{"id":50208,"date":"2025-08-16T04:10:25","date_gmt":"2025-08-16T04:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50208\/"},"modified":"2025-08-16T04:10:25","modified_gmt":"2025-08-16T04:10:25","slug":"il-risveglio-della-profondita-miniera-di-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50208\/","title":{"rendered":"\u00abIl risveglio della profondit\u00e0, miniera di risposte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                <img itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/41d97af2a3d54c0baa0f7d7ff21e5949\/2068917.jpg?width=1024\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/41d97af2a3d54c0baa0f7d7ff21e5949\/2068917.jpg\" title=\"Una miniera\" alt=\"Una miniera\"\/><\/p>\n<p itemprop=\"description\" class=\"didascalia rs_skip\">Una miniera  &#8211; Unsplash <\/p>\n<p id=\"13019\">Believe in deep (credere profondamente): Niccol\u00f2 Scaffai ci racconta di aver ritrovato questa frase in un taccuino su cui prendeva appunti mentre progettava il suo ultimo saggio. Gli aveva ricordato le parole di Starbuck in Moby Dick: \u00abIo guardo nel profondo e credo\u00bb (I look deep down and do believe). La frase che si era segnato l\u2019aveva letta proprio sul fianco di una barca: mentre lavorava a un libro sulla profondit\u00e0, suonava quasi come un\u2019esortazione. \u201cCredere profondamente\u201d in quel momento poteva significare anche credere nella profondit\u00e0. Nel frattempo quella barca \u00e8 salpata e il libro \u00e8 arrivato in porto. Si intitola Sotto l\u2019inesauribile superficie delle cose. Il paradigma della profondit\u00e0 nell\u2019immaginario dell\u2019Antropocene (Aboca, pagine 180, euro 24,00). L\u2019autore, professore di Letteratura italiana contemporanea e Letterature comparate all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Siena, mostra in che modo l\u2019ecologia e la profondit\u00e0 entrano in relazione nell\u2019immaginario contemporaneo, prendendo spunto soprattutto dalla letteratura ma anche dalla scrittura scientifica, dal cinema, dalle arti figurative. Lo fa in una serie di capitoli densi di riferimenti culturali, ma sempre dotati di una scrittura vivace e avvincente.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Professor Scaffai, perch\u00e9 ha pensato di dedicare in libro al tema della profondit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abLa profondit\u00e0 \u00e8 un motivo sempre pi\u00f9 ricorrente. Alcuni anni fa ho cominciato a rendermi conto di quanto frequente e cruciale fosse, nei romanzi e in altre forme narrative, la presenza di spazi sotterranei e sottomarini da cui emergono fossili, ossa, scorie, petrolio. Si pu\u00f2 dire perci\u00f2 che la profondit\u00e0 \u00e8 diventata una costante (o un paradigma, come lo definisco nel libro), capace di fornire una chiave di lettura del mondo in cui viviamo, dell\u2019insieme di relazioni ecologiche, sociali, politiche del quale facciamo parte\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Qual \u00e8 questa chiave di lettura?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abIl nostro stesso sistema economico-energetico dipende dalla profondit\u00e0, cio\u00e8 dal petrolio estratto dal sottosuolo, il cui consumo \u00e8 a sua volta tra i maggiori responsabili della crisi climatica. Chiamiamo Antropocene l\u2019epoca in cui l\u2019impatto dell\u2019essere umano \u00e8 diventato cos\u00ec grande da alterare l\u2019equilibrio del pianeta: un\u2019alterazione che dipende in gran parte dagli effetti ambientali causati dallo sfruttamento delle risorse prelevate dal sottosuolo. Del resto, il nesso tra profondit\u00e0 e Antropocene \u00e8 costitutivo: \u00e8 nelle sedimentazioni geologiche, infatti, che la scienza cerca le prove della discontinuit\u00e0 fra l\u2019epoca attuale e l\u2019Olocene; \u00e8 su evidenze stratigrafiche, come la presenza di plutonio quale effetto dell\u2019attivit\u00e0 atomica, che si basa la proposta di far coincidere l\u2019inizio dell\u2019Antropocene con la cosiddetta \u201cGrande accelerazione\u201d\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>In che cosa si differenzia questo nuovoparadigma della profondit\u00e0 rispetto ai modelli letterari e culturali precedenti?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abL\u2019attrazione esercitata dal mondo sotterrano \u00e8 sempre stata forte: la scoperta di tesori sepolti o sommersi, cos\u00ec come i viaggi al centro della Terra e le discese negli inferi sono archetipi che hanno avuto grandissima fortuna nel mito e nella religione, nella letteratura e perfino nella scienza. Le stesse scoperte scientifiche della modernit\u00e0 hanno alimentato un immaginario prevalentemente fantastico. Baster\u00e0 citare La terra cava (1856) di William Morris, il Viaggio al centro della terra (1864) di Jules Verne, la Storia di Arthur Gordon Pym (1838) di Edgar Allan Poe, La macchina del tempo (1895) di H.G. Wells. Sono tutti esempi di una profondit\u00e0 fantastica e avventurosa. Invece, le catabasi di cui si parla in questo libro non promettono la scoperta di mondi meravigliosi o terribili, ma mirano alla conoscenza profonda della natura, che pu\u00f2 riflettersi nella conoscenza di s\u00e9 e dell\u2019umano, al di l\u00e0 del singolo individuo o \u201ceroe\u201d\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Lei sostiene nel suo libro che la profondit\u00e0 non riguarda solo la dimensione dello spazio, ma anche quella del tempo. Infatti parla di un \u00abcronotopo della profondit\u00e0\u00bb. Perch\u00e9?