{"id":507594,"date":"2026-05-25T14:14:14","date_gmt":"2026-05-25T14:14:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/507594\/"},"modified":"2026-05-25T14:14:14","modified_gmt":"2026-05-25T14:14:14","slug":"oriente-occidente-di-rampini-laccordo-fra-usa-e-iran-visto-dal-medio-oriente-e-solo-una-pausa-fra-due-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/507594\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | L&#8217;accordo fra Usa e Iran visto dal Medio Oriente: \u00e8 solo una pausa fra due crisi?"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Una lettura dei principali media dell\u2019area mediorientale \u00e8 istruttiva: <b>quasi tutti, in Israele e nelle monarchie del Golfo presentano <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_maggio_25\/guerra-in-iran-le-ultime-notizie-in-diretta-il-petrolio-in-calo.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il possibile accordo<\/a> come una pausa tattica pi\u00f9 che una pace.<\/b> La parola pi\u00f9 usata dagli analisti mediorientali non \u00e8 \u201csettlement\u201d ma \u201cfreeze\u201d: non un nuovo assetto, bens\u00ec un congelamento. Nessuno crede davvero che il contenzioso strategico sia risolto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La stampa israeliana \u00e8 quella che manifesta il maggiore scetticismo. I quotidiani vicini alla sicurezza nazionale, dal Jerusalem Post fino agli editorialisti di Haaretz e Yedioth Ahronoth, insistono su un punto: <b>Netanyahu avrebbe accettato la tregua solo perch\u00e9 gli Stati Uniti non intendono prolungare la guerra. <\/b>La convinzione prevalente negli ambienti israeliani \u00e8 che Trump abbia raggiunto il limite politico interno della sua operazione militare. I sondaggi americani mostrano un\u2019opinione pubblica ostile alla prosecuzione del conflitto, e questo ha pesato sulla Casa Bianca.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Israele, invece, una parte consistente dell\u2019establishment ritiene che <b>l\u2019Iran sia stato colpito duramente ma non definitivamente neutralizzato.<\/b> Gli analisti vicini ai servizi israeliani ricordano che Teheran conserva ancora una parte importante del proprio arsenale missilistico, delle infrastrutture sotterranee e soprattutto della capacit\u00e0 industriale di rigenerare il programma nucleare. Alcuni esperti israeliani fanno un paragone con Saddam Hussein dopo il 1991 (prima guerra del Golfo: il dittatore iracheno aveva invaso il Kuwait, fu sconfitto dalla coalizione internazionale mobilitata da Bush padre): battuto militarmente ma non abbattuto politicamente. <b>E questo, per Israele, equivale a una minaccia rinviata, non eliminata.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una corrente ancora pi\u00f9 dura, rappresentata da ministri della destra nazionalista israeliana, considera addirittura l\u2019accordo un errore strategico. In questa lettura, la guerra doveva proseguire fino a produrre il collasso del regime iraniano oppure almeno una sua paralisi irreversibile. Lo stesso Netanyahu, pur accettando il cessate il fuoco, ha precisato che \u201cnon \u00e8 la fine\u201d e che <b>Israele si riserva il diritto di riprendere le operazioni.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nei media arabi del Golfo il tono \u00e8 diverso. Sauditi, emiratini e qatarioti mostrano sollievo. Non perch\u00e9 amino il regime iraniano \u2014 anzi \u2014 ma perch\u00e9 la guerra stava diventando economicamente insostenibile. <b>L\u2019incubo delle monarchie del Golfo non era la vittoria iraniana; era il caos prolungato nello Stretto di Hormuz.<\/b> Le economie della regione dipendono dalla stabilit\u00e0 dei traffici marittimi e dai prezzi energetici prevedibili. Le Borse del Golfo, dopo settimane di volatilit\u00e0, hanno reagito bene ai primi segnali di tregua.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La stampa saudita vicina al principe Mohammed bin Salman descrive l\u2019accordo come una <b>\u201cnecessaria de-escalation\u201d<\/b>, ma evita di presentarlo come una vittoria dell\u2019Iran. I commentatori sauditi insistono sul fatto che Teheran esce dalla guerra molto indebolita: economia devastata, infrastrutture danneggiate, isolamento crescente. Tuttavia, gli stessi editoriali riconoscono che il regime non \u00e8 caduto e probabilmente non cadr\u00e0 a breve.