{"id":495614,"date":"2026-05-18T01:22:20","date_gmt":"2026-05-18T01:22:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/495614\/"},"modified":"2026-05-18T01:22:20","modified_gmt":"2026-05-18T01:22:20","slug":"nella-faglia-di-gofar-i-terremoti-sono-prevedibili-svelato-il-mistero-barriere-di-roccia-fanno-ripetere-il-ciclo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/495614\/","title":{"rendered":"Nella faglia di Gofar i terremoti sono prevedibili, svelato il mistero: &#8220;Barriere di roccia fanno ripetere il ciclo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>           <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fagliasottomarina_terremoti_iStock-1404681709-1200x675.jpg\" class=\"fp_img js-seedtag-img lb__media-image\" alt=\"Immagine\" width=\"1200\" height=\"675\"\/> <\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 ampiamente noto e sottolineato a pi\u00f9 riprese dall&#8217;<strong>INGV<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.ov.ingv.it\/index.php\/divulgazione\/domande-frequenti\" data-anact=\"corpo-articolo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">i <strong>terremoti<\/strong> <strong>non possono essere previsti<\/strong><\/a>. I sismologi sono a caccia da decenni di <strong>anomalie<\/strong>, schemi e altri elementi nel sistema della <strong>crosta terrestre<\/strong> che possa aiutare a prevedere un <strong>sisma<\/strong>, in particolar modo uno potente e distruttivo di <strong>magnitudo<\/strong> significativa, ma tutti gli indizi raccolti sono sfociati in un nulla di fatto. Ad oggi, non c&#8217;\u00e8 modo di poter prevedere un <strong>sisma<\/strong>. Ma come per tutte le regole, abbiamo l&#8217;<strong>eccezione<\/strong>. C&#8217;\u00e8 infatti un luogo nel cuore dell&#8217;<strong>Oceano Pacifico<\/strong>, al largo della costa occidentale dell&#8217;<strong>Ecuador<\/strong>, in cui i sismi si ripetono con una ciclo da \u201corologio svizzero\u201d. Ogni <strong>5-6 anni<\/strong>, da circa 30 anni, la <strong>faglia di Gofar<\/strong> innesca terremoti di <strong>magnitudo 6.0<\/strong> (circa) pi\u00f9 o meno negli <strong>stessi punti<\/strong>. Uno schema che si ripete con una regolarit\u00e0 davvero sorprendente, nell&#8217;ambito della <strong>sismologia<\/strong>. Ora, grazie un approfondito studio <a href=\"https:\/\/www.science.org\/eprint\/INTQ8RDBUXTTEKD4MKEI\/full?activationRedirect=\/doi\/full\/10.1126\/science.ady6190\" data-anact=\"corpo-articolo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">pubblicato su Science<\/a>, i i ricercatori sono riusciti a far luce su ci\u00f2 che avviene in questa <strong>faglia sottomarina<\/strong> lungo la Dorsale del Pacifico Orientale, a 1.600 chilometri dalla costa del Paese sudamericano.<\/p>\n<p>A svelare il mistero della <strong>regolarit\u00e0 sismica<\/strong> della faglia di Gofar, una faglia trasforme che collega le placche tettoniche del <strong>Pacifico<\/strong> e di <strong>Nazca<\/strong>, \u00e8 stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Indiana, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di molti istituti. Fra quelli coinvolti l&#8217;Istituto di Oceanografia Scripps dell&#8217;Universit\u00e0 della California; il Centro di scienze sismiche del Servizio geologico degli Stati Uniti (l&#8217;US GS, che ha appena scoperto un enorme deposito di litio sotto i Monti Appalachi); il Dipartimento di Scienze della Terra e dell&#8217;Ambiente del Boston College; il Dipartimento di Geologia e Geofisica del Woods Hole Oceanographic Institution e molti altri. I ricercatori, coordinati dalla <a href=\"https:\/\/earth.indiana.edu\/directory\/faculty\/gong-ginny.html\" data-anact=\"corpo-articolo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">professoressa<strong> Jianhua Gong<\/strong><\/a>, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell&#8217;Atmosfera dell&#8217;ateneo dell&#8217;Indiana, hanno risolto questo enigma decennale dopo aver studiato a fondo la faglia in due periodi, nel 2008 e nel 2019-2022, dopo aver calato sul fondale marino appositi <strong>sismometri<\/strong>. Grazie a questi strumenti sono riusciti a raccogliere dati prima, durante e dopo i terremoti di magnitudo 6.0 che si sono scatenati nell&#8217;arco di 12 anni, come ampiamente previsto dal ciclo della faglia. Che cosa hanno scoperto?