{"id":496258,"date":"2026-05-18T12:41:18","date_gmt":"2026-05-18T12:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/496258\/"},"modified":"2026-05-18T12:41:18","modified_gmt":"2026-05-18T12:41:18","slug":"trump-rilancia-la-guerra-allisis-dopo-il-blitz-in-nigeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/496258\/","title":{"rendered":"Trump rilancia la guerra all\u2019Isis dopo il blitz in Nigeria"},"content":{"rendered":"<p>Trump e la Cina, la crisi iraniana,   il ruolo dell\u2019Europa. Federico Rampini analizza con La Verit\u00e0 le sfide attuali, riassunte nel suo ultimo libro,  Pane e cannoni. Un mondo in guerra e le sue nuove regole  (Mondadori).<\/p>\n<p><strong>Commercio e guerra sembrano fusi in un unico campo di battaglia. Quando si \u00e8 infranto il sogno della globalizzazione pacifica?  <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019Et\u00e0 dell\u2019Oro della globalizzazione, per le \u00e9lite del World Economic Forum di Davos, i loro ideologi, i tecnocrati e i media succubi di quel conformismo, \u00e8 finita solo per colpa di quel mascalzone di Donald Trump. Basta che se ne vada, e potremo tornare nel Giardino dell\u2019Eden. Nella realt\u00e0 per vasti ceti sociali non \u00e8 mai esistito quel mondo di favole che doveva arricchirci tutti. Le crisi di rigetto della globalizzazione si susseguono nei decenni. Alcune erano state gestite con robuste dosi di protezionismo da altri due presidenti repubblicani, Nixon negli anni Settanta  e Reagan negli anni Ottanta. Altri scossoni formidabili arrivarono con la crisi del 2008 e la pandemia. Sullo sfondo, da almeno vent\u2019anni sta crescendo un macro-squilibrio insostenibile: la Cina ha usato le regole del commercio mondiale contro di noi, ha calpestato quelle regole quando voleva, ha inseguito un modello mercantilista accumulando avanzi commerciali destabilizzanti. In un certo senso ha replicato i modelli di altri dragoni asiatici come Giappone e Corea del Sud. Ci ha aggiunto per\u00f2 una scala dimensionale ben superiore, un\u2019ostilit\u00e0 geopolitica all\u2019Occidente, e un\u2019aspirazione autarchica: con Xi Jinping la Cina vuole dominare sia le industrie mature e tradizionali sia quelle pi\u00f9 avanzate, vuol essere indispensabile al resto del mondo ma non vuole dipendere da nessuno\u00bb. <\/p>\n<p><strong>La visita a Pechino di Donald Trump \u00e8 stata segnata da dichiarazioni distensive.   Sotto i convenevoli, la distanza resta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 che distanza, si tratta di rivalit\u00e0 sistemica. \u00c8 una situazione che i leader di turno possono gestire passando da una tregua all\u2019altra, da un compromesso precario all\u2019altro, in un equilibrio instabile, cercando di evitare il peggio. Di quel vertice per\u00f2 colpisce un altro aspetto. Un anno prima in Europa molti fantasticavano che per reagire ai dazi di Trump bisognava costruire una grande alleanza Ue-Cina, preludio a un nuovo ordine globale. Sciocchezze ridicole. Per la Cina, l\u2019America \u00e8 l\u2019unica superpotenza che conta, chiunque ne sia il presidente. Xi Jinping capisce i rapporti di forze, come Trump. E stima il capitalismo americano, proprio quello che Bruxelles demonizza e cerca di punire. Trump pu\u00f2 anche essere un idiota agli occhi di Xi, ma la delegazione di capitalisti che lo accompagnava a Pechino per Xi incarna la forza strutturale dell\u2019America. Quella che manca all\u2019Europa, dove statalismo e anticapitalismo sono ideologie ubique e paralizzanti. \u00c8 sconcertante che gli europei debbano imparare da un comunista cinese ad apprezzare la forza del capitalismo Usa\u00bb. <\/p>\n<p><strong> Che significato ha il corteo di miliardari che ha seguito Trump?