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli Emirati hanno una posizione ancora pi\u00f9 pragmatica. <b>Abu Dhabi guarda soprattutto agli affari. <\/b>Per gli emiratini, la priorit\u00e0 assoluta \u00e8 che Hormuz torni ad essere navigabile senza costi aggiuntivi, ricatti o rischi assicurativi proibitivi. Nei commenti economici pubblicati sulla stampa finanziaria araba emerge una paura: che una tregua imperfetta possa lasciare un \u201cpremio geopolitico permanente\u201d sui prezzi del petrolio e sui trasporti marittimi.<b> Il Golfo teme che l\u2019Iran abbia ormai dimostrato di poter militarizzare il commercio energetico mondiale ogni volta che si sentir\u00e0 minacciato.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al Jazeera e altri media qatarioti (spesso filo-iraniani in passato) adottano una lettura pi\u00f9 critica verso Washington e Israele. L\u2019accento viene posto sui costi umani in Iran, sulle accuse di violazioni del diritto internazionale e sul rischio che l\u2019operazione abbia rafforzato le correnti pi\u00f9 radicali del regime. Alcuni editorialisti arabi fanno notare un paradosso: <b>l\u2019attacco occidentale avrebbe temporaneamente salvato la Repubblica islamica da una crisi interna<\/b> che, prima della guerra, sembrava pi\u00f9 pericolosa per il regime stesso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Altri analisti, invece, ritengono che il danno inflitto all\u2019Iran sia molto pi\u00f9 grave di quanto appaia. Nei think tank israeliani e americani favorevoli alla linea dura \u2014 Foundation for Defense of Democracies, Jewish Institute for National Security of America, Hudson Institute \u2014 prevale la tesi che <b>l\u2019Iran abbia perso una parte decisiva della propria deterrenza strategica.<\/b> In questa lettura, l\u2019accordo non sarebbe una concessione americana ma la certificazione di una sconfitta iraniana.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Esiste poi una posizione intermedia, probabilmente oggi la pi\u00f9 diffusa negli ambienti diplomatici europei e del Golfo: <b>tutti hanno perso qualcosa, nessuno ha vinto davvero.<\/b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_24\/accordo-iran-visto-da-usa-430b46e9-24a5-4264-a07e-fb997522axlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Trump ottiene un vantaggio politico immediato<\/a>: pu\u00f2 sostenere di avere colpito duramente l\u2019Iran senza trascinare l\u2019America in una nuova Iraq. Questo elemento \u00e8 fondamentale. Gli analisti americani ricordano che l\u2019opinione pubblica statunitense era ostile alla guerra quasi fin dall\u2019inizio. Il presidente aveva quindi bisogno di una exit strategy rapida.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Iran, dal canto suo, pu\u00f2 rivendicare la sopravvivenza del regime.<\/b> E nella storia della Repubblica islamica sopravvivere equivale spesso a vincere. Dopo quarantasette anni di sanzioni, isolamento, attentati e guerre indirette, il sistema politico creato nel 1979 \u00e8 ancora l\u00ec. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_maggio_24\/accordo-usa-visto-da-iran-f7ec3f45-9326-42b1-bd02-8694a869cxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Questo argomento viene ripetuto dai commentatori vicini a Teheran.\u00a0<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Israele pu\u00f2 affermare di avere inflitto all\u2019Iran il colpo pi\u00f9 duro della sua storia recente. Tuttavia, non ha ottenuto la certezza strategica che desiderava: l\u2019eliminazione definitiva della minaccia nucleare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le monarchie arabe del Golfo tirano un sospiro di sollievo, ma capiscono di vivere in un equilibrio sempre pi\u00f9 instabile.