{"id":50498,"date":"2025-08-16T08:13:10","date_gmt":"2025-08-16T08:13:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50498\/"},"modified":"2025-08-16T08:13:10","modified_gmt":"2025-08-16T08:13:10","slug":"luigi-lineri-la-sorprendente-installazione-creata-nellarco-di-una-vita-con-i-sassi-del-fiume-adige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50498\/","title":{"rendered":"Luigi Lineri, la sorprendente installazione creata nell&#8217;arco di una vita con i sassi del fiume Adige"},"content":{"rendered":"<p>Entrare nel mondo di <strong>Luigi Lineri<\/strong> non \u00e8 mai immediato. Non per la strada che porta alla sua casa, con annesso fienile convertito in atelier e spazio espositivo, alla periferia di <strong>Zevio<\/strong>, comune nella <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/tea-attacchi-tecniche-editing-genetico-ricerca-fondo-regole\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>campagna veronese<\/strong><\/a> a poco meno di mezz&#8217;ora di macchina dal capoluogo veneto. Lo \u00e8 bens\u00ec per la sua <strong>diffidenza<\/strong> a far conoscere la propria storia e la sua incredibile <strong>installazione di sassi<\/strong> che ha raccolto nel corso di <strong>sessant\u2019anni<\/strong> dall&#8217;alveo del <strong>fiume Adige<\/strong>, a poco pi\u00f9 di un chilometro da casa. Diffidenza che nasce dalla delusione per l\u2019accoglienza, fredda e di sufficienza, che la sua convinzione, sull\u2019esistenza di <strong>un\u2019antica civilt\u00e0 del fiume Adige<\/strong>, ha trovato nel mondo scientifico e degli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/teotihuacan-maya-collegamenti-altare-guatemala\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">studi archeologici<\/a>. L&#8217;accademia l&#8217;ha amareggiato, poich\u00e8, sbrigativamente, ha talvolta associato la sua ricerca al fenomeno psichico della <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/neanderthal-impronta-digitale-sasso-a-forma-di-volto-arte-simbolica\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>pareidolia<\/strong><\/a>, tipica nei <strong>bambini<\/strong>, in cui nelle forme di paesaggi o di oggetti inanimati si <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/neanderthal-impronta-digitale-sasso-a-forma-di-volto-arte-simbolica\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">riconoscono<\/a> volti, tratti umani o di animali.<\/p>\n<p>Il mondo di Luigi Lineri<\/p>\n<p>AccordionItemContainerButton<\/p>\n<p>Un dettaglio dell&#8217;installazione di Luigi LineriRodolfo Hernandez<\/p>\n<p>Le origini, l&#8217;educazione e l&#8217;approdo all&#8217;art brut<\/p>\n<p>Nato nel 1937 ad <strong>\u00c0lbaro<\/strong>, frazione di Ronco all&#8217;Adige, Luigi \u00e8 il <strong>terzo di dodici fratelli<\/strong>: siamo a inizio Novecento ed era una normalit\u00e0 per quel periodo, la sua era una delle tante famiglie numerose e, quasi sempre, povere. Tuttavia, quella di Lineri, titolare di un negozio di calzature, era riuscita a dare al terzogenito la <strong>possibilit\u00e0 di studiare<\/strong>, sebbene questo abbia comportato l\u2019<strong>allontanamento<\/strong> dal luogo in cui era nato. Infatti, dopo le scuole elementari nel paese natale, alle medie avviene lo sradicamento dalla famiglia e dal territorio di origine per frequentare il seminario dei Padri Comboniani a <strong>Trento<\/strong>. \u201cL&#8217;allontanamento dalla famiglia deve essere stato molto doloroso per il ragazzo, se ancora oggi Luigi non ne parla volentieri e se, come ci riferisce la moglie, i suoi amici le hanno raccontato come, quando si trovava in collegio, fosse uso affacciarsi alla finestra che guardava sull&#8217;Adige e fantasticare di <strong>scappare<\/strong> per ridiscendere quel fiume che lo avrebbe cos\u00ec riportato a casa\u201d, scrive, in un saggio, <strong>Daniela Rosi<\/strong>, storica dell\u2019arte che ha dato un contribuito chiave alla valorizzazione dell\u2019attivit\u00e0 di Lineri inserendola nel filone dell\u2019<strong>art brut<\/strong>.