{"id":49562,"date":"2025-08-15T18:52:10","date_gmt":"2025-08-15T18:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/49562\/"},"modified":"2025-08-15T18:52:10","modified_gmt":"2025-08-15T18:52:10","slug":"lenorme-massacro-nel-campo-per-sfollati-di-zamzam-in-darfur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/49562\/","title":{"rendered":"L&#8217;enorme massacro nel campo per sfollati di Zamzam, in Darfur"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Lo scorso aprile il grande campo profughi di Zamzam, che si trova nella regione del Darfur, in Sudan, <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/04\/14\/darfur-rsf-attacchi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00e8 stato attaccato<\/a> dalle Rapid Support Forces (RSF), il gruppo paramilitare che sta combattendo una sanguinosa guerra civile contro l\u2019esercito sudanese. Fin da subito \u00e8 emerso che le RSF avevano commesso crimini estesi e gravi: 400mila persone sono state espulse dal campo, moltissime altre sono state uccise. Le stime iniziali erano di 400 morti, ma un\u2019inchiesta pubblicata dal <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/global-development\/2025\/aug\/07\/genocide-sudan-zamzam-camp-timeline\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guardian<\/a> dice che i morti sarebbero pi\u00f9 di 1.500.<\/p>\n<p>Il massacro \u00e8 durato tre giorni. I miliziani delle RSF hanno ucciso decine di persone alla volta. Tante sono morte di fame o di sete mentre cercavano di scappare per raggiungere aree sicure. Moltissime donne sono state stuprate, altre sono state rapite dalle RSF e di loro non si sa pi\u00f9 nulla. \u00c8 assai probabile che le atrocit\u00e0 commesse nel campo di Zamzam siano tra le peggiori compiute dall\u2019inizio della guerra, dove le due parti che si stanno combattendo erano gi\u00e0 state accusate di crimini molto gravi. Secondo l\u2019ONU in Sudan \u00e8 in corso una delle peggiori crisi umanitarie del Ventunesimo secolo, con 12 milioni di sfollati su una popolazione di 50 milioni di persone e almeno 150mila morti.<\/p>\n<p>Governo e RSF non si combattono lungo fronti definiti, e la situazione varia a seconda della regione. Le RSF controllano una buona parte del Darfur, che si trova nell\u2019ovest del paese. L\u00ec una delle pochissime aree controllate dal governo sudanese \u00e8 la citt\u00e0 di Al Fashir. Zamzam, come tanti altri campi per sfollati, si trova nelle sue vicinanze, circa 15 chilometri a sud. Prima dell\u2019attacco, anche Zamzam era controllato dal governo e dalle milizie locali sue alleate.<\/p>\n<p>Questa cartina mostra la situazione in Sudan all\u2019inizio di agosto. Le zone controllate dal governo sudanese sono quelle in rosso, quelle controllate dalle RSF sono in giallo. Al Fashir \u00e8 quel piccolo puntino rosso, a sud-ovest (in basso a sinistra, nella mappa).<\/p>\n<p>Zamzam \u00e8 un vasto campo per sfollati costruito nel 2004. Ha dimensioni molto grandi, paragonabili a quelle di una citt\u00e0: si stima che prima degli attacchi delle RSF ci vivessero 500mila persone. Inizialmente era destinato a ospitare le persone che erano state l\u2019obiettivo della pulizia etnica dei Janjawid nei primi anni Duemila.<\/p>\n<p>I Janjawid erano una milizia formata principalmente da popolazioni nomadi che parlavano arabo, che dal 2003 al 2006 fu usata dal governo sudanese per reprimere le <a class=\"c-link\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/03\/31\/che-posto-e-darfur\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-stringify-link=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/03\/31\/che-posto-e-darfur\/\" data-sk=\"tooltip_parent\">rivolte nel Darfur<\/a>, compiendo massacri e pulizie etniche. \u00c8 proprio dai Janjawid che nacquero le RSF, che hanno mantenuto la stessa ideologia violenta caratterizzata anche da un profondo razzismo verso le trib\u00f9 africane locali che non parlano arabo e praticano l\u2019agricoltura. Molti degli abitanti di Zamzam appartenevano a queste trib\u00f9, come gli <a class=\"c-link\" href=\"https:\/\/msf.org.uk\/article\/sudan-msf-teams-launch-emergency-response-thousands-flee-zamzam-camp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-stringify-link=\"https:\/\/msf.org.uk\/article\/sudan-msf-teams-launch-emergency-response-thousands-flee-zamzam-camp\" data-sk=\"tooltip_parent\">zaghawa