{"id":510033,"date":"2026-05-27T02:33:21","date_gmt":"2026-05-27T02:33:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/510033\/"},"modified":"2026-05-27T02:33:21","modified_gmt":"2026-05-27T02:33:21","slug":"mungiu-la-seconda-volta-il-mio-film-piu-rischioso-difende-il-diritto-al-dubbio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/510033\/","title":{"rendered":"Mungiu, la seconda volta: &#8220;Il mio film pi\u00f9 rischioso. Difende il diritto al dubbio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il festival \u00e8 appena finito. Nella sala stampa scorrono i premiati: Virginie Efira e Tao Okamoto, duo intenso in Soudain di Ryusuke Hamaguchi. I \u201cJavis\u201c, registi spagnoli de La bola negra. I giovanissimi Emmanuel Macchia e Valentin Campagne, protagonisti di Coward. Ognuno parla, si commuove, racconta, piange, chiarisce. Le ore si allungano, i papillon si allentano, gli smoking dei fotografi si stropicciano. I giornalisti continuano a scrivere. \u00c8 ormai mezzanotte quando arriva il vincitore della <strong>Palma d\u2019oro<\/strong>: <strong>Christian Mungiu<\/strong>. Uno dei pochissimi ad averla vinta due volte. La prima vent\u2019anni fa con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Ora con <strong>Fjord<\/strong>, storia di opposti dogmatismi nella laica e progressista <strong>Norvegia<\/strong>.<\/p>\n<p>Un film complesso, <strong>Fjord<\/strong>, che arriver\u00e0 in Italia con Bim. Potrebbe irritare tanto i liberali quanto i conservatori. &#8220;\u00c8 basato su vari casi di cronaca \u2013 spiega Mungiu \u2013 La storia di una famiglia polacca con le autorit\u00e0 danesi, di una famiglia indiana con le autorit\u00e0 svedesi, e di una famiglia romena con quelle norvegesi. Ho visto emergere uno schema di <strong>conflitto tra valori<\/strong> conservatori e progressisti&#8221;. Il regista ha incontrato famiglie, avvocati, giudici. &#8220;Non \u00e8 un documentario, ma una finzione costruita su esperienze reali&#8221;. Il cuore del film \u00e8 il conflitto tra visioni del mondo inconciliabili. &#8220;Viviamo in una societ\u00e0 polarizzata, dove due gruppi credono entrambi di avere ragione. Questo \u00e8 un problema che dobbiamo affrontare, altrimenti finiamo per distruggerci a vicenda&#8221;, ha detto a The Hollywood Reporter.<\/p>\n<p>In <strong>Fjord<\/strong> Renate Reinsve e Sebastian Stan sono una coppia di <strong>immigrati romeni<\/strong> trasferiti in <strong>Norvegia<\/strong>. Quando vengono notati lividi sulla figlia, scatta l\u2019indagine dei servizi sociali. L\u2019associazione per la tutela dei minori arriva a togliere i cinque figli alla famiglia, sospettando metodi educativi violenti, anche per semplici sculaccioni. La <strong>Norvegia<\/strong> liberale invade la sfera privata come non accadrebbe altrove. E la fede cristiana dei genitori diventa un\u2019aggravante.<\/p>\n<p>&#8220;Non dobbiamo affrettarci a giudicare gli altri \u2013 dice Mungiu \u2013 Usiamo stereotipi, incaselliamo. Invece serve dialogo. Alla fine scopri che l\u2019altro non \u00e8 cos\u00ec diverso da te&#8221;. E aggiunge: &#8220;Quando sottolineiamo solo le differenze, l\u2019altro diventa un nemico. \u00c8 un istinto antico, ma la civilt\u00e0 \u00e8 il suo superamento. Dobbiamo imparare a rispettare gli altri \u2013 insiste \u2013 E soprattutto non pensare di sapere sempre cosa sia il bene per gli altri&#8221;.<\/p>\n<p>Nel film questo \u00e8 il nodo: lo Stato crede di proteggere i bambini, la famiglia di educarli nel modo giusto, tra Bibbia, divieti, punizioni &#8220;per il loro bene&#8221;. Sui social media e la polarizzazione: &#8220;Non basta dire che andr\u00e0 tutto bene. La democrazia richiede sforzo, come l\u2019empatia. Serve generosit\u00e0, anche economica, verso le aree pi\u00f9 povere del mondo&#8221;. E ancora: &#8220;Il fondamentalismo \u00e8 lo stesso, a destra e a sinistra. Dobbiamo accettare che gli altri possano non pensarla come noi&#8221;.<\/p>\n<p>Alla domanda se tema appropriazioni ideologiche del film: &#8220;Forse. Ma \u00e8 un rischio che vale la pena correre, per difendere il diritto al dubbio&#8221;. La <strong>Palma d\u2019oro<\/strong> viene relativizzata con lucidit\u00e0: &#8220;I film si giudicano dopo anni. I premi sono circostanze. L\u2019importante \u00e8 il film. Se questo oggetto permetter\u00e0 a persone in Brasile, Corea o Africa di vedere il film, allora avr\u00e0 senso&#8221;.<\/p>\n<p>Intanto diversi titoli di Cannes arriveranno in Italia. \u00c8 gi\u00e0 in sala Amarga Navidad di Almod\u00f3var. Il 29 maggio su Apple TV debutta Volo notturno per Los Angeles, esordio alla regia di John Travolta. Bim distribuir\u00e0 <strong>Fjord<\/strong>, il Grand Prix Minotaur di Zvyagintsev, Gentle Monster di Marie Kreutzer e Sheep in the Box di Kore-eda Hirokazu. Lucky Red porter\u00e0 Histoires parall\u00e8les di Ashgar Farhadi e Notre salut di Emmanuel Marre. Mubi distribuir\u00e0 Coward, Fatherland di Pawlikowski e dovrebbe acquisire La bola negra dei Los Javis. Paper Tiger di James Gray sar\u00e0 distribuito da 01.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il festival \u00e8 appena finito. 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