{"id":507550,"date":"2026-05-25T13:43:18","date_gmt":"2026-05-25T13:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/507550\/"},"modified":"2026-05-25T13:43:18","modified_gmt":"2026-05-25T13:43:18","slug":"nuovo-studio-usa-sul-consumo-moderato-di-alcol-conferma-la-necessita-di-un-confronto-tra-discipline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/507550\/","title":{"rendered":"Nuovo studio Usa sul consumo moderato di alcol conferma la necessit\u00e0 di un confronto tra discipline"},"content":{"rendered":"<p><b>Uno dei dibattiti di pi\u00f9 lunga data e che sembra destinato a non finire mai, riguarda il rapporto tra alcolici e<\/b><b>\u00a0salute. Ne parlano gli esperti, si moltiplicano gli studi, ma i risultati non sempre coincidono. Eppure, pi\u00f9 di una volta, emerge un concetto che si sta rafforzando sempre di pi\u00f9 ed \u00e8 quello della moderazione. Ovvero che un consumo, nei limiti, di una bevanda come pu\u00f2 essere il vino non ha ricadute negative per la salute. Va in questa direzione anche <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s11606-026-10479-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un nuovo studio americano<\/a>, pubblicato sul \u201cJournal of General Internal Medicine\u201d e citato dall\u2019Istituto per la ricerca su vino, alimentazione e salute (Irvas), che riporta al centro dell\u2019attenzione scientifica il tema del rapporto tra consumo di alcol e mortalit\u00e0 oncologica, suggerendo la necessit\u00e0 di un approccio pi\u00f9 articolato e meno ideologico al dibattito<\/b>. La ricerca, spiega l\u2019Irvas, basata sui dati dello studio di coorte Regards (Reasons for Geographic and Racial Differences in Stroke), ha analizzato 26.694 adulti statunitensi seguiti per un periodo mediano di 13,3 anni. Nel corso del follow-up sono stati registrati 2.306 decessi correlati al cancro. Dopo l\u2019aggiustamento per numerosi fattori confondenti, tra cui et\u00e0, sesso, etnia, condizioni socioeconomiche, fumo, attivit\u00e0 fisica e stato di salute, <b>gli autori hanno osservato un aumento del rischio di mortalit\u00e0 oncologica nei consumatori forti di alcol (+21% rispetto agli astemi), mentre nei consumatori leggeri \u00e8 emersa una riduzione del rischio del 13%. Nei consumatori moderati non \u00e8 stata rilevata un\u2019associazione statisticamente significativa con la mortalit\u00e0 per cancro<\/b>.<br \/>\u201cIl lavoro pubblicato sul \u201cJournal of General Internal Medicine\u201d &#8211; <strong>commenta <\/strong><b>Attilio Giacosa, presidente Irvas &#8211;<\/b> aggiunge nuovi elementi di complessit\u00e0 a un tema che negli ultimi anni \u00e8 stato spesso affrontato in modo semplificato, senza distinguere adeguatamente tra abuso, consumo moderato, modelli alimentari e contesto complessivo dello stile di vita e spesso senza distinguere tra bevande alcoliche di tipo diverso. <strong>Questo studio non \u201cassolve\u201d l\u2019alcol n\u00e9 mette in discussione i rischi legati al consumo eccessivo, che restano ben documentati e certamente responsabili di varie tipologie di cancro cos\u00ec come di molte altre patologie, indipendentemente dalla tipologia di bevanda alcolica prevalentemente consumata. Tuttavia, questa ricerca scientifica evidenzia ancora una volta come il rapporto tra alcol e tumori non possa essere ridotto a una lettura univoca e astratta. In particolare, il vino continua a rappresentare un tema specifico di discussione scientifica quando consumato moderatamente, durante i pasti e all\u2019interno di un modello alimentare equilibrato come quello mediterraneo. Non solo quantit\u00e0 e modalit\u00e0 di consumo, ma anche alimentazione, fumo, attivit\u00e0 fisica e quadro metabolico incidono profondamente sul rischio e devono essere considerati insieme\u201d.<\/strong><br \/><b>Gli stessi autori dello studio, sottolinea l\u2019Irvas, invitano alla prudenza nell\u2019interpretazione dei risultati. Lo studio presenta, infatti, alcune limitazioni dichiarate: non distingue i diversi tipi di tumore responsabili dei decessi, non valuta separatamente le differenti bevande alcoliche e si basa su dati di consumo auto-riportati dai partecipanti. Inoltre, gli autori sottolineano che gli apparenti effetti favorevoli osservati nei consumatori leggeri potrebbero riflettere in parte fattori residui legati allo stile di vita complessivo e non essere attribuibili direttamente all\u2019alcol in s\u00e9. Proprio questo aspetto, secondo Irvas, rafforza la necessit\u00e0 di riportare il dibattito su basi pi\u00f9 rigorose e meno polarizzate, evitando sia minimizzazioni sia approcci allarmistici.