{"id":516540,"date":"2026-05-31T06:54:17","date_gmt":"2026-05-31T06:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/516540\/"},"modified":"2026-05-31T06:54:17","modified_gmt":"2026-05-31T06:54:17","slug":"la-sfida-dellia-italia-ed-europa-costruiscano-il-futuro-su-tecnologia-e-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/516540\/","title":{"rendered":"La sfida dell&#8217;IA: Italia ed Europa costruiscano il futuro su tecnologia e giovani"},"content":{"rendered":"<p>Siamo abituati a Considerazioni finali dei Governatori della <strong>Banca d\u2019Italia<\/strong> che dicono molte cose. Sempre rigorose, di profilo comparativo-analitico con pi\u00f9 o meno impatto a seconda delle circostanze. Questa volta Fabio Panetta ne ha voluto dire essenzialmente una che pervade l&#8217;intera relazione. Il mondo compete in forma tecnologica e questa competizione \u00e8 incentrata pi\u00f9 specificamente sulla tecnologia dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/intelligenza-artificiale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intelligenza artificiale<\/a> e sulla capacit\u00e0 che si dimostra di avere nel saperla utilizzare. Questo vale per tutti, ma pi\u00f9 di tutto per l\u2019Italia che ha un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese e si difende nel mondo con la vitalit\u00e0 delle sue filiere.\u00a0<\/p>\n<p>Negli anni Novanta abbiamo perso l\u2019appuntamento con la prima rivoluzione tecnologica dell\u2019informazione e della comunicazione. Oggi, come Paese, non possiamo permetterci il lusso di ripetere l\u2019errore rimanendo fuori dalla frontiera della tecnologia pi\u00f9 avanzata. Questo significa parlare di futuro con l&#8217;intenzione di costruirlo e guardare ai giovani con l\u2019intenzione di offrire loro la concreta prospettiva di restare in Italia avendo l&#8217;opportunit\u00e0 di fare lavori di qualit\u00e0 e di essere appagati sia sul piano professionale che su quello personale.<\/p>\n<p>Bisogna prendere atto che in questi tempi il potere economico, e quello strategico che ne deriva, \u00e8 fortemente concentrato. Cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacit\u00e0 di calcolo mondiale. La <strong>Cina<\/strong> sta rapidamente riducendo il divario, l\u2019Europa rimane in ritardo. \u00c8 bene, per\u00f2, avere a mente che questa concentrazione di potere va contrastata rapidamente con un recupero di efficienza della democrazia europea: il <strong>Vecchio Continente<\/strong> non ha pi\u00f9 alibi per non dotarsi di una governance capace di decidere all\u2019altezza della delicatezza della situazione globale e delle sue grandi crisi, a partire da quelle belliche.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 bene, per\u00f2, soprattutto, rendersi conto che questa concentrazione di potere da smontare non preclude nel frattempo l&#8217;opportunit\u00e0 di trarne benefici diffusi facendo tesoro della storia. Che ci insegna che nelle grandi rivoluzioni tecnologiche i guadagni maggiori sono spesso andati non a chi le ha originate, ma a chi ha saputo adottarle e applicarle. \u00c8 su questo terreno che si giocher\u00e0 la crescita futura dell\u2019Europa e dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Di qui la proposta di <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/panetta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Panetta<\/a><\/strong> di dare priorit\u00e0 assoluta a un piano pubblico-privato che metta le imprese e le filiere produttive italiane nella condizione di utilizzare al massimo l&#8217;intelligenza artificiale per migliorare i processi produttivi, gestire le scorte, qualificare i rapporti con la clientela, fare salti in avanti nella ricerca. Competere sulle tecnologie avanzate nel mondo vuol dire guardare avanti occupandosi del futuro dei nostri giovani. Su questo governo, opposizioni, forze produttive e sociali dovrebbero fare finalmente fronte comune. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che alcuni lavori entreranno inevitabilmente in crisi, \u00e8 altrettanto vero che la met\u00e0 della nuova occupazione americana viene da lavori che prima neppure esistevano. Vincere la grande sfida del futuro e attrezzarsi da subito per riuscirci significa anche avere capito che solo la risposta tecnologica pu\u00f2 aumentare la produttivit\u00e0 in modo duraturo e aiutare a creare lavoro di qualit\u00e0. Pu\u00f2 ridurre indirettamente, in modo virtuoso, il peso delle due grandi emergenze strutturali italiane che sono la denatalit\u00e0 e il debito.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo abituati a Considerazioni finali dei Governatori della Banca d\u2019Italia che dicono molte cose. 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