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi possono anche definire come la lobby filo-cinese in America. In passato hanno tutti realizzato ottimi affari in Cina, alcuni ci riescono ancora oggi, malgrado la crescente chiusura protezionista del mercato cinese. Certi super-capitalisti al seguito di Trump, soprattutto quelli di Big Tech, considerano la Cina una rivale temibile dalla quale per\u00f2 non bisogna perdere i contatti: nella gara dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 un bacino di talenti a cui attingere, \u00e8 un laboratorio di innovazione quasi alla pari con la Silicon Valley. In ogni caso quei capitalisti non sono mai stata l\u2019Oligarchia che veniva demonizzata in Europa. Se fossero  degli oligarchi, cio\u00e8 se comandassero loro, non ci sarebbero stati n\u00e9 i dazi n\u00e9 le restrizioni all\u2019immigrazione. I grandi capitalisti sono globalisti, odiano il protezionismo\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Su Taiwan  la distanza resta.    <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCircoleranno molte versioni &#8211; e un bel po\u2019 di fake news &#8211; su quel che Trump e Xi si sono detti su Taiwan nella porzione pi\u00f9 riservata del vertice. Ma le parole contano fino a un certo punto. Taiwan \u00e8 una spina nel fianco della Repubblica Popolare dalla fine della guerra civile nel 1949, quando sull\u2019isola si rifugi\u00f2 la destra nazionalista sconfitta. Ma \u00e8 diventata un imbarazzo ben pi\u00f9 grave per la nomenclatura comunista da quando Taipei ha realizzato due miracoli: \u00e8 diventata una liberaldemocrazia rispettosa dei diritti umani; e una superpotenza tecnologica con una leadership nei microchip. Per l\u2019America difendere Taiwan ha un senso, ma rischiare una guerra per questo diventa sempre pi\u00f9 temerario ad ogni anno che passa, visto il riarmo cinese. Il dilemma \u00e8 antico, non nasce certo con Trump quella che \u00e8 stata definita l\u2019ambiguit\u00e0 strategica degli Usa in quest\u2019area. Una corrente di realpolitik, con seguaci anche al Pentagono, apr\u00ec un dibattito molti anni fa sull\u2019opportunit\u00e0 di mollare Taiwan al proprio destino. Il problema \u00e8 l\u2019effetto-domino che questo avrebbe su Giappone e Corea del Sud\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Intanto la situazione in Iran sembra destinata ad avvitarsi.  <\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna difficolt\u00e0 \u00e8 capire che tipo di regime iraniano abbiamo di fronte, qual \u00e8 la sua solidit\u00e0 reale, se \u00e8 compatto, e quali sono i prezzi che pu\u00f2 pagare. Questa guerra \u00e8 impopolare in America quasi quanto in Europa per\u00f2 non lo \u00e8 affatto in quel mondo arabo (le monarchie sunnite del Golfo) che preme su Trump perch\u00e9 vada in fondo, almeno quanto preme Netanyahu. Ad annebbiare l\u2019analisi contribuisce l\u2019odio dilagante verso Trump. Nella mia memoria personale questa non \u00e8 certo la prima guerra impopolare negli Stati Uniti. Vivevo in California nel 2003 quando venne invaso l\u2019Iraq e San Francisco era percorsa di cortei pacifisti con le foto di Bush con  i  baffetti alla Hitler. Ma \u00e8 la prima guerra dove fin dal primo giorno i due terzi dei media Usa tifavano per la vittoria degli ayatollah. E di conseguenza decretarono che l\u2019America aveva perso a priori\u00bb.    <\/p>\n<p><strong>I critici   parlano di un  Trump  che ha perso il suo raziocinio. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sono in grado di entrare nella sua testa. So di sicuro che Biden era ben pi\u00f9 logoro, e l\u2019omert\u00e0 di molti media nascose il suo declino, scrivendo una pagina poco onorevole nella storia del giornalismo americano.  Ci\u00f2  che mi rassicura \u00e8 che la democrazia americana rimane intatta a 250 anni dalla nascita. I nemici di Trump \u2013 cio\u00e8 a questo punto la maggioranza degli americani \u2013 hanno avuto dalla loro una maggioranza dei media, gran parte della magistratura. Molte azioni di Trump sono state bloccate dai tribunali del suo Paese. Altre sono vanificate quotidianamente dal federalismo, perch\u00e9 nella vita di tutti i giorni un cittadino americano sente molto di pi\u00f9 le azioni del suo sindaco e del suo governatore, anzich\u00e9 del presidente\u00bb.