<\/b> Molti editorialisti arabi osservano che il Medio Oriente sta entrando in una nuova fase storica: non pi\u00f9 guerre convenzionali lunghe e territoriali, bens\u00ec conflitti intermittenti, tecnologici, asimmetrici, droni, cyberattacchi e sabotaggi economici diventano strumenti permanenti di pressione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Su questo punto gli esperti militari sono quasi unanimi. <b>La guerra del Golfo 2026 viene gi\u00e0 studiata come il laboratorio di nuove dottrine strategiche.<\/b> L\u2019Ucraina \u00e8 citata come modello tecnologico; Taiwan studia la capacit\u00e0 iraniana di usare sistemi economici contro un avversario immensamente pi\u00f9 potente. Anche alcuni analisti cinesi osservano con interesse il conflitto, soprattutto per quanto riguarda la vulnerabilit\u00e0 delle rotte energetiche mondiali.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un altro tema emerge in molte analisi: il rapporto fra guerra e declino dell\u2019ordine internazionale. Molti osservatori arabi ed europei notano che il conflitto ha mostrato l\u2019impotenza delle istituzioni multilaterali. <b>L\u2019ONU \u00e8 rimasta marginale.<\/b> Le mediazioni decisive sono passate attraverso canali regionali: Oman, Qatar, Pakistan, monarchie del Golfo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nessun analista serio parla di \u201cfine della guerra\u201d.<\/b> Parlano piuttosto di una sospensione armata. Di una tregua costruita sopra equilibri fragili, paure reciproche e calcoli economici. <b>In Medio Oriente, di regola, le paci sono intervalli tra due crisi.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-25T14:14:00+02:00\" content=\"2026-05-25\">25 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una lettura dei principali media dell\u2019area mediorientale \u00e8 istruttiva: quasi tutti, in Israele e nelle monarchie del Golfo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475960,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[579,14815,2032,2017,4600,17340,31219,1039,433,281283,108711,394,3524,7714,14,164,165,1278,806,6543,33194,4222,281282,281284,29114,166247,38218,5056,1727,10427,1149,77,62467,8330,194354,109486,281285,1174,159760,19965,832,764,956,808,885,46635,72,886,281,2461,10996,793,6410,7673,262174,10703,2506,217273,230496,166,11798,890,7,15,853,273,633,811,34278,34279,10139,281286,118292,402,2463,2168,332,4309,337,408,993,8648,11,167,12,168,18640,2529,161,162,163],"class_list":["post-507594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-accordo","tag-ambienti","tag-america","tag-americani","tag-analisti","tag-arabi","tag-bensi","tag-capacita","tag-colpito","tag-colpito-duramente","tag-commentatori","tag-conflitto","tag-costi","tag-crisi","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-davvero","tag-diritto","tag-dura","tag-duramente","tag-economici","tag-editorialisti","tag-editorialisti-arabi","tag-emerge","tag-emiratini","tag-equivale","tag-esperti","tag-europei","tag-for","tag-golfo","tag-guerra","tag-guerra-golfo","tag-guerre","tag-hormuz","tag-inflitto","tag-inflitto-iran","tag-infrastrutture","tag-insistono","tag-institute","tag-internazionale","tag-iran","tag-iraniana","tag-iraniano","tag-islamica","tag-isolamento","tag-israele","tag-israeliana","tag-israeliani","tag-lettura","tag-marittimi","tag-media","tag-medio","tag-medio-oriente","tag-mediorientale","tag-minaccia","tag-modello","tag-monarchie","tag-monarchie-golfo","tag-mondo","tag-mostrano","tag-netanyahu","tag-news","tag-notizie","tag-nucleare","tag-nuova","tag-of","tag-operazione","tag-opinione","tag-opinione-pubblica","tag-oriente","tag-osservano","tag-ostile","tag-pace","tag-parla","tag-pausa","tag-politico","tag-regime","tag-soprattutto","tag-stampa","tag-teheran","tag-tregua","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-vicini","tag-viene","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=507594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507594\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=507594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=507594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=507594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}