{"id":495954,"date":"2026-05-18T08:11:18","date_gmt":"2026-05-18T08:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/495954\/"},"modified":"2026-05-18T08:11:18","modified_gmt":"2026-05-18T08:11:18","slug":"prezzi-degli-alloggi-alle-stelle-e-730mila-case-mancanti-cosi-lemergenza-abitativa-in-spagna-erode-il-consenso-di-sanchez","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/495954\/","title":{"rendered":"Prezzi degli alloggi alle stelle e 730mila case mancanti: cos\u00ec l&#8217;emergenza abitativa in Spagna erode il consenso di S\u00e1nchez"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Strategia, commercio, difesa, energia e nuove geometrie geopolitiche tra Indo-Pacifico e Mediterraneo. Alla vigilia della visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Italia, Vas Shenoy, Chief Representative per l&#8217;Italia della Indian Chamber of Commerce, traccia un quadro della crescente convergenza tra Roma e Nuova Delhi in un momento di forte instabilit\u00e0 globale.<\/p>\n<p>Nell\u2019intervista, Shenoy spiega perch\u00e9 la relazione tra Giorgia Meloni e Modi oggi passi dall\u2019Imec alla cooperazione industriale nella difesa, fino al concetto di &#8220;Indo-Mediterraneo&#8221; come nuovo spazio geopolitico integrato. Ampio spazio anche al ruolo dei Brics, alla posizione dell\u2019India rispetto a Cina, Iran e Stati Uniti, e agli effetti economici della guerra in Asia occidentale sull\u2019economia indiana, tra pressione energetica, rischio inflazione e debolezza della rupia.<\/p>\n<p>Il 20 maggio ci sar\u00e0 la prima visita bilaterale del Primo ministro Modi in Italia. Quali sono i punti chiave?<\/p>\n<p>La visita va letta come parte dell\u2019arco strategico occidentale dell\u2019India, alla vigilia della firma dell\u2019accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, che dovrebbe aumentare in modo significativo il commercio UE-India e Italia-India. La visita di Modi a Roma avviene in un momento di turbolenza globale: crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilit\u00e0 nei rapporti con gli Stati Uniti e ricerca europea di una propria autonomia strategica, un terreno sul quale l\u2019India pu\u00f2 essere d\u2019aiuto. India e Italia si incontrano sempre pi\u00f9 su questo piano, perch\u00e9 l\u2019India pratica da tempo l\u2019autonomia strategica, mentre l\u2019Europa sta cercando ora di definire la propria versione, e la presidente del Consiglio Meloni \u00e8 una forza chiave nella leadership europea.<\/p>\n<p>Indo-Mediterraneo. India e Italia non sono semplicemente due partner bilaterali che si scambiano visite. Sono due poli di una geografia pi\u00f9 ampia che collega Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. Questo rende sicurezza marittima, rotte commerciali e resilienza energetica temi centrali della visita, incluso il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, l\u2019Imec. Nonostante la guerra in Asia occidentale, l\u2019Imec resta centrale nell\u2019agenda India-Italia, soprattutto vista la forte relazione comune con gli Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p>Si parla anche di difesa e innovazione?<\/p>\n<p>Sono altri due fattori molto importanti, anch\u2019essi parte del Piano d\u2019Azione Strategico Congiunto 2025-2029. Quel piano impegna i due Paesi a una Roadmap Industriale della Difesa, alla co-produzione, al co-sviluppo, alla ricerca nel settore della difesa, alla cooperazione marittima, alla cybersicurezza e al contrasto al cybercrime. La visita a Nuova Delhi del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, alla fine di aprile, ha creato un forte slancio che dovrebbe essere finalizzato dai due leader.<\/p>\n<p>La visita arriva dopo Operation Sindoor (gli attacchi indiani contro gruppi terroristi in Pakistan), dopo il rinnovarsi delle tensioni in Asia occidentale e nel contesto di una dottrina indiana antiterrorismo pi\u00f9 netta. Permette quindi a India e Italia di discutere terrorismo, energia, Iran, Hormuz, catene di approvvigionamento della difesa e Indo-Mediterraneo in un\u2019unica conversazione, invece che come dossier separati.<\/p>\n<p>Come vede il rapporto Meloni-Modi?<\/p>\n<p>La relazione \u00e8 diventata insolitamente produttiva perch\u00e9 entrambi i leader comprendono il linguaggio della sovranit\u00e0, della politica industriale, dell\u2019autonomia strategica e della connettivit\u00e0. La parte italiana vede l\u2019India non solo come un mercato, ma come un attore civile e strategico. L\u2019India vede l\u2019Italia come un partner europeo con proiezione mediterranea, capacit\u00e0 nella difesa e seriet\u00e0 politica. Entrambi hanno forti relazioni con il Giappone e con la sua leader Sanae Takaichi e, ancora pi\u00f9 importante dopo la visita del presidente Trump in Cina, il ruolo di Italia e India nell\u2019Indo-Pacifico sar\u00e0 importante come fattore di stabilizzazione per il Sud globale e per il resto del mondo.