{"id":518163,"date":"2026-06-01T09:17:21","date_gmt":"2026-06-01T09:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/518163\/"},"modified":"2026-06-01T09:17:21","modified_gmt":"2026-06-01T09:17:21","slug":"parla-kokorich-luomo-che-sta-cambiando-la-guerra-sono-nato-in-russia-e-do-i-miei-missili-allucraina-costano-un-decimo-dei-tomahawk-e-ne-fabbrichiamo-200-al-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/518163\/","title":{"rendered":"Parla Kokorich, l&#8217;uomo che sta cambiando la guerra: \u00abSono nato in Russia e do i miei missili all\u2019Ucraina. Costano un decimo dei Tomahawk e ne fabbrichiamo 200 al mese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Mikhail Kokorich, il patron di Destinus: \u00abDal fronte ai sistemi di difesa, questo conflitto cambia tutto. Per me \u00e8 una battaglia di valori\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo testo \u00e8 stato pubblicato su Whatever it takes, newsletter di Federico Fubini e, in versione ridotta, sull&#8217;edizione cartacea del Corriere. Per iscriversi alla newsletter occorre cliccare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho parlato in questi giorni con un uomo di nome Mikhail Kokorich. Come descriverlo? Kokorich \u00e8, molto probabilmente, la persona che conta di pi\u00f9 nel conflitto russo-ucraino di cui non avete mai sentito parlare. Buona parte delle armi che stanno colpendo la Russia in queste settimane sono prodotte da lui. E in questa intervista d\u00e0 per la prima volta la sua visione del conflitto e delle sue conseguenze storiche. Fa saltare il mito di un&#8217;Europa debole, tecnologicamente poco avanzata (Italia inclusa); fa saltare anche il mito che servano spese dei contribuenti eccezionalmente alte perch\u00e9 l&#8217;Europa possa difendersi; prevede anche che l&#8217;innovazione continuer\u00e0 a trasformare la guerra in Ucraina a velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 alta, con una linea del fronte lungo la quale gli eserciti presto dovranno stare schierati a cento chilometri gli uni dagli altri per poter combattere senza essere distrutti. E molto altro. La sua \u00e8 una lezione di business dell&#8217;innovazione, applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale, ma anche di filosofia politica.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma chi \u00e8 Mikhail Kokorich?<\/b><br \/>\u00c8 nato 49 anni fa ad Aginskoe, una cittadina siberiana vicina al confine della Russia con la Mongolia e con la Cina. Ha fondato la sua prima azienda quando frequentava le scuole superiori, per poi studiare fisica in Russia e conseguire un master esecutivo a Stanford. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 un cittadino russo \u2013 nel suo Paese d\u2019origine pende su di lui un mandato d&#8217;arresto \u2013 ma \u00e8 una delle poche persone in grado di influenzare profondamente la guerra tra Russia e Ucraina. Ha progettato e sta producendo molte delle armi innovative che permettono a Kiev di difendersi e di colpire in profondit\u00e0 nel territorio russo. Cos\u00ec facendo, si trova in prima linea in una rivoluzione tecnologica che sta trasformando per sempre il modo di fare la guerra. In parte, Kokorich applica a questa crisi geopolitica una lezione appresa osservando da vicino Elon Musk durante la nascita di SpaceX.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Kokorich ha fondato e guida Destinus: una delle poche aziende della difesa europee che non esistevano fino a pochi anni fa e che ora produce a migliaia sistemi di attacco e intercettazione a lungo raggio. Il nuovo gruppo \u2014 con sedi principale nei Paesi Bassi e attivit\u00e0 in Germania, Spagna, Svizzera e Ucraina \u2014 appartiene a una nuova generazione di attori industriali che il conflitto ucraino sta facendo emergere in Europa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Kokorich, la guerra in Ucraina ha fatto nascere una nuova ondata di aziende della difesa europee. Chi sono e cosa li distingue dagli altri?