{"id":516685,"date":"2026-05-31T09:09:24","date_gmt":"2026-05-31T09:09:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/516685\/"},"modified":"2026-05-31T09:09:24","modified_gmt":"2026-05-31T09:09:24","slug":"rinnovabili-troppa-energia-nelle-ore-sbagliate-leuropa-va-in-over-generation-e-lo-spreco-e-pari-ai-consumi-di-tutta-la-citta-di-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/516685\/","title":{"rendered":"Rinnovabili? Troppa energia nelle ore sbagliate: l&#8217;Europa va in \u00abover generation\u00bb e lo spreco \u00e8 pari ai consumi di tutta la citt\u00e0 di Londra"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Fausta Chiesa e Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Nelle ore centrali del giorno la produzione di energia solare spesso supera la domanda. La soluzione? La flessibilit\u00e0 dei consumi. Anche di noi piccoli consumatori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le rinnovabili hanno raggiunto un traguardo storico: nel 2025 hanno superato il carbone diventando la prima fonte globale di elettricit\u00e0. Un successo costruito in poco pi\u00f9 di un decennio grazie al crollo dei costi del solare e dell\u2019eolico, agli incentivi pubblici e alla corsa europea all\u2019indipendenza energetica dopo la crisi del gas del 2022.<br \/>Ma proprio questo successo sta aprendo una nuova fase della transizione energetica, quella della cosiddetta \u00abover generation\u00bb. Il problema, oggi, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto produrre energia pulita. \u00c8 riuscire a utilizzarla tutta, quando serve.<\/p>\n<p>    <b>Il paradosso del successo del solare<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Europa il fenomeno \u00e8 gi\u00e0 evidente. Nelle ore centrali delle giornate pi\u00f9 soleggiate,<b> la produzione fotovoltaica supera sempre pi\u00f9 spesso la capacit\u00e0 della rete o della domanda di assorbirla<\/b>. Il risultato \u00e8 un eccesso di offerta che <b>spinge i prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 sottozero e costringe gli operatori a staccare temporaneamente gli impianti<\/b>.\u00a0<br \/>In gergo si chiama \u00ab<b>curtailment<\/b>\u00bb: energia disponibile ma da tagliare o da contingentare perch\u00e9 non si pu\u00f2 trasportare o non serve.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Bloomberg, nei prossimi mesi <b>circa 40 terawattora di elettricit\u00e0 potrebbero andare sprecati in Europa, l\u2019equivalente dei consumi annuali della Greater London<\/b>. E questo porta a un altro fenomeno, quello dei <b>prezzi negativi<\/b>. In Germania e Francia, durante la primavera, i prezzi dell\u2019energia sono arrivati fino a meno 500 euro per megawattora nelle ore di massimo irraggiamento solare<b>: i produttori erano disposti a pagare pur di non staccare gli impianti.<\/b> \u00c8 il cosiddetto effetto di \u00abcannibalizzazione\u00bb del fotovoltaico: pi\u00f9 pannelli entrano in funzione contemporaneamente, pi\u00f9 il valore economico dell\u2019energia prodotta si riduce proprio nei momenti di picco produttivo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Boston Consulting Group,<b> le ore con prezzi negativi in Europa sono pi\u00f9 che raddoppiate<\/b>, passando da circa 200 nel 2020 a oltre 500 nel 2025. La perdita di valore per i produttori ha superato i 14 miliardi di dollari solo nell\u2019ultimo anno. Il paradosso \u00e8 evidente:<b> il sistema elettrico europeo rischia di avere troppa energia pulita<\/b> concentrata negli stessi momenti, ma non abbastanza infrastrutture per distribuirla, accumularla o spostarne i consumi.<\/p>\n<p>    <b>La over generation<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl fenomeno della over generation (o, pi\u00f9 in generale, curtailment delle rinnovabili) \u2013 spiega <b>Maurizio Delfanti<\/b>, ordinario di Sistemi Elettrici per l&#8217;Energia al Politecnico di Milano \u2013\u00a0\u00e8 il risultato della combinazione di pi\u00f9 fattori chiave: il primo \u00e8 la crescita delle rinnovabili limitata da vincoli fisici della rete e il secondo \u00e8 l\u2019insufficiente flessibilit\u00e0 del lato domanda\/offerta. A seconda del Paese e del momento, uno dei due fattori limitanti tende a dominare. I vincoli di rete (capacit\u00e0 e congestioni) sono la causa oggi dominante in molti sistemi:<b> la