e i fur<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3383042 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1755117735-AP10040917195.jpg\" alt=\"Una bambina raccoglie acqua al campo di Zamzam nel 2010\" width=\"980\" height=\"609\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Una ragazzina sudanese aspetta a un centro di distribuzione dell\u2019acqua nel campo di Zamzam, nel 2010 (AP\/Nasser Nasser)<\/p>\n<p>Le RSF avevano cominciato ad assediare la citt\u00e0 di Al Fashir lo scorso anno. Anche per le persone che abitavano a Zamzam \u2013 in grande maggioranza donne e bambini \u2013 le condizioni erano diventate difficilissime: di fatto erano bloccate all\u2019interno del campo, che spesso veniva attaccato e bombardato dalle RSF. Gli abitanti di Zamzam avevano scavato molte buche improvvisate, in cui ripararsi quando necessario. Il cibo era pochissimo, era iniziata <a href=\"https:\/\/www.wfp.org\/news\/wfp-forced-pause-food-distributions-sudans-zamzam-camp-fighting-intensifies\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una carestia<\/a>\u00a0e molte persone erano morte di fame.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/07\/25\/fame-arma-di-guerra-civili\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Usare la fame come arma di guerra<\/a><\/p>\n<p>Le RSF hanno attaccato direttamente Zamzam l\u201911 aprile del 2025, entrando dai quartieri pi\u00f9 a sud, cominciando a uccidere sistematicamente i suoi abitanti mentre bombardavano il campo e incendiavano le abitazioni. Non hanno incontrato grossa resistenza: il campo era difeso da volontari e da <a href=\"https:\/\/sudantribune.com\/article295916\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">alcuni gruppi locali<\/a> alleati del governo sudanese e addestrati per proteggere i civili, ma erano troppo pochi rispetto ai combattenti delle RSF.<\/p>\n<p>Una sopravvissuta ha detto al Guardian\u00a0che i miliziani delle RSF hanno massacrato i civili \u00abcome animali\u00bb. Molte persone hanno cominciato a fuggire verso i quartieri pi\u00f9 settentrionali per evitare le violenze.<\/p>\n<p>Nella foto, diversi abitanti del campo di Zamzam scappano dai miliziani delle RSF, durante gli attacchi dello scorso aprile.<\/p>\n<p>Gli attacchi sono continuati fino a domenica 13 aprile. Quella mattina, hanno raccontato i sopravvissuti, c\u2019\u00e8 stato l\u2019ultimo grande massacro delle RSF. Centinaia di persone si sono radunate in piazza Saloma, nel nord di Zamzam, e nella moschea pi\u00f9 vicina. Attorno alle 8 sono arrivati i miliziani delle RSF e hanno fatto uscire tutti dalla moschea. \u00abHanno cominciato a dividere le persone sulla base della loro etnia e della forza fisica\u00bb, ha raccontato un uomo di nome Ibrahim. Gli uomini sono stati fatti mettere in fila, e molti di loro sono stati uccisi. Le donne e i bambini con maggiore forza fisica sono stati costretti a trasportare bestiame fino alla citt\u00e0 di Kabkabiya, a 170 chilometri di distanza. Poi le RSF hanno attaccato le persone rimaste in piazza. Non si sa quanti siano stati i morti.<\/p>\n<p>Alla fine dei tre giorni di massacri, le RSF hanno permesso alla maggior parte degli abitanti rimasti di andarsene: <a href=\"https:\/\/dtm.iom.int\/dtm_download_track\/76546?file=1&amp;type=node&amp;id=51346\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">si stima<\/a> che l\u2019abbiano fatto circa 400mila persone, che si sono poi dirette soprattutto verso Al Fashir e un\u2019altra citt\u00e0 vicina, Tawila. Molte sono morte durante lo spostamento, per mancanza di acqua e di cibo e per altri attacchi delle RSF. Altre sono rimaste a Zamzam: <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/global-development\/2025\/apr\/18\/survivors-attack-sudan-zamzam-camp-rapid-support-forces-paramilitaries\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">secondo alcune ricostruzioni<\/a> perch\u00e9 i miliziani volevano lasciarsi la possibilit\u00e0 di usarle come \u201cscudi umani\u201d in caso di contrattacco da parte dell\u2019esercito regolare o delle milizie sue alleate.