<br \/>\u00ab\u00c8 vero. Una nuova generazione di aziende europee della difesa sta prendendo forma e alcune di esse assorbiranno realt\u00e0 minori, proprio come fanno Anthropic o OpenAI nell&#8217;intelligenza artificiale. Tuttavia, a definire questi soggetti strategici non sar\u00e0 l&#8217;attenzione dei media, bens\u00ec il loro controllo dell&#8217;intera filiera: progettazione, propulsione, guida e capacit\u00e0 di produrre su scala industriale secondo standard ripetibili. \u00c8 questo il punto debole storico dell&#8217;Europa: non la progettazione di sistemi avanzati, ma la loro produzione nei volumi richiesti da una guerra reale\u00bb.<\/p>\n<p>Quanti nuovi attori vede in questa industria?<br \/>\u00abNon sar\u00e0 un settore affollato. L&#8217;intensit\u00e0 di capitale, l&#8217;onere delle certificazioni e la solidit\u00e0 finanziaria necessarie per la produzione in serie lasciano spazio solo a pochi attori reali. Non vedo uno scenario con nuovi arrivati contrapposti ai leader storici, bens\u00ec una cooperazione tra innovatori agili e campioni consolidati che possiedono lo spessore industriale necessario. Velocit\u00e0 unita a solidit\u00e0: \u00e8 esattamente dove abbiamo scelto di posizionarci\u00bb.<\/p>\n<p>Queste aziende sono \u00abunicorni\u00bb destinati a ricevere valutazioni di borsa da almeno un miliardo di euro e spesso molto di pi\u00f9. Corretto?<br \/>\u00abIl termine &#8216;unicorno&#8217; \u00e8 inadeguato in questo contesto. Un unicorno rappresenta una valutazione finanziaria; nella difesa, la prova del nove \u00e8 la capacit\u00e0 di continuare a produrre \u2014 in grandi volumi, a costi sostenibili \u2014 anche quando una guerra si protrae nel tempo. Se applichiamo questo criterio, i soggetti rimasti sono davvero pochi.<br \/>Anche il tipo di produzione \u00e8 fondamentale. I leader storici del settore sono straordinari nel realizzare piattaforme sofisticate e certificate, di una solidit\u00e0 indiscutibile. Ma la guerra in Ucraina ha messo in luce la necessit\u00e0 diversa: costruire sistemi d&#8217;arma semplici ed economici non a decine di unit\u00e0, ma a decine di migliaia. Ed \u00e8 un problema di fabbrica tanto quanto di ingegneria, ed \u00e8 proprio questo il livello che stiamo costruendo\u00bb.<br \/>\u00abNon si tratta quindi di una sfida tra nuovi arrivati e vecchi leader, ma delle due diverse forze di cui l&#8217;Europa ha bisogno allo stesso tempo: la solidit\u00e0 dei grandi gruppi nell&#8217;integrazione e nella certificazione, e la scalabilit\u00e0 di attori nati per la produzione in serie. In Europa, pochissime aziende hanno effettivamente industrializzato questa seconda componente. \u00c8 questa la vera linea di demarcazione\u00bb.<\/p>\n<p>Quale strategia dovrebbero adottare i governi europei nei confronti della vostra nuova classe di aziende?<br \/>\u00abPrimo: consentire a queste aziende di crescere attraverso commesse reali, non tramite progetti pilota che non crescono mai di scala. Nella difesa, un ordine d&#8217;acquisto \u00e8 l&#8217;unica vera forma di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo. Secondo: trattare la capacit\u00e0 produttiva stessa come un asset strategico. Bisogna decidere quali campioni industriali si vuole mettere in condizione di produrre su larga scala, sostenendoli prima di una crisi geopolitica e non quando \u00e8 ormai ci \u00e8 dentro. Terzo: resistere al riflesso di frammentare ogni cosa lungo i confini nazionali. \u00c8 la barriera principale che separa l&#8217;Europa da una reale produzione di massa\u00bb.<\/p>\n<p>Come vede l&#8217;Italia in questa partita?<br \/>\u00abL&#8217;Italia rappresenta un ottimo esempio di questa opportunit\u00e0. Possiede una delle basi industriali pi\u00f9 solide d&#8217;Europa \u2014 elettronica, certificazione, aerospazio, integrazione \u2014 e ha i propri campioni nazionali strategici. La questione geopolitica non \u00e8 &#8216;come proteggere ci\u00f2 che abbiamo&#8217;, ma &#8216;come unire i campioni nazionali, gli attori agili e la produzione scalabile per colmare i divari che gi\u00e0 conosciamo&#8217;. \u00c8 questo che trasforma una base industriale in un vero strumento di deterrenza\u00bb.