<\/p>\n<p>Nata da una ricerca di oltre mezzo secolo, la visione dell\u2019opera di Lineri lascia, chiunque la veda, senza parole. Si tratta di <strong>migliaia di esemplari<\/strong>, dalle forme diverse, che richiamano teste di <strong>ovini<\/strong>, <strong>equini<\/strong>, <strong>bovini<\/strong>, <strong>pesci<\/strong>, <strong>volti umani<\/strong> e parti anatomiche dell\u2019<strong>apparato riproduttore femminile<\/strong> e <strong>maschile<\/strong>. Tutti esposti \u2013 dopo essere stati pazientemente incollati su supporti di legno fatti a mano e studiati per ogni singola forma \u2013 in <strong>serie<\/strong> da tre, cinque a volte nove o pi\u00f9 esemplari assieme, in modo da portare alla nostra attenzione una <strong>testimonianza visiva<\/strong> di una <strong>civilt\u00e0<\/strong> esistita milioni di anni prima della nostra e che ancora ci osserva.<\/p>\n<p>Una pietra, assieme ad altre, che evoca il profilo di una pecora o di un cavallo<\/p>\n<p>Rodolfo Hernandez<\/p>\n<p>Il contesto e l&#8217;originalit\u00e0 della ricerca<\/p>\n<p>Sempre <strong>meno frequenti<\/strong> che in passato, forse, le <strong>visite<\/strong> di curiosi, appassionati e scolaresche a questa sorta di \u201ctempio\u201d. Il <a data-offer-url=\"http:\/\/www.luigilineri.it\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;http:\/\/www.luigilineri.it\/&quot;}\" href=\"http:\/\/www.luigilineri.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sito internet<\/a>, una schermata bianca con i contatti e il link alla <a data-offer-url=\"https:\/\/www.facebook.com\/luigilineri\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.facebook.com\/luigilineri&quot;}\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/luigilineri\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pagina Facebook<\/a>, avvisa che l\u2019esposizione non \u00e8 aperta al pubblico, rimandando a futuri aggiornamenti. Tuttavia, da qui sono passati gli <strong>studenti<\/strong> dell\u2019Accademia di Belle Arti di Verona, nonch\u00e9 <strong>giornalisti<\/strong> e <strong>fotografi<\/strong> da tutto il mondo, <strong>studiosi<\/strong> e <strong>registi<\/strong>, perfino la Reuters. La <strong>meraviglia<\/strong> che si scopre \u00e8 grande perch\u00e9 si tratta di qualcosa mai vista prima. Ma arrivare fino a qui non \u00e8 stato di certo un percorso banale, tantomeno scontato: \u201cLe mie difficolt\u00e0 sono dovute al fatto che io non ho pagato critici d\u2019arte o giornalisti. Nessuno pu\u00f2 dire che ho pagato dei soldi perch\u00e9 qualcuno parli di me. Nella mia vita mi sono annientato in quella che per me \u00e8 <strong>una grande ricerca<\/strong>, nella quale mi esprimo perch\u00e9 ho dato spazio alla mia fantasia. <strong>Qui c\u2019\u00e8 la fatica di una vita<\/strong>\u201d ci racconta Lineri davanti alla sua esposizione. \u201cUna <strong>metamorfosi<\/strong> tra una forma e l\u2019altra\u201d, nel passaggio da un animale all\u2019altro: \u201cChe poi uno veda la testa di un cane, di una pecora, di un pesce, se sono forme di passaggio volute o non volute non lo so, ma la ricerca \u00e8 nata qui. Queste forme sono tante, e sono fuori, nel greto dell\u2019Adige. Ho voluto dare importanza alla loro <strong>quantit\u00e0<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Guardando, viene da chiedersi se vi sia un intento di <strong>catalogare<\/strong> queste pietre, quasi a creare una sorta di <strong>classificazione di forme zoomorfe<\/strong>. Niente affatto. \u201cNon si pu\u00f2 catalogare, sono troppe \u2013 prosegue. \u201cAnche se mi dicevano sempre: \u2018bastano solo pochi esempi per dimostrare la tua <strong>teoria\u2019<\/strong>, per me non \u00e8 vero. La teoria \u00e8 una cosa, la <strong>verit\u00e0 storica<\/strong> \u00e8 un\u2019altra. Il fatto che io abbia speso la mia vita per abbattere le resistenze che ho incontrato \u00e8 perch\u00e9 ho voluto lavorare sulla quantit\u00e0, che vuol dire massa, <strong>massa critica<\/strong>. Voglio che la gente traballi davanti alla <strong>forza della ricerca\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Una visione d&#8217;insieme dell&#8217;installazione di Luigi Lineri<\/p>\n<p>Rodolfo Hernandez<\/p>\n<p>La fatica di coniugare arte, vita e l&#8217;essere controcorrente<\/p>\n<p>Come sia trascorsa la vita di questo signore ormai novantenne e della sua famiglia \u00e8 un racconto piuttosto noto nel piccolo paese del veronese. In modo bizzarro, a dir poco: \u201cMio marito si \u00e8 licenziato di nascosto dalla famiglia, perch\u00e9 sapeva che non glielo avrei mai permesso. E questo non sono mai riuscita a perdonarglielo\u201d racconta, con rammarico, <strong>la moglie<\/strong> <strong>Tosca<\/strong>, al suo fianco da una vita. \u201cLui non riusciva, in parallelo, a dedicarsi al lavoro e alla sua passione per la pittura su ceramica o per i sassi. Quindi, quando ancora lavorava, nel fine settimana si dedicava totalmente a questa sua passione. Non voleva stare con i parenti o con gli amici\u201d. Dopo essersi licenziato dal negozio di calzature, su spinta della moglie, Lineri riprende tuttavia a lavorare come infermiere all\u2019Ospedale di Zevio, dove rimane fino a raggiungere il minimo per poter accedere alla pensione e, il 17 maggio 1988, lascia definitivamente l\u2019impiego. \u201c<strong>L\u2019arte mi ha distrutto interiormente<\/strong>\u201d confessa Lineri, \u201coltre ad aver distrutto anche <strong>la mia famiglia<\/strong>. Tuttavia, mi ha fatto capire quanto sia grande l\u2019uomo nella sua miseria\u2026\u201d. Mentre lo dice, posa lo sguardo su un sasso davvero particolare che tiene esposto in cucina: \u201cQuello, mi hanno detto di venderlo come un <strong>Modigliani<\/strong>, sembra un volto\u201d afferma. Che una persona nel pieno delle sue energie, con una cultura superiore per l\u2019epoca in cui \u00e8 nato e vissuto, si licenzi da un lavoro sicuro e, a poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, scelga il pensionamento per dedicarsi a una ricerca dagli esiti a dir poco incomprensibili e incerti rappresenta una scelta del tutto in <strong>controtendenza<\/strong> rispetto alla filosofia della grande locomotiva del \u201cNord-est\u201d, che ha forgiato la societ\u00e0 veneta a partire dagli anni del secondo dopoguerra e dove l\u2019affermazione \u201c\u00e8 sempre stato un gran lavoratore\u201d \u00e8 sinonimo di brava persona, o \u201csi \u00e8 fatto da solo\u201d implica l\u2019aver raggiunto un ragguardevole e invidiabile benessere materiale.