{"id":50061,"date":"2025-08-16T02:03:14","date_gmt":"2025-08-16T02:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50061\/"},"modified":"2025-08-16T02:03:14","modified_gmt":"2025-08-16T02:03:14","slug":"la-nuova-manovra-cambia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50061\/","title":{"rendered":"la nuova manovra cambia tutto"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p><strong>Il governo prepara una nuova \u201crottamazione quinquies\u201d delle cartelle esattoriali con una svolta decisiva: escludere i contribuenti che hanno aderito alle precedenti sanatorie senza saldare il debito. La mossa, allo studio per la prossima manovra, punta a recuperare parte dei 48 miliardi di euro mancanti dalle vecchie edizioni e a offrire una reale opportunit\u00e0 solo ai debitori in difficolt\u00e0 ma intenzionati a pagare, con piani fino a 10 anni. La stretta si basa sui dati della Corte dei conti e dell\u2019Agenzia delle Entrate, che evidenziano un altissimo tasso di recidivit\u00e0 e un uso strumentale delle definizioni agevolate.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Per anni, le definizioni agevolate delle cartelle sono state un appuntamento fisso per i contribuenti italiani, un treno su cui salire per alleggerire il peso del debito con il Fisco. Ma i numeri, impietosi, raccontano un\u2019altra storia: quella di un meccanismo spesso sfruttato per ottenere una tregua temporanea dalla riscossione, per poi svanire di nuovo. Con un buco di quasi <b>48 miliardi di euro<\/b> lasciato dalle quattro edizioni precedenti, come certificato dalla Corte dei conti, il governo si prepara a lanciare una nuova, grande operazione di sanatoria, ma questa volta con una novit\u00e0 dirompente: <b>stop ai rottamatori seriali: la nuova manovra cambia tutto<\/b> per chi ha usato le precedenti definizioni agevolate come uno scudo temporaneo senza mai saldare il conto. L\u2019obiettivo \u00e8 tracciare una linea netta tra chi \u00e8 in reale difficolt\u00e0 e chi agisce con furbizia, interrompendo una spirale di recidive che ha ingolfato il magazzino della riscossione.<\/p>\n<p><b>Chi sono i \u201crottamatori seriali\u201d e perch\u00e9 sono un problema?<\/b><\/p>\n<p>La categoria nel mirino del governo \u00e8 quella dei contribuenti che hanno sviluppato un comportamento seriale e strumentale. Si tratta di soggetti che, a ogni nuova sanatoria, presentano domanda di adesione, pagano una o due rate \u2013 quanto basta per ottenere la sospensione delle misure cautelari (come le \u201cganasce fiscali\u201d sui veicoli) ed esecutive (i pignoramenti) \u2013 per poi interrompere i versamenti. Come sottolinea la Corte dei conti, per una \u201cquota cospicua\u201d di aderenti, la rottamazione \u00e8 finalizzata unicamente a <b>ritardare la riscossione coattiva<\/b>. Il risultato \u00e8 un tasso di decadenza che si avvicina al <b>60%<\/b>: sei euro su dieci di quanto lo Stato si aspettava di incassare (gi\u00e0 in forma scontata) non sono mai arrivati nelle casse pubbliche.<\/p>\n<p><b>Quali sono le novit\u00e0 della \u201crottamazione quinquies\u201d?<\/b><\/p>\n<p>Il nuovo progetto, fortemente voluto dalla Lega e incardinato in un disegno di legge (atto 1375) al Senato, mira a essere pi\u00f9 un piano di rientro sostenibile che una sanatoria \u201cmordi e fuggi\u201d. Le novit\u00e0 principali sono pensate per aiutare chi vuole davvero mettersi in regola:<\/p>\n<ul>\n<li><b>rateizzazione lunga<\/b>: si prevede di poter spalmare i debiti (dal 2000 al 2023) su un arco temporale fino a <b>dieci anni<\/b>, per un massimo di 120 rate mensili;<\/li>\n<li><b>decadenza flessibile<\/b>: a differenza delle vecchie rottamazioni, dove bastava saltare una rata per essere esclusi, qui si introduce un margine di tolleranza molto pi\u00f9 ampio, consentendo il mancato pagamento fino a <b>otto rate<\/b>, anche non consecutive, prima di perdere il beneficio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo modello si avvicina a una rateizzazione ordinaria, ma con il grande vantaggio dello <b>sconto su sanzioni e interessi<\/b>.<\/p>\n<p><b>Come si intende escludere i debitori inaffidabili?<\/b><\/p>\n<p>Il cuore della riforma \u00e8 proprio l\u2019introduzione di un meccanismo di selezione all\u2019ingresso. L\u2019idea allo studio \u00e8 quella di <b>sbarrare la strada a chi ha gi\u00e0 aderito a una delle precedenti quattro rottamazioni senza portare a termine i pagamenti<\/b>. L\u2019obiettivo \u00e8 interrompere il ciclo vizioso che permette ai \u201cfurbetti\u201d di rientrare in ogni nuova sanatoria senza alcun paletto, vanificando gli sforzi della riscossione. La nuova definizione agevolata dovr\u00e0 essere accessibile solo a chi dimostra di non aver utilizzato strumentalmente le precedenti edizioni, premiando l\u2019affidabilit\u00e0 e la concreta volont\u00e0 di saldare il proprio debito con lo Stato.<\/p>\n<p><b>Quanto \u00e8 diffuso il fenomeno dei debiti seriali in Italia?<\/b><\/p>\n<p>Il problema della recidivit\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro che secondario, come confermato dai dati forniti dal direttore dell\u2019Agenzia delle Entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, in un\u2019audizione parlamentare. Le cifre sono allarmanti e giustificano la stretta in arrivo:<\/p>\n<ul>\n<li>il <b>60% dei soggetti<\/b> presenti nel magazzino della riscossione ha debiti iscritti a ruolo in almeno <b>10 annualit\u00e0 diverse<\/b>;<\/li>\n<li>oltre il <b>77% dei circa 10 milioni di contribuenti<\/b> che ricevono cartelle ogni anno ha gi\u00e0 avuto debiti iscritti a ruolo nei tre anni precedenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi numeri dipingono il ritratto di un vasto gruppo di debitori seriali per i quali le misure ordinarie e le sanatorie passate si sono rivelate inefficaci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il governo prepara una nuova \u201crottamazione quinquies\u201d delle cartelle esattoriali con una svolta decisiva: escludere i contribuenti che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":50062,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-50061","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50061"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50061\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}