{"id":515462,"date":"2026-05-30T12:45:17","date_gmt":"2026-05-30T12:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/515462\/"},"modified":"2026-05-30T12:45:17","modified_gmt":"2026-05-30T12:45:17","slug":"i-settantanni-di-piero-chiambretti-un-talento-adatto-a-tutte-le-sette-reti-generaliste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/515462\/","title":{"rendered":"I settant&#8217;anni di Piero Chiambretti. Un talento adatto a tutte le sette reti generaliste"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Una carriera in tre fasi. Prima in eterno movimento e all\u2019aperto, poi chiusa negli studi televisivi e, infine, di nuovo fuori dalle mura, addirittura a bordo di un battello che naviga il Tevere. Piero Chiambretti sembra aver optato per la chiusura del cerchio, ossia tornare dove tutto \u00e8 cominciato, nella convinzione \u2013 o nell\u2019illusione \u2013 che si possa restare eternamente giovani.<\/p>\n<p>Chiambretti, per\u00f2, ne fa settanta. Nonostante non li dimostri, nonostante lo spirito sia quello degli albori, nonostante una parlantina che non lascia spazio a pause e incertezze. Pierino per sempre, insomma.<\/p>\n<p>Cosa c&#8217;entra l&#8217;amico Arturo<\/p>\n<p>Nato ad Aosta, ma cresciuto a Torino, mosse i primi passi in radio e come animatore turistico. Il primo a credere nelle sue potenzialit\u00e0 televisive fu l\u2019amico Arturo: \u201cAveva una passione per il mio talento e seppe dal padre che in Rai stavano cercando volti nuovi per un concorso. Io non volevo andare, fu lui a scrivere la lettera. Quando andammo ad imbucarla e cerc\u00f2 di infilarla nella cassetta, un colpo di vento la fece volare e cadere su una merda gigante. Arturo la raccolse e la imbuc\u00f2 ugualmente\u201d.<\/p>\n<p>Destino volle che quella lettera and\u00f2 a segno, tuttavia prima della \u2018chiamata\u2019 pass\u00f2 parecchio tempo. Nell\u2019attesa, Chiambretti si rifugi\u00f2 a Rete Manila 1, emittente privata che trasmetteva dal quartiere torinese di Barriera di Milano. \u201cAvevo uno studio poverissimo, allora portai l\u2019unica telecamera e l\u2019unico cavo che avevamo l\u00e0 fuori. Ci accorgemmo di un mondo ricchissimo\u201d.<\/p>\n<p>Gli inizi di Chiambretti \u2018on the road\u2019<\/p>\n<p>Nacque cos\u00ec il Chiambretti \u2018on the road\u2019 che \u2013 dopo la gavetta nelle trasmissioni per ragazzi come \u201cLa banda dello Zecchino\u201d e \u201cMagic\u201d \u2013 prese concretamente forma in \u201cVa\u2019 pensiero\u201d e, soprattutto, \u201cComplimenti per la trasmissione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFu il primo programma della Rai contro un telegiornale della Rai. Dopo aver individuato casualmente delle persone al mercato, la sera andavo a trovarle\u201d. Improvvisazione pura, che non fece che alimentare la purezza dello show. \u201cArrivavo con delle paste, che utilizzavo come tormentone. Le acquistavo nelle peggiori pasticcerie della Colombia. Facevamo delle domande e regalavamo un orologio da tavolo e 100 mila lire, che avrebbero raddoppiato se nel corso della puntata il componente fosse riuscito a terminare dei giochi che erano un semplice pretesto\u201d.<\/p>\n<p>Per una sorta di complesso \u2018arboriano\u2019, Chiambretti non and\u00f2 oltre la quarantaduesima puntata: \u201cSe all\u2019inizio fu difficile individuare le famiglie, dopo un po\u2019 ci aspettavano in migliaia. La naturalezza di quel programma un po\u2019 naif era stata persa e senza quella trasparenza di fondo ritenni quel viaggio antropologico concluso. Un altro al mio posto avrebbe realizzato altre venti serie\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019astinenza dur\u00f2 poco, perch\u00e9 la stagione seguente fu subito la volta di \u201cProve tecniche di trasmissione\u201d. Ci si muoveva da nord a sud e Piero si fece accompagnare da Nanni Loy, Sandro Paternostro ed Helenio Herrera. \u201cAndavamo in onda da un tendone da circo collocato nelle vicinanze di uno stadio nel quale si disputava una gara di cartello di Serie A. A fine partita, in smoking, entravo dentro lo stadio ormai vuoto e mi sostituivo alla moviola, imitando i gol che erano stati realizzati. Ripetendolo tutte le settimane, il tam tam fece s\u00ec che i tifosi presenti in curva rimanessero l\u00ec anche dopo il match. Era diventato un rito propiziatorio\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1991 Chiambretti interruppe il sodalizio con la gente comune e punt\u00f2 in alto. \u201cMi posi come scommessa il desiderio di frequentare politici e personalit\u00e0 importanti\u201d. Venne quindi partorito \u201cIl Portalettere\u201d, con il conduttore che, vestito da postino, andava a consegnare le cartoline di Andrea Barbato. Era il periodo delle \u2018picconate\u2019 di Cossiga e quell\u2019edizione si concluse proprio con un indimenticabile incontro col Capo dello Stato.