{"id":504132,"date":"2026-05-23T08:25:19","date_gmt":"2026-05-23T08:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504132\/"},"modified":"2026-05-23T08:25:19","modified_gmt":"2026-05-23T08:25:19","slug":"hormuz-quanto-per-tornare-alla-normalita-stop-ai-flussi-anche-con-lo-stretto-libero-petrolio-a-90-dollari-per-una-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504132\/","title":{"rendered":"Hormuz, quanto per tornare alla normalit\u00e0? Stop ai flussi anche con lo Stretto libero: petrolio a 90 dollari per una anno"},"content":{"rendered":"<p>Continua ad essere \u201cil fattore tempo\u201d la pi\u00f9 grande leva di pressione sull\u2019inflazione un po\u2019 in tutto il mondo. La chiusura di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/hormuz-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Hormuz <\/a><\/strong>sta lasciando il segno sui prezzi dei beni alimentari dopo tre mesi di quotazioni surriscaldate dell\u2019energia (il Brent a +41% e il gas Ue a +56% rispetto ai valori pre-guerra) &#8211; lo dicono i numeri &#8211; ma ancora devono far sentire tutti i suoi effetti, dicono gli economisti, sia nel breve che nel lungo periodo. Non solo perch\u00e9 se anche si riaprisse oggi il passaggio pi\u00f9 ricco al mondo per petrolio, gas, fertilizzanti e prodotti petrolchimici, <strong>ci vorrebbero mesi per ripristinare i flussi<\/strong>. Con il <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/petrolio-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">petrolio <\/a><\/strong>che rimarrebbe a quota 90 dollari al barile fino a fine anno (rispetto ai 103 di ieri), dicono gli esperti di AcomeA Sgr. Ma anche perch\u00e9 le pressioni sulle catene di approvvigionamento non accennano ad allentarsi. Anzi, stanno aumentando. E dopo choc di questo tipo &#8211; il Covid insegna &#8211; ci vuole almeno un anno perch\u00e9 si senta l\u2019impatto di picco sull\u2019inflazione globale, stando anche a quanto sottolineato in questa settimana da un\u2019analisi di Bloomberg Economics. <\/p>\n<p>EFFETTI A RILASCIO LENTO <\/p>\n<p>Oltre a petrolio e prodotti raffinati, il Golfo fornisce in tempi normali circa il 30% delle materie prime agricole mondiali (fertilizzanti, urea, ammoniaca) e il 70-80% della nafta destinata all&#8217;Asia. Tanto che la fermata di grandi impianti chimici in Indonesia, Singapore e Corea sta innescando tensioni nelle filiere globali di plastiche, packaging, tessili, farmaceutici ed elettronica. Mentre l\u2019Europa deve fare i conti con il 60% del jet fuel che importava dal Golfo (oltre a una dose di Gnl), con l\u2019aumento notevole rincaro dei noli marittimi, e pi\u00f9 in generale con l\u2019impennata dei prezzi. Si tratta di pressioni non irrilevanti. E a differenza dell&#8217;aggiustamento immediato per il prezzo del carburante, certe pressioni impiegheranno pi\u00f9 tempo a scaricarsi sui prezzi al consumo. Ne va tenuto conto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cd1252657ee972f5056c921c41a33fafd9204a3bf33c9d04a2320adc260e8625_22224910.jpg\"\/><\/p>\n<p>Se poi lo Stretto rimanesse chiuso, in uno scenario da \u201ccrisi permanente\u201d, il rischio al rialzo \u00e8 potenzialmente illimitato per gli analisti. Con lo Stretto bloccato, sottolinea AcomeA Sgr, le alternative di offerta sono marginali e le scorte commerciali in progressiva erosione, lasciando il prezzo come unico strumento disponibile per riequilibrare domanda e offerta. Il prezzo del greggio potrebbe salire fino a 120 dollari albarile tra luglio e agosto e a 150 dollari in autunno. Senza contare che in questo contesto di stress energetico, anche la spinta positiva dell\u2019Intelligenza artificiale, destinata nel lungo periodo ad essere un calmante per l\u2019inflazione, nel breve periodo sta avendo l\u2019effetto opposto. La fame energetica dei data center pu\u00f2 solo peggiorare il clima di pressione sui prezzi. E il risultato si vede bene sul mercato globale delle obbligazioni dei Paesi del G7, una torta da 50 trilioni di dollari, dove i rendimenti a lungo termine hanno raggiunto il massimo degli ultimi due decenni. Se ci dobbiamo preparare a un mondo con un\u2019inflazione elevata, almeno per un po\u2019, \u00e8 il ragionamento degli investitori, allora va anche chiesto un premio per il rischio pi\u00f9 elevato. Mentre cresce la convinzione sul mercato che le banche centrali dovranno intervenire a colpi di rialzo dei tassi per contenere questo rischio. <\/p>\n<p>Non solo. Il timore (sempre pi\u00f9 una convinzione) che i governi dovranno mettere nuove mani alle emissioni governative (quindi espandendo il deficit), pur di attivare misure che sostengano famiglie e imprese e che contrastino la frenata della crescita. E qui torniamo al \u201cfattore tempo\u201d. Per quanto sia certo che ci vorranno mesi, o forse anni, per normalizzare i traffici di Hormuz, resta la speranza che una riapertura dello Stretto a breve possa ricambiare la narrativa sull\u2019inflazione (la prossima settimana sono attesi i nuovi dati Ue) e anche quella sui tassi. Le prime a sperare sono le banche centrali. Prima tra tutte la Fed. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Continua ad essere \u201cil fattore tempo\u201d la pi\u00f9 grande leva di pressione sull\u2019inflazione un po\u2019 in tutto il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":504133,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,206,6316,207034,194354,764,1537,90,89,9864,18380,207035,202235,379,243],"class_list":["post-504132","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-donald-trump","tag-gas","tag-guerra-usa-iran","tag-hormuz","tag-iran","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-petrolio","tag-stretto","tag-stretto-di-hormuz","tag-stretto-hormuz","tag-trump","tag-ultima-ora"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116622939229268633","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=504132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/504133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=504132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=504132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=504132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}