{"id":51481,"date":"2025-08-16T19:57:10","date_gmt":"2025-08-16T19:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/51481\/"},"modified":"2025-08-16T19:57:10","modified_gmt":"2025-08-16T19:57:10","slug":"e-morto-pippo-baudo-icona-della-televisione-italiana-aveva-89-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/51481\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto Pippo Baudo, icona della televisione italiana: aveva 89 anni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Questa Pippo non ce la dovevi fare<\/strong>. Lo storico volto della tv italiana, conduttore per eccellenza, presentatore della memorabile triade degli show Rai <strong>Domenica In-Fantastico-Festival di Sanremo<\/strong>, \u00e8 morto a 89 anni. Se alla dipartita di <strong>Mike Bongiorno<\/strong> abbiamo pianto il tocco esotico quizzarolo \u201cmid-cult\u201d, <strong>con l\u2019addio di Pippo Baudo ci saluta il massimo esponente dell\u2019intrattenimento nazionalpopolare italiano<\/strong>, \u201cil nuovo che avanza di continuo perch\u00e9 sta fermo\u201d come lo defin\u00ec <strong>Aldo Grasso<\/strong>. Baudo del resto <strong>ha saputo fare instancabilmente tutto<\/strong>, in oltre quarant\u2019anni di carriera, dentro a quell\u2019incredibile scatolone del piccolo schermo. Intrattenere, dialogare, improvvisare, fare da spalla, fingere di scandalizzarsi per i monologhi dei comici e perfino sorprendersi di fronte a un suicidio (finto?) in diretta nazionale. Baudo ha come inventato, mentre presentava, una sorta di regia sul campo: scandire il ritmo della diretta scontrandosi con gli imprevisti (<strong>perfino una torta in faccia ricevuta da una concorrente eliminata durante Gran Premio nel 1990<\/strong>) in maniera imperturbabile.<\/p>\n<p>Altissimo ed elastico, braccia lunghe e mani larghe, falcata ampia, Pippo, liceo classico a Catania, laureatosi in legge a met\u00e0 anni cinquanta, <strong>ottimo suonatore di pianoforte e grande conoscitore della musica<\/strong>, ha sempre avuto il pallino del presentare. Qualche verso di prosa, qualche rima in poesia, un paio di accordi al pianoforte, Baudo gi\u00e0 da ragazzo capisce che l\u2019attitudine \u00e8 quella di organizzare la scena, facendosi ricordare, tra un\u2019esibizione e l\u2019altra dal palco di <strong>Miss Sicilia<\/strong> o dal <strong>Festival di Castrocaro<\/strong>, dal <strong>Cantagiro<\/strong> a <strong>Un disco per l\u2019estate<\/strong>. Istrionico, versatile, spiritoso, gioca spesso in maniera solare e rispettosa con l\u2019ospite. L\u2019esordio in Rai nel \u201966 \u00e8, secondo leggenda, casuale: non arriva in tempo la cassetta per mandare in onda una puntata di<strong> Rin Tin Tin<\/strong> ed ecco che qualche manina benevola inserisce la puntata pilota del quiz musicale <strong>Settevoci<\/strong>. Inutile, Pippo fa centro subito. Mescola con orecchio lungimirante vecchia scuola di cantanti, nuove leve e concorrenti generici. L\u2019interclassisimo baudesco spianato in diretta nazionale.<\/p>\n<p><strong>E chi lo ferma pi\u00f9 Pippo<\/strong>. Nel \u201968 \u00e8 gi\u00e0 conduttore del festival di Sanremo (vince <strong>Sergio Endrigo<\/strong> con <strong>Canzone per te<\/strong>), che organizzer\u00e0 e presenter\u00e0 altre 13 volte (1984, 1985, 1987, 1992-1996, 2002-2003, 2007-2008) con la finale del 1987 che totalizzer\u00e0 nella serata finale, quella in cui trionfano <strong>Morandi-Ruggeri e Tozzi<\/strong> con si pu\u00f2 dare di pi\u00f9, <strong>oltre 17 milioni di spettatori<\/strong>, record assoluto per il pi\u00f9 importante programma della tv italiana. I<strong>l 1979 \u00e8 l\u2019anno della svolta<\/strong>. Conduce prima <strong>Luna park<\/strong> (dove scopre e lancia <strong>Heather Parisi<\/strong>), poi sostituisce <strong>Corrado<\/strong> a <strong>Domenica In<\/strong> e l\u00ec rimane re incontrastato fino al 1985 per uno spazio del palinsesto ancora in verginale attesa di pubblico e che diventer\u00e0 nei successivi vent\u2019anni una vetrina commerciale cruciale della tv pubblica e privata. Nel dicembre del 1980 Baudo fa una di quelle cose per cui diventer\u00e0 celebre: <strong>crea l\u2019evento e relativa aspettativa<\/strong>, spesso con successiva polemica altrui, in maniera pi\u00f9 o meno casuale. In una puntata di <strong>Domenica In<\/strong> fa cantare <strong>Vasco Rossi<\/strong> dal <strong>Motor Show di Bologna<\/strong>. Apriti cielo. Gli opinionisti della carta stampata gridano allo scandalo. Uno \u201csballato\u201d, un \u201ccattivo esempio per i giovani\u201d su Rai1. Baudo a suo modo, come accadr\u00e0 con i monologhi di <strong>Beppe Grillo<\/strong> (la celebre finta telefonata tra Craxi e Martelli sui socialisti ladri), del Trio <strong>Solenghi-Lopez-Marchesini<\/strong> (la gag sull\u2019Ayatollah Khomeini cre\u00f2 un incidente diplomatico con l\u2019Iran) e di <strong>Roberto Benigni<\/strong> a <strong>Fantastico<\/strong> organizzer\u00e0 prima l\u2019attesa dell\u2019ospitata clamorosa e poi lo \u201cscandalo\u201d in diretta.