<\/p>\n<p>Siete ci\u00f2 che Apple \u00e8 stata per IBM? Voi start-up e futuri unicorni state scardinando i grandi gruppi della difesa europei, che vantano legami tradizionali con i governi? <br \/>\u00abAziende come la nostra sono indispensabili perch\u00e9 la guerra \u00e8 diventata una questione di rapporto costo-efficacia, saturazione dei cieli e rifornimento. Conta quanti sistemi efficaci si riescono a schierare e sostituire, non quanto sia sofisticato il singolo prototipo. Il modello tradizionale non \u00e8 mai stato concepito per produrre a quei volumi e a quei costi che ora servono in Ucraina. Questo divario \u00e8 reale. Tuttavia, ci\u00f2 non elimina la necessit\u00e0 dei grandi gruppi della difesa. La difesa non \u00e8 una tecnologia di consumo: la sovranit\u00e0, la fiducia reciproca, l&#8217;integrazione e le certificazioni richiedono decenni per essere costruite. Restano fondamentali. Noi ci innestiamo in questo meccanismo, non lo sostituiamo. Si tratta di una divisione del lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Lei ha potuto osservare da vicino come lavora Elon Musk sull&#8217;innovazione industriale. Cosa ha imparato?<br \/>\u00abPrendiamo l&#8217;esempio di SpaceX (il gruppo dell&#8217;aerospazio di Musk, ndr). Ha rivoluzionato il settore dei lanci spaziali proponendo soluzioni radicalmente pi\u00f9 semplici ed economiche \u2014 verticalmente integrate e riutilizzabili \u2014 mentre la ULA (la tradizionale joint-venture fra Boeing e Lockheed-Martin, ndr) \u00e8 rimasta legata a sistemi complessi e costosi. Eppure, i rover e i veicoli spaziali diretti verso Marte e Giove vengono ancora costruiti dagli attori tradizionali. Il nuovo arrivato ha trasformato il costo per raggiungere l&#8217;orbita; i sistemi unici e sofisticati sono rimasti prerogativa delle aziende storiche. Questa \u00e8 esattamente la divisione del lavoro a cui mi riferisco. E la semplicit\u00e0, in questo tipo di guerra, non \u00e8 un compromesso ma il vantaggio decisivo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lei spiega che voi sostituite la complessit\u00e0 dei sistemi tradizionali con soluzioni pi\u00f9 semplici. Concretamente, come?<br \/>\u00abAttraverso tre metodi. Primo: l&#8217;integrazione verticale, mutuando la lezione di SpaceX. Costruiamo internamente le componenti pi\u00f9 costose, come i motori turbogetto e i propulsori a razzo a combustibile solido. In questo modo controlliamo i costi e la scala produttiva, senza dipendere da una catena di fornitura fragile.\u00a0<br \/>Secondo: l&#8217;adozione di componenti intrinsecamente pi\u00f9 semplici. Scegliamo un turbogetto al posto di un turbofan, una testata meno complessa e un minor numero di componenti esotiche. Ognuna di queste scelte sacrifica una minima quota di prestazioni non indispensabili, guadagnando per\u00f2 in termini di costi e producibilit\u00e0, che sono i fattori cruciali.\u00a0<br \/>Terzo \u2014 ed \u00e8 qui che l&#8217;intelligenza artificiale fa davvero la differenza \u2014 sostituiamo l&#8217;hardware costoso con componenti economiche rese intelligenti dal software. Nessuna di queste soluzioni deve essere la pi\u00f9 sofisticata immaginabile; deve semplicemente essere affidabile, economica e riproducibile a migliaia.<br \/>Quindi il rapporto di costo di un vostro missile rispetto a un Tomahawk americano o a un Taurus tedesco \u00e8 all&#8217;incirca di uno a dieci?<br \/>In linea di massima s\u00ec, ed \u00e8 proprio in questo rapporto che risiede il fulcro di tutta la questione. La cifra esatta conta meno del suo reale significato. La vera deterrenza non si ottiene con poche centinaia di sistemi ultra-sofisticati, ma con decine di migliaia di sistemi efficaci. Con costi che si aggirano sui tre o quattro milioni di euro al pezzo, nessun bilancio statale pu\u00f2 sostenerne l&#8217;acquisto in massa; e certamente non ci si pu\u00f2 permettere di impiegarli. L&#8217;unica via credibile \u00e8 l&#8217;esatto opposto: una capacit\u00e0 scalabile e reintegrabile a una frazione di quel prezzo. Una deterrenza che si possa effettivamente schierare, utilizzare e ricostruire\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche la vostra velocit\u00e0 di produzione di ogni singolo missile a lungo raggio \u00e8 di circa dieci volte superiore a quella dei grandi gruppi tradizionali?