{"id":514231,"date":"2026-05-29T17:27:18","date_gmt":"2026-05-29T17:27:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/514231\/"},"modified":"2026-05-29T17:27:18","modified_gmt":"2026-05-29T17:27:18","slug":"nebbia-mentale-dopo-il-covid-potrebbe-essere-colpa-degli-anticorpi-ribelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/514231\/","title":{"rendered":"Nebbia mentale dopo il Covid? Potrebbe essere colpa degli anticorpi \u00abribelli\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alessio Cozzolino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Annebbiamento mentale, dolore inspiegabile, difficolt\u00e0 a dormire: un nuovo studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Yale fa chiarezza sul ruolo del sistema immunitario nel long Covid<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Senti il tuo corpo perennemente stanco, o perfino esausto, dopo il Covid? Gli scienziati sono a un passo dal capire il perch\u00e9.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In certi casi, <b>i sintomi neurologici a lungo termine del Covid<\/b> \u2013 compresi l&#8217;annebbiamento mentale, i disturbi sensoriali e la stanchezza \u2013 <b>potrebbero essere scatenati dal sistema immunitario<\/b>: lo riporta uno studio pubblicato il 28 maggio su Cell.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>Si tratta di un<\/b> importante<b> passo in avanti nella comprensione del<\/b> cosiddetto<b> long Covid<\/b>\u00bb, spiega al Corriere <a href=\"\">Danny Altmann<\/a>, professore di immunologia all\u2019Imperial College di Londra, non coinvolto nella ricerca.<\/p>\n<p>    Le trappole del sistema immunitario<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che il sistema immunitario giocasse un ruolo nelle sequele post-infettive di SARS-CoV-2 era in parte noto, ma non se ne conoscevano i meccanismi in dettaglio. <b>L&#8217;immunobiologa <a href=\"https:\/\/medicine.yale.edu\/profile\/akiko-iwasaki\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Akiko Iwasaki <\/a>e i suoi colleghi dell\u2019Universit\u00e0 di Yale<\/b>, per sciogliere i dubbi, <b>hanno arruolato 147 volontari<\/b>, in prevalenza donne con un\u2019et\u00e0 media di 45 anni: 82 <b>con sintomi neurologici legati al long Covid<\/b>, 30 <b>guariti e privi di sintomi<\/b>, e 35 <b>sani<\/b>. <b>Iwasaki ha prelevato il loro sangue, isolando poi le IgG (la principale classe di anticorpi presenti nell&#8217;organismo)<\/b>. Perch\u00e9?<b> Tra queste possono comparire anche autoanticorpi, cio\u00e8 anticorpi che, anzich\u00e9 proteggere il corpo da eventuali agenti pericolosi, finiscono per attaccarne i tessuti.<\/b><\/p>\n<p>    Un nesso da chiarire<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I risultati sono stati sorprendenti: <b>gli autori dello studio hanno identificato nei pazienti long Covid, rispetto agli altri due gruppi presi in esame, livelli elevati di autoanticorpi capaci di attaccare aree del cervello legate al dolore, all\u2019attenzione e al sonno.<\/b> In laboratorio <b>\u00e8 stata osservata inoltre un\u2019azione contro le ghiandole surrenali e la tiroide<\/b>, che regolano rispettivamente la risposta allo stress e il metabolismo. Ma dimostrare un nesso causale tra la presenza di anticorpi ed eventuali sintomi non \u00e8 semplice. Per farlo, <b>Iwasaki ha attuato questa strategia<\/b>: i<b>solare gli anticorpi dai pazienti affetti da long Covid e trasferirli in topi sani<\/b>.\u00a0<b>Dopo l\u2019inoculazione<\/b>, <b>gli animali<\/b>, sempre assumendo come termine di paragone gli altri due gruppi, <b>hanno mostrato una marcata tendenza alla fatica, alterazioni del ciclo sonno-veglia e problemi di equilibrio<\/b>. Non solo: mettendo un topo con gli autoanticorpi long Covid su un piatto caldo, Iwasaki ha riscontrato una risposta al dolore ridotta (7 secondi) rispetto al topo con anticorpi provenienti dai sani (10 secondi). \u00abE la prova pi\u00f9 convincente \u00e8 stata osservare quanto le risposte al dolore nei topi coincidessero con ci\u00f2 che i pazienti con long Covid riportavano\u00bb, ricorda Iwasaki.<\/p>\n<p>    I limiti dello studio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questo, tuttavia, non deve indurre a pensare che il long Covid presenti sempre una base autoimmune<\/b>. \u00ab<b>Gli anticorpi umani non necessariamente si comportano nello stesso modo nei topi<\/b>\u00bb, mette in chiaro <a href=\"\">Charles Nicaise<\/a>, biologo cellulare dell\u2019Universit\u00e0 di Namur non coinvolto nello studio. <b>Tra l\u2019altro, le strutture nervose sono protette da una barriera che le separa dal flusso sanguigno<\/b>, aggiunge Nicaise,<b> e dunque gli autoanticorpi potrebbero avere difficolt\u00e0 a passarvici.