<\/p>\n<p>Tutto ruota attorno alla presenza di due <strong>tratti di roccia <\/strong>che gli studiosi chiamano <strong>barriere<\/strong>. Si tratta di veri e propri <strong>cuscinetti<\/strong> che riescono a tenere a bada i terremoti sottomarini della faglia di Gofar, frenandoli sempre attorno alla magnitudo sopraindicata. Queste barriere strutturali, di fatto, impediscono che gli eventi sismici si propaghino, isolando il sistema e \u201cchiudendolo\u201d in un ciclo che si ripete con sorprendente linearit\u00e0. I ricercatori hanno osservato in questi tratti di faglia, prima dell&#8217;evento principale, si sviluppano moltissimi <strong>piccoli terremoti<\/strong> (microsismi). Queste zone sono caratterizzate da una struttura molto complessa, come una elevata <strong>porosit\u00e0<\/strong> e abbondante infiltrazione di <strong>acqua marina<\/strong>, inoltre sono ramificate e hanno delle aperture che permettono movimenti compresi tra i <strong>100<\/strong> e i <strong>400 metri<\/strong> (che i sismologi chiamano <strong>step-over transtensionali<\/strong>).<\/p>\n<p>          <a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/innovazione\/scienze\/ponte-sullo-stretto-mario-tozzi-se-non-approfondisci-rischi-come-a-kobe-il-disastro-del-1995-in-giappone\/\" target=\"_self\" data-anact=\"leggi-anche\" class=\"ra__post-title\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n        Ponte sullo Stretto, Mario Tozzi: \u201cSe non approfondisci rischi come a Kobe\u201d. Il disastro del 1995 in Giappone<br \/>\n      <\/a><\/p>\n<p>\u00c8 questa geometria, di concerto con l&#8217;infiltrazione di fluidi, a trasformare le barriere in veri e propri freni naturali dei sismi. Dopo le migliaia di terremoti \u2013 tra i quali possono verificarsi anche eventi di magnitudo tra 3.0 e 4.5 \u2013 e l&#8217;evento principale, la sismicit\u00e0 si arresta di colpo. Durante il terremoto di magnitudo 6.0 si verificano danni strutturali, aumento della porosit\u00e0, infiltrazione di fluidi e variazioni di pressione dei pori, tutti elementi che sono in grado di assorbire lo <strong>stress<\/strong> e fermare la propagazione del sisma. Lo stress poi comincia ad accumularsi nuovamente nel sistema in modo pressoch\u00e9 lineare, fino al prossimo terremoto intenso che segue lo stesso ciclo.<\/p>\n<p>\u201cQuesto processo, che gli scienziati chiamano \u2018<strong>rafforzamento per dilatanza<\/strong>\u2018, si verifica quando una grande frattura sismica raggiunge la barriera rocciosa: il movimento improvviso provoca un momentaneo blocco della roccia porosa e satura di fluidi, poich\u00e9 la pressione dei pori, ovvero la pressione dei fluidi intrappolati all&#8217;interno della roccia e che si oppone alla pressione di confinamento della roccia stessa, diminuisce bruscamente, arrestando di fatto la frattura prima che possa espandersi\u201d, <a href=\"https:\/\/news.iu.edu\/college\/live\/news\/51003-iu-researcher-helps-solve-mystery-of\" data-anact=\"corpo-articolo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">spiegano gli autori dello studio in un comunicato stampa<\/a>.<\/p>\n<p>\u201cQueste barriere non sono semplici elementi passivi del paesaggio. Sono parti attive e dinamiche del sistema di faglie, e comprendere il loro funzionamento cambia il nostro modo di pensare ai limiti sismici di queste faglie\u201d, ha spiegato la professoressa Gong. I dati raccolti da questo studio possono aiutare a capire meglio le <strong>dinamiche<\/strong> che coinvolgono altre faglie sottomarine e mettere a punto modelli pi\u00f9 accurati, soprattutto per quelle che generano terremoti (e conseguenti tsunami) pericolosi per la popolazione. I dettagli della ricerca \u201cPredictable seismic cycles result from structural rupture barriers on oceanic transform faults\u201d sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Com&#8217;\u00e8 ampiamente noto e sottolineato a pi\u00f9 riprese dall&#8217;INGV, i terremoti non possono essere previsti. 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