<br \/>\u00abS\u00ec, e su questo fronte il divario \u00e8 ancora pi\u00f9 netto. Noi produciamo circa duecento di questi sistemi al mese. L&#8217;intera produzione europea di sistemi d&#8217;attacco a lungo raggio della stessa categoria \u2014 come  gliStorm Shadow, gli SCALP e i Taurus \u2014 si attesta, secondo i dati pubblici, all&#8217;incirca sulla stessa cifra, ma in un anno. E questo non \u00e8 un fallimento dei grandi gruppi industriali; \u00e8 stata una scelta deliberata in tempo di pace. Per quindici anni la produzione \u00e8 rimasta sostanzialmente dormiente, perch\u00e9 nessuno credeva che volumi simili sarebbero mai serviti di nuovo. La guerra ha cancellato questa convinzione: la deterrenza basata sulla saturazione si misura in decine di migliaia di unit\u00e0, non in centinaia. \u00c8 questa la capacit\u00e0 industriale che l&#8217;Europa deve ricostruire, e in fretta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ricevete molti feedback sull&#8217;efficacia delle vostre armi dagli ucraini che combattono sul campo?<br \/>\u00abMoltissimi, ed \u00e8 il motivo per cui questi sistemi si evolvono cos\u00ec rapidamente. Un&#8217;arma validata solo in un poligono di tiro \u00e8 un&#8217;ipotesi; un&#8217;arma impiegata in operazioni reali \u2014 contro l&#8217;interferenza sulle radiofrequenze, le contromisure, il maltempo e gestita da normali soldati sotto stress \u2014 viene testata nell&#8217;unico modo che conta davvero. I riscontri arrivano nel giro di giorni, non di anni, e finiscono dritti nel lotto di produzione successivo. Una lezione che abbiamo appreso \u00e8 che la velocit\u00e0 di lancio \u00e8 essa stessa un fattore di sopravvivenza. Chi lancia rapidamente e si sposta, sopravvive; pi\u00f9 a lungo una squadra rimane esposta, pi\u00f9 facilmente il nemico la individua e la colpisce. Per questo progettiamo i sistemi per un lancio e un riposizionamento rapidi. Questo ciclo continuo \u2014 progettazione, schieramento, apprendimento, miglioramento \u2014 \u00e8 ci\u00f2 che la difesa europea aveva dimenticato fosse necessario\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">State quindi scardinando un intero settore molto costoso, e i contribuenti europei potrebbero spendere molto meno per ottenere la capacit\u00e0 di difesa che i loro governi desiderano?<br \/>\u00abLa metterei in un altro modo. La questione riguarda meno lo scardinare un settore e pi\u00f9 ci\u00f2 che il contribuente ottiene per ogni euro che viene speso. Quindi s\u00ec, un euro investito in sistemi pi\u00f9 semplici e scalabili garantisce molta pi\u00f9 deterrenza rispetto allo stesso euro speso esclusivamente per sistemi ultra-sofisticati. Ma questo non significa che l&#8217;industria tradizionale sia stata inefficiente. I suoi sistemi erano stati concepiti per una minaccia diversa, un&#8217;epoca in cui una manciata di armi di precisione era sufficiente. La minaccia \u00e8 cambiata \u2014 oggi parliamo di massa, saturazione e logoramento \u2014 e il modello dei costi deve cambiare di conseguenza. Il contribuente non dovrebbe trovarsi a scegliere tra qualit\u00e0 e quantit\u00e0: l&#8217;Europa ha bisogno di entrambe, e finora le \u00e8 mancato proprio il livello dei sistemi economici su larga scala\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quindi non \u00e8 vero che l&#8217;Europa sia tecnologicamente arretrata o incapace di innovare. Il problema \u00e8 che agli innovatori come lei \u00e8 stata data scarsa visibilit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec?