{"id":502706,"date":"2026-05-22T10:51:13","date_gmt":"2026-05-22T10:51:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/502706\/"},"modified":"2026-05-22T10:51:13","modified_gmt":"2026-05-22T10:51:13","slug":"libro-juventus-30-anni-dopo-la-vittoria-in-champions-league-lippi-e-licari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/502706\/","title":{"rendered":"Libro Juventus 30 anni dopo la vittoria in Champions League: Lippi e Licari"},"content":{"rendered":"<p>                                Aneddoti, curiosit\u00e0, racconti inediti: la finale di Roma contro l\u2019Ajax, ma non solo. Passo dopo passo, il libro (Mondadori, pagg. 371, euro 22) scritto con il giornalista della Gazzetta dello Sport, Fabio Licari, rimette ordine ad un\u2019annata ricca di magia<\/p>\n<p>\n                                                                    Marcello Lippi\n                            <\/p>\n<p>                    22 maggio &#8211; 11:53  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Un viaggio, spesso, non \u00e8 la meta, ma il cammino per raggiungerla. Il viaggio di Marcello Lippi, stavolta, vale il cammino  e la meta, la pi\u00f9 ambita e suggestiva: alzare la Champions League  al cielo di Roma.  Quella Juventus \u00e8 storia, profonda, per certi versi unica.  Un libro, di cui pubblichiamo  due stralci qui sotto, la racconta  come non \u00e8 mai stata raccontata prima e la voce di Lippi \u00e8 la voce  di un tecnico amato perch\u00e9  guida riconosciuta e saggia.<\/p>\n<p>        il presentimento\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Sono i pi\u00f9 forti? Sicuro. Sono l\u2019Ajax e sono fortissimi. Non dimenticatelo mai&#8221;. &#8220;Sono i favoriti? Loro lo pensano, e chi siamo noi per negarlo? In fondo hanno vinto l\u2019ultima Champions contro il Milan, mentre noi abbiamo anche perso la finale di Coppa Uefa&#8230; \u00abContro di noi vinceranno? S\u00ec. Nove volte su dieci, novantanove su cento. Come il Brasile doveva fare con l\u2019Italia nell\u201982. Ma poi arriv\u00f2 Rossi, contro tutto e tutti: ve lo ricordate Rossi, no? &#8220;E l\u2019anno scorso il Milan non era invincibile? Ma lo scudetto ce l\u2019abbiamo noi sulla maglia, mi pare&#8230;&#8221;. Prendo fiato perch\u00e9 mi sono accorto che non respiro da trenta secondi. Intorno a me tutto comincia a girare un po\u2019, e non per il caldo. Li guardo a uno a uno, dritto negli occhi. Mi ascoltano in silenzio, immobili, i muscoli del viso tesissimi. &#8220;Ve lo dico ora, e tenetelo bene in testa per tutta la partita: una maledetta volta tocca a noi. Ed \u00e8 questa la volta, lo sento. \u00c8 questa la notte! Andiamo!&#8221;. Le parole corrono pi\u00f9 veloci del pensiero, non le controllo, mi sfuggono e non ho voglia di inseguirle. Mentre urlo sembra che la mia voce arrivi da lontano. Ma sono io, il suono rauco e forte che riempie lo spogliatoio \u00e8 mio. Non \u00e8 un discorso che mi sono preparato, mi viene spontaneo. \u00c8 un anno che aspetto questo momento, e ora, non so perch\u00e9, non ho pi\u00f9 dubbi. Non \u00e8 presunzione, \u00e8 che&#8230; non so spiegarlo, \u00e8 una sensazione. Devono crederci anche loro, non possono perdere la fede proprio adesso. Ce la facciamo. Meritiamo questa coppa. La meritano i tifosi che non hanno mai dimenticato la notte dell\u2019Heysel. La merita l\u2019Avvocato, che regalerebbe la Fiat per una Champions. E la vinceremo. Non \u00e8 retorica, non possono neanche accusarmi d\u2019essermi ispirato ad Al Pacino perch\u00e9 Ogni maledetta domenica \u2013 film bellissimo, tra l\u2019altro \u2013 verr\u00e0 girato solo tre anni dopo. Al massimo \u00e8 lui che mi ha&#8230; copiato. E comunque il mio preferito \u00e8 sempre stato De Niro&#8230; I ragazzi mi guardano, sembrano statue di marmo, sono concentrati, incutono paura. Sono cos\u00ec da quest\u2019estate, da quando ci siamo detti che questa poteva essere la stagione. L\u2019anno \u00e8 stato complicato, ci ha messo alla prova, ma siamo arrivati alla fine. E stasera c\u2019\u00e8 l\u2019ultimo capitolo. Restano in silenzio, in piedi, gli occhi spalancati e rossi di sangue, i pugni istintivamente chiusi. La testa \u00e8 alla partita, a Litmanen, Davids e Van der Sar che diventano ogni secondo pi\u00f9 grandi mentre l\u2019orologio segna il conto alla rovescia, alle parole di Van Gaal. Pochi minuti e l\u2019arbitro fischier\u00e0 l\u2019inizio. Avverto i loro respiri pesanti, quelli di chi si sta caricando dentro. Ognuno con i suoi pensieri. Luca sente il momento: si gira verso i compagni e d\u00e0 il via con il gesto del leader. Usciamo dallo spogliatoio e siamo investiti dal boato dell\u2019Olimpico, che \u00e8 tutto per noi, tutto bianconero. Un piccolo grande vantaggio, non dobbiamo sprecarlo. Non vedo l\u2019ora di sentire quella musichetta che mi accompagna da Dortmund, la notte in cui tutto \u00e8 cominciato. La notte in cui ho capito. Sono pronto. Sono pronti. Siamo i pi\u00f9 forti. E il pi\u00f9 forte vince. Siamo la Juve. Vinciamo questa coppa.