{"id":496228,"date":"2026-05-18T12:15:19","date_gmt":"2026-05-18T12:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/496228\/"},"modified":"2026-05-18T12:15:19","modified_gmt":"2026-05-18T12:15:19","slug":"vivere-piu-a-lungo-o-innovare-di-piu-draghi-e-krugman-il-dialogo-fra-sordi-di-europa-e-usa-al-tempo-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/496228\/","title":{"rendered":"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Draghi e Krugman, il dialogo fra sordi di Europa e Usa al tempo di Trump"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Mario Draghi e Paul Krugman hanno animato un dibattito internazionale che va al cuore delle domande di fondo che spesso evitiamo: chi siamo come comunit\u00e0 nazionali in Europa e negli Stati Uniti?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli anni &#8217;70 al Massachusetts Institute of Technology si trovano nelle stesse aule e ottengono un dottorato in economia sei uomini uomini che avrebbero segnato il nostro tempo. Uno di essi \u00e8 Ben Bernanke, cui sarebbe toccato in sorte il dubbio privilegio di trovarsi presidente della Federal Reserve nel pieno della crisi finanziaria del 2008. Un secondo \u00e8 l&#8217;uomo che vedete qui sotto, il quale si sarebbe trovato presidente della Banca centrale europea nel pieno della crisi dell&#8217;euro e premier italiano in piena pandemia.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Il dialogo fra sordi di Europa e Stati Uniti al tempo di Trump (e il laboratorio Italia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab51415abb.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab51415abb.png\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un terzo \u00e8 quello che vedete invece qui, <b>Paul Krugman: economista, premio Nobel, <\/b>americano allergico a Donald Trump e da qualche tempo uno degli autori indipendenti di maggior successo al mondo su Substack. Con loro al MIT in quegli anni c&#8217;erano altri dottorandi che avrebbero pesato decenni dopo sulle scelte (almeno) di tutti i Paesi occidentali. Fra loro i futuri capi economisti del Fondo monetario internazionale Olivier Blanchard, Maury Obstfeld e Kenneth Rogoff. Non lo so, ma non sarei sorpreso se quei sei continuassero a sentirsi regolarmente. So invece, perch\u00e9 \u00e8 sotto gli occhi di tutti, che nelle ultime settimane<b> Mario Draghi e Paul Krugman hanno animato un dibattito internazionale <\/b>che va al cuore delle domande di fondo che spesso evitiamo: chi siamo come comunit\u00e0 nazionali e di Paesi in Europa e negli Stati Uniti? Qual \u00e8 il nostro progetto come societ\u00e0? Come vediamo i nostri obiettivi e il nostro futuro e quale la storia vogliamo sia raccontata su noi ai posteri che leggeranno i libri di storia, qualunque forma prenderanno quei libri?<\/p>\n<p>    La forbice transatlantica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;innesco arriva da un articolo del Wall Street Journal intitolato &#8220;Cosa succede quando gli europei si accorgono di quanto sono poveri?&#8221;. \u00c8 una domanda fondata sull&#8217;osservazione che<b> la forbice nel prodotto interno lordo per abitante fra gli Stati Uniti e i principali Paesi europei si sta allargando<\/b>: alle ultime osservazioni del Fondo monetario internazionale sono 94.400 dollari l&#8217;anno per abitante negli Stati Uniti, da confrontare con i 65.300 della Germania, i 61.000 della Gran Bretagna e i 52.000 della Francia (l&#8217;Italia, non riportata nell&#8217;articolo, \u00e8 a 46.500: ormai meno della met\u00e0 degli Stati Uniti). I temi del Wall Street Journal sono noti: l&#8217;incapacit\u00e0 di noi europei di innovare fa s\u00ec che il nostro reddito sia quasi stagnante da una ventina di anni, mentre gli Stati Uniti continuano a correre. La mancanza di &#8220;innovazione e spirito imprenditoriale&#8221; ha prodotto