{"id":51966,"date":"2025-08-17T03:16:10","date_gmt":"2025-08-17T03:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/51966\/"},"modified":"2025-08-17T03:16:10","modified_gmt":"2025-08-17T03:16:10","slug":"crisi-delle-mele-raccolta-in-calo-nelle-regioni-chiave-per-lexport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/51966\/","title":{"rendered":"Crisi delle mele, raccolta in calo nelle regioni chiave per l&#8217;export"},"content":{"rendered":"<p>La stagione della <strong>raccolta delle mele<\/strong> \u00e8 ufficialmente iniziata in Italia, e come sempre il via arriva dal Trentino Alto Adige, cuore pulsante della melicoltura nazionale. Qui si coltivano circa due terzi della produzione italiana, e le prime cassette di Gala \u2013 la variet\u00e0 che apre la stagione \u2013 hanno gi\u00e0 iniziato a lasciare i frutteti, in attesa delle raccolte autunnali di Golden Delicious, Fuji e altre tipologie.<\/p>\n<p>Il 2025, per\u00f2, si presenta con un quadro in chiaroscuro. Se da un lato il nostro Paese resta un gigante europeo delle mele, secondo solo alla Polonia, dall\u2019altro i dati indicano un<strong> calo produttivo medio del 3%<\/strong> rispetto al 2024, pari a 2,25 miliardi di chili.<\/p>\n<p>Dietro questa cifra nazionale, relativamente contenuta, si nascondono differenze regionali molto pi\u00f9 marcate, con alcune aree in forte difficolt\u00e0 e altre che vivono un rimbalzo positivo.\n<\/p>\n<p>I numeri della raccolta di mele in Italia<\/p>\n<p>I dati diffusi da Coldiretti, elaborati su base Prognosfruit, offrono una fotografia molto chiara: la raccolta di mele in Italia nel 2025 \u00e8 il risultato diretto della <strong>variabilit\u00e0 climatica<\/strong> e dell\u2019impatto sempre pi\u00f9 evidente degli <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/ambiente\/studio-cambiamento-climatico-europa\/864357\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">eventi estremi<\/a>. Nonostante il calo medio nazionale sia contenuto, le differenze tra le singole aree produttive sono marcate e raccontano storie molto diverse.<\/p>\n<p>Il <strong>Trentino<\/strong> apre la stagione con un segno positivo. La produzione<strong> cresce del 5%<\/strong> grazie a una combinazione favorevole di fattori climatici. Le piogge regolari, unite all\u2019assenza di gelate tardive, hanno permesso ai frutteti di sviluppare frutti di ottima qualit\u00e0, con pezzatura uniforme e una resa superiore alla media.<\/p>\n<p>Scenario opposto in <strong>Veneto<\/strong>, dove il raccolto<strong> crolla dell\u201911%<\/strong>. Qui le grandinate estive, sempre pi\u00f9 frequenti e violente, hanno danneggiato gravemente i frutti, riducendo sensibilmente le rese commercializzabili.<\/p>\n<p>A subire un calo, seppur pi\u00f9 contenuto, \u00e8 anche l\u2019<strong>Alto Adige<\/strong>: <strong>-3%<\/strong>, un arretramento dovuto principalmente allo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/ambiente\/siccita-ettari-perdita\/915155\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stress idrico<\/a> in alcune zone e alla pressione di parassiti che hanno compromesso parte del raccolto.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Emilia-Romagna<\/strong> segna un<strong> -6%<\/strong>: le alte temperature registrate in piena estate hanno inciso sullo sviluppo dei frutti, mentre la cimice asiatica, ormai un problema cronico, ha causato ulteriori perdite.<\/p>\n<p>Simile la situazione del <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong>, che con un<strong> -5%<\/strong> registra una flessione moderata, ma diffusa in modo uniforme su tutto il territorio regionale.