{"id":515729,"date":"2026-05-30T16:47:17","date_gmt":"2026-05-30T16:47:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/515729\/"},"modified":"2026-05-30T16:47:17","modified_gmt":"2026-05-30T16:47:17","slug":"fantasmi-a-reggio-emilia-giovanna-dascenzi-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/515729\/","title":{"rendered":"Fantasmi a Reggio Emilia &#8211; Giovanna D\u2019Ascenzi (Foto)"},"content":{"rendered":"<p>Superata la soglia dei vent\u2019anni \u2013 festeggiati nel 2025 \u2013 il festival <a href=\"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fotografia europea<\/a> di Reggio Emilia ha deciso di guardare a ci\u00f2 che non si pu\u00f2 guardare, a una sostanza invisibile composta da ricordi, memorie individuali e collettive, tecnologie che filtrano sempre di pi\u00f9 la nostra percezione del reale. Alla consolidata squadra di curatori (Tim Clark, Walter Guadagnini, Luce Lebart) si aggiunge Arianna Catania, fondatrice e direttrice di Gibellina photoroad.   <\/p>\n<p>Le mostre sono numerose, come sempre, e sono dislocate in diversi luoghi della citt\u00e0 fino al 14 giugno. Tra queste, al piano terra dei Chiostri di San Pietro c\u2019\u00e8 Milk wood di Simona Ghizzoni, fotografa di origine reggiana con un\u2019attenzione specifica ai diritti delle donne e alle questioni sociali che le riguardano. Il progetto \u00e8 stato commissionato dal festival stesso ed esplora la quotidianit\u00e0 del quartiere Stazione a Reggio Emilia, una zona dimenticata, oggetto ora di una riqualificazione da parte dell\u2019amministrazione cittadina.   <\/p>\n<p>Il titolo \u00e8 preso dall\u2019opera postuma di Dylan Thomas: un radiodramma che racconta incubi e speranze di una piccola comunit\u00e0 gallese quando si fa notte; \u00e8 un invito del poeta a \u201centrare\u201d nelle stanze degli abitanti mentre dormono; \u00e8 un invito all\u2019ascolto e al riconoscimento dell\u2019esistenza degli altri.   <\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io avevo dimenticato la vecchia stazione, nonostante sia da l\u00ec che sono partita per la prima volta, ormai molti anni fa\u201d, racconta Ghizzoni. \u201cMentre tentavo di capire come si racconta un luogo che si \u00e8 dimenticato, dalla libreria cercavo una vecchia edizione di Milk wood\u201d. La fotografa entra cos\u00ec in questa storia con un approccio non necessariamente documentario.   <\/p>\n<p>Ci sono i ritratti delle donne che si incontrano il mercoled\u00ec da Binario49 e altre persone che vivono nel quartiere, ma non solo. Nell\u2019allestimento attraversiamo anche elaborazioni pittoriche di luoghi e parole, che diventano degli audio, per restituire una rilettura sfaccettata del quartiere, costruita insieme a chi lo vive ogni giorno.  <\/p>\n<p>A Palazzo da Mosto c\u2019\u00e8 The serpent\u2019s thread della fotografa polacca Emilia Martin, che porta avanti anche in questo caso la sua ricerca sulla forza dello storytelling applicato al patrimonio ancestrale. Lavora su diversi piani: verit\u00e0 e finzione, memorie orali, miti e leggende, riti che insieme compongono una trama fitta del racconto.   <\/p>\n<p>Il progetto parte dal suo ricordo della nonna, tessitrice appassionata ma il cui lavoro non fu mai considerato di valore e and\u00f2 perduto. Per compensare questa mancanza, Martin ricostruisce la storia, tra mito e realt\u00e0, delle sorelle Andersson, vissute nel villaggio svedese di \u00c5smundtorp all\u2019inizio del ventesimo secolo.   <\/p>\n<p>Queste cinque donne realizzarono corredi elaborati che avrebbero rappresentato il loro valore come future mogli. Alla fine solo una sorella si spos\u00f2 mentre le altre condussero vite non convenzionali per l\u2019epoca, dando lo spunto per una serie di speculazioni e leggende. A Reggio Emilia \u00e8 possibile assistere a una ricostruzione suggestiva di questo archivio ambiguo, con cui l\u2019artista vuole dare voce a creatrici la cui importanza \u00e8 stata schiacciata dalle regole e dalle aspettative sociali.  <\/p>\n<p>Tornando ai Chiostri di San Pietro, Keep the fire burning \u00e8 una carrellata di libri fotografici che esplorano i modi in cui i miti, le fiabe, le leggende, la spiritualit\u00e0, le tradizioni e altri materiali arcaici continuano a influenzare il nostro presente.   <\/p>\n<p>Sono testi che imprimono con immagini e parole testimonianze tramandate di generazione in generazione, saperi fragili che rischiano di scomparire. Perch\u00e9 anche se provengono da posti diversi sono accomunati dagli stessi obiettivi, cio\u00e8 creare legami, spiegare l\u2019ignoto, proteggere e ricordare. Sia che documentino, rielaborino o evochino, questi libri diventano dei contenitori di una cultura immateriale che vale la pena non dimenticare.  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2026\/05\/30\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Fantasmi a Reggio Emilia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Superata la soglia dei vent\u2019anni \u2013 festeggiati nel 2025 \u2013 il festival Fotografia europea di Reggio Emilia ha&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":515730,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,4663,6153,204,1537,90,89,107518],"class_list":["post-515729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cultura","tag-design","tag-entertainment","tag-fotografia","tag-giovanna-dascenzi","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-portfolio"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116664549168531792","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/515729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=515729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/515729\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/515730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=515729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=515729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=515729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}