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abCronotopo nel senso proprio di una \u201cinterconnessione dei rapporti temporali e spaziali\u201d, come l\u2019ha definita il grande teorico della letteratura Michail Bachtin. Il \u201ctempo profondo\u201d (dall\u2019inglese deep time) \u00e8 quello che precede e supera i confini del tempo umano, in senso biologico e storico, includendolo e obbligandoci perci\u00f2 a osservare l\u2019andamento delle nostre esistenze, societ\u00e0 e culture anche in quella prospettiva di lunghissima durata. Cos\u00ec, insieme allo spazio, anche il tempo \u00e8 un asse per determinare le coordinate dell\u2019Antropocene; attraverso il deep time, infatti, hanno preso forma la nostra specie e la sua relazione con l\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Uno dei temi che ricorrono nel suo saggio \u00e8 quello dell\u2019emergenza ambientale. Qual \u00e8 il valore aggiunto della letteratura (rispetto ad altri campi del sapere) in relazione a questa tematica? Che cosa ci dicono romanzi e poesie che la scienza magari non \u00e8 in grado di dire? O la differenza sta nel come pi\u00f9 che nel cosa?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abNel suo libro intitolato Possiamo salvare il mondo, prima di cena (2019), Jonathan Safran Foer scrive che la letteratura aiuta a credere in ci\u00f2 che sappiamo, per esempio dando forma e immagine a quello che i dati scientifici illustrano astrattamente. Per farlo pu\u00f2 ricorrere a ci\u00f2 che lo scrittore indiano Amitav Ghosh nella Grande cecit\u00e0 (2016) chiama l\u2019\u201dimpensabile\u201d: una categoria che pu\u00f2 assorbire elementi magici e fantastici, ma non per evadere dalla realt\u00e0. Al contrario, la funzione dell\u2019impensabile \u00e8 mostrare come la comprensione del reale richieda di uscire dal modo comune di pensare, per dare spazio ad altre forme di sapere. \u00c8 questo il valore aggiunto dei libri di cui parlo: dai racconti di Italo Calvino a quelli di Primo Levi, da Storie dalle profondit\u00e0 del mare (Under the Sea Wind, 1941) di Rachel Carson a Here (2014)di Richard McGuire, da Un fungo alla fine del mondo di Anna Tsing (2015) a L\u2019et\u00e0 del fuoco (2023)di John Vaillant\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Ma la letteratura pu\u00f2 dare davvero un contributo alla causa ecologica? I libri sono in grado di favorire un cambiamento?<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00abLa letteratura non pu\u00f2 direttamente intervenire sul negativo, esercitando una virt\u00f9 curativa o riparatoria (crederlo sarebbe un\u2019illusione o un travisamento). Ma pu\u00f2 creare una risonanza condivisa, che in certi casi consolida la \u201cpresenza\u201d davanti alla crisi. Ogni crisi \u00e8 sempre avvertita innanzitutto sul piano esistenziale, ma entra in una dialettica anche extraindividuale, determinata da elementi materiali che coinvolgono un\u2019intera comunit\u00e0. Tra questi elementi ci sono oggi le conseguenze di fenomeni \u201cnaturali\u201d (carestie, epidemie) che ricadono sulle popolazioni dei Paesi pi\u00f9 esposti e, al loro interno, sulle categorie economicamente e socialmente pi\u00f9 svantaggiate\u00bb.<\/p>\n<p id=\"13020\"><b>Il filosofo Glenn Albrecht ha chiamato solastalgia (\u201dnostalgia del conforto\u201d) il disagio di coloro che subiscono gli effetti di eventi climatici, crisi ecologiche, disastri naturali&#8230;<\/b><\/p>\n<p id=\"13020\">\u00ab\u00c8 una condizione ben rappresentata in uno dei libri di cui parlo, Rombo della scrittrice tedesca Esther Kinsky (2022), sul terremoto del Friuli. In questo caso \u00e8 proprio la discesa nella profondit\u00e0, materiale e simbolica, che permette di attingere alla memoria degli spazi, per riportare in superficie gli elementi (storie, relazioni, conoscenze) che collegano l\u2019individuo all\u2019oikos, casa e ambiente al tempo stesso. Non necessariamente per comporre vicende consolatorie, ma spesso per esporre le ferite non rimarginabili, gli effetti non sanabili di una crisi tanto ambientale quanto esistenziale e politica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una miniera &#8211; Unsplash Believe in deep (credere profondamente): Niccol\u00f2 Scaffai ci racconta di aver ritrovato questa frase&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":50209,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-50208","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}