in Europa una &#8220;crescita della produttivit\u00e0&#8221; debole &#8211; scrive il Wall Street Journal -cio\u00e8 scarsa capacit\u00e0 di creare sempre pi\u00f9 valore in un tempo dato di lavoro. In questo l&#8217;Italia davvero \u00e8 un laboratorio dei difetti dell&#8217;Europa in purezza. Krugman, con il suo fiuto giornalistico, nota nel suo Substack: il tono provocatorio dell&#8217;articolo \u00e8 in linea con lo stile di Donald Trump e dei suoi. Come quando a Davos il segretario al Commercio americano Howard Lutnick parla dell&#8217;Europa in modo cos\u00ec sprezzante che Christine Lagarde della Bce si alza e se ne va.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Il dialogo fra sordi di Europa e Stati Uniti al tempo di Trump (e il laboratorio Italia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab5fd96c57.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab5fd96c57.png\"\/><\/p>\n<p>    Il rapporto a Bruxelles<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Krugman per\u00f2 \u00e8 abbastanza obiettivo da mostrare anche un grafico, impressionante, che Mario Draghi ha incluso nel suo rapporto sulla competitivit\u00e0 in Europa dell&#8217;autunno 2024. Lo vedete qua sopra. Rivela come <b>per mezzo secolo dopo la guerra l&#8217;Europa avesse recuperato produttivit\u00e0 sugli Stati Uniti<\/b>, ma da un quarto di secolo la tendenza si \u00e8 invertita e il vecchio continente ha ripreso a perdere terreno. Si tratta di un tema sul quale Draghi \u00e8 tornato gioved\u00ec ricevendo il premio Carlomagno ad Aquisgrana: al netto dell&#8217;inflazione o dei cali dei prezzi e parametrando tutto al costo della vita nelle due aree &#8211; ha detto l&#8217;ex premier &#8211; &#8220;lo scarto di produttivit\u00e0 rispetto agli Stati Uniti si \u00e8 allargato del 9% dal 2019&#8221; (e per l&#8217;Italia molto di pi\u00f9). Questo spiega perch\u00e9 un Paese come il nostro una generazione fa aveva un reddito medio simile a quello americano, mentre ora siamo a meno della met\u00e0 e continuiamo a restare indietro. Per Draghi lo scarto non si deve solo al fatto che gli Stati Uniti hanno un settore tecnologico molto pi\u00f9 sviluppato. Si spiega anche &#8211; dice l&#8217;ex premier &#8211; con la <b>&#8220;digitalizzazione pi\u00f9 profonda delle imprese e dei flussi di lavoro&#8221; negli Stati Uniti.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono i temi che hanno tutta l&#8217;aria di esasperare Draghi per le nostre lentezze: l&#8217;Europa finge di puntare sull&#8217;apertura e l&#8217;integrazione dei mercati, ma nella realt\u00e0 i governanti si rifiutano di creare uno spazio europeo per investimenti, innovazione, tecnologie. E finiscono cos\u00ec per chiudersi tutti in piccole economie nzionali corporative, stagnanti, destinate a sperare solo che l&#8217;export le tiri fuori dalle secche. L&#8217;Italia, ancora una volta, \u00e8 il laboratorio perfetto per studiare certe distorsioni del continente al loro grado pi\u00f9 estremo.<\/p>\n<p>    L&#8217;altra faccia della medaglia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui arriva la nostra difesa ad opera di Krugman, in queste settimane in viaggio in Europa (anche in Toscana, a giudicare da questo video). Krugman ha molto rispetto per gli argomenti di Draghi e li trova corretti. Ma ne introduce altri per<b> smontare pezzo a pezzo il racconto della destra americana su un&#8217;Europa che non si renderebbe conto di quanto sia povera.<\/b> Anche qui, l&#8217;Italia \u00e8 la quintessenza.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Il dialogo fra sordi di Europa e Stati Uniti al tempo di Trump (e il laboratorio Italia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab7fc694f6.