sua rete mi riemp\u00ec di emozione. A questo aggiungici l\u2019ultima vittoria della Juve, una gemma che conservo con soddisfazione, e il trionfo dell\u2019Inter di Mourinho commentato per Mediaset Premium. Ma, ora che ci penso, ci fu una circostanza in cui ci rimasi davvero male.<\/p>\n<p><strong>Racconti.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1995 ci saremmo dovuti alternare anche nelle semifinali. Il Milan affront\u00f2 il Psg e avrei dovuto occuparmi del ritorno. In quella fase a capo dello sport di Mediaset c\u2019era Emilio Fede che mi blocc\u00f2: \u2018Abbiamo deciso di non fartela fare perch\u00e9 Sandro porta fortuna\u2019. Rimasi basito. Credo che a sconvolgermi fu soprattutto la motivazione. Fede fuori dall\u2019ambito professionale era simpaticissimo. Ma quella volta mi lasci\u00f2 interdetto.<\/p>\n<p><strong>Quanto c\u2019\u00e8 di improvvisato e di preparato in una telecronaca?<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che prepari \u00e8 la tua \u00e0ncora di salvataggio che ti torna utile nei momenti morti. In quel caso puoi snocciolare dati e sfruttare il materiale che hai raccolto. \u0400 normale che ci sia uno scheletro, ma non ho mai studiato a priori la formula da usare per una vittoria o una sconfitta. C\u2019\u00e8 chi lo fa, ad esempio Marco Civoli nel 2006 url\u00f2 \u2018Il cielo \u00e8 azzurro sopra Berlino\u2019, che era chiaramente una citazione ricercata.<\/p>\n<p><strong>Il peggior imprevisto?<\/strong><\/p>\n<p>Marsiglia-Milan, nel 1991. Vissi in prima persona il dramma delle luci che si spensero, con Galliani che invit\u00f2 la squadra a lasciare il campo. Quella sera ero solo, Bettega era assente. Accadde una roba che non aveva precedenti e non avevo supporti. Brancolavo nel buio, in un contesto non previsto.<\/p>\n<p><strong>Con internet sarebbe stato tutto pi\u00f9 semplice.<\/strong><\/p>\n<p>Senza il web era dura, dovevi arrangiarti. Negli anni ottanta commentai Stella Rossa-Real Madrid e per ottenere informazioni fui costretto a chiamare Boskov. Non avevo altre soluzioni. Con internet oggi puoi davvero fare tutto, persino andarti a rivedere la gara che un determinato calciatore ha disputato la settimana prima. Il livello si \u00e8 alzato, i telecronisti di adesso sono pi\u00f9 bravi perch\u00e9 avvantaggiati dalla tecnologia e dalle conoscenze. Tutti quelli che ascolti sono di qualit\u00e0 ottima, l\u2019unica differenza la fa la voce. C\u2019\u00e8 chi ce l\u2019ha pi\u00f9 televisiva e chi meno.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra grana era rappresentata dalle pronunce dei nomi dei giocatori stranieri. Come rimediava?<\/strong><\/p>\n<p>Quando arrivavi allo stadio cercavi qualche collega straniero e ti facevi dare delle dritte. Pi\u00f9 difficile se la partita la commentavi da tubo. Allora chiamavi qualche giocatore. Le pronunce di nomi inglesi, tedeschi e francesi li dovevi eseguire nel rispetto della loro provenienza. Se invece ti capitava uno svedese c\u2019era maggiore elasticit\u00e0. Per capirci, il G\u00f6teborg lo leggevo all\u2019italiana. Mi sembrava ridicolo pronunciarlo alla loro maniera.<\/p>\n<p><strong>Prima delle partite dava un\u2019occhiata al meteo?<\/strong><\/p>\n<p>Il freddo \u00e8 stata la mia disgrazia. Avrei voluto scrivere un libro interamente dedicato alle mie sofferenze. Prima parlavo di Stella Rossa-Real: in quell\u2019occasione mi portai una coperta dall\u2019hotel, mentre Altafini indossava il pigiama sotto ai vestiti. Una volta mi spedirono a Varsavia a seguire la Sampdoria. Ero stato in quello stadio a settembre e c\u2019era la cabina, che per\u00f2 non ritrovai a dicembre, perch\u00e9 stavano smantellando l\u2019impianto. Quando per la tv intervistai Boskov a bordocampo ricevetti la telefonata di mia moglie che mi inform\u00f2 che ero apparso col viso viola. Stavo letteralmente congelando.