<\/p>\n<p>La linea \u2018itinerante\u2019 prosegu\u00ec con \u201cIl Laureato\u201d e \u201cFenomeni\u201d, con cui si chiuse la sua prima fase di percorso quasi interamente in esterna. \u201cHo portato in televisione quello che non c\u2019era. Ma se tu esci, poi escono tutti. E quando la tv \u00e8 uscita io mi sono chiuso in studio\u201d.<\/p>\n<p>Se la Rai 3 di Guglielmi fu la rete della formazione e dell\u2019assegnazione di una chiara identit\u00e0, la Rai 2 di Freccero lo modell\u00f2 ulteriormente con \u201cChiambretti c\u2019\u00e8\u201d che, tra le altre cose, lanci\u00f2 Alfonso Signorini nel panorama televisivo.<\/p>\n<p>L&#8217;approdo a La7 dopo l&#8217;addio alla Rai (&#8220;Non ho mai capito perch\u00e9&#8221;)<\/p>\n<p>Scaricato dalla Rai (\u201cnon ho mai capito come e perch\u00e9\u201d), nel 2004 comp\u00ec il primo grande salto della sua carriera, sbarcando su La7. Non la La7 di oggi. Il primo approccio \u2013 ancora in strada &#8211; fu con \u201cPronto Chiambretti\u201d, messo in piedi attorno ad una vera cabina telefonica di piazza Cordusio a Milano, per varare successivamente \u201cMarkette\u201d, gioiellino di nicchia che accese i fari con largo anticipo su una moda che in tv si sarebbe tramutata in una regola ferrea: &#8220;Tutti vanno in televisione a fare marchette, telepromozioni di s\u00e9 \u2013 spieg\u00f2 &#8211; chiunque trova l&#8217;occasione di promuovere il suo ultimo libro, il suo disco, il suo spettacolo, la sua invenzione. Se stesso. Telepromozioni costanti. Bene: noi abbiamo portato tutto ci\u00f2 allo scoperto e abbiamo chiamato le cose con il loro nome\u201d.<\/p>\n<p>Qui concesse ampio spazio a Gianfranco Funari, con il merito di essere stato il miglior gestore dell\u2019ultima fase della sua vita. \u201cEro molto affezionato lui, nonostante gli inizi burrascosi. Pian piano matur\u00f2 un\u2019amicizia che si trasform\u00f2 in collaborazione\u201d.<\/p>\n<p>Il Sanremo di Chiambretti<\/p>\n<p>Durante la permanenza a La7, Chiambretti ottenne il lasciapassare per la guida di un DopoFestival (nel 2007) e del Sanremo del 2008, al fianco di Pippo Baudo. Una responsabilit\u00e0 condivisa alla pari, per quella che \u2013 fin dal principio \u2013 si present\u00f2 come un\u2019edizione sfortunatissima. \u201cLa tragedia dei fratellini di Gravina ci condizion\u00f2 parecchio. Inoltre, fu l\u2019ultimo anno con una contro-programmazione feroce. Nonostante tutto continuo a difendere quel Sanremo, \u00e8 bello condividere i successi e gli insuccessi, soprattutto se hai a fianco un artista come Baudo. Nonostante l\u2019amarezza continuammo nel nostro percorso, consapevoli che una volta che parti male non pu\u00f2 che finire peggio. La rotta non la puoi invertire. Nella mia carriera ho partecipato ad uno dei Festival meno visti e a uno dei pi\u00f9 visti. E\u2019 un privilegio, non una maledizione\u201d.<\/p>\n<p>Il riferimento positivo \u00e8 al 1997, con Mike Bongiorno e Valeria Marini sul palco e Chiambretti appeso in aria nei panni di un angelo: \u201cIn realt\u00e0 quel Festival avrei dovuto farlo con Raffaella Carr\u00e0, ma nei mesi precedenti ebbe una delusione d\u2019amore e disse di non sentirsela pi\u00f9. Pensai dunque che da solo non sarebbe stata una cosa buona. Venivamo dall\u2019epopea di Baudo, serviva che il pubblico di Raiuno oltre a me avesse una rassicurazione, un\u2019aspirina per tutte le malattie. Proposi Mike e lui rispose subito di s\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Raffaella, ad ogni modo, la incroci\u00f2 all\u2019Ariston nel 2001. \u201cAveva scelto come suoi partner Papi, Ceccherini e Megan Gale. Io ero in crisi dopo il flop del mio film e mi ero trasferito in Messico. Mi contattarono per partecipare come giudice di una fantomatica giuria di qualit\u00e0. All\u2019insaputa della Carr\u00e0 e d\u2019accordo in parte con Japino organizzai un mio spazio autonomo che fu molto gradito. Venni consacrato da quegli interventi\u201d.