{"id":50576,"date":"2025-08-16T09:10:10","date_gmt":"2025-08-16T09:10:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50576\/"},"modified":"2025-08-16T09:10:10","modified_gmt":"2025-08-16T09:10:10","slug":"white-mantis-arrows-at-the-sun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50576\/","title":{"rendered":"WHITE MANTIS &#8211; Arrows At The Sun"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/White-Mantis-Arrows-Of-The-Sun-cover-2025-500x500.jpg\"\/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>7.0<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/white-mantis\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">WHITE MANTIS<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 00:46:54<\/li>\n<li>Disponibile dal: 22\/08\/2025<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                High Roller Records\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>\n                        Streaming non ancora disponibile\n                        <\/p>\n<p>Non sono troppe, a ben vedere, le formazioni che possono essere credibilmente accostate all\u2019operato dei canadesi Voivod: troppo speciali, anarchiche e inimitabili le trame del quartetto del Qu\u00e9bec, per pensare che vi siano tanti altri musicisti in grado di avvicinarsi, almeno a un livello subliminale, a quanto prodotto da Away e compagnia.<br \/>Sia che si tratti di materiale pi\u00f9 vicino al thrash tecnico e progressivo, sia che si vada su un taglio pi\u00f9 rockeggiante, oppure affine al metal estremo degli anni di \u201cPhobos\u201d e \u201cNegatron\u201d, paragonarsi effettivamente a quel tipo di contenuti non \u00e8 semplice. Al massimo arriva qualche breve suggestione, qualche sporadico accostamento.<\/p>\n<p>Adesso invece ci imbattiamo nei tedeschi White Mantis e succede proprio questo, ovvero una band saldamente incastonata nell\u2019universo del thrash metal tradizionale che finisce per percorrere con competenza e brillantezza strade limitrofi all\u2019operato dei primi Voivod, quelli degli anni sotto Noise Records e di pubblicazioni come \u201cKilling Technology\u201d e \u201cDimension Hatr\u00f6ss\u201d.<br \/>Anni, quelli, di sperimentazione beata, quando gli allora giovani musicisti guidati dall\u2019estro del compianto chitarrista Denis \u2018Piggy\u2019 D\u2019Amour passavano dalla caotica rozzezza dei primi due dischi a una forma di metal allora poco classificabile, andando a prendersi gli spazi siderali, attraverso un lavorio sui suoni puramente artigianale, fatto di colpi di genio, tentativi, idee balzane, e un miglioramento della tecnica esecutiva che li avrebbe portati in zone ancora pi\u00f9 inesplorate di l\u00ec a pochissimo.<br \/>Tornando invece agli autori di questo \u201cArrows Of The Sun\u201d, si tratta di una compagine tedesca che approda ora solamente al secondo album, pur essendo in giro dal 2012. Il precedente \u201cSacrifice Your Future\u201d, vecchio ormai di sei anni (in mezzo l\u2019EP \u201cIron Curse\u201d del 2022), era passato in sordina nell\u2019underground, ma speriamo non accada con il nuovo disco.<\/p>\n<p>I White Mantis viaggiano tra le linee, trovando una loro via espressiva secondo modalit\u00e0 in apparenza non cos\u00ec distanti dalla concorrenza. D\u2019altronde, che siano thrash nel midollo non \u00e8 affatto in discussione, come non \u00e8 difficile rintracciare in quanto suonato la classica matrice del thrash teutonico: ci\u00f2 per\u00f2 non diventa un limite, un modo per incasellarli nel filone e lasciarli l\u00ec, a riproporre con tanta foga ma poca fantasia gli schemi consolidati del thrash pi\u00f9 elementare.<br \/>Al contrario, la furia e l\u2019ossessione per il thrash puro sono una molla, per andare poi a scatenare la parte migliore del repertorio. Infatti, fin dalle prime note di \u201cNekrotornado\u201d si percepisce una vena di ragionata follia, l\u2019idea che pur restando serrati, mordaci e aggressivi, i musicisti della Baviera intendano anche svagare in tante direzioni.<br \/>Sia a livello chitarristico che ritmico si colgono variazioni imprevedibili, si svolta all\u2019improvviso e le atmosfere mutano repentinamente, proprio come poteva accadere con i Voivod dei dischi sopracitati: un\u2019umoralit\u00e0 dal gusto quasi teatrale, corroborata da vocalizzi che a loro volta vanno a ricordare lo Snake degli anni \u201980.<\/p>\n<p>Il suono \u00e8 tutt\u2019altro che rifinito o modernizzato, tutt\u2019altro, ha una patina grezza e vintage tipica di chi vuole rimanere ben dentro una certa scena e un determinato immaginario. Ci\u00f2 non \u00e8 un limite, perch\u00e9 tiene i White Mantis esattamente dove vogliono stare, dando comunque modo di esprimere una vena progressiva, sperimentale, che viaggia pure in assonanza con liriche piuttosto impegnate, tra politica, sociologia e una critica alle conseguenze del progresso tecnologico.<br \/>Lo slancio verso dettami \u2018voivodiani\u2019 d\u00e0 frutti in alcuni casi ancora acerbi, mentre in altre circostanze il risultato \u00e8 davvero degno di nota e ravviva un tipo di thrash grezzo ma stralunato, tradizionalista eppure poco convenzionale, abbastanza raro da pescare in giro attualmente. Nella loro marcia indiavolata, i White Mantis colpiscono a destra e a manca, trovando appunto i momenti pi\u00f9 efficaci quando lasciano leggermente indietro il profilo pi\u00f9 \u2018tedesco\u2019 della propria personalit\u00e0, per sparigliare le carte.<\/p>\n<p>La title-track pare proprio uscire dal repertorio pi\u00f9 datato di Away e compagni, tra sezioni furibonde, vocalizzi isterici, rallentamenti dal sapore \u2018space\u2019 e midtempo ondeggianti, contornati di armonie prese di peso dal Piggy-style ottantiano e vocalizzi lisergici.<br \/>Un pezzo come \u201cDivide And Kill\u201d si rivolge invece alle influenze Destruction-Kreator, nonostante le incursioni fuori dagli schemi del basso e un notevole lavoro della chitarra solista, due caratteristiche che tengono banco un po\u2019 durante tutta la tracklist e danno un\u2019impronta particolare al lavoro dei White Mantis.<br \/>La mediazione tra techno-thrash delle origini e un taglio pi\u00f9 ignorante e basilare \u00e8 la costante di \u201cArrows Of The Sun\u201d ed \u00e8 un gioco di incastri e rimandi maneggiato in modalit\u00e0 non sempre armoniche: \u201cOver Your Pale Bones\u201d ad esempio si fa ascoltare volentieri e ha alcuni sprazzi un po\u2019 eccentrici davvero notevoli, ma tende a normalizzarsi sotto il peso del desiderio di caos e violenza.<br \/>Ci sono tanti spunti interessanti, a volte hanno modo di esprimersi al meglio, in altre circostanze sono fagocitati da un incedere crudamente thrash, che appiattisce leggermente le velleit\u00e0 della formazione. \u201cArrows Of The Sun\u201d ha per\u00f2 dalla sua un\u2019identit\u00e0 trasversale che troviamo molto positiva e ci d\u00e0 speranza sia per ulteriori miglioramenti da parte del gruppo bavarese, sia per un apprezzamento diffuso di questo disco.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto7.0 Band: WHITE MANTIS Durata: 00:46:54 Disponibile dal: 22\/08\/2025 Etichetta: High Roller Records Streaming non ancora disponibile Non&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":50577,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-50576","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50576\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}