{"id":519666,"date":"2026-06-02T08:05:14","date_gmt":"2026-06-02T08:05:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/519666\/"},"modified":"2026-06-02T08:05:14","modified_gmt":"2026-06-02T08:05:14","slug":"jonas-vingegaard-e-il-giro-ditalia-dellassenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/519666\/","title":{"rendered":"Jonas Vingegaard e il Giro d&#8217;Italia dell&#8217;assenza"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1924 quando il giornalista francese <b>Albert Londres<\/b>, di ritorno da un reportage nelle colonie penali francesi d\u2019Oltremare, venne inviato al Tour de France,\u00a0<a href=\"https:\/\/girodiruota.com\/category\/bottecchia-100-tour-1924\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il primo vinto da Ottavio Bottecchia<\/a>, e l\u00ec, seguendo la corsa, intravide delle similitudine tra i corridori e i condannati degli istituti di pena. Utilizz\u00f2, per descrivere i ciclisti, l&#8217;espressione \u201cforzati della strada\u201d. Un secolo dopo i ciclisti non sono pi\u00f9 dei forzati della strada: la fatica \u00e8 tanta comunque, ma le loro condizioni sono decisamente migliorate: buoni, in certi casi ottimi, stipendi, collaboratori che si occupano di loro per ogni evenienza. E poi nutrizionisti, massaggiatori, medici, meccanici in abbondanza.<\/p>\n<p>Non se la passano male i corridori di questi tempi. L&#8217;espressione \u201cforzati della strada\u201d \u00e8 diventata distante dalla realt\u00e0 come \u00e8 distante un velocista da Jonas Vingegaard al termine di una tappa dolomitica.<\/p>\n<p>Eppure c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa di attuale nel reportage di Albert Londres dalle strade del Tour de France. Solo che si \u00e8 ribaltato tutto. Ora solo le corse a essere nella condizione dei ciclisti d&#8217;un tempo. Soprattutto una, il Giro d&#8217;Italia. Il Giro \u00e8 \u201cla forzata dell&#8217;assenza\u201d, tutto ci\u00f2 che accade nelle tre settimane di gara subisce il confronto, assai impietoso a dire il vero, con quello che non c&#8217;\u00e8, o meglio con chi non c&#8217;\u00e8. Ossia gran parte del meglio dei migliori corridori in circolazione.<\/p>\n<p><b>Quello che abbiamo visto quest&#8217;anno \u00e8 stato un Giro d&#8217;Italia non memorabile, eppure non di infima qualit\u00e0<\/b>. Ci sono state tappe appassionanti \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/05\/27\/news\/valgren-vince-una-tappa-che-e-un-sunto-del-perche-il-ciclismo-continua-a-piacere--399621\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quella che si \u00e8 conclusa ad Andalo su tutte<\/a>, ma pure\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/05\/29\/news\/giro-ditalia-ai-piani-di-pezze-vince-kuss-nonostante-il-ciccone-furioso-delle-dolomiti--399786\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la frazione dolomitica che arrivava ai Piani di Pezz\u00e8<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/05\/13\/news\/il-raggio-di-sole-di-igor-arrieta-e-afonso-eulalio-nel-diluvio-del-giro--398846\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quelle di Potenza<\/a>\u00a0che ha ribaltato la classifica,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/05\/20\/news\/al-giro-un-altro-giorno-buono-per-narvaez-mas-continua-a-posticipare-il-suo--399221\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">di Chiavari<\/a>\u00a0e del Piancavallo \u2013, altre nel quale lo spettacolo offerto dai corridori \u00e8 stato di buon livello, qualche giornata dove nulla di significativo poteva accadere e nulla di significativo \u00e8 accaduto. In tre settimane di corsa va cos\u00ec sempre. Anche al Tour de France, sempre pi\u00f9 la corsa delle corse (almeno per quanto riguarda i grandi giri), va cos\u00ec.<\/p>\n<p>Certo poteva essere forse disegnato meglio, ogni giro pu\u00f2 essere disegnato meglio; certo c&#8217;erano troppi arrivi in salita e gli arrivi in salita sono soliti essere un&#8217;ottima scusa per rimandare a dopo ci\u00f2 che pu\u00f2 essere deciso prima; certo siamo abituati a classiche nelle quali si fa fatica anche ad abbandonare il divano per recarsi al gabinetto, ma una classica \u00e8 corsa da una botta e via, il Giro invece \u00e8 una lunga relazione ciclistica di tre settimane.<\/p>\n<p><b>Ogni difetto del Giro \u00e8 per\u00f2 amplificato dall&#8217;assenza in corsa di chi<\/b>, per il nome e cognome che ha e per quello che ha fatto vedere nelle scorse stagioni,<b> riesce ad attrarre attesa e, soprattutto, speranze di attacchi<\/b>.<\/p>\n<p>Ogni tappa del Giro \u00e8 stata caratterizzata dalla mancanza. Dalla non presenza di quei corridori ai quali ormai affidiamo, per un motivo o per l&#8217;altro, incontrastata fiducia per la lotta nelle tre settimane di corsa: Tadej Poga\u010dar e Remco Evenepoel. Di chi abbiamo appena imparato a conoscere, ma che gi\u00e0 ha fatto intravedere possibilit\u00e0 di essere un nome e cognome buono per podi finali:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/sport\/2026\/04\/26\/news\/la-liegi-bastogne-liegi-jazz-di-tadej-pogacar-e-paul-seixas--307642\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paul Seixas<\/a>. Soprattutto di quelli chi \u00e8 capace di affrontare le tappe di una corsa di tre settimane come fosse una sommatoria di corse di un giorno soltanto: Mathieu van der Poel, Wout van Aert, Mads Pedersen, Ben Healy, Julian Alaphilippe (nonostante gli anni che si sono sommati lo abbiano reso meno invadente), Tom Pidcock. E pure di quei corridori che un posto tra i migliori, che sia in classifica generale o nel corso di una tappa poco importa, riescono a trovarlo con tenacia e faccia tosta: Isaac Del Toro, Oscar Onley, Florian Lipowitz, Tobias Halland Johannessem, Jonas Abrahamsen, K\u00e9vin Vauquelin.<\/p>\n<p>Nemmeno la presenza di un campione come Jonas Vingegaard \u00e8 riuscito a rendere il Giro d&#8217;Italia un Giro di presenze e non soltanto di assenze. Il danese era venuto per vincere, ha vinto. Lo ha fatto con il piglio dei migliori, gestendo bene le tappe, attaccando quando ne sentiva la necessit\u00e0.<\/p>\n<p>La Francia \u00e8 nella stessa nostra situazione, almeno ciclisticamente. La Francia per\u00f2 ha il Tour de France e il Tour de France \u00e8 una calamita enorme di interesse mediatico e ciclistico.<\/p>\n<p><b>Il Giro \u00e8 sempre stata una corsa meno attraente del Tour, ma essendo l&#8217;Italia una potenza ciclistica capace di generare campioni e ottimi corridori quasi a getto continuo, questo divario \u00e8 passato spesso in secondo piano<\/b>. Ora che l&#8217;Italia non \u00e8 pi\u00f9 una potenza ciclistica questa distanza assume ogni anno che passa una grandezza maggiore.<\/p>\n<p>Gli organizzatori del Giro e, gran parte dell&#8217;Italia dello sport, per\u00f2 continua a voler ignorare questo. Anno dopo anno prova a imitare il Tour per durezza e per percorsi, cerca di rendersi attraente per i grandi nomi della classifica, non riuscendo