<\/p>\n<p>I riconoscimenti nel filone dei \u201cCostruttori di Babele\u201d<\/p>\n<p>\u201cAccanto a questo comportamento diffuso, esistono per\u00f2, per fortuna, dei casi straordinari. Persone che fanno scelte radicalmente opposte, persone che potremmo definire dei <strong>\u2018resistenti della forma\u2019<\/strong>\u201d scrive sempre Daniela Rosi nel suo saggio La forma salvata, pubblicato nel volume collettaneo <a data-offer-url=\"https:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=298\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=298&quot;}\" href=\"https:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=298\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Costruttori di Babele (El\u00e8uthera, 2011)<\/a>, curato da <strong>Gabriele Mina<\/strong>, il maggiore studioso italiano del fenomeno degli, appunto, <a data-offer-url=\"https:\/\/www.costruttoridibabele.net\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.costruttoridibabele.net\/&quot;}\" href=\"https:\/\/www.costruttoridibabele.net\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>\u201cCostruttori di Babele\u201d<\/strong><\/a>. Ve ne sono <strong>decine<\/strong> in tutta Italia, oltre che all\u2019estero, ma le loro <strong>creazioni<\/strong> sono in pericolo proprio per l\u2019essere cos\u00ec <strong>effimere<\/strong> e lontane da qualsiasi stile gi\u00e0 visto, per la loro <strong>unicit\u00e0<\/strong>: \u201cSpesso durano fino a che vive il loro artefice\u201d sottolinea Rosi. Eppure, nel caso di Lineri, \u00e8 possibile che ci\u00f2 non accada: la stessa Rosi \u00e8 riuscita a portare le pietre di Lineri in esposizione in luoghi prestigiosi come <a data-offer-url=\"https:\/\/www.hallesaintpierre.org\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.hallesaintpierre.org\/&quot;}\" href=\"https:\/\/www.hallesaintpierre.org\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019Halle de Saint Pierre<\/a>, tempio internazionale dell\u2019art brut a Parigi, o in mostre collettive, assieme ad Antonio Ligabue e Carlo Zinelli, mentre l&#8217;Universit\u00e0 di Vienna ha dedicato degli studi alla sua opera.<\/p>\n<p>Un elemento che raffigura un viso umano<\/p>\n<p>Rodolfo Hernandez<\/p>\n<p>La <strong>ricerca<\/strong> di Lineri \u00e8 frutto di una conoscenza dell\u2019<strong>arte greca antica<\/strong> e delle <strong>civilt\u00e0 preistoriche<\/strong>. Partendo da una passione per le <strong>selci<\/strong> o <strong>pietre focaie<\/strong> che si trovano nei <strong>monti Lessini<\/strong>, ampiamente utilizzate fin dal XVIII secolo nell\u2019industria delle <strong>armi<\/strong>, l\u2019attenzione di Lineri viene rapita da una lama di selce bianca che aveva l\u2019aspetto di un coltello: \u201cHo come avuto un brivido: \u2018chi ha fatto una cosa cos\u00ec bella?\u2019 mi sono chiesto. Ho iniziato quindi a leggere e a studiare in modo approfondito il greco e la storia e l\u2019archeologia classica\u201d. Nato come <strong>poeta dialettale<\/strong> \u2013 nel 1968 vince anche il Premio Castello di Sanguinetto, dedicato alla letteratura per ragazzi, dove <strong>Gianni Rodari<\/strong> venne invece premiato per la categoria \u201cRacconto\u201d \u2013 Lineri legge in queste pietre \u201cuna grammatica interiore, <strong>un poema tridimensionale<\/strong>\u201d. Sempre nel 1968, quando Lineri si dedicava ancora prevalentemente alla <strong>poesia<\/strong> e alla <strong>pittura su ceramica<\/strong>, l\u2019Adige viene sbarrato a pochi chilometri prima di Zevio, lasciando il livello del fiume pi\u00f9 basso. \u201cAllora, vincendo i miei pregiudizi, sono entrato nel fiume, e ho visto come quella forma con questo taglio cos\u00ec netto si ripeteva. Ho visto poi l\u2019orecchio pendulo di una testa di animale, di una pecora, di un toro o di un uccello acquatico, di un\u2019anatra, di una papera e poi di elementi umani come l&#8217;occhio, la narice-bocca e i simboli della fisicit\u00e0 maschile e femminile. Tutto questo \u00e8 stata <strong>una fatica inspiegabile<\/strong>, ma non so se mi rester\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Una pietra la cui forma evoca un volto umano: naso, occhi, bocca, mento e fronte<\/p>\n<p>Rodolfo Hernandez<\/p>\n<p>Il tema del \u201cChe cosa ne sar\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>Infatti, il problema di questo tipo di lavoro \u00e8 anche l\u2019appartenenza delle pietre, che sono state prelevate da <strong>terreni demaniali<\/strong> e, dunque, di propriet\u00e0 dello Stato. Ma come non pensare che dietro a questo lavoro cos\u00ec dispendioso e sofferto non vi sia altro che un reale e disinteressato intento artistico: \u201cIo amo il mistero della vita, il sacrificio che c\u2019\u00e8 stato prima di noi. La mia \u2018teoria\u2019 \u00e8 fatta di <strong>intuito artistico<\/strong>. Non posso nemmeno immaginare che qualcuno, guardando queste pietre, continui a dire che \u00e8 stata la natura. \u00c8 come se il mondo dialettale mi avesse passato questo <strong>dono<\/strong> che ora espongo: chi entra qui vede forse il <strong>caos<\/strong>, ma la vita \u00e8 caos, non \u00e8 \u2018soggetto, predicato, complemento\u2019. Forse \u00e8 stata la natura, eppure, io lo ritengo un <strong>intervento umano combinato alla natura<\/strong> perch\u00e9 per me non \u00e8 casuale che sei, sette, dieci pietre ripetano la stessa forma\u201d.<\/p>\n<p>Una raccolta di pietre dall&#8217;installazione di Luigi Lineri<\/p>\n<p>Rodolfo Hernandez<\/p>\n<p>Alla domanda che Wired ha posto al protagonista di questa storia cos\u00ec singolare (singulair vengono peraltro definiti in Francia gli artisti dell\u2019art brut), se tutto questo sarebbe stato possibile se fosse vissuto da un\u2019altra parte, la risposta \u00e8 stata: \u201cLa domanda me la sono posta pi\u00f9 volte io stesso, ma sarebbe stato <strong>uguale<\/strong> perch\u00e9 le coordinate della mia esistenza sarebbero state identiche in tutti i momenti. Non ho che il mio <strong>sguardo<\/strong> e una delle mie caratteristiche \u00e8 quella di oltrepassare ci\u00f2 che appare. Non mi piace la facilit\u00e0. Quando ho iniziato la ricerca, qui a Zevio c\u2019era pieno di cave di ghiaia, ero circondato da camion e ruspe. Io ho salvate queste pietre, ma adesso dovrei riportare tutto in Adige. Eppure, questa ricerca, sono certo, \u00e8 molto pi\u00f9 grande di me, \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e dovrebbe essere vista come opera d\u2019arte unica\u201d.<\/p>\n<p>Un <strong>fiume,<\/strong> l&#8217;Adige, che, come molti della <strong>Pianura Padana<\/strong>, soffre di eccessivo <strong>sfruttamento<\/strong>, a partire proprio dalle <strong>cave di ghiaia<\/strong>, ma anche di <a data-offer-url=\"https:\/\/www.isdenews.it\/glifosate-e-pfas-fiumi-veneti-bocciati-da-legambiente\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.isdenews.it\/glifosate-e-pfas-fiumi-veneti-bocciati-da-legambiente\/&quot;}\" href=\"https:\/\/www.isdenews.it\/glifosate-e-pfas-fiumi-veneti-bocciati-da-legambiente\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">inquinamento<\/a> da <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/pfas-acque-regioni-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Pfas<\/strong><\/a>, <strong>scarichi fognari<\/strong> e <strong>pesticidi.<\/strong> Anche la forza evocativa dell&#8217;opera di Lineri dovrebbe essere un monito alla <strong>salvaguardia<\/strong> dell&#8217;ambiente che l&#8217;ha resa possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Entrare nel mondo di Luigi Lineri non \u00e8 mai immediato. 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