<\/p>\n<p><strong> In Ucraina  la fine del conflitto \u00e8 imminente? E soprattutto: ci sar\u00e0 un vincitore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVincitori, \u00e8 presto per dirlo. Al primo posto tra gli sconfitti c\u2019\u00e8 il popolo russo. Ha subito perdite catastrofiche, in cambio di che cosa? Con la sua paranoia farneticante sul presunto accerchiamento di una Nato assai inoffensiva, Putin prima ha spinto nelle braccia della Nato due nazioni neutrali ma ben armate come Svezia e Finlandia, poi ha svegliato dal letargo geopolitico la Germania che inizia a riarmarsi. La Russia non \u00e8 mai stata attaccata dall\u2019America n\u00e9 dalla Nato, invece nel Novecento fu invasa per ben due volte dalla Germania. Aver spaventato i tedeschi fino al riarmo \u00e8 l\u2019errore geopolitico pi\u00f9 disastroso che un leader russo potesse fare. Il suo popolo ne pagher\u00e0 le conseguenze a lungo. Cos\u00ec come l\u2019abbraccio con la Cina sar\u00e0 il preludio alla colonizzazione della Russia, che stava molto meglio finch\u00e9 aveva rapporti normali con l\u2019Occidente\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Quanto   preoccupa la  \u00abnormalizzazione\u00bb del discorso nucleare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa nuova guerra fredda \u00e8 una realt\u00e0, annunciata nel 2007 dal discorso di Putin a Monaco, nel 2008 dalla prima delle sue guerre di aggressione, contro la Georgia. A loro volta i dirigenti comunisti cinesi adottarono un linguaggio esplicitamente antioccidentale dal 2008, in occasione della crisi di Wall Street. L\u2019America cominci\u00f2 ad aprire gli occhi solo verso la fine del secondo mandato Obama, con una revisione della loro analisi sulla Cina. Nel 2015 era arrivato al potere Xi Jinping, aveva abbandonato il linguaggio conciliante, declamava la sua teoria sul declino dell\u2019Occidente, e con il piano Made in China 2025 aspirava a una supremazia tecnologica con evidenti ricadute in campo militare. In quanto al riarmo nucleare,   \u00e8 un grave pericolo ma non nasce oggi. La proliferazione che allarg\u00f2 il club atomico a India e Pakistan fu la prima tappa. La seconda fu l\u2019irresponsabile aiuto della Cina alla Corea del Nord, che non avrebbe l\u2019atomica senza Pechino\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>\u00c8   possibile per gli europei  avere una difesa comune, senza prima possedere istituzioni politiche e centri di comando in comune?  <\/strong><\/p>\n<p>\u00abInfatti per il momento constato che il riarmo europeo comincia, ma su basi nazionali: \u00e8 un riarmo tedesco, polacco, scandinavo, baltico. La Germania lo sta usando, come prima di lei fecero Usa Cina Israele, anche come strumento di politica industriale. Aiuti di Stato e sussidi tornano alla grande, purtroppo in questa corsa Berlino ha una capacit\u00e0 di spesa che mette in difficolt\u00e0  i partner europei\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Infine, l\u2019Italia.  Quale ruolo dovrebbe giocare il nostro Paese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abForse Trump ha fatto un favore a Giorgia Meloni, dopo i suoi attacchi immagino che diventi pi\u00f9 facile per lei difendersi dalle accuse di servilismo verso l\u2019America. Ma non credo che l\u2019opinione pubblica italiana voglia davvero giocare un ruolo internazionale. Altrimenti si darebbe i mezzi per farlo, a cominciare dagli investimenti nella difesa e nella sicurezza nazionale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Trump e la Cina, la crisi iraniana, il ruolo dell\u2019Europa. Federico Rampini analizza con La Verit\u00e0 le sfide&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":496259,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,275429,1537,90,89,7158,379],"class_list":["post-496258","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-isis-africa","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nigeria","tag-trump"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116595634321869250","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/496258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=496258"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/496258\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/496259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=496258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=496258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=496258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}