<\/p>\n<p><strong>Dal 2003 al 2007 prest\u00f2 la voce al videogioco Fifa. Un riconoscimento mica da poco.<\/strong><\/p>\n<p>Non mi sono mai risentito ed ero inconsapevole del successo che avrebbe riscosso.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-16-alle-21.48.22.jpg\"  class=\"fp_img lb__media-image\" alt=\"Bruno Longhi con Alessandro Del Piero e Raul Cremona alla presentazione di uno dei videogiochi a cui ha prestato la voce.\" width=\"1558\" height=\"1026\"\/> <\/p>\n<p>Bruno Longhi con Alessandro Del Piero e Raul Cremona alla presentazione di uno dei videogiochi a cui ha prestato la voce.<\/p>\n<p><strong>Come si sviluppavano le registrazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Ti davano dei testi tradotti dall\u2019inglese, con le frasi che andavano italianizzate. Andavano lette tutte sia in versione enfatica che tranquilla. Saranno state circa mille frasi, pi\u00f9 tutti i nomi dei calciatori. Poi le modalit\u00e0 cambiarono con la richiesta di raccontare le azioni alla mia maniera senza per\u00f2 nominare i giocatori. Era paradossalmente pi\u00f9 faticoso.<\/p>\n<p><strong>Nel 2005 Mediaset scipp\u00f2 alla Rai \u201cNovantesimo Minuto\u201d, ma l\u2019operazione si rivel\u00f2 un flop. A vent\u2019anni di distanza che spiegazione si d\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Non penso fosse un discorso di brand identificato con la Rai. Quando negli anni novanta acquisimmo la Coppa Italia la manifestazione era sottovalutatissima. Eppure la rilanciammo. L\u2019intoppo di \u2018Serie A\u2019 fu soprattutto interno. Bonolis si affid\u00f2 ad un gruppo di lavoro esterno alla redazione sportiva, che si ribell\u00f2. Ci fu una rottura che port\u00f2 alla sua sostituzione con Mentana. Io mi occupavo della partita pi\u00f9 importante di giornata, ero inviato, quindi c\u2019entravo poco.<\/p>\n<p><strong>Nel 2016 diede l\u2019addio a Mediaset.<\/strong><\/p>\n<p>Le telecronache le avevo mollate 3-4 anni prima per proseguire come semplice collaboratore. Il capo dello sport, Ettore Rognoni, se n\u2019era andato ed erano cambiate un sacco di cose. Trovandomi in un mondo diverso da quello precedente, compresi che era arrivato il momento di smettere.<\/p>\n<p><strong>Oggi cosa fa?<\/strong><\/p>\n<p>Intervengo come opinionista a Radio Sportiva e nelle trasmissioni di Top Calcio 24 su 7Gold. Sono appagato, nella mia carriera ho seguito 8 Mondiali ed altrettanti Europei. Di acqua sotto i ponti ne \u00e8 passata molta. Pu\u00f2 bastare.<\/p>\n<p><strong>Nessuna nostalgia del racconto delle partite?<\/strong><\/p>\n<p>No. Quando prendi una decisione e sei sincero con te stesso, poi la porti avanti. Non mi mancano le cronache, n\u00e9 ho il desiderio di rifarle. Smisi perch\u00e9 era diventato difficile tenere certi ritmi e, nonostante l\u2019impegno non fosse fisicamente gravoso, cominciai ad avere problemi di insonnia nelle notti successive alle partite. Pertanto, decisi che fosse giusto ripensare il mio futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cMusica e sport, un binomio che mi contraddistingue\u201d. Bruno\u00a0Longhi\u00a0lo sottolinea a pi\u00f9 riprese con un certo orgoglio, identificando&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":494708,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-494707","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116589637935996378","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/494707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=494707"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/494707\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/494708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=494707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=494707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=494707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}