produzione rinnovabile \u00e8 geograficamente concentrata ma la domanda \u00e8 altrove <\/b>e la rete non riesce a trasportare tutta l\u2019energia. Questo genera \u201cover generation da congestione\u201d\u00bb, spiega Delfanti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Esempio tipico il Regno Unito<\/b>: \u00abMolto eolico al Nord, ma domanda di energia al Sud. Anche senza colli di bottiglia di rete, non c\u2019\u00e8 abbastanza domanda (o domanda flessibile) quando il sole o il vento producono nelle ore centrali del giorno (picco) o nei weekend o stagioni con bassa domanda\u00bb, prosegue Delfanti. \u00abSi parla di \u201covergeneration da eccesso di produzione rispetto alla domanda\u201d. In questo caso,<b> l\u2019esempio \u00e8 la California<\/b>: forte solare, quindi curtailment nelle ore di bassa domanda\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>L\u2019inadeguatezza delle reti<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il problema non \u00e8 il \u00abtroppo sole\u00bb in s\u00e9, ma <b>un sistema elettrico progettato per il Novecento che deve gestire una produzione distribuita, intermittente e digitale tipica del XXI secolo<\/b>. Le reti europee, infatti, erano state costruite attorno a grandi centrali programmabili \u2013\u00a0gas, carbone, nucleare e idroelettrico \u2013\u00a0capaci di modulare la produzione in funzione della domanda.<b> Il fotovoltaico funziona all\u2019opposto: produce quando c\u2019\u00e8 sole, indipendentemente dai consumi.<\/b> Se milioni di pannelli generano contemporaneamente energia nelle stesse ore, frequenza e tensione della rete diventano pi\u00f9 difficili da stabilizzare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Bloomberg collega il blackout che nel 2025 ha colpito Spagna e Portogallo anche alle difficolt\u00e0 di gestione di tensione e frequenza in un sistema con elevata produzione rinnovabile. Dobbiamo, dunque, smettere di installare rinnovabili? Non \u00e8 questo il punto. \u00abNella traiettoria verso il Net zero al 2050 \u2013 spiega ancora Delfanti &#8211; l\u2019idea che l\u2019over generation (o curtailment) aumenti (tipicamente fino al 5\u201310%) \u00e8 ampiamente condivisa in letteratura energetica: non \u00e8 un\u2019anomalia da eliminare, ma un costo di sistema accettabile in un contesto di altissima penetrazione rinnovabile nella produzione elettrica. Semplificando, <b>una over generation sistematica del 10% significa che un impianto fotovoltaico, che oggi viene installato con una remunerazione fissa a lungo termine di 60 euro al megawattora, per mantenere invariati i suoi economics, porterebbe il prezzo a 72 euro\/MWh, rimanendo ampiamente competitivo sul mercato<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>La priorit\u00e0 \u00e8 cambiata<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per anni la priorit\u00e0 della transizione energetica \u00e8 stata aumentare la capacit\u00e0 installata ed era misurata in gigawatt installati. La prossima fase sar\u00e0 misurata nella capacit\u00e0 di orchestrare il sistema. La domanda non sar\u00e0 pi\u00f9 soltanto quanti pannelli solari l\u2019Europa riuscir\u00e0 a installare, ma quanta di quell\u2019energia riuscir\u00e0 davvero a trasformare in valore economico, sicurezza energetica e riduzione delle emissioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa transizione energetica sta evolvendo da una logica di espansione della capacit\u00e0 rinnovabile a una di gestione della sua variabilit\u00e0\u00bb, spiega<b> Laura Alice Villani<\/b>, managing director e senior partner di Boston Consulting Group. \u00abIn questo contesto, la flessibilit\u00e0 diventa il principale fattore abilitante: non solo come insieme di soluzioni tecniche, ma come leva per orchestrare in modo efficiente produzione, domanda e infrastrutture in sistemi sempre pi\u00f9 complessi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sull\u2019infrastruttura di rete l\u2019Europa ha gi\u00e0 iniziato a muoversi. <b>La Commissione europea stima che saranno necessari circa 1.200 miliardi di euro di investimenti nelle reti entro il 2040. <\/b>Parallelamente, la capacit\u00e0 di accumulo europea potrebbe quadruplicare entro il 2030.