{"id":504383,"date":"2026-05-23T11:59:22","date_gmt":"2026-05-23T11:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504383\/"},"modified":"2026-05-23T11:59:22","modified_gmt":"2026-05-23T11:59:22","slug":"la-new-york-degli-anni-80-laids-la-gioia-e-lostinazione-alla-vita-tutto-questo-e-the-man-i-love","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/504383\/","title":{"rendered":"La New York degli anni \u201880, l\u2019Aids, la gioia e l\u2019ostinazione alla vita: tutto questo \u00e8 \u201cThe Man I Love\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Cannes \u2013<strong>\u00a0New York brucia di musica, desiderio, paura<\/strong>. \u00c8 la citt\u00e0 degli anni \u201980, quella dei club downtown, delle<strong> luci sporche di Manhattan,<\/strong> dei loft attraversati da artisti, performer, drag queen, amanti che si stringono sapendo che il tempo potrebbe essere poco. Ed \u00e8 anche <strong>la citt\u00e0 dell\u2019Aids<\/strong>. Della malattia che cade come un\u2019ombra feroce sopra una <strong>generazione queer che aveva appena cominciato a conquistare libert\u00e0, visibilit\u00e0, felicit\u00e0.<\/strong>  <strong>&#8220;The Man I Love&#8221; <\/strong>di Ira Sachs, passato in concorso a Cannes, \u00e8 uno dei film pi\u00f9 intensamente inclusivi e queer del festival. Non perch\u00e9 faccia discorsi teorici sull\u2019identit\u00e0. Ma perch\u00e9 <strong>restituisce corpo, sensualit\u00e0, fragilit\u00e0 e memoria <\/strong>a una comunit\u00e0 che gli anni Ottanta americani hanno insieme celebrato e condannato. \u00a0<\/p>\n<p> <img alt=\"FRANCE CANNES FILM FESTIVAL 2026\" loading=\"lazy\" width=\"3072\" height=\"2194\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1779537502_441_france-cannes-film-festival-2026.webp\"\/><\/p>\n<p>Al centro, il regista Ira Sachs con il cast del film The Man I Love<\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 Jimmy George, interpretato da <strong>Rami Malek<\/strong>: cantante, performer, artista della scena off-off Broadway, sieropositivo in una New York ancora attraversata dall\u2019omofobia dell\u2019America reaganiana. Jimmy sa di essere malato. <strong>Ma non vuole ridursi alla malattia. <\/strong>Vuole continuare a creare, cantare, amare, desiderare.  \u00c8 questo che rende il film cos\u00ec potente: <strong>non \u00e8 un racconto sulla fine. \u00c8 un racconto sull\u2019ostinazione della vita<\/strong>.\u00a0\u201cNon \u00e8 un film pieno di ospedali e medicine\u201d, ha spiegato Malek a Cannes. \u201c\u00c8 la storia di un uomo che cerca<strong> disperatamente di continuare la sua attivit\u00e0 artistica\u201d<\/strong>. E dentro questa frase c\u2019\u00e8 tutto il senso del film di Sachs:<strong> la comunit\u00e0 queer non raccontata come vittima, ma come energia creativa, erotica, emotiva.<\/strong>  All\u2019inizio, racconta Malek, aveva paura di affrontare il personaggio. <strong>Troppo vicino, apparentemente, a Freddie Mercury <\/strong>gi\u00e0 interpretato in &#8220;Bohemian Rhapsody&#8221;. \u201cC\u2019erano troppe somiglianze\u201d, dice. <strong>Il cantante. Gli anni dell\u2019Aids. La performance.<\/strong> Ma poi ha capito che Jimmy era l\u2019opposto dell\u2019icona. \u201cFreddie era leggenda. Jimmy \u00e8 ricerca continua: di amore, creativit\u00e0, intimit\u00e0, gioia\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio la parola \u201cgioia\u201d che attraversa il film <\/p>\n<p>&#8220;The Man I Love&#8221; racconta <strong>una New York queer che non vuole essere ridotta alla tragedia epidemiologica<\/strong>. Ci sono i club. I corpi sudati. Le prove teatrali. I costumi. I flirt. Le gelosie. Gli appartamenti minuscoli condivisi fra artisti e amanti.<strong> Jimmy vive con il compagno Dennis,<\/strong> interpretato da Tom Sturridge, in una relazione fatta di cura reciproca ma anche di paura della perdita. Quando arriva il nuovo vicino Vincent, giovane e bellissimo, il desiderio torna a muoversi come una corrente elettrica dentro la casa.