{"id":513740,"date":"2026-05-29T10:41:12","date_gmt":"2026-05-29T10:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/513740\/"},"modified":"2026-05-29T10:41:12","modified_gmt":"2026-05-29T10:41:12","slug":"e-se-le-zanzare-fossero-attratte-dal-repellente-che-usiamo-per-tenerle-lontane-lo-studio-che-puo-cambiare-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/513740\/","title":{"rendered":"E se le zanzare fossero attratte dal repellente che usiamo per tenerle lontane? Lo studio che pu\u00f2 cambiare tutto"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Corriere Animali<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Un esperimento ha mostrato che le zanzare possono imparare ad associare l&#8217;odore del Deet, il composto usato negli spray anti-puntura, alla possibilit\u00e0 di un lauto pasto. Attirandole quindi verso di noi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il principio attivo pi\u00f9 usato nei repellenti contro le zanzare, la dietiltoluamide (Deet), rischia di perdere efficacia: questi insetti possono infatti imparare ad associare il suo odore alla prospettiva di un lauto pasto, trovandolo di fatto attraente. Lo dimostra uno studio pubblicato su Journal of Experimental Biology dal fisiologo italiano <b>Claudio Lazzari<\/b> dell&#8217;Universit\u00e0 di Tours in Francia e dal biologo francese <b>Cl\u00e9ment Vinauger<\/b> del Virginia Tech negli Stati Uniti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio si \u00e8 concentrato sulla zanzara Aedes aegypti, una specie che <b>infetta decine di milioni di persone ogni anno<\/b> diffondendo malattie come <b>dengue<\/b>, <b>Zika<\/b>, <b>febbre gialla<\/b> e <b>chikungunya<\/b>. I ricercatori hanno addestrato le zanzare utilizzando una forma di condizionamento pavloviano, lo stesso principio di apprendimento alla base dei famosi esperimenti di Ivan Pavlov in cui i cani imparavano ad associare il suono di un campanello al cibo.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In pratica, le zanzare venivano immobilizzate dietro una rete di tessuto con una <b>sacca di sangue caldo<\/b> posizionata appena fuori dalla loro portata: dopo che avevano iniziato a nutrirsi del sangue, i ricercatori introducevano l&#8217;odore di Deet. Dopo aver ripetuto l&#8217;esperimento quattro volte, oltre il <b>60%<\/b> degli insetti ha tentato di nutrirsi anche solo <b>percependo l&#8217;odore del repellente<\/b>. Successivamente, alle zanzare \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di scegliere tra due mani umane, una non trattata e una ricoperta di Deet:<b> le zanzare non addestrate hanno evitato la mano col repellente, mentre le zanzare addestrate ne erano attratte.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSi \u00e8 sempre pensato che i repellenti funzionassero grazie alla loro composizione chimica: che il Deet avesse semplicemente un odore sgradevole per le zanzare, che quindi fuggissero, o che la sua composizione chimica impedisse loro di percepire il nostro odore &#8211; spiega Vinauger &#8211; ma quello che stiamo dimostrando \u00e8 che <b>il cervello della zanzara pu\u00f2 riscrivere quella risposta in base all&#8217;esperienza<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSe una zanzara punge qualcuno che si \u00e8 applicato Deet sulla pelle diverse ore prima e la concentrazione del repellente \u00e8 troppo bassa per respingerla, ma comunque <b>abbastanza forte da essere percepita dall&#8217;insetto<\/b>, la zanzara potrebbe essere pi\u00f9 propensa a pungere le persone che hanno l&#8217;odore di Deet\u00bb, aggiunge Lazzari. \u00ab\u00c8 una possibilit\u00e0 che dovremmo prendere in considerazione quando pensiamo a come vengono usati i repellenti nella vita reale\u00bb, gli fa eco Vinauger.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I risultati non indicano la necessit\u00e0 di sospendere l&#8217;uso di Deet, che <b>resta uno dei repellenti pi\u00f9 efficaci<\/b> attualmente disponibili. Lo studio suggerisce tuttavia che tempi di applicazione e concentrazione del principio attivo potrebbero essere pi\u00f9 importanti di quanto si pensasse. \u00abInvece di applicarne una grande quantit\u00e0 in una sola volta, potrebbe essere opportuno <b>riapplicare il prodotto regolarmente<\/b>, in modo che rimanga sempre attivo e fornisca una protezione continua\u00bb, conclude Vinauger.\u00a0<\/p>\n<p>Per ricevere tutti gli aggiornamenti sul mondo degli animali<br \/>Iscrivetevi alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=70\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter Animali<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-29T10:45:25+02:00\">29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 10:45)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Corriere Animali Un esperimento ha mostrato che le zanzare possono imparare ad associare l&#8217;odore del Deet, il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":513741,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[78384,272347,284170,6699,284171,2333,36704,28883,284172,43115,284166,2151,239,11829,284173,284174,24870,1537,90,89,284175,284176,51889,284177,47161,284169,7901,54597,284167,23879,240,2128,284168,32601,371],"class_list":["post-513740","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-addestrate","tag-associare","tag-associare-odore","tag-attivo","tag-attratte","tag-base","tag-chimica","tag-composizione","tag-composizione-chimica","tag-concentrazione","tag-deet","tag-esperimento","tag-health","tag-imparare","tag-imparare-associare","tag-imparare-associare-odore","tag-insetti","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lauto","tag-lauto-pasto","tag-lazzari","tag-nutrirsi","tag-odore","tag-odore-deet","tag-possibilita","tag-principio","tag-repellente","tag-repellenti","tag-salute","tag-studio","tag-vinauger","tag-zanzara","tag-zanzare"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=513740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/513740\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/513741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=513740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=513740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=513740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}