<\/p>\n<p> Oltre all\u2019Indo-Pacifico, entrambi i leader credono fortemente nell\u2019Africa e vi investono. L\u2019India ospiter\u00e0 il quarto vertice India-Africa il 31 maggio, mentre l\u2019Italia ha fatto del Piano Mattei il proprio programma di punta per l\u2019Africa. India, Italia e Kenya hanno lanciato una partnership trilaterale strategica per co-progettare e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale scalabili e sovrane in Africa.<\/p>\n<p>La visita di Modi in Italia si colloca all\u2019incrocio tra commercio, difesa, energia, sicurezza marittima e ricerca europea di un nuovo vocabolario strategico per l\u2019Indo-Mediterraneo. Per l\u2019India, l\u2019Italia sta diventando una delle porte europee pi\u00f9 utili. Per l\u2019Italia, l\u2019India non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un\u2019opportunit\u00e0 asiatica. \u00c8 un partner nella definizione dei corridoi e dell\u2019architettura di sicurezza che plasmeranno il fianco sud dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Allargando lo sguardo, com\u2019\u00e8 andata la riunione dei ministri degli Esteri Brics a Nuova Delhi?<\/p>\n<p>La riunione a Nuova Delhi \u00e8 stata utile, ma ha mostrato anche i limiti del formato Brics allargato. L\u2019India \u00e8 riuscita a convocare il gruppo in un momento difficile, con Iran ed Emirati Arabi Uniti entrambi nella stessa stanza, mentre la guerra in Asia occidentale incideva direttamente su energia, commercio e sicurezza marittima. Gi\u00e0 questo non era irrilevante.<\/p>\n<p>Ma la riunione non ha prodotto il tipo di dichiarazione politica unitaria a cui l\u2019India puntava. La frattura principale \u00e8 stata sull\u2019Asia occidentale. L\u2019Iran voleva che i Brics condannassero Stati Uniti e Israele, mentre la posizione degli Emirati era naturalmente di condanna dell\u2019Iran. Il risultato \u00e8 stato una dichiarazione della presidenza, elaborata dall\u2019India, invece di un comunicato congiunto pieno. Questo ci dice che i Brics sono ormai abbastanza grandi da essere geopoliticamente rilevanti, ma anche troppo divisi al loro interno per parlare facilmente con una sola voce.<\/p>\n<p>La presenza \u201cdi basso livello\u201d della Cina che effetto ha avuto?<\/p>\n<p>La mancanza di una rappresentanza cinese di alto livello \u00e8 stata notata. L\u2019assenza di Wang Yi aveva un valore simbolico, perch\u00e9 la Cina resta una delle potenze centrali dei Brics e ha anche una forte influenza sull\u2019Iran. Inoltre, la riunione coincideva con il vertice Trump-Xi a Pechino. In un certo senso, qualsiasi svolta nei Brics avrebbe potuto oscurare il vertice Trump-Xi, nel quale la Cina stava cercando di proiettare la propria immagine di seconda potenza globale, allontanandosi dal formato multilaterale e multipolare che l\u2019India sta cercando di promuovere.<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 importante \u00e8 che l\u2019India ha presieduto la riunione con una certa disciplina. Non ha permesso che i Brics diventassero un teatro anti-occidentale interamente plasmato da Teheran, Mosca o Pechino, e questo era il vero obiettivo indiano. Nuova Delhi vuole che i Brics restino una piattaforma per la riforma della governance globale e la voce del Sud globale, non un blocco anti-occidentale che eredita automaticamente ogni conflitto dei suoi membri.<\/p>\n<p>In che modo la guerra in Asia occidentale incide sull\u2019economia indiana?<\/p>\n<p>L\u2019esposizione dell\u2019India \u00e8 immediata, perch\u00e9 l\u2019energia \u00e8 la cinghia di trasmissione tra l\u2019Asia occidentale e l\u2019economia indiana. Lo Stretto di Hormuz non \u00e8 un chokepoint astratto per l\u2019India. \u00c8 legato all\u2019inflazione, alle partite correnti, alla rupia, ai fertilizzanti, alla plastica, ai costi di trasporto, al carburante domestico e alla stabilit\u00e0 politica. Sul piano umano, oltre 9 milioni di cittadini indiani vivono nel Golfo, formando una spina dorsale dell\u2019economia del Golfo e inviando rimesse che restano una fonte importante di valuta estera per il Paese.<\/p>\n<p>L\u2019India importa pi\u00f9 del 90 per cento del proprio petrolio greggio, con circa la met\u00e0 proveniente dall\u2019Asia occidentale. Si stima inoltre che ogni aumento di 10 dollari del prezzo del greggio possa aggiungere circa 13-15 miliardi di dollari alla fattura annuale delle importazioni indiane, allargare il deficit delle partite correnti di 36 punti base, aumentare l\u2019inflazione di 35-40 punti base e ridurre la crescita di 20-25 punti base nell\u2019anno fiscale 2027. Senza contare che l\u2019aumento del costo della vita incide automaticamente sulla politica in una democrazia sensibile ai prezzi.