<br \/>\u00abAssolutamente. All&#8217;Europa non sono mai mancati le idee o il talento ingegneristico; ci\u00f2 che mancava erano la domanda e l&#8217;autorizzazione a procedere. Per decenni il settore della difesa \u00e8 stato politicamente e culturalmente sgradito: nessun governo voleva finanziarlo apertamente, nessun fondatore di imprese voleva essere associato a questo mondo. Di conseguenza, l&#8217;innovazione \u00e8 avvenuta in sordina, quando non \u00e8 rimasta del tutto ferma. A essere cambiate non sono le capacit\u00e0 dell&#8217;Europa, ma la sua volont\u00e0 di metterle a frutto. Il talento c&#8217;\u00e8 sempre stato; solo che adesso, finalmente, gli viene chiesto di farsi avanti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quanto costa un drone Ruta B1, il vostro modello di missile-drone pi\u00f9 in uso?<br \/>\u00abPi\u00f9 che un dato da foglio di calcolo, le indico una fascia di prezzo. Un Ruta costa qualche centinaia di migliaia di euro; la prossima generazione, che include il modello Kryla, coster\u00e0 poche centinaia di migliaia di euro. In ogni caso, parliamo di un ordine di grandezza inferiore rispetto ai 3-4 milioni di euro dei sistemi tradizionali. E la tendenza \u00e8 a senso unico: il drone d&#8217;attacco convenzionale, per come lo abbiamo conosciuto finora, verr\u00e0 rapidamente superato. Questa guerra sta comprimendo un decennio di evoluzione degli armamenti nello spazio di un paio d&#8217;anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In che modo questo scenario cambia la guerra?<br \/>\u00abCambia la geometria stessa del campo di battaglia. Per un secolo la linea del fronte \u00e8 stata definita dalla gittata dell&#8217;artiglieria, poche decine di chilometri. Oggi quella zona si sta espandendo in modo drammatico e le armi che richiedono un posizionamento ravvicinato diventano sempre pi\u00f9 difficili da impiegare. L&#8217;artiglieria conta ancora, certo, ma non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;unico fattore decisivo. Lo spartiacque diventa la capacit\u00e0 di produrre in serie sistemi a lungo raggio difficili da intercettare \u2014 droni da crociera da oltre i 300 chilometri di gittata, artiglieria a razzo oltre i 150 chilometri \u2014 e di costruirli non a centinaia, ma a migliaia, se non a decine di migliaia. Gittata unita ai volumi di massa: \u00e8 questa la nuova equazione strategica, e chi la risolver\u00e0 per primo detter\u00e0 le regole del gioco\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E chi ci arriver\u00e0 primo, la Russia o l&#8217;Ucraina e i suoi alleati?<br \/>\u00abChiunque disponga della base industriale pi\u00f9 solida. E questa \u00e8 l&#8217;Europa, con un ampio margine di vantaggio, se solo decide di sfruttare la sua base industriale. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto che pi\u00f9 viene sottovalutato. Produrre questi sistemi su larga scala non \u00e8 tanto una questione di design ingegnoso; riguarda la fusione, la forgiatura, la fresatura e la catena di fornitura di precisione che ne sta alla base. La Germania, l&#8217;Italia, la Svizzera e altri Paesi rimangono tra i luoghi con la maggiore capacit\u00e0 industriale al mondo: questo ecosistema \u00e8 la vera arma strategica dell&#8217;Europa. La Russia deve fare i conti con gravi limiti strutturali in questo tipo di manifattura di precisione e dipende sempre pi\u00f9 da terzi per colmare i propri vuoti. Di conseguenza, se l&#8217;Europa si impegna concretamente a produrre sistemi da crociera e artiglieria a razzo nell&#8217;ordine delle decine di migliaia di unit\u00e0, la Russia non potr\u00e0 competere. La questione non riguarda il saperlo fare. Riguarda il volerlo fare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per funzionare, i modelli dei vostri missili o droni con l&#8217;intelligenza artificiale hanno bisogno di dati. Da dove provengono i dati?<br \/>\u00abL&#8217;addestramento avviene sempre pi\u00f9 spesso in ambienti sintetici: si crea un modello digitale della minaccia, come un drone di tipo Shahed o un carro armato, e si addestra il sistema a contrastarlo. In questo modo si evita di dipendere dalla raccolta infinita di dati nel mondo reale. Dall&#8217;altro lato, ci sono i dati operativi reali raccolti direttamente sul campo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stiamo arrivando ad armi che colpiscono un obiettivo autonomamente?