<\/p>\n<p>    <b>La sfida: la flessibilit\u00e0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sar\u00e0 poi la combinazione di accumuli, reti, software e gestione intelligente della domanda a determinare il successo della prossima fase energetica. E molto dipender\u00e0 dalla flessibilit\u00e0 della domanda, oggi ancora poco utilizzata e non adeguatamente spiegata e incentivata.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il meccanismo si chiama \u00ab<b>demand response<\/b>\u00bb: prevede che<b> i consumi siano orientati nelle ore di maggiore produzione rinnovabile<\/b>. Questo implica il trasformare la domanda in una risorsa attiva: veicoli elettrici, data center, pompe di calore e industrie energivore <b>potranno modulare automaticamente i consumi seguendo i segnali di maggior offerta e minor prezz<\/b>o.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma la nuova parola chiave della transizione energetica, \u00abflessibilit\u00e0\u00bb, dovrebbe essere applicata anche alle <b>famiglie<\/b>. Dispositivi smart come condizionatori ed elet\u00adtrodomestici intelligenti possono essere spenti quando c\u2019\u00e8 scarsit\u00e0 di produzione o accesi quando l\u2019energia rinno\u00advabile \u00e8 maggiore. L\u2019utente che presta questo \u00abservizio\u00bb di flessibilit\u00e0 \u00e8 in genere ricom\u00adpensato attraverso un incentivo di prezzo. Ma questa possibilit\u00e0 \u2013\u00a0che in pi\u00f9 potrebbe permettere di ridurre gli investimenti per rafforzare le reti perch\u00e9 sarebbe in grado di abbassare e gestire i picchi di domanda\u2013\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/energie\/26_aprile_18\/elettricita-gratis-nel-regno-unito-quando-c-e-molto-sole-perche-la-nostra-tariffa-bioraria-e-vecchia-e-spreca-energia-050e863f-4071-4793-b724-a06674634xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">almeno in Italia \u00e8 offerta da pochi operatori, mentre nel Regno Unito ha gi\u00e0 introdotto il \u00abDemand Flexibility Scheme\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>    <b>L\u2019Italia accelera ma servono gli accumuli<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Italia non registra ancora livelli di congestione e curtailment paragonabili ai casi pi\u00f9 estremi europei<\/b>, come Spagna e Germania, ma la traiettoria \u00e8 la stessa: pi\u00f9 cresce la quota di rinnovabili intermittenti, pi\u00f9 il sistema deve diventare flessibile, digitale e capace di accumulare energia. In base a dati Terna, in alcune ore della primavera 2025 si \u00e8 reso necessario ridurre la generazione rinnovabile non programmabile per far fronte all\u2019over generation e assicurare la sicurezza del sistema. Il taglio \u00e8 stato inferiore allo 0,3% della produzione rinnovabile complessiva e rappresenta pertanto un valore ancora risibile in termini di energia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E sempre in Italia Terna ha avviato il Macse, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacit\u00e0 di Stoccaggio Elettrico. Entro il 2028 gli operatori che hanno vinto le gare dovranno mettere in esercizio 10 gigawattora di batterie entro il 2027. Oggi <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/energie\/26_maggio_19\/fonti-rinnovabili-le-pale-eoliche-al-palo-chi-sono-i-colpevoli-del-grande-ritardo-c34920a1-b610-40aa-9279-72dc42b0exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il nostro Paese ha 45 gigawatt di fotovoltaico installato e 14 gigawatt di eolico e ha un mix sbilanciato sul solare mentre il vento non decolla<\/a>. Il piano di investimenti del gestore della rete prevede oltre 23 miliardi nei prossimi dieci anni per rafforzare le infrastrutture e sostenere l\u2019integrazione delle rinnovabili.<\/p>\n<p>    <b>L\u2019autonomia energetica<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La questione non \u00e8 soltanto ambientale, ma industriale e geopolitica. L\u2019Europa continua infatti a dipendere dalle importazioni di combustibili fossili, come dimostrano le nuove tensioni internazionali e la volatilit\u00e0 dei mercati energetici.<b> Avere pi\u00f9 produzione rinnovabile resta essenziale per ridurre questa vulnerabilit\u00e0<\/b>. Ma senza reti moderne e sistemi di accumulo adeguati, una quota crescente di energia pulita rischia semplicemente di non essere utilizzata.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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