<\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 critico \u00e8 per\u00f2 quello del <strong>Piemonte<\/strong>, dove il <strong>calo tocca il 15%<\/strong>, il dato peggiore a livello nazionale. Qui i produttori hanno dovuto fare i conti con una stagione segnata da violente grandinate e dalla diffusione di malattie fungine, che hanno inciso pesantemente sia sulla quantit\u00e0 che sulla qualit\u00e0 delle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/mele-italiane-produzione\/875939\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mele<\/a> raccolte.<\/p>\n<p>All\u2019opposto, spicca la <strong>Lombardia<\/strong>, che mette a segno un <strong>incremento record del 35%<\/strong>. Pi\u00f9 che una vera \u201csuper annata\u201d, si tratta di un effetto rimbalzo rispetto a un 2024 particolarmente deludente, quando eventi climatici avversi avevano drasticamente ridotto le rese.<\/p>\n<p>Nel complesso, se l\u2019andamento nazionale sembra ancora stabile, la<strong> criticit\u00e0 emerge guardando alle aree in perdita<\/strong>. Piemonte e Veneto, due regioni chiave per l\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/export-mele-aumento\/882544\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">export<\/a>, stanno registrando flessioni importanti, e questo potrebbe avere ripercussioni non solo sul mercato interno, ma anche sulle esportazioni, con possibili effetti a catena sui prezzi e sulla competitivit\u00e0 dell\u2019Italia nei mercati esteri.<\/p>\n<p>Variet\u00e0 in crisi e variet\u00e0 in crescita<\/p>\n<p>Anche sul fronte varietale il 2025 \u00e8 un anno di contrasti. Le<strong> Golden Delicious,<\/strong> le mele pi\u00f9 diffuse in Italia, registrano una crescita del 3%, mentre le cosiddette variet\u00e0 \u201cclub\u201d \u2013 marchi registrati come<strong> Pink Lady o Kanzi<\/strong> \u2013 continuano a guadagnare mercato grazie a strategie di marketing mirate e a un posizionamento premium.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 riguardano soprattutto le variet\u00e0 tradizionali:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Red Delicious<\/strong>\u00a0\u2013 -21%, minimo storico di 156.366 tonnellate;<\/li>\n<li><strong>Gala <\/strong>\u2013\u00a0-7%;<\/li>\n<li><strong>Granny Smith <\/strong>\u2013\u00a0-16%;<\/li>\n<li><strong>Fuji <\/strong>\u2013\u00a0-3%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Particolarmente preoccupante \u00e8 il<strong> calo delle mele biologiche<\/strong>, che con un <strong>-12%<\/strong><strong>\u00a0scendono al 7%<\/strong> del raccolto totale. Una flessione che riflette le difficolt\u00e0 produttive legate a rese pi\u00f9 basse e a una minore disponibilit\u00e0 di prodotti fitosanitari ammessi.<\/p>\n<p>L\u2019impatto sui prezzi e sul consumatore<\/p>\n<p>Il calo produttivo in alcune regioni, unito alla maggiore selezione qualitativa richiesta dai mercati, potrebbe tradursi in <strong>prezzi pi\u00f9 alti<\/strong> al consumo. Tuttavia, l\u2019aumento non sar\u00e0 uniforme:<\/p>\n<p>Nelle aree <strong>dove la produzione \u00e8 cresciuta<\/strong> (Trentino, Lombardia) l\u2019offerta abbondante potrebbe mantenere stabili i prezzi locali, mentre nei mercati riforniti da regioni in calo (Piemonte, Veneto) i prezzi potrebbero invece salire pi\u00f9 sensibilmente.<\/p>\n<p>In generale, per i produttori il rischio \u00e8 di dover compensare i<strong> maggiori costi di produzione<\/strong> con un incremento dei listini, in un contesto di consumatori gi\u00e0 provati dall\u2019inflazione alimentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La stagione della raccolta delle mele \u00e8 ufficialmente iniziata in Italia, e come sempre il via arriva dal&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":51967,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,13542,13543,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-51966","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-food-economy","11":"tag-industria-alimentare","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}