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab7fc694f6.png\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa dice Krugman? Trova fuorviante l&#8217;idea che le persone del vecchio continente stiano perdendo potere d&#8217;acquisto rispetto agli americani. Come si vede nel suo grafico qui sopra, il premio Nobel mostra che in realt\u00e0 la differenza di reddito fra Stati Uniti da un lato e (per esempio) Francia e Italia dall&#8217;altro \u00e8 stabile dall&#8217;inizio del secolo. Non sta crescendo. Di certo non cresce se parametrata al costo della vita in ciascun Paese, ai prezzi del momento. In sostanza &#8211; dice Krugman &#8211; <b>l&#8217;America innover\u00e0 s\u00ec di pi\u00f9, avr\u00e0 i colossi tecnologici e tutto il resto, ma le persone negli Stati Uniti in media non vivono meglio che in Europa <\/b>perch\u00e9 negli Stati Uniti tutto \u00e8 molto pi\u00f9 caro (e adeguato al potere d&#8217;acquisto dei soli ricchi).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 giusto il caso di notare che il volume totale dei redditi dell&#8217;1% degli americani che guadagna di pi\u00f9 \u00e8 nettamente sopra al volume di reddito della met\u00e0 della popolazione che guadagna di meno. E che negli Stati Uniti i patrimoni dell&#8217;uno per mille pi\u00f9 ricco sono oltre sei volte i patrimoni cumulati della met\u00e0 della popolazione americana meno ricca: un livello di disuguaglianza grottesco e tuttora in aumento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo argomento pro-europeo di Krugman paradossalmente viene respinto, in Europa, dagli europeisti pi\u00f9 solidi. Wolfgang Munchau su Eurointelligence vede nell&#8217;economista newyorkese il riflesso della sinistra americana pronta ad &#8220;adottare&#8221; l&#8217;Europa non perch\u00e9 l&#8217;Europa la interessi in s\u00e9, ma solo come atto di sfida a Trump. <b>L&#8217;economista spagnolo Luis Garicano<\/b>, vicino al gruppo politico di Emmanuel Macron a Bruxelles, dice a Krugman che ha sbagliato i conti: il passo dell&#8217;innovazione \u00e8 talmente furioso in America &#8211; osserva Garicano &#8211; che i tecnologi generano sempre pi\u00f9 software e sempre pi\u00f9 intelligenza artificiale a costi sempre pi\u00f9 bassi. Il potere d&#8217;acquisto delle persone c&#8217;entra poco, secondo lo spagnolo: <b>gli Stati Uniti producono sempre di pi\u00f9, lasciando l&#8217;Europa nella polvere.<\/b><\/p>\n<p>    L&#8217;aspettativa di vita<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma l&#8217;altro argomento di Krugman \u00e8 pi\u00f9 solido e Draghi ne sottolinea la validit\u00e0 nel suo discorso di gioved\u00ec scorso in Germania: in Europa, aggiunge il premio Nobel, tutti gli indicatori di sviluppo umano sono molto migliori rispetto agli Stati Uniti. E per il bizzarro destino di laboratorio che spetta spesso al nostro Paese, gli indicatori dell&#8217;Italia sono ancora migliori di quelli europei. Perch\u00e9 in fondo a cosa serve la crescita economica, l&#8217;innovazione, la tecnologia, se non a far vivere meglio e pi\u00f9 a lungo il maggior numero possibile di persone? Sull&#8217;aspettativa di vita media, l&#8217;Europa batte nettamente gli Stati Uniti (e l&#8217;Italia batte le medie europee).<\/p>\n<p>    Mortalit\u00e0 infantile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo stesso vale per la mortalit\u00e0 infantile (quella durante il primo anno di vita): gli Stati Uniti si comportano in maniera pi\u00f9 simile a un Paese emergente, mentre l&#8217;Europa registra risultati molto migliori e l&#8217;Italia addirittura stacca le medie europee per il suo straordinario progresso. Non solo. Guardate anche al grafico sotto pubblicato da Krugman sul tasso di omicidi: ancora una volta l&#8217;America ha il profilo di una societ\u00e0 a basso sviluppo umano e l&#8217;Italia &#8211; sempre in ritardo per produttivit\u00e0, crescita, innovazione, apertura del mercato, occupazione femminile e giovanile, tassi di povert\u00e0 e debito pubblico &#8211; \u00e8 ancora una volta nettamente fra le prime in Europa. Come si spiegano queste apparenti contraddizioni?