<br \/>\u00abSu questo ci tengo a essere preciso, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 molta mistificazione intorno all&#8217;intelligenza artificiale militare. Non stiamo parlando di armi autonome che scelgono i propri bersagli da sole. L&#8217;obiettivo \u00e8 sempre stabilito da un operatore umano, che pu\u00f2 trovarsi a grande distanza, a Kiev o, in linea di principio, a Roma. Ci\u00f2 che l&#8217;intelligenza artificiale fa \u00e8 aiutare il sistema a navigare e a raggiungere in modo affidabile quel bersaglio designato dall&#8217;uomo, soprattutto quando i segnali GPS e le comunicazioni sono disturbati dalle interferenze sulle radiofrequenze. Non \u00e8 magia e non \u00e8 autonomia fine a se stessa. Si tratta di garantire l&#8217;affidabilit\u00e0 in un ambiente conteso, sempre sotto il controllo umano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quindi i nuovi sistemi d&#8217;attacco avranno sempre pi\u00f9 l&#8217;aspetto di piccole piattaforme ad ala fissa con puntamento automatizzato?<br \/>\u00abS\u00ec, e si pu\u00f2 gi\u00e0 osservare questa transizione nel raggio d&#8217;azione ravvicinato del campo di battaglia. Gli attacchi a corto raggio sono oggi dominati dai multicotteri (droni a eliche, ndr), compresi quelli guidati tramite cavi a fibra ottica con una portata di venti o trenta chilometri; prevalgono perch\u00e9 il multicottero \u00e8 lo strumento pi\u00f9 semplice da guidare con precisione sul bersaglio per un essere umano. Ora la transizione si sta muovendo verso sistemi alati dotati di collegamenti radio a lungo raggio o satellitari e guida terminale assistita dall&#8217;intelligenza artificiale: l&#8217;operatore sceglie ancora il bersaglio, ma l&#8217;intelligenza artficiale pilota il velivolo negli ultimi metri, preservando la precisione a distanze decisamente superiori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con quali conseguenze?<br \/>\u00abLa conseguenza \u00e8 concreta: nel giro dei prossimi sei mesi circa, questo passo in avanti pu\u00f2 ampliare la zona d&#8217;azione efficace al fronte dai venti o trenta chilometri attuali fino a settanta o cento chilometri. Un cambiamento che ridefinisce l&#8217;estensione del territorio che ciascun esercito pu\u00f2 difendere o occupare. La piattaforma continuer\u00e0 a evolversi; ci\u00f2 che resta fondamentale \u00e8 la capacit\u00e0 di produrre ogni nuova generazione (di armi aeree, ndr) su scala industriale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Russia combatte da anni, mentre l\u2019Europa non vive un conflitto da generazioni. Mosca potrebbe cercare di sfruttare il bagaglio di competenze accumulate in Ucraina contro un Paese europeo?<br \/>\u00abNessuno lo sa: \u00e8 la classica domanda da un milione di dollari. Tuttavia, ci sono due verit\u00e0 indiscutibili. La Russia ha trascorso anni immersa in una guerra moderna, assimilandone le dinamiche su scala industriale; per loro, la guerra \u00e8 diventata la normalit\u00e0. L&#8217;Europa, al contrario, non affronta un conflitto ad alta intensit\u00e0 da generazioni \u2014 e il nostro stesso successo ci rende vulnerabili. Siamo una civilt\u00e0 aperta, iper-connessa, basata sul modello del just-in-time e dipendente da flussi costanti di energia, logistica e dati: una struttura che non \u00e8 mai stata concepita per subire attacchi. Una societ\u00e0 in guerra si indurisce; una prospera e pacifica \u00e8 fragile, e un attacco a queste vulnerabilit\u00e0 sarebbe devastante. La conclusione \u00e8 semplice: non si pu\u00f2 fondare la propria sicurezza sulle intenzioni della Russia. \u00c8 necessario costruire una capacit\u00e0 interna tale da rendere qualsiasi tentativo di aggressione palesemente insostenibile per il nemico. Questa \u00e8 la vera deterrenza, ed \u00e8 proprio il tassello che finora \u00e8 mancato all&#8217;Europa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Europa \u00e8 fragile anche perch\u00e9 le mancano i volumi di missili necessari per rispondere a un eventuale attacco?