<\/p>\n<p>Per diversi mesi non \u00e8 stata chiara la portata del massacro compiuto a Zamzam. La difficolt\u00e0 di parlare con i sopravvissuti e il fatto che non fosse pi\u00f9 possibile entrare nel campo senza il permesso delle RSF hanno reso complicate le ricostruzioni. Si parlava per\u00f2 gi\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/cy8e5kj5gmdo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pi\u00f9 di 400 morti<\/a>, una strage enorme, e c\u2019era qualche elemento per dire che erano stati compiuti crimini molto gravi. Ci\u00f2 nonostante, le reazioni internazionali sono state quasi nulle.<\/p>\n<p>Il 15 aprile, pochi giorni dopo gli attacchi, il governo del Regno Unito ha tenuto a Londra un\u2019importante conferenza internazionale sul Sudan. Eppure, nonostante il ministero degli Esteri fosse stato avvisato gi\u00e0 l\u201911 aprile di quello che era successo, del massacro non si \u00e8 detto nulla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3383296 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1755157950-AP25105371300348.jpg\" alt=\"Il ministro degli Esteri britannico, David Lammy, alla conferenza sul Sudan organizzata a Londra il 15 aprile\" width=\"980\" height=\"653\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Il ministro degli Esteri britannico David Lammy alla conferenza sul Sudan, organizzata a Londra il 15 aprile (AP\/Isabel Infantes)<\/p>\n<p>Alla conferenza erano presenti anche rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti, che secondo molti <a href=\"https:\/\/adf-magazine.com\/2025\/01\/evidence-of-uae-supplying-rsf-continues-to-mount\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sostengono le RSF<\/a> con l\u2019invio di armi (un\u2019accusa che loro <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/un-panel-investigates-emirati-links-seized-weapons-darfur-2025-04-29\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">smentiscono<\/a>). Secondo la ricostruzione del Guardian, il governo britannico avrebbe potuto sfruttare i preparativi della conferenza per fare pressione sugli Emirati Arabi Uniti, in modo che convincessero le RSF a non attaccare Zamzam. Non lo ha fatto anche per non peggiorare i rapporti diplomatici con gli Emirati, in un momento in cui i due governi stanno negoziando un importante <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/politics\/2025\/may\/29\/uk-gulf-trade-deal-worth-16bn-lacks-human-rights-provisions-groups-warn\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">accordo commerciale<\/a>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice capire cosa stia accadendo ora a Zamzam, che \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.dabangasudan.org\/en\/all-news\/article\/rsf-fighters-turn-darfur-camp-into-barracks-displacing-thousands\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ancora occupato<\/a> dalle RSF, n\u00e9 come stiano le persone che sono rimaste. Nelle ultime settimane, i miliziani delle RSF hanno continuato il loro assedio di Al Fashir e hanno attaccato altri campi per sfollati, come quello di <a href=\"https:\/\/news.un.org\/en\/story\/2025\/08\/1165642\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Abu Shouk<\/a>, che si trova alla periferia della citt\u00e0. La situazione, come pure per le persone che sono scappate da Zamzam e che adesso si trovano a <a href=\"https:\/\/www.nrc.no\/news\/2025\/july\/sudan-darfur-displacement\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tawila<\/a>, rimane tragica, a causa della <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/czxp0qyn6dqo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mancanza di cibo<\/a> e per la diffusione delle malattie, in particolare il colera.<\/p>\n<p>Nel 2023 la Corte Penale Internazionale, che si occupa di investigare e punire i crimini di guerra e i crimini contro l\u2019umanit\u00e0, ha iniziato un\u2019indagine sui crimini commessi nel Darfur durante la guerra in corso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Lo scorso aprile il grande campo profughi di Zamzam, che si trova nella regione del Darfur,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":49563,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-49562","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}