{"id":506324,"date":"2026-05-24T17:45:24","date_gmt":"2026-05-24T17:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/506324\/"},"modified":"2026-05-24T17:45:24","modified_gmt":"2026-05-24T17:45:24","slug":"che-succede-se-riapre-lo-stretto-di-hormuz-perche-il-traffico-non-tornera-normale-e-il-prezzo-del-petrolio-scendera-ma-non-crollera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/506324\/","title":{"rendered":"Che succede se riapre lo Stretto di Hormuz? Perch\u00e9 il traffico non torner\u00e0 normale e il prezzo del petrolio scender\u00e0 (ma non croller\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Anche con un eventuale accordo fra Stati Uniti e Iran pesano l\u2019incertezza sulle mine, i danni alle infrastrutture, la corsa alle scorte e il precedente di Bab el-Mandeb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La storia recente non offre molti precedenti di chiusure pi\u00f9 o meno complete di uno stretto a causa di una guerra. Ma<b> tutti gli esempi degli ultimi decenni puntano nella stessa direzione: non sar\u00e0 rapido<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il ritorno alla normalit\u00e0 in un braccio di mare nel quale si \u00e8 combattuto richiede sempre molto tempo ed \u00e8 improbabile che questa volta sia diverso. Anche se realmente nelle prossime ore gli Stati Uniti e l\u2019Iran annunciassero la firma di un accordo, per quanto transitorio, che riapre lo Stretto di Hormuz alla navigazione senza condizioni.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il precedente di Bab el-Mandeb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esperienza di questi anni suggerisce che sarebbe irrealistico attendersi un risultato diverso. <b>Alla fine nel 2023 gli Houthi, la milizia dello Yemen sostenuta dall\u2019Iran, ha iniziato per esempio un\u2019azione di disturbo e attacco ai mercantili che passavano dallo stretto di Bab el-Mandeb<\/b>, al punto di congiunzione fra il Mar Rosso e Suez da un lato e dall\u2019altro l\u2019Oceano Indiano e la rotta pi\u00f9 rapida che connette il Mediterraneo con la Cina. <b>Il risultato fu immediato: crollo del traffico di circa il 70%. <\/b>Da allora i governi dell\u2019Unione europea e gli Stati Uniti hanno guidato missioni navali di protezione e sorveglianza in quel braccio di mare, Londra e Washington hanno bombardato a pi\u00f9 riprese e gli attacchi degli Houthi sono formalmente cessati con la tregua a Gaza che gli Houthi avevano invocato come motivo della loro azione. Ma il traffico da Bab el-Mandeb e dunque da Suez \u00e8 sempre gi\u00f9 del 70% rispetto al 2023.<\/p>\n<p>    La chiusura del canale di Suez<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Simili esperienze si sono viste anche dopo la prima guerra Stati Uniti-Iraq, quando a causa delle mine sui fondali servirono almeno sei mesi per ristabilire la libert\u00e0 di navigazione nella parte pi\u00f9 settentrionale del Golfo. E <b>dopo la guerra dei sei giorni fra Egitto e Israele nel 1967, quando il canale di Suez chiuse \u00abprovvisoriamente\u00bb e venne riaperto solo sette anni dopo.<\/b><\/p>\n<p>    Il crollo dei transiti e l\u2019incertezza sulle mine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Adesso nessuno \u00e8 in grado di prevedere con certezza quanto tempo sar\u00e0 necessario per il ritorno alla frequenza dei passaggi da Hormuz.\u00a0<br \/><b>Prima della guerra era il nono stretto di mare pi\u00f9 navigato al mondo con 32 mila passaggi all\u2019anno<\/b> (il primo per traffico \u00e8 Taiwan, con 88 mila passaggi di navi commerciali).\u00a0<br \/>Ora il traffico \u00e8 crollato a zero per la gran parte dei giorni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che la ripresa non sia semplice si capisce gi\u00e0 dalle incertezze sulle mine che l\u2019Iran ha distribuito sui fondali.<\/b> Alcune di esse sono costruite per esplodere appena i loro sensori avvertono la presenza di corpi galleggianti in acciaio sulla superficie: per questo saranno cos\u00ec importanti le navi sminatrici italiane in resina, ma non sar\u00e0 un\u2019operazione rapida.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sicuramente le compagnie di navigazione e gli assicuratori non avranno alcuna fretta di tornare ad assumersi dei rischi non strettamente necessari.<\/b><\/p>\n<p>    I danni alle infrastrutture energetiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre, <b>circa 80 infrastrutture del petrolio e del gas naturale sono state colpite sia in Iran, sia da parte dei droni e dei missili iraniani in tutti i Paesi del Golfo.<\/b> Alcune riparazioni richiedono poche settimane, come gi\u00e0 accaduto con le raffinerie russe colpire dai droni ucraini nel 2025 (ma ora Kiev \u00e8 in grado di infliggere danni pi\u00f9 seri). Altre invece avranno di bisogno fra due e cinque anni per tornare pienamente in funzione.<b> \u00c8 il caso soprattutto delle unit\u00e0 di liquefazione del terminale di gas di Ras Laffan in Qatar, il cui potenziale produttivo \u00e8 oggi ridotto del 17%.<\/b><\/p>\n<p>    La corsa a ricostituire le scorte<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine, ci sono dinamiche interne alla stessa industria del petrolio a suggerire comunque tempi lunghi per il ritorno ad un flusso ordinario di forniture.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In questi tre mesi, il sistema internazionale \u00e8 rimasto precariamente in equilibrio solo grazie al ricorso alle scorte.<\/b> I Paesi occidentali hanno avviato il rilascio di una parte delle loro riserve strategiche e cos\u00ec sembra aver fatto la Cina, a giudicare da un calo delle sue importazioni di greggio da circa 11 milioni di barili al giorno a 8,5 milioni di barili. <b>\u00c8 anche per questo che il prezzo del barile di Brent non \u00e8 mai salito molto sopra i 100 dollari, un livello elevato ma nettamente inferiore alle previsioni formulate dagli specialisti all\u2019inizio della guerra.<\/b><\/p>\n<p>    L\u2019evoluzione del prezzo del petrolio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se le scorte utilizzate sono state anche solo di poco pi\u00f9 di cinque milioni di barili al giorno \u2013 da Hormuz passavano circa 20 milioni di barili al giorno prima della guerra \u2013 <b>\u00e8 verosimile che oggi il sistema internazionale abbia gi\u00e0 consumato un miliardo di barili di riserve strategiche e riserve private delle raffinerie. <\/b>Gi\u00e0 solo ricostituirle interferir\u00e0 profondamente con il funzionamento del mercato, per molti mesi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 probabile che il prezzo del petrolio scenda, prima di dieci e poi di circa venti dollari al barile, se davvero l\u2019accordo di cui oggi parla l\u2019amministrazione americana verr\u00e0 firmato<\/b>. Ma qualunque tregua per ora resta provvisoria, sullo sfondo di un quadro stabile. Il superamento completo di questa crisi dell\u2019energia potrebbe non essere dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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