<\/p>\n<p> <img alt=\"FRANCE CANNES FILM FESTIVAL 2026\" loading=\"lazy\" width=\"3072\" height=\"2049\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/image-service\/view\/acePublic\/alias\/contentid\/OTliODRjNmQtYWU0ZS00\/0\/france-cannes-film-festival-2026.webp?f=16%3A9&amp;q=0.75&amp;w=1280\"\/><\/p>\n<p>Ira Sachs  e Rami Malek<\/p>\n<p>Ira Sachs gira questi rapporti con delicatezza fisica, senza trasformare i personaggi queer in simboli. Sono <strong>uomini vulnerabili, sensuali, imperfetti. Uomini che litigano, si desiderano, si proteggono<\/strong>. E il film sembra continuamente dire una cosa molto semplice e ancora necessaria: anche l\u2019amore gay ha diritto alla complessit\u00e0 quotidiana, alla tenerezza, alla banalit\u00e0 domestica.  Nel film compare anche <strong>Rebecca Hall nel ruolo della sorella di Jimmy, <\/strong>figura che rappresenta forse il tentativo di costruire un ponte fra la comunit\u00e0 queer e il resto dell\u2019America. Perch\u00e9 gli anni Ottanta raccontati da Sachs sono anche anni di separazione. Da una parte <strong>Manhattan queer, creativa, notturna.<\/strong> Dall\u2019altra un paese che spesso osserva quella comunit\u00e0 con paura o rifiuto.  La forza inclusiva del film sta proprio qui: nel trasformare la memoria queer in memoria collettiva.\u00a0Sachs, da sempre uno dei registi americani pi\u00f9 apertamente queer, <strong>non gira un manifesto ideologico<\/strong>. Gira un film pieno di abbracci, musica, colori, pelle. <strong>\u201cVolevo un film denso di emozione, dolore e abbracci\u201d<\/strong>, ha detto a Cannes. \u201c\u00c8 un film sexy, pieno di colori e musica: una lista di peccati e piaceri\u201d.<\/p>\n<p>Dentro questa New York anni \u201980, sorprendentemente, entra anche l\u2019Italia <\/p>\n<p>Jimmy guarda in televisione <strong>Rita Pavone all\u2019Ed Sullivan Show del 1964. <\/strong>E nei momenti pi\u00f9 romantici del film risuona <strong>Bambola<\/strong>. Sachs ha raccontato che le canzoni italiane \u2014 da Patty Pravo a Mina \u2014 hanno accompagnato la sua vita. E allora quelle voci diventano parte della memoria emotiva queer del film: malinconiche, sensuali, teatrali.  Alla proiezione ufficiale a Cannes,<strong> &#8220;The Man I Love&#8221; ha raccolto dieci minuti di applausi. <\/strong>Malek, alla sua prima volta sul tappeto rosso del festival, si \u00e8 commosso fino alle lacrime.\u00a0Forse perch\u00e9 il film di Ira Sachs non parla soltanto del passato.  Parla di tutte le comunit\u00e0 che continuano a lottare per esistere senza vergogna.<strong> Di tutte le identit\u00e0 che il mondo ha provato a trasformare in colpa.<\/strong> E di una verit\u00e0 che la New York queer degli anni \u201980 aveva gi\u00e0 capito benissimo: creare, amare, danzare, desiderare \u2013\u00a0\u00a0anche nel cuore della paura \u2013\u00a0\u00a0pu\u00f2 essere una forma di resistenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cannes \u2013\u00a0New York brucia di musica, desiderio, paura. \u00c8 la citt\u00e0 degli anni \u201980, quella dei club downtown,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":504384,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[14690,203,454,19143,204,1537,90,89,14063,4879,1521,11040,279478,628,16860],"class_list":["post-504383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-aids","tag-entertainment","tag-film","tag-gioia","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-love","tag-man","tag-movies","tag-new","tag-ostinazione","tag-the","tag-york"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116623780977611410","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=504383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/504383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/504384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=504383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=504383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=504383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}