<\/p>\n<p>L\u2019economia indiana non \u00e8 fragile, ma \u00e8 sensibile all\u2019energia. L\u2019India dispone di riserve, di un sistema bancario pi\u00f9 forte e di margini di politica economica, ma una guerra prolungata in Asia occidentale costringerebbe comunque a scelte difficili: assorbire fiscalmente i prezzi dei carburanti, trasferirli sui consumatori, difendere la rupia in modo pi\u00f9 aggressivo o rallentare alcune importazioni.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Modi ha richiamato all\u2019austerit\u00e0, era un tentativo di conservare valuta estera?<\/p>\n<p>S\u00ec, al fondo il richiamo di Modi all\u2019austerit\u00e0 riguardava la conservazione della valuta estera, anche se \u00e8 stato formulato nel linguaggio della disciplina nazionale. L\u2019appello di Modi includeva il risparmio di carburante, un maggiore uso del trasporto pubblico e del carpooling, lavoro da casa e riunioni online dove possibile, riduzione dei viaggi esteri non essenziali, rinuncia all\u2019acquisto di oro per un anno, riduzione del consumo di oli alimentari e uso pi\u00f9 contenuto dei fertilizzanti.<\/p>\n<p>Modi non stava annunciando il panico. Stava cercando di socializzare la sobriet\u00e0 prima che la pressione macroeconomica diventasse pi\u00f9 visibile. La vulnerabilit\u00e0 dell\u2019India in una crisi di questo tipo non riguarda soltanto il greggio. Riguarda anche oro, viaggi all\u2019estero, fertilizzanti, oli alimentari e importazioni legate all\u2019energia. Sono tutti canali di uscita di valuta estera in un contesto in cui l\u2019India potrebbe dover prendere decisioni difficili se il conflitto continuer\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019appello ha anche una funzione politica interna. Sposta il peso del problema da una questione puramente tecnica a uno sforzo nazionale. \u00c8 un tratto tipico della governance di Modi: trasformare la prudenza macroeconomica in dovere civico. Se funzioner\u00e0 economicamente dipender\u00e0 dalla scala della risposta. Ma politicamente prepara i cittadini a una fase in cui carburanti, importazioni e pressione valutaria potrebbero richiedere sacrifici.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la sua opinione sulla rupia? \u00c8 destinata a peggiorare?<\/p>\n<p>La rupia si \u00e8 comportata male perch\u00e9 le pressioni sono reali. \u00c8 scesa a minimi storici, con il cambio a 95,79 per dollaro, perdendo pi\u00f9 del 5 per cento dall\u2019inizio della guerra con l\u2019Iran. Reuters ha inoltre riferito che \u00e8 stata la valuta asiatica con la peggiore performance dell\u2019anno, sotto pressione per il petrolio, i deflussi di capitale, i rimborsi del debito estero e le coperture degli importatori.<\/p>\n<p>La mia opinione \u00e8 che la rupia possa indebolirsi ulteriormente, ma non in modo disordinato, a meno che il petrolio resti elevato molto pi\u00f9 a lungo o i deflussi di portafoglio accelerino. La Reserve Bank of India non vorr\u00e0 bruciare riserve per difendere indefinitamente un livello simbolico, che \u00e8 la soglia psicologica di 1 dollaro a 100 rupie, ma vorr\u00e0 evitare il panico. Questo significa attenuare la volatilit\u00e0, non fissare il tasso di cambio.<\/p>\n<p>Barclays mantiene una previsione di fine anno per il cambio dollaro-rupia a 96,80, mentre DBS ha sostenuto che una ripresa duratura della rupia richiederebbe o un crollo dei prezzi del petrolio o una ripresa dei flussi di portafoglio. Anche gli investitori stranieri stanno uscendo dal mercato indiano, vista la sua vicinanza alla guerra in Asia occidentale e le sue relazioni con Iran e Israele. Questo sta mettendo ulteriore pressione sulla rupia e sulle riserve valutarie. Tuttavia, l\u2019India resta un\u2019economia fondamentalmente solida e la crescita \u00e8 interna e continuer\u00e0.<\/p>\n<p>Quindi la risposta \u00e8: s\u00ec, un ulteriore indebolimento \u00e8 plausibile. Ma il problema della rupia non \u00e8 soltanto valutario. \u00c8 il prezzo visibile della dipendenza energetica dell\u2019India in tempo di guerra. Se il petrolio si stabilizza e i flussi tornano, la rupia pu\u00f2 stabilizzarsi. Se Hormuz resta sotto pressione e il greggio rimane alto, la pressione al deprezzamento continuer\u00e0. (di Giorgio Rutelli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Adnkronos) &#8211; Strategia, commercio, difesa, energia e nuove geometrie geopolitiche tra Indo-Pacifico e Mediterraneo. 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