{"id":518664,"date":"2026-06-01T16:46:15","date_gmt":"2026-06-01T16:46:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/518664\/"},"modified":"2026-06-01T16:46:15","modified_gmt":"2026-06-01T16:46:15","slug":"rangnick-e-i-legami-col-milan-vedeva-le-videocassette-dei-rossoneri-di-sacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/518664\/","title":{"rendered":"Rangnick e i legami col Milan: vedeva le videocassette dei rossoneri di Sacchi"},"content":{"rendered":"<p>                                Quella con Arrigo \u00e8 una connessione forte: per Ralf era fonte di ispirazione. Chiese il suo numero a Branca prima di una sfida di Champions tra il suo Schalke e i nerazzurri (che poi elimin\u00f2)<\/p>\n<p>                    1 giugno &#8211; 17:57  &#8211; VIENNA<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Il Milan e Ralk Rangnick stanno insieme da una vita ma non lo sanno. O meglio, lui lo sa, il Milan no. Ralf Rangnick negli anni Ottanta \u00e8 stato un trentenne innamorato del calcio, cos\u00ec innamorato da studiarlo. Figure di particolare influenza, due: Valeri Lobanovsky, grande anima del calcio sovietico e maestro di Andriy Shevchenko, e Arrigo Sacchi. Rangnick si scontr\u00f2 con Lobanovsky il giorno in cui allen\u00f2 contro la sua Dinamo Kiev in amichevole: una rivelazione per come pressava, per come la squadra era organizzata, per come sembrava giocare in dodici. L\u2019innamoramento per Sacchi fu meno violento ma ugualmente forte. Rangnick compr\u00f2 un videoregistratore e inizi\u00f2 a farsi mandare cassette delle partite del Milan di fine anni Ottanta. Ferma, riavvolgi, avanti veloce: pass\u00f2 giorni a guardarle.<\/p>\n<p>        rangnick e sacchi\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Negli anni tra Rangnick e Sacchi si \u00e8 sviluppata una certa stima reciproca. Sbilanciata come tra un professore e un allievo, ma reciproca. Sacchi, quando il Milan stava per prendere Rangnick come allenatore nel 2020, spese parole non banali: \u201c\u00c8 un ottimo allenatore ma \u00e8 importante che la societ\u00e0 lo segua\u201d. RR ha ricambiato pi\u00f9 volte: \u201cSacchi \u00e8 stato una delle mie pi\u00f9 grandi fonti di ispirazione\u201d. Nell\u2019aprile 2011, quando il suo Schalke gioc\u00f2 contro l\u2019Inter nei quarti di Champions, Rangnick chiese a Marco Branca il numero di Sacchi e lo chiam\u00f2. Poi spieg\u00f2: \u201cEra il mio idolo perch\u00e9, come me, non aveva avuto una grande carriera da calciatore e nemmeno fisicamente aveva chiss\u00e0 quale impatto. Mi ricordava il comico francese Louis de Fun\u00e8s. In Germania a uno con il suo curriculum nessuno avrebbe dato lavoro. Almeno fino a quando non rivoluzion\u00f2 il calcio. Quando ci parlai, a poche ore dalla gara, mi disse una frase che ricordo ancora: un allenatore \u00e8 bravo se riesce a fare in modo che tutti i giocatori, con o senza palla, abbiano la stessa idea nello stesso momento\u201d.<\/p>\n<p>        rangnick l&#8217;anti inter\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Quella partita del 2011 \u00e8 il momento a cui i milanisti in genere legano il primo ricordo di Rangnick. Champions League anni Dieci: l\u2019Inter era campione d\u2019Europa e logica favorita. Per qualcuno, era gi\u00e0 in semifinale. Macch\u00e9. Lo Schalke and\u00f2 a vincere 5-2 a San Siro, nonostante un gol al primo minuto di Stankovic: destro al volo da centrocampo per punire l\u2019uscita di testa fuori area del portiere dello Schalke\u2026 che poi non era uno scarso, era Manuel Neuer. Nel secondo tempo venne espulso Christian Chivu, e non c\u2019\u00e8 bisogno di dire che cosa faccia di lavoro 15 anni dopo. Rangnick vinse anche al ritorno, usc\u00ec in semifinale con lo United ma per i milanisti tanto bastava per la riconoscenza eterna. Quell\u2019esperienza a Gelsenkirchen fin\u00ec pochi mesi dopo, a settembre, per eccesso di stress. \u201cIl mio livello di energia non \u00e8 sufficiente\u201d, disse RR. Burnout. Chi conosce Sacchi sa che \u00e8 successo anche a lui.<\/p>\n<p><a class=\"is-partner-link\" href=\"https:\/\/abbonamenti.gazzetta.it\/de-promo-mondiali\/?pwcmp=cta&amp;forceBrowser=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gazzetta Mondiale: ogni notte un\u2019edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1\u20ac\/mese!<\/a><\/p>\n<p>        la frase di ancelotti\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">I racconti di Inter-Schalke tornarono nove anni dopo, quando il Milan e Rangnick arrivarono a tanto cos\u00ec dal cominciare un\u2019avventura insieme. Rangnick voleva avviare una nuova epoca senza Ibrahimovic \u2013 lo disse lui stesso, in seguito -, mentre Boban e Maldini preferivano continuare con Pioli. Seguirono giorni tesi e il classico \u201cgrazie ma no, grazie, come se avessi accettato\u201d. Un paio di frasi di quei giorni di trattativa per\u00f2 restano. Fabio Capello comment\u00f2 freddino: \u201cIl Milan a Rangnick? Sarebbe un anno zero e perderebbe ancora un campionato. Pioli \u00e8 riuscito a dare una mentalit\u00e0 che precedentemente non si vedeva\u201d. Colp\u00ec di pi\u00f9 il commento di Carlo Ancelotti, che aveva vissuto Rangnick sulla sua pelle in Champions, quando lui allenava il Milan e l\u2019altro lo Schalke: \u201cNon c\u2019\u00e8 da preoccuparsi se una squadra italiana prende un allenatore straniero \u2013 disse Carletto -. I tifosi dovrebbero preoccuparsi degli allenatori scarsi\u201d. Se per Rangnick e il Milan sia questa la volta buona, non chiedetelo qui: non lo sa ancora nessuno. Che la teoria di Ancelotti sia corretta, invece, lo sanno tutti. Anche Chivu e gli interisti.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quella con Arrigo \u00e8 una connessione forte: per Ralf era fonte di ispirazione. 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