{"id":498551,"date":"2026-05-19T22:24:18","date_gmt":"2026-05-19T22:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/498551\/"},"modified":"2026-05-19T22:24:18","modified_gmt":"2026-05-19T22:24:18","slug":"la-galleria-borghese-e-litalia-dei-no-che-preferisce-i-bagarini-per-vedere-bernini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/498551\/","title":{"rendered":"La Galleria Borghese e l&#8217;Italia dei No che preferisce i bagarini per vedere Bernini"},"content":{"rendered":"<p><b>L\u2019Italia che si batte contro i treni, che vorrebbe rinunciare alla velocit\u00e0 del mondo moderno, l\u2019Italia contro il ponte di Messina, contro gli inceneritori della spazzatura<\/b>, quella stessa Italia <b>che trent\u2019anni fa a Roma si era opposta alla costruzione della teca di Richard Meier a protezione dell\u2019Ara Pacis<\/b>, la solita Italia dell\u2019accidia e dell\u2019immobilismo comiziante, <b>\u00e8 saltata sulla sedia per un concorso internazionale di idee su come far brillare ancora di pi\u00f9, allargandola, la Galleria Borghese<\/b>, uno dei musei pi\u00f9 belli del mondo. Una proposta di mecenatismo privato. \u201cVogliamo finanziare una gara d\u2019architettura. Paghiamo noi, poi lo stato decider\u00e0 cosa farne. <b>Vorrei che almeno, prima di darci degli \u2018asini\u2019 come ha fatto<\/b> <b>Tomaso Montanari<\/b>,<b>  si giudichi quello che verr\u00e0 fuori. Quando ci sar\u00e0\u201d, dice Marco Lombardi, amministratore delegato di Proger<\/b>, la societ\u00e0 di ingegneria che ha avanzato questa idea, accettata dal comune di Roma, dal museo e dal ministero della Cultura, e che \u2013 per sapienza del destino \u2013 \u00e8 anche un\u2019azienda in questi mesi <b>coinvolta<\/b> nelle due uniche proposte di modernit\u00e0 che il nostro paese porta avanti con la speditezza di uno zoppo che corre: <b>il Ponte sullo Stretto di Messina e l\u2019inceneritore di Roma. <\/b>La Galleria Borghese ha un problema noto: trecentosessanta persone ammesse alla volta, due ore per visita, centomila persone che ogni anno rinunciano, duecento opere che nessuno pu\u00f2 ammirare perch\u00e9 chiuse nei depositi.\u00a0<\/p>\n<p>Marco Lombardi ha cinquantasei anni, \u00e8 lucano, ingegnere civile, e ha la pazienza di chi progetta cose complicate in mezzo mondo. Comincia dal principio. <b>\u201cFrancesco Rutelli aveva due amici americani che volevano visitare la Galleria Borghese\u201d, dice. \u201cMa poich\u00e9 i biglietti per quel museo non si trovano, e l\u2019attesa \u00e8 di mesi, erano finiti dal bagarino\u201d <\/b>che a Roma, come capitava per il Colosseo diversi anni fa, \u00e8 da sempre il parassita del sottosviluppo, il microrganismo e il fermento di una decomposizione culturale. Infatti Lombardi si ferma un momento mentre pronuncia la parola \u201cbagarino\u201d, come se la cosa gli sembrasse ancora incredibile. <b>\u201cBernini, Caravaggio, Raffaello, i mosaici romani&#8230; e devi passare dal bagarino come allo stadio.  Rutelli era sconvolto.<\/b> Ne abbiamo parlato, siamo andati dalla direttrice della Galleria Borghese <b>Francesca Cappelletti<\/b>, e abbiamo cominciato a ragionare su cosa si potesse fare\u201d. Rutelli, che di Roma \u00e8 stato sindaco e dell\u2019Italia ministro della Cultura e oggi presiede la divisione arte e cultura di Proger, <b>scopre pure che ci sono almeno duecento opere che giacciono nei magazzini della Galleria e che nessuno pu\u00f2 vedere perch\u00e9 il museo non ha spazio per esporle. <\/b>Tra queste opere, ha raccontato ieri la direttrice del museo, c\u2019\u00e8 anche il <b>\u201cRitratto di uomo\u201d del Parmigianino<\/b>. Cos\u00ec l\u2019idea \u00e8 semplice, almeno a parole: <b>finanziare con circa un milione di euro un concorso internazionale di architettura, regalare il risultato al museo, lasciare allo stato la decisione su cosa farne. <\/b>\u201cCosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 innocente, e forse anche di bello?\u201d, si chiede Lombardi. Volete cementificare la Galleria Borghese? <b>\u201cVogliamo chiamare i migliori architetti del mondo, come accadde al Louvre, come fu per il centro Pompidou\u201d<\/b>.