{"id":508793,"date":"2026-05-26T08:58:16","date_gmt":"2026-05-26T08:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/508793\/"},"modified":"2026-05-26T08:58:16","modified_gmt":"2026-05-26T08:58:16","slug":"hormuz-la-rotta-fantasma-cosi-le-navi-trasportano-il-petrolio-nonostante-il-blocco-i-trasponder-spenti-e-le-strategie-degli-emirati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/508793\/","title":{"rendered":"Hormuz, la rotta fantasma, cos\u00ec le navi trasportano il petrolio (nonostante il blocco): i trasponder spenti e le strategie degli Emirati"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 chi aspetta, ma c&#8217;\u00e8 anche chi passa. Hormuz non \u00e8 blindato e, chi riesce ad avere una rotta sicura, lontana dalle bombe, naviga. Basta spegnere l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/ais\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ais<\/a>, i dispositivi che consentono la localizzazione da remoto di una nave e di seguire la sua rotta. Sistemi sofisticatissimi che attraverso la registrazione Imo, consentono alle imbarcazioni di tutto il mondo di identificarsi a vicenda e di trasmettere dati importanti alle altre barche, ma anche alle stazioni terrestri e ai centri di traffico sulla costa.<\/p>\n<p>Senza Ais si procede al buio, ma chi sa dove andare e quali sono i punti di riferimento sulla costa riesce comunque ad avanzare senza eccessivi problemi. E questi passaggi, per cos\u00ec dire silenziosi, non sarebbero affatto pochi. Secondo <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/bloomberg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bloomberg<\/a> infatti, <strong>l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/abu-dhabi-national-oil-company\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Abu Dhabi National Oil Company<\/a> (Adnoc) sta trasportando petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz ricorrendo proprio al transito ombra<\/strong>. Sempre secondo Bloomberg, ripresa dalla <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/tass\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tass<\/a>, la societ\u00e0 sta ricorrendo al cosiddetto transito ombra, in base al quale <strong>le navi attraversano lo stretto con i transponder spenti<\/strong>. Bloomberg ha osservato che ci\u00f2 consente all&#8217;Adnoc di <strong>continuare a esportare petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale liquefatto nonostante le crescenti tensioni nella regione<\/strong>. Sempre secondo le fonti di Bloomberg, la societ\u00e0 starebbe utilizzando navi collegate all&#8217;operatore logistico Navig8 e alla societa chimica Wanhua Chemical Group. Questo significherebbe che dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz, <strong>i carichi vengono trasferiti su altre navi al largo della costa vicino ai porti di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e Sohar in Oman, oppure indirizzati verso i porti in India<\/strong>.<\/p>\n<p> Il passaggio <\/p>\n<p>Ci sarebbero altri produttori di petrolio del Medio Oriente pronti a tentare di mantenere le forniture attraverso lo stretto, sebbene la maggior parte di essi dipenda da petroliere noleggiate e dalla cautela degli armatori. \u00c8 chiaro che nel caso di navi non di propriet\u00e0 della compagnia, che rischia direttamente, per muoversi \u00e8 necessario l&#8217;ok dell&#8217;armatore proprietario della nave che deve fare i conti innanzitutto con i <strong>costi assicurativi di una decisione del genere<\/strong>. Al di l\u00e0 dei passaggi ombra, comunque, nel fine settimana sarebbero proseguiti anche gli attraversamenti autorizzati a conferma del fatto che <strong>le trattative stanno lentamente allargando le maglie dei controlli<\/strong>. Secondo <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/marin-traffic\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marin Traffic<\/a> sarebbero <strong>21 i transiti verificati e registrati tra il 23 e il 25 maggio nell&#8217;area monitorata<\/strong>. L&#8217;attivit\u00e0 e stata pi\u00f9 intensa il 23 maggio, con 12 attraversamenti, seguita da 8 il 24 maggio e 1 finora il 25 maggio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202605\/onecms_1rcv5yyqs0wn54g48mx_26101635.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/hormuz_26101623.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Secondo Marine Traffic, l&#8217;elenco degli attraversamenti del fine settimana includeva merci generiche, container, bestiame, Gnl, petrolio greggio, Gpl, ammoniaca, fertilizzanti, rinfuse secche, piattaforme offshore e navi di supporto, a dimostrazione \u00abche lo Stretto rimane operativo in diversi segmenti commerciali\u00bb. In termini di direzione, <strong>i flussi del fine settimana sono stati prevalentemente da ovest a est, con 16 dei 21 attraversamenti in quella direzione e 5 da est a ovest<\/strong>. C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;analisi di Kpler sulle rotte che mostra gli attraversamenti. Da questa analisi risulta che <strong>i movimenti pi\u00f9 importanti sono concentrati principalmente lungo la rotta iraniana: 12 dei 21 movimenti hanno seguito tale corridoio<\/strong>. Altri 8 attraversamenti sono stati classificati come rotta sconosciuta non tracciata. E proprio questo dato conferma che ci sono navi in movimento che non si fanno rintracciare: le posizioni vengono lette solo quando ricompare il segnale Ais e si possono ricostruire gli spostamenti.<\/p>\n<p>Intanto l&#8217;Organizzazione marittima internazionale non ha confermato ulteriori attacchi alle navi dopo il <strong>10 maggio<\/strong>, mantenendo invariato il quadro degli incidenti.<\/p>\n<p>Il dato <\/p>\n<p>Questo dato <strong>fornisce un segnale di sicurezza pi\u00f9 stabile a breve termine<\/strong>, ma non indica ancora una completa de-escalation. Il proseguimento degli attraversamenti, dunque, avviene man mano che <strong>i colloqui tra Stati Uniti e Iran mostrano segnali di progresso<\/strong>. Il fatto che Hormuz e la libert\u00e0 di navigazione, sia diventato un tema centrale, evidentemente, ha fatto allentare la morsa dei controlli tanto che <strong>anche le navi ancora bloccate stanno piano piano guadagnando posizioni di vantaggio nel caso arrivi il via libera<\/strong>. I segnali su Marin Traffic sono evidenti da questo punto di vista almeno per quanto riguarda le tanker in uscita. Per quelle in ingresso, invece, saranno le raffinerie a sancire le priorit\u00e0 del carico.<\/p>\n<p>La <strong>possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, diventata centrale nel memorandum d&#8217;intesa in discussione tra le parti<\/strong>, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iraniche la Cnn parla di &#8220;incubo logistico&#8221; che scatterebbe alla riapertura. Secondo l&#8217;emittente il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una <strong>complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime<\/strong>. Nel Golfo, infatti, <strong>restano bloccate oltre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo<\/strong>. Prima ancora di parlare di piena riapertura, <strong>queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un&#8217;operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacit\u00e0 portuali e dalla sicurezza della navigazione<\/strong>. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico <strong>potrebbe richiedere fino a tre mesi<\/strong>. Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 chi aspetta, ma c&#8217;\u00e8 anche chi passa. 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