<\/p>\n<p>Con Grillo del resto ci rimise temporaneamente la carriera in Rai. Dopo il monologo del comico, il presidente (socialista) della Rai, <strong>Enrico Manca lo cacci\u00f2 e Pippo<\/strong> (democristianissimo, anzi demitiano proprio) <strong>se ne and\u00f2 a fare una rapida passerella su Canale 5<\/strong> da Berlusconi, per poi tornare dopo aver pagato una penale al Cavaliere in Rai nel 1988. Lo show del sabato sera, con il <strong>Fantastico di Baudo<\/strong> (1984-1987) diventer\u00e0 il contenitore dell\u2019intrattenimento per grandi e piccini, rievocando i grandi variet\u00e0 di fine sessanta, e creando quella miscela peculiare tra ballo, canto, comicit\u00e0 e grandi ospiti internazionali, modello da seguire e seguito fino ai giorni nostri. S<strong>anremo invece lo rivolta come un calzino quando subentra per la quinta volta sul palco dell\u2019Ariston<\/strong> nel 1992 per rimanerci fino al 1997. Se nel 1987 era stato cacciato con ignominia da Manca che aveva definito con disprezzo Baudo presentatore \u201cnazional-popolare\u201d, Pippo si vendica e fa diventare Sanremo <strong>un vero spettacolo che somiglia in tutto e per tutto alla forma del variet\u00e0 tv<\/strong>. Nel 1993 a Sanremo vince <strong>Mistero<\/strong> di <strong>Ruggeri<\/strong> ma tra le Novit\u00e0 si afferma una certa <strong>Laura Pausini<\/strong> con <strong>La solitudine<\/strong>, scoperta assoluta del Baudo talent-scout, come nel \u201994 trionfer\u00e0 sempre tra le Novit\u00e0 un certo <strong>Andrea Bocelli<\/strong>. Mentre nel \u201995 vince direttamente tra i Big un\u2019altra scoperta di Baudo, <strong>Giorgia<\/strong> con Come saprei.<\/p>\n<p><strong>Il 1995 \u00e8 anche l\u2019anno del tentativo di suicidio in diretta<\/strong>. Un pezzo storico della tv del secolo scorso talmente inarrivabile da diventare momento cult. Il 40nne Pino Pagano minaccia di buttarsi di sotto dalla balconata dell\u2019Ariston e li Pippo arriva trafelato, serio, a grandi falcate, fendendo la folla popolare di pubblico e le divise dei Carabinieri come a una festa di paese. <strong>Baudo gli si avvicina, lo abbraccia, gli parla (e noi sentiamo tutto in diretta) e il suicida cambia idea<\/strong>. Farsa o meno anni dopo Pagano in una lettera scagioner\u00e0 Baudo dall\u2019organizzazione della messa in scena ma incolper\u00e0 della recita la Rai. Nel 1996 infine il capolavoro Sanremo di Pippo viene incoronato dalla scelta di mettere in gara <strong>Elio e le storie tese<\/strong> con La terra dei cachi. Brano irriverente su stereotipi e luoghi comuni dell\u2019Italietta istrionicamente eseguito ogni sera in maniera diversa dagli Elii sotto l\u2019occhio lungo di Pippo nazionale che esalta e ironizza sul nostro paese abbracciandolo amorevolmente come fece con Pagano.<\/p>\n<p>Gli anni duemila non porteranno pi\u00f9 fortuna a Baudo <strong>che gradualmente uscir\u00e0 di scena con pregevoli show Rai \u2013 Novecento<\/strong> (2002-2003), ad esempio \u2013 lasciando spazio ad una trasformazione dell\u2019idea di tv pi\u00f9 settaria, dedita alla ri-creazione di format esteri e alla mutazione del ruolo del presentatore tv. Infine, ricordiamo la gag buffa e crudelissima del \u201cparrucchino\u201d, vero e proprio tormentone, diventato <strong>una sorta di gioco della verit\u00e0 nell\u2019agguerrita rivalit\u00e0 tra Pippo nazionale in Rai e Mike sulle reti del Biscione<\/strong>. Per anni uno ha rinfacciato all\u2019altro di indossare parrucchini in scena. La querelle non si \u00e8 mai risolta, nemmeno quando durante una finale di Miss Italia condotta da Bongiorno nel 2007, Baudo sal\u00ec sul palco e di nuovo lanci\u00f2 il guanto di sfida sostenendo che Mike l\u2019aveva indossato quando <strong>faceva Rischiatutto<\/strong>. Nessun giudice ha mai stabilito chi avesse torto o ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa Pippo non ce la dovevi fare. 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