{"id":513012,"date":"2026-05-28T22:20:14","date_gmt":"2026-05-28T22:20:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/513012\/"},"modified":"2026-05-28T22:20:14","modified_gmt":"2026-05-28T22:20:14","slug":"le-forme-della-bellezza-allara-pacis-una-retrospettiva-fotografica-di-robert-mapplethorpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/513012\/","title":{"rendered":"Le forme della Bellezza. All&#8217;Ara Pacis una retrospettiva fotografica di Robert Mapplethorpe"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img loading=\"lazy\" width=\"1125\" height=\"750\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ROBERT-MAPPLETHORPE.jpg\" class=\"proradio-maincontent__featured wp-post-image lazyload\" alt=\"\" decoding=\"async\"  data- style=\"--smush-placeholder-width: 1125px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1125\/750;\"\/>\t<\/p>\n<p>Il <strong>Museo dell\u2019Ara Pacis,<\/strong> dal 29 maggio al 4 ottobre, dedica una grande retrospettiva a <strong>Robert Mapplethorpe,<\/strong> fotografo statunitense tra le figure pi\u00f9 influenti dell\u2019immagine contemporanea del secondo Novecento. La mostra, <strong>Le forme della bellezza<\/strong>, raccoglie oltre duecento opere e propone un percorso che attraversa l\u2019intera ricerca dell\u2019artista, mettendo al centro il rapporto tra fotografia, equilibrio compositivo e rappresentazione del corpo.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione romana conclude un progetto gi\u00e0 presentato nei mesi scorsi a Venezia e Milano, ma introduce per questa nuova tappa una sezione specifica dedicata al <strong>legame tra Mapplethorpe e l\u2019Italia<\/strong>. Accanto ai lavori pi\u00f9 noti trovano infatti spazio fotografie realizzate durante i soggiorni a <strong>Napoli<\/strong> e <strong>Capri<\/strong> nei primi anni Ottanta, periodo nel quale il fotografo entra in contatto con il gallerista Lucio Amelio e con l\u2019ambiente artistico italiano nato attorno al progetto Terrae Motus, sviluppato dopo il terremoto dell\u2019Irpinia.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo segue l\u2019evoluzione dello sguardo di Mapplethorpe dagli esordi fino agli ultimi anni della sua attivit\u00e0. Le prime sale ospitano collage, assemblaggi e composizioni sperimentali realizzati in giovent\u00f9, opere che testimoniano una ricerca ancora legata alla cultura underground newyorkese della fine degli anni Sessanta. Materiali fotografici, immagini recuperate da riviste e simboli religiosi vengono combinati in lavori che riflettono il clima culturale dell\u2019epoca e l\u2019interesse dell\u2019artista per il rapporto tra identit\u00e0, rappresentazione e provocazione visiva.<\/p>\n<p>Con il passaggio alla fotografia in bianco e nero emerge invece il linguaggio che avrebbe reso riconoscibile il suo lavoro. Mapplethorpe costruisce immagini rigorose, caratterizzate da un controllo quasi scultoreo della luce e delle proporzioni. Nei suoi ritratti il soggetto viene isolato dallo sfondo e trasformato in una presenza essenziale.<\/p>\n<p>La mostra presenta alcuni dei <strong>ritratti<\/strong> pi\u00f9 conosciuti dedicati a musicisti, artisti e figure della cultura internazionale. Tra questi compaiono <strong>Patti Smith<\/strong>, <strong>David Byrne<\/strong>, <strong>Richard Gere<\/strong>, <strong>Yoko Ono<\/strong> e Robert Rauschenberg. In queste fotografie l\u2019attenzione di Mapplethorpe resta concentrata sulla struttura del volto, sui contrasti luminosi e sulla relazione tra corpo e spazio.<\/p>\n<p>Una parte significativa dell\u2019esposizione \u00e8 dedicata ai fiori e alle nature morte, tema centrale nella produzione dell\u2019autore. Orchidee, calle e tulipani vengono fotografati come forme astratte, studiati attraverso ombre nette e superfici levigate che richiamano la tradizione della scultura classica.<\/p>\n<p>Accanto ai lavori floreali trovano spazio le immagini dedicate ai corpi maschili e femminili, probabilmente tra le opere pi\u00f9 discusse dell\u2019intera carriera di Mapplethorpe. Le fotografie esposte non vengono presentate come provocazione, ma come studio anatomico e ricerca estetica. Il corpo appare costruito attraverso luce e volume, con richiami evidenti alla statuaria antica e alla tradizione rinascimentale italiana.<\/p>\n<p>Proprio questo dialogo con il classicismo costituisce uno degli elementi centrali della tappa romana. Alcune fotografie sono poste in relazione diretta con due sculture provenienti dai <strong>Musei Capitolini<\/strong>, creando un confronto visivo tra l\u2019ideale plastico dell\u2019antichit\u00e0 e la fotografia contemporanea.<\/p>\n<p>L\u2019ultima sezione della mostra approfondisce il rapporto dell\u2019artista con l\u2019Italia. Gli scatti realizzati tra Napoli e Capri mostrano un\u2019attenzione particolare per la materia urbana, le architetture e la presenza costante della storia nelle citt\u00e0 italiane. Anche in questi lavori Mapplethorpe ricerca linee, superfici e contrasti capaci di trasformare il paesaggio in costruzione formale.<\/p>\n<p>A quasi quarant\u2019anni dalla sua scomparsa, il lavoro di Robert Mapplethorpe continua a essere studiato per la capacit\u00e0 di unire fotografia artistica, ricerca estetica e riflessione culturale. La retrospettiva dell\u2019Ara Pacis prova a restituire questa complessit\u00e0 attraverso un percorso che mette in relazione corpo, luce e memoria visiva, mostrando come la fotografia possa dialogare con la storia dell\u2019arte senza rinunciare alla contemporaneit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Museo dell\u2019Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre, dedica una grande retrospettiva a Robert Mapplethorpe, fotografo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":513013,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,204,1537,90,89,283733,1617,283734,64139,193125,283735,49066],"class_list":["post-513012","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-fotografia","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-la-forma-della-bellezza","tag-mostre","tag-museo-dellara-pacis","tag-richard-gere","tag-robert-mapplethorpe","tag-toma","tag-yoko-ono"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116654533954373999","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=513012"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513012\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/513013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=513012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=513012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=513012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}