{"id":50931,"date":"2025-08-16T13:31:09","date_gmt":"2025-08-16T13:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50931\/"},"modified":"2025-08-16T13:31:09","modified_gmt":"2025-08-16T13:31:09","slug":"la-vuelta-sta-superando-il-giro-ditalia-nelle-gerarchie-mondiali-delle-corse-di-tre-settimane-unidea-per-rilanciare-la-corsa-rosa-il-giro-dei-giri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/50931\/","title":{"rendered":"La Vuelta sta superando il Giro d&#8217;Italia nelle gerarchie mondiali delle corse di tre settimane? Un&#8217;idea per rilanciare la Corsa Rosa: il Giro&#8230; dei Giri"},"content":{"rendered":"<p>Le immagini dell\u2019ultima edizione del <strong>Tour de France<\/strong> hanno ancora i contorni nitidi. Tuttavia <strong>gli occhi degli appassionati di ciclismo sono gi\u00e0 proiettati sulla Vuelta che, quest\u2019anno, si preannuncia particolarmente entusiasmante<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 vero: <strong>Tadej Poga\u010dar non ci sar\u00e0<\/strong>. Dopo una prima parte di stagione particolarmente densa ha comprensibilmente bisogno di riposare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Dopo un Tour cos\u00ec duro e logorante, abbiamo deciso che la scelta migliore era staccare un attimo &#8211; ha dichiarato il fuoriclasse sloveno -. La Vuelta \u00e8 ovviamente una corsa alla quale tengo molto e dove mi piacerebbe davvero tornare. Ho ricordi bellissimi del 2019, ma adesso il fisico mi chiede di rallentare e recuperare&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Anche il connazionale <strong>Primo\u017e Rogli\u010d\u200b<\/strong>, vincitore dell&#8217;ultima edizione e recordman di successi (4, al pari di Roberto Heras), non prender\u00e0 il via alla corsa a tappe spagnola. <strong>Ciononostante, il lotto di partenti sar\u00e0 comunque ricco di campioni<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Naturalmente il favorito numero uno sar\u00e0 <strong>Jonas Vingegaard<\/strong>, che avr\u00e0 come gregario anche il vincitore del 2023, il compagno di squadra Sepp Kuus. Gli avversari principali del danese (secondo nel 2023) rispondono ai nomi di Joao Almeida, Juan Ayuso, capitani della Uae, Richard Carapaz, Jai Hindley, Max Poole, Enric Mas, Alexsandr Vlasov, Derek Gee, Thomas Pidcock, Felix Gall, fresco di quinto posto al Tour, Mikel Landa, Mats Pedersen, oltre ai quattro italiani pi\u00f9 forti del momento, <strong>Giulio Pellizzari<\/strong>, <strong>Antonio Tiberi<\/strong>, <strong>Giulio Ciccone<\/strong> e <strong>Lorenzo Fortunato<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La domanda, a questo punto, sorge spontanea: <strong>non \u00e8 che la Vuelta<\/strong>, che quest&#8217;anno tra l&#8217;altro partir\u00e0 dall&#8217;Italia (dove si svolgeranno le prime tre tappe, prima dello scollinamento in Francia e che arriver\u00e0 in Spagna con la quinta frazione), <strong>stia superando il Giro d&#8217;Italia nelle gerarchie mondiali delle corse di tre settimane?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Certo, <strong>la Corsa Rosa ha un&#8217;altra storia, un altro fascino, un&#8217;altra visibilit\u00e0<\/strong> (sicuramente in Italia dove,\u00a0inspiegabilmente, \u00e8 da sempre ignorata\u00a0dalla Rai), ma, a conti fatti, la sensazione \u00e8 oggi che la corsa a tappe spagnola abbia un appeal decisamente maggiore rispetto al Giro.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 sufficiente guardare i nomi dei partecipanti, ribadendo che Poga\u010dar non sar\u00e0 al via solo a causa della stanchezza, perch\u00e9 vincere la Vuelta \u00e8 uno dei suoi obiettivi del prossimo futuro.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il rischio di diventare la gara a tappe &#8220;numero 3&#8221; c&#8217;\u00e8, inutile negarlo e, allora, <strong>come si potrebbe rilanciare il Giro d&#8217;Italia, facendo s\u00ec che tutti i migliori al mondo siano al via?<\/strong> La proposta pu\u00f2 apparire forse un po\u2019 folle, ma perch\u00e9 non pensare a un <strong>&#8220;Giro dei grandi Giri&#8221;<\/strong> proponendo, nell&#8217;arco delle tre settimane, le salite, gli arrivi, i tratti &#8220;mitici&#8221; del ciclismo tricolore, pescando a piene mani dalla storia e dalle imprese del passato?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pensate al fascino di\u00a0una corsa con la Cipressa, il Poggio e l&#8217;arrivo a Sanremo, una tappa lombarda con il Ghisallo &#8211; simbolo del Giro di Lombardia &#8211; dopo, magari, l&#8217;ascesa a Montecampione, dove \u00e8 stato eretto un monumento a Marco Pantani, una cronometro a Lido di Camaiore, tradizionale sede di partenza della Tirreno-Adriatico, un passaggio a Laigueglia, ovviamente le Strade Bianche (quelle ci sono gi\u00e0 e non si toccano), il San Luca sopra Bologna, i Nove Colli romagnoli e poi tutte le altre salite &#8220;mitiche&#8221;, che hanno fatto la storia del Giro.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sono talmente tante che potrebbero coprire due\/tre edizioni. In ordine sparso: Oropa, Stelvio, Gavia, Mortirolo, Colle delle Finestre (e, a proposito di sterrato, perch\u00e9 non tornare anche a Plan de Corones?), Blockhaus, Terminillo, Zoncolan, Tre Cime. E, volendo esagerare, perch\u00e9 non partire dalla Sicilia, celebrando con un arrivo sull&#8217;Etna l&#8217;ultimo vincitore italiano Vincenzo Nibali?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le epopee del passato offrirebbero sicuramente nuova linfa alla Corsa Rosa e\u00a0<strong>nella cura del racconto\u00a0si potrebbe trovare lo slancio necessario per proiettarci nel futuro del ciclismo da protagonisti<\/strong>. La cornice paesaggistica e culturale in cui si inserisce il Giro \u00e8 gi\u00e0 un vantaggio indubbiamente\u00a0importante. In essa bisognerebbe tuttavia <strong>inserire con maggior convinzione il fattore storico: attraverso una programmazione capace di favorire una narrazione accattivante, la manifestazione guadagnerebbe infatti in prestigio e autorevolezza<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le immagini dell\u2019ultima edizione del Tour de France hanno ancora i contorni nitidi. 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