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/doblete-inter-gplus-de-promo\/?pwcmp=cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Inter Campione d\u2019Italia: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99\u20ac\/mese<\/a><\/p>\n<p>        il tiro del campione\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">&#8220;Ma che stai facendo, Ale?\u00bb \u00abMi alleno, mister. Cerco cose nuove.&#8221; &#8220;Da cos\u00ec lontano?&#8221; Lo guardo strano. Istintivamente mi tocco il mento e aggrotto la fronte. Abbiamo finito l\u2019allenamento prima del derby, ma Ale Del Piero \u00e8 rimasto in campo. Ha piazzato una barriera improvvisata e calcia una punizione dopo l\u2019altra. Una dopo l\u2019altra. Una dopo l\u2019altra. Da molto lontano, una distanza quasi impossibile. Si sposta a sinistra e colpisce alla Del Piero. Ora accentra la palla e prova qualcosa di diverso. \u00c8 il piede che colpisce in modo differente, non \u00e8 il solito impatto sul pallone. Ciso \u00e8 accanto a me. Osserviamo perplessi, con stupore ma anche ammirazione. Ale continua a tirare, come se non sentisse la fatica. &#8220;\u00c8 un maniaco delle punizioni, Marcello. Un maniaco nel senso di perfezionista, intendo. Ogni tanto l\u2019ho spiato e secondo ma fa degli esperimenti. Un giorno inventer\u00e0 una punizione nuova&#8221; mi fa Ciso sorridendo compiaciuto. &#8220;Ma \u00e8 gi\u00e0 bravo cos\u00ec. Fa bene ad allenarsi, per\u00f2 non andrei a complicarmi la vita con soluzioni improbabili.&#8221; &#8220;Mi ha detto l\u2019altro giorno che, con tre partite a settimana, \u00e8 dura ritagliarsi mezz\u2019ora qui e l\u00e0. Doveva avere molta voglia.&#8221; Saluto Ciso e ritorno da Ale. \u00abEhi, campione, non ti stanchi?&#8221; &#8220;No, no, mister. Ci sto lavorando su.&#8221; Sorride e colpisce ancora. La palla gonfia la rete. &#8220;Non ti sono bastati i gol in Champions?&#8221; Fa una risata che illumina la sua faccia pulita da bravo ragazzo. &#8220;Sa cos\u2019\u00e8, mister? Secondo me per calciare ci sono modi diversi da quelli che conosciamo, vorrei provare\u2026&#8221; &#8220;Mi spieghi meglio?\u00bb \u00abHa presente quelle punizioni a due che si vedono nel campionato brasiliano? Uno alza la palla, l\u2019altro calcia al volo e la palla prima sale e poi scende.&#8221; Con la mano disegna la parabola che s\u2019infila proprio sotto la traversa. &#8220;L\u2019ho presente&#8221; rispondo. &#8220;Ecco, vorrei ricreare quell\u2019effetto da fermo.&#8221; Lo guardo strano. E lui guarda me, come se sulla mia faccia fosse scritto: &#8216;Ma che cazzo dici?&#8217;. &#8220;Contento tu, Ale\u2026 Ma da cos\u00ec lontano\u2026 mi pare impossibile.&#8221; Sono scettico, lui invece ci crede. &#8220;Voglio provarci&#8221; ripete con entusiasmo. Gli do un &#8216;cinque&#8217; e mi allontano. C\u2019\u00e8 la conferenza. Prima per\u00f2 incrocio Esposito e Moggi. &#8220;Daje ai giornalisti, Marcello&#8221; scherza Luciano. Poi si gira verso Esposito: &#8220;Come va?&#8221;. &#8220;Tutto bene, direttore.&#8221; &#8220;Ahi ahi\u2026&#8221; &#8220;E perch\u00e9 \u201cahi ahi\u201d, direttore?&#8221; replica Esposito sorpreso. &#8220;Perch\u00e9 quando va bene non va bene.&#8221; Dallo sguardo di Luciano non si capisce dove finisca lo scherzo e dove cominci la preoccupazione. &#8220;Direttore, magari tra poco si rompono tutti, ma le garantisco che per ora stanno bene.&#8221; &#8220;Se lo dici tu\u2026&#8221; fa Luciano prima di andarsene. Con i giornalisti vorrei parlare del Torino, che affrontiamo domani. \u00c8 in grosse difficolt\u00e0 e rischia di retrocedere. Ha cambiato tre allenatori: dopo Sonetti e Scoglio, ora c\u2019\u00e8 Lido Vieri, mio ex compagno nella Pistoiese e persona serissima. Invece mi ritrovo a parlare di un tecnico un po\u2019 meno serio e simpatico: Suaudeau, l\u2019allenatore del Nantes, ha infatti rilanciato le sue lamentele sui giornali dopo il nostro spiacevole incontro in conferenza. &#8220;Marcello, il francese ha detto che Vialli \u00e8 un truffatore e che tu insegni ai tuoi giocatori a essere maleducati.&#8221; Pi\u00f9 che una domanda, \u00e8 un invito a reagire. Conto fino a cinque e mi complimento con me stesso. Mi passano per la testa un bel po\u2019 di paroline che farebbero arrossire un camallo di quelli che c\u2019erano a Genova ai tempi della Samp. Invece la mia risposta \u00e8 oxfordiana: &#8220;Evidentemente sta cercando di caricare l\u2019ambiente&#8221;&#8230;<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Aneddoti, curiosit\u00e0, racconti inediti: la finale di Roma contro l\u2019Ajax, ma non solo. 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