<\/b>  Secondo uno studio pubblicato pochi giorni fa, il long Covid colpisce soltanto negli Stati Uniti 18 milioni di persone e in prevalenza donne. Per essere diagnosticato, i sintomi, spesso aspecifici, devono durare almeno tre mesi. E <b>nessun kit diagnostico o terapia, al momento, gode dell&#8217;approvazione da parte degli enti regolatori<\/b>. Ma questo non significa che i progressi non siano all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>    Frontiere terapeutiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ne sanno qualcosa <b><a href=\"https:\/\/scholar.google.com\/citations?user=n8reLLUAAAAJ&amp;hl=it\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Marta Camici<\/a><\/b>, ricercatrice all\u2019Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, <b>e la collega <a href=\"https:\/\/orcid.org\/0000-0002-0054-4732\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Eva Piano Mortari<\/a><\/b> dell\u2019Ospedale Bambino Ges\u00f9, sempre di Roma, che <b>due mesi fa\u00a0hanno scritto su <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/S1473-3099(26)00063-0\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">The Lancet Infectious Diseases<\/a> di aver avuto in cura un 39enne con long Covid al quale avevano somministrato infusioni terapeutiche di immunoglobuline endovena<\/b>. Queste ultime sono gi\u00e0 impiegate nel trattamento di altre patologie neurologiche con base autoimmune, come la sindrome di Guillain-Barr\u00e9, e \u00abattenuano\u00bb l\u2019azione degli autoanticorpi nocivi.  <b>\u00abAlla terza infusione, il paziente mi ha detto: \u201cMi sento bene, non voglio pi\u00f9 sottopormi ai trattamenti\u201d\u00bb, ricorda Camici.<\/b>\u00a0<b>Studi pi\u00f9 ampi sono adesso cruciali per capire l\u2019efficacia del trattamento, considerando soprattutto che molti pazienti potrebbero non rispondere alle terapie a base di immunoglobuline. <\/b>\u00abSe fosse il contrario\u00bb, conclude con ironia Camici, \u00absarebbe una scoperta storica\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-29T10:08:44+02:00\">29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 10:08)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alessio Cozzolino Annebbiamento mentale, dolore inspiegabile, difficolt\u00e0 a dormire: un nuovo studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Yale fa chiarezza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":514232,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[284420,284421,3628,32136,32149,2482,2333,284422,228740,6880,17518,3591,4124,5376,1905,2429,7265,4067,239,36956,284423,1537,90,89,284419,13741,197521,2163,284424,20538,284425,812,68,10225,284426,284427,10422,3790,85414,284428,6148,9452,1270,4172,987,138,240,36944,19930,373,284429,2099,48293,1718,2128,48475,4316],"class_list":["post-514231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-annebbiamento","tag-annebbiamento-mentale","tag-anticorpi","tag-autoanticorpi","tag-autoimmune","tag-azione","tag-base","tag-base-autoimmune","tag-camici","tag-capire","tag-coinvolto","tag-corpo","tag-covid","tag-difficolta","tag-dolore","tag-donne","tag-eventuali","tag-gruppi","tag-health","tag-immunitario","tag-immunoglobuline","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-iwasaki","tag-long","tag-long-covid","tag-mentale","tag-nesso","tag-neurologici","tag-nicaise","tag-ospedale","tag-passo","tag-pazienti","tag-pazienti-long","tag-pazienti-long-covid","tag-potrebbero","tag-presenti","tag-prevalenza","tag-prevalenza-donne","tag-pubblicato","tag-ricorda","tag-rispetto","tag-risposta","tag-roma","tag-ruolo","tag-salute","tag-sani","tag-secondi","tag-sintomi","tag-sintomi-neurologici","tag-sistema","tag-sistema-immunitario","tag-sonno","tag-studio","tag-topi","tag-universita"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=514231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/514232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=514231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=514231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=514231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}