<br \/>\u00abS\u00ec, il cuore del problema \u00e8 esattamente questo. La deterrenza non si fa con una manciata di armi di prestigio; si fa con la profondit\u00e0 degli arsenali; ovvero, con la capacit\u00e0 di assorbire un attacco e rispondere colpo su colpo, migliaia di volte. Oggi gli inventari europei sono essenzialmente simbolici. E qui si nasconde una trappola: se si tenta di costruire quella profondit\u00e0 basandosi sui sistemi tradizionali, che costano tre o quattro milioni di euro ciascuno, si esaurisce il bilancio molto prima di aver raggiunto cifre significative. Il volume diventa insostenibile proprio laddove conta di pi\u00f9. Questo \u00e8 il vuoto che il livello dei sistemi economici e scalabili punta a colmare: non per sostituire le tecnologie d&#8217;avanguardia ad a\u00ablto costo, ma per dotare l&#8217;Europa di riserve abbastanza profonde da fungere da reale deterrente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lei \u00e8 nato in Russia ed \u00e8 cresciuto l\u00ec. Ora costruisce armi che colpiscono la Russia. Perch\u00e9? In fin dei conti, \u00e8 il suo Paese d&#8217;origine.<br \/>\u00abSono nato in Russia, \u00e8 vero, e l\u00ec ho fondato le mie prime aziende. Ma ho anche visto quel Paese scivolare verso l&#8217;autoritarismo e l&#8217;aggressione. Comprendo le ambizioni e i metodi dello Stato russo meglio di molte persone nell&#8217;Europa occidentale. Tuttavia, non considero questo conflitto come una guerra personale. Oggi la Russia non \u00e8 pi\u00f9 il mio Paese; non sono pi\u00f9 un cittadino russo, e la Russia mi ha condannato etichettandomi come terrorista. Cerchiamo quindi di essere chiari su cosa sia davvero tutto questo: non \u00e8 una guerra di nazionalit\u00e0, \u00e8 uno scontro tra sistemi politici, e le persone che lo guidano ne sono la dimostrazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa intende dire?<br \/>\u00abIl generale che oggi comanda l&#8217;esercito ucraino, Oleksandr Syrskyi, \u00e8 nato in Russia: nella regione di Vladimir, da una famiglia di etnia russa. Suo padre \u00e8 un ufficiale sovietico e russo in pensione, e i suoi genitori vivono ancora in Russia. Eppure, Syrskyi ha scelto l&#8217;Ucraina. Dall&#8217;altro lato, una delle figure pi\u00f9 visibili del Cremlino per quanto riguarda l&#8217;Ucraina, Kirill Dmitriev \u2014 a capo del fondo sovrano russo e oggi inviato di Vladimir Putin, un uomo che lo stesso Tesoro statunitense ha definito &#8216;un sodale stretto di Putin&#8217; \u2014 \u00e8 nato a Kiev. Un russo comanda la difesa dell&#8217;Ucraina; un banchiere nato a Kiev parla a nome di Mosca. Veniamo tutti dallo stesso mondo sovietico. Il punto \u00e8 esattamente questo: non si tratta di russi contro ucraini. \u00c8 una scelta su quale idea politica si sia disposti a difendere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E nel suo caso?<br \/>\u00abIo ho osteggiato Putin fin dall&#8217;inizio e ho lasciato la Russia molto tempo fa. Penso agli italiani che hanno combattuto contro Mussolini \u2014 contro i loro stessi connazionali \u2014 perch\u00e9 rifiutavano quella direzione. Provo qualcosa di molto simile. Non sono contro il popolo russo, e non potrei mai esserlo: la Russia fa culturalmente parte dell&#8217;Europa: la stessa eredit\u00e0 greco-romana, gli stessi libri, la stessa infanzia. Anche noi leggevamo Gianni Rodari. La tragedia \u00e8 che un regime ha spinto la Russia fuori da quel percorso. Sconfiggere quel sistema non \u00e8 un atto contro la Russia; nel senso pi\u00f9 profondo, \u00e8 anche nel suo stesso interesse\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-01T08:53:37+02:00\">31 maggio 2026 ( modifica il 1 giugno 2026 | 08:53)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Fubini Mikhail Kokorich, il patron di Destinus: \u00abDal fronte ai sistemi di difesa, questo conflitto 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