<\/b><br \/>\u201cLa scienza procede attraverso il confronto tra dati e interpretazioni basate sulle evidenze, non attraverso posizioni assolute. Oggi &#8211; prosegue Giacosa &#8211; <b>il tema alcol e salute, in particolare quando si parla di vino, tende spesso a essere trattato in modo dicotomico: da una parte chi nega qualsiasi rischio, dall\u2019altra chi considera ogni livello di consumo equivalente. La realt\u00e0 epidemiologica \u00e8 pi\u00f9 complessa e richiede un confronto aperto tra discipline diverse<\/b>. Vi \u00e8 necessit\u00e0 di ulteriori studi pi\u00f9 analitici e approfonditi e in particolare di studi di intervento, come lo studio Unati, finanziato dalla Comunit\u00e0 Europea e attualmente in corso in Spagna su 10.000 adulti di cui 5.000 non consumeranno bevande alcoliche per 4 anni e 5.000 berranno vino con moderazione per lo stesso periodo. Questo ed altri studi similari potranno realmente fornire informazioni molto rigorose\u201d.<br \/>Nel dibattito scientifico internazionale continua, infatti, a emergere la necessit\u00e0 di distinguere il vino dalle altre bevande alcoliche almeno sul piano epidemiologico e comportamentale, considerando non solo il contenuto alcolico, ma anche modalit\u00e0 e contesto di consumo. Diversi studi suggeriscono che il consumo moderato di vino durante i pasti, inserito in uno stile di vita sano e nel modello alimentare mediterraneo, presenti caratteristiche differenti rispetto al consumo di altre bevande alcoliche, fermo restando che l\u2019eccesso nel consumo di qualsiasi bevanda alcolica appare sempre nocivo non solo per il rischio oncologico, ma anche per l\u2019aumento del rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e di molte altre patologie e di incremento del rischio di mortalit\u00e0 per tutte le cause. <b>Questo tema, secondo Irvas, richiede ulteriori approfondimenti scientifici e analisi pi\u00f9 rigorose e dettagliate per permettere un dibattito scientifico basato su dati ed evidenze, evitando semplificazioni o letture ideologiche<\/b>.<\/p>\n<p>\n\t\tContatti: <b><a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/nuovo-studio-usa-sul-consumo-moderato-di-alcol-conferma-la-necessita-di-un-confronto-tra-discipline_591971\/mailto:info@winenews.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">info@winenews.it<\/a><\/b><br \/>Seguici anche su Twitter: <a href=\"http:\/\/twitter.com\/WineNewsIt\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@WineNewsIt<\/a><br \/>Seguici anche su Facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/winenewsit\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@winenewsit<\/a>\n\t<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 tratto dall&#8217;archivio di WineNews &#8211; Tutti i diritti riservati &#8211; Copyright \u00a9 2000\/2026 <\/p>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno dei dibattiti di pi\u00f9 lunga data e che sembra destinato a non finire mai, riguarda il rapporto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":507551,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[9913,216852,239,281249,1537,90,89,240,60837],"class_list":["post-507550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alcolici","tag-consumo-moderato","tag-health","tag-irvas","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute","tag-saluti"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116635514102062769","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=507550"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507550\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/507551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=507550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=507550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=507550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}