{"id":504350,"date":"2026-05-23T11:31:44","date_gmt":"2026-05-23T11:31:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504350\/"},"modified":"2026-05-23T11:31:44","modified_gmt":"2026-05-23T11:31:44","slug":"a-cannes-due-film-portano-lamore-queer-nel-cuore-stesso-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504350\/","title":{"rendered":"A Cannes due film portano l\u2019amore queer nel cuore stesso della Storia"},"content":{"rendered":"<p>Cannes \u2013\u00a0<strong>La guerra.<\/strong> E i corpi degli uomini che cercano, disperatamente, un modo per restare vivi dentro la guerra. Non solo vivi: amanti. Fragili. Liberi. <strong>La guerra <\/strong>che diventa, paradossalmente, una zona franca, nella quale \u2013 in mezzo all\u2019orrore, al caos, alla morte vicina \u2013 <strong>\u00e8 possibile vivere un amore omosessuale che nella societ\u00e0 civile \u00e8 ancora proibito<\/strong>.  A Cannes 2026, due dei film pi\u00f9 intensi passati in concorso hanno messo<strong> il desiderio queer nel cuore stesso della Storia<\/strong>. Dentro le ferite dell\u2019Europa, dentro il sangue del Novecento.\u00a0<strong>\u201cCoward\u201d di Lukas Dhont<\/strong>, ambientato nella Prima guerra mondiale, da una parte. Con una interpretazione straordinaria dei due protagonisti. Dall\u2019altra,<strong> \u201cLa bola negra\u201d dei due \u201cJavis\u201d, Javier Calvo e Javier Ambrossi<\/strong>, che attraversa la guerra civile spagnola.<strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u201cCoward\u201d di Lukas Dhont <img alt=\"FRANCE CANNES FILM FESTIVAL 2026\" loading=\"lazy\" width=\"3072\" height=\"2048\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/france-cannes-film-festival-2026.webp\"\/><\/p>\n<p>Il regista Lukas Dhont<\/p>\n<p><strong>Lukas Dhont, il regista belga che gi\u00e0 con \u201cGirl\u201d e \u201cClose\u201d <\/strong>aveva raccontato la vulnerabilit\u00e0 maschile, porta il suo cinema dentro le trincee. Ma non cerca l\u2019epica, il fragore delle bombe, anche se non lo dimentica. Cerca qualcosa di infinitamente pi\u00f9 fragile e difficile da mantenere vivo, fra i <strong>cadaveri da scaricare, i feriti urlanti, il massacro nella terra di nessuno<\/strong>, il fango delle trincee: la tenerezza.<\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/luce\/spettacolo\/the-man-i-love-72d74c14\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La New York degli anni \u201880, l\u2019Aids, la gioia e l\u2019ostinazione alla vita: tutto questo \u00e8 \u201cThe Man I Love\u201d<img alt=\"La New York degli anni \u201880, l\u2019Aids, la gioia e l\u2019ostinazione alla vita: tutto questo \u00e8 \u201cThe Man I Love\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/topshot-france-film-festival-cannes2026.webp\"\/><\/a> <\/p>\n<p><strong>Un ragazzo belga, forte, innocente, <\/strong>come le migliaia che arrivano al fronte cantando canzoni di guerra. E l\u2019incontro con una \u201ccompagnia teatrale\u201d fatta di rej\u00e9t\u00e9s, di reietti, di ripudiati dalla guerra.<strong> Omosessuali utilizzati per fare spettacoli, per alzare il morale della truppa<\/strong>. Uomini che durante le pause della guerra si truccano, indossano abiti femminili, cantano. Uno di loro seducente e sfrontato, angelico e insinuante, turba l\u2019animo di Pierre. E in quel teatro miserabile e bellissimo nasce anche un amore.<\/p>\n<p> <img alt=\"FRANCE CANNES FILM FESTIVAL 2026\" loading=\"lazy\" width=\"3072\" height=\"2048\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/image-service\/view\/acePublic\/alias\/contentid\/ZmY0OTQwZmItOTJkNS00\/0\/france-cannes-film-festival-2026.webp?f=16%3A9&amp;q=0.75&amp;w=1280\"\/><\/p>\n<p>Gli attori Valentin Campagne e Emmanuel Macchia<\/p>\n<p><strong>Dhont racconta che tutto nasce da una fotografia che aveva visto:<\/strong> soldati della Prima guerra mondiale vestiti con gonne di sacchi di sabbia, gioielli fatti con i bossoli. E da l\u00ec, ha disegnato un film che parla della <strong>dolcezza maschile, all\u2019interno di una macchina \u2013 quella della guerra <\/strong>\u2013 che impone virilit\u00e0, disciplina, eroismo. Che per i codardi, quelli che fuggono, ha pronta la fucilazione. E quei ragazzi invece, mentre aspettano di morire, scoprono il desiderio, il palcoscenico, le carezze.  Dhont <strong>gira con delicatezza quasi irreale<\/strong>. Nebbia, fango, candele, tende militari che sembrano quinte teatrali. Il cinema di Dhont guarda i ragazzi come raggi di luce.<strong> La guerra uccide, mutila, insanguina<\/strong>, ma non riesce a sporcare i loro occhi azzurri, la loro pelle diafana. E proprio dentro la guerra l\u2019amore riesce a nascondersi meglio che fuori, nella societ\u00e0 civile, dove per due come i protagonisti del film non sembra esserci luogo dove nascondersi.<\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/luce\/spettacolo\/cannes-javier-bardem-mascolinita-tossica-22398436\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il mondo ha bisogno di pi\u00f9 Javier Bardem. \u201cTrump, Putin, Netanyahu: mascolinit\u00e0 tossica che crea migliaia di morti\u201d<img alt=\"Il mondo ha bisogno di pi\u00f9 Javier Bardem. \u201cTrump, Putin, Netanyahu: mascolinit\u00e0 tossica che crea migliaia di morti\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1779535904_72_topshot-france-film-festival-cannes2026.webp\"\/><\/a><br \/>\n\u201cLa bola negra\u201d di\u00a0Javier Calvo e Javier Ambrossi <\/p>\n<p>Se \u201cCoward\u201d parla della Prima guerra mondiale come luogo in cui l\u2019identit\u00e0 queer sopravvive clandestinamente, <strong>\u201cLa bola negra\u201d racconta tre epoche<\/strong>, quasi a tracciare un quadro della memoria queer europea. Il film attraversa tre epoche \u2013 1932, 1937, 2017 \u2013 ed \u00e8 un libero riadattamento delle poche pagine sopravvissute di un\u2019opera incompiuta di <strong>Federico Garcia Lorca.<\/strong> Parla di uomini che attraversano il Novecento imparando a nascondersi. \u201cVogliamo rendere omaggio alla lotta che le generazioni precedenti di uomini gay hanno dovuto combattere, e come sono state messe a tacere\u201d, hanno dichiarato i registi. Al lungo applauso, alla fine del film, Javier Ambrosi in sala ha aggiunto, commosso: \u201c<strong>Questo \u00e8 per tutte le persone LGBT+ che non hanno potuto vivere liberamente<\/strong>\u201d.  Dalle Fiandre alla Spagna franchista della guerra civile, due film attraversati dalla stessa ostinazione<strong>: salvare dall\u2019oblio quei desideri, quelle vite, quegli amori cancellati.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cannes \u2013\u00a0La guerra. 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