<\/p>\n<p>Lo sbarco a Mediaset (inimmaginabile)<\/p>\n<p>Nel 2009 avvenne l\u2019inimmaginabile: il matrimonio con Mediaset. La presentazione del \u201cChiambretti Night\u201d si tenne, provocatoriamente, nel circolo Arci di via Bellezza a Milano, con l\u2019accordo che fu definito un \u201ccompromesso storico\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019estetica e l\u2019attenzione al colpo d\u2019occhio \u2013 caratteristiche ereditate dall&#8217;amato Gianni Boncompagni &#8211; divennero a questo punto tratti distintivi del suo stile: \u201cRitengo che la forma sia il contenuto e che il contenuto sia la forma. Credo fortemente in questa visione. Cos\u00ec come un abito di Armani \u00e8 distinguibile a distanza di cinquant\u2019anni, lo stesso pu\u00f2 valere per me. Il Chiambretti Night era la fotografia del locale che avrei sempre voluto frequentare da cliente\u201d.<\/p>\n<p>Archiviato il \u201cNight\u201d dopo tre stagioni, Chiambretti altern\u00f2 titoli differenti accomunati da una sostanziale somiglianza di fondo. Un\u2019accusa a cui ha sempre replicato con decisione: \u201cHo la mia griffe, qualcuno confonde questo concetto pensando che faccia sempre la stessa trasmissione, ma posso assicurare che di uguale ci sono io, che ho la continuit\u00e0 nel mio stile. Disegno vestiti su misura che devono avere per forza un elemento che si ripete\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2018 approd\u00f2 su Rete 4 con \u201cLa Repubblica delle Donne\u201d siglando il record di copertura di tutti i canali generalisti, dall\u2019uno al sette. Lo spettacolo, idoneo per una seconda serata ma piazzato in prime time e spalmato sulle tre ore, alz\u00f2 bandiera bianca nel marzo 2020 a causa dello scoppio della pandemia, che segn\u00f2 nel profondo Chiambretti.<\/p>\n<p>Il covid e la morte della mamma Felicita<\/p>\n<p>Il coronavirus, nel pieno della sua aggressivit\u00e0, lo colp\u00ec assieme alla madre Felicita, che gli mor\u00ec a pochi metri di distanza: \u201cEravamo nella stessa stanza. Il covid che prendemmo noi fu il primissimo, non si sapeva nulla, sembrava di essere in guerra. Lei aveva altre patologie e in cinque giorni il virus le mangi\u00f2 completamente i polmoni\u201d.<\/p>\n<p>A livello professionale, l\u2019occasione si ripropose con \u201cTiki Taka\u201d e \u201cLa tv dei 100 e uno\u201d, trasmissione quest\u2019ultima capitanata da cento bambini che non riscosse il successo sperato.<\/p>\n<p>Il ritorno a Rai 3<\/p>\n<p>Una delusione che due anni fa lo convinse a riabbracciare Rai 3, nel momento il cui il canale subiva una profonda crisi di riconoscibilit\u00e0, per via degli addii di Fabio Fazio, Bianca Berlinguer e Lucia Annunziata.<\/p>\n<p>\u201cDonne sull\u2019orlo di una crisi di nervi\u201d e \u201cFin che la barca va\u201d sono le ultime fatiche di un talento indiscusso perseguitato dal rimprovero di essere portatore di una televisione sempre uguale: l\u2019intervistato seduto e lui, in piedi, pronto all\u2019interrogatorio. Ma se ci si guarda attorno, non si impiega troppo tempo a rilevare che pure De Filippi, Scotti, Carlucci e Bonolis portano avanti schemi identici da almeno un quarto di secolo.\u00a0<\/p>\n<p>Chiambretti, perlomeno, si impegna a cambiare lo \u2018sfondo\u2019.<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &lt;!?php if ( SF_DOMAIN == &#8216;citynews-bruxellestoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-cagliaritoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-sassaritoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-tarantotoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-viterbotoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-ferraratoday&#8217; ): ?&gt;&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &lt;!?php endif; ?&gt;&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":515463,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1444],"tags":[689,284999,5163,203,284998,51686,204,1537,90,89,285000,688,45990,11211,26403,9143,253],"class_list":["post-515462","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tv","tag-blog","tag-chiambretti-night","tag-compleanno","tag-entertainment","tag-fin-che-la-barca-va","tag-gianni-boncompagni","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-markette","tag-opinioni","tag-piero-chiambretti","tag-pippo-baudo","tag-raffaella-carra","tag-sanremo","tag-tv"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116663597550248417","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/515462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=515462"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/515462\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/515463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=515462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=515462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=515462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}