<b> E perch\u00e9 lo fate? \u201cPerch\u00e9  investiamo sulla nostra reputazione. Si sapr\u00e0 che questo progetto l\u2019abbiamo finanziato noi<\/b>, e questo \u00e8 il nostro \u2018profitto\u2019\u201d. Sono state fatte insinuazioni sul vostro tornaconto. \u201cIo certi tic ideologici non li capisco. In generale non capisco mai come sia possibile che \u2018profitto\u2019 diventi subito una parola sporca, e nel caso specifico non capisco come  la generosit\u00e0 possa diventare un movente da smascherare.  <b>Proger \u00e8 un\u2019azienda sana, che guadagna e che pu\u00f2 permettersi un\u2019operazione come questa\u201d. <\/b>Su un giornale, sabato, abbiamo letto questa definizione di Proger: \u201cUna societ\u00e0 di Pescara\u201d. Provinciale. Sconosciuta. Inadeguata.  E Lombardi  allora racconta che la sua azienda \u00e8  nata a Pescara settant\u2019anni fa, fattura duecento milioni di euro, ha settecento dipendenti e lavora stabilmente in Arabia Saudita da dodici anni, dove \u00e8 advisor della Royal Commission \u201cper il pi\u00f9 grande programma di arte contemporanea negli spazi pubblici del mondo. <b>Guardi, noi facciamo di tutto. Abbiamo lavorato agli impianti di areazione della Cappella Sistina, e siamo la societ\u00e0 che dopo il crollo del ponte Morandi \u00e8 stata chiamata a sorvegliare l\u2019intera rete autostradale italiana\u201d.<\/b> E qui l\u2019ingegner Lombardi si ferma di nuovo. \u201cIn Italia di solito veniamo chiamati quando si \u00e8 rotto qualcosa. All\u2019estero ci chiedono di pensare ai prossimi cinquant\u2019anni\u201d. E questo dice qualcosa, forse pi\u00f9 sull\u2019Italia che sull\u2019azienda di Lombardi. Chiss\u00e0.<\/p>\n<p><b>La procedura prevede una preselezione, poi una fase anonima con cinque finalisti. \u201cPreselezione entro luglio, progetti consegnati entro ottobre, vincitore entro Natale\u201d. Il tutto regalato al museo<\/b>, che decider\u00e0 se avviare l\u2019iter \u2013 conferenza dei servizi, autorizzazioni, tutto il percorso che in Italia ha la velocit\u00e0 che ha. \u201cMa noi vorremmo consegnare il progetto vincitore come dono di Natale alla Galleria e alla citt\u00e0\u201d, dice Lombardi. E mentre lo racconta pensiamo che, malgrado le proteste, malgrado la mobilitazione contundente dei professionisti dell\u2019immobilismo, <b>alla fine questo progetto si far\u00e0 perch\u00e9 ha dalla sua un pezzo importante della sinistra. Rutelli, ma anche il sindaco Roberto Gualtieri e la presidente del consiglio comunale Svetlana Celli. Probabilmente solo la sinistra pu\u00f2 sconfiggere quel conformismo  che vorrebbe mettere sotto controllo la libert\u00e0 e la modernit\u00e0.<\/b> E per un semplice motivo: quel conformismo \u00e8 in gran parte di sinistra. Lombardi sorride. \u201cPu\u00f2 darsi\u201d, dice, con diplomazia. \u201c<b>Anche se a questa nostra idea si \u00e8 opposto a priori pure Fabio Rampelli, che \u00e8 un uomo di destra\u201d. <\/b>Poi dice una cosa che vale pi\u00f9 di molte polemiche: che <b>la Galleria Borghese, pur barocca, incarna lo spirito del Rinascimento \u2013 quell\u2019idea che arte e tecnica e scienza fossero un unico impulso<\/b>, <b>un circuito in cui il progresso rifinanziava l\u2019arte e l\u2019arte alimentava il progresso.<\/b> \u201cForse il nostro progetto non \u00e8 poi cos\u00ec lontano da quelle idee. Un\u2019azienda di ingegneri che finanzia un concorso d\u2019architettura per una galleria d\u2019arte. Scipione Borghese avrebbe capito\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia che si batte contro i treni, che vorrebbe rinunciare alla velocit\u00e0 del mondo moderno, l\u2019Italia contro il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":498552,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,96845,204,1537,90,89],"class_list":["post-498551","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cultura","tag-design","tag-entertainment","tag-galleria-borghese","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116603588687873985","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/498551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=498551"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/498551\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/498552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=498551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=498551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=498551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}