<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Il dialogo fra sordi di Europa e Stati Uniti al tempo di Trump (e il laboratorio Italia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab708d70d7.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab708d70d7.png\"\/><\/p>\n<p>    Armi e ospedali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Spoiler alert: non ho idea di come si spieghino. Ma forse ho indizi e in gran parte essi puntano al ruolo delle istituzioni (in senso lato) in una societ\u00e0 sana. Negli Stati Uniti un quinto degli ospedali &#8220;for profit&#8221; sono acquisiti da fondi di private equity &#8211; concentrati sulla vendita con un forte profitto entro pochi anni &#8211; e gli studi mostrano che in questi ospedali dei private equity i tassi di mortalit\u00e0 sono del 10% pi\u00f9 alti. La National Rifle Association &#8211; la lobby dei produttori di armi &#8211; finanzia a tappeto campagne elettorali per il Congresso e ha ottenuto l&#8217;apertura praticamente completa per chiunque all&#8217;acquisto di armi letali. Non sar\u00e0 che dettagli simili spieghino parte della pi\u00f9 bassa aspettativa di vita e il pi\u00f9 alto tasso di omicidi in America?<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Vivere pi\u00f9 a lungo o innovare di pi\u00f9? Il dialogo fra sordi di Europa e Stati Uniti al tempo di Trump (e il laboratorio Italia)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab89df364d.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/6a0ab89df364d.png\"\/><\/p>\n<p>    L&#8217;esempio ucraino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 il caso di tirare conclusioni confuse, del tipo: &#8220;Meglio non innovare, non crescere, perch\u00e9 tanto viviamo di pi\u00f9 e curiamo meglio i nostri bambini&#8221;. Non \u00e8 il caso di farlo, perch\u00e9 la stagnazione sociale ed economica mette in dubbio persino il fatto che in Europa &#8211; di certo in Italia &#8211; avremo ancora molti bambini e giovani in futuro. Il grafico sopra mostra come le start up europee se ne vadano quasi sempre negli Stati Uniti non appena hanno un po&#8217; di successo. Non serve altro a capire che in Europa &#8211; in Italia &#8211; rischiamo di creare un ambiente cos\u00ec immobile e respingente da mettere in fuga i giovani pi\u00f9 ambiziosi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 in Europa un Paese che in questi anni ha innovato furiosamente, pi\u00f9 degli Stati Uniti. \u00c8 <b>l&#8217;Ucraina: nei droni, negli intercettori e nella difesa con l&#8217;intelligenza artificiale.<\/b> Non l&#8217;ha fatto perch\u00e9 era ricca o perch\u00e9 aveva le migliori universit\u00e0 o i migliori investitori di venture capital come succede a Silicon Valley. No, lo ha fatto perch\u00e9 aveva una fortissima motivazione: sopravvivere. \u00c8 questa motivazione a spingere l&#8217;Ucraina a darsi le istituzioni giuste per innovare (per esempio un bilancio decentrato della difesa, per cui ogni unit\u00e0 dell&#8217;esercito al fronte pu\u00f2 comprarsi sul mercato i mezzi che ritiene pi\u00f9 adatti). La lezione di Kiev \u00e8 che in Europa innovare, essere all&#8217;avanguardia e sapere qual \u00e8 il progetto nazionale del Paese \u00e8 possibile. Anche senza gli eccessi oligarchici e cleptocratici americani. Bisogna solo volerlo. Ma lo vogliamo?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su Whatever it Takes, la newsletter\u00a0di Federico Fubini. Per leggerla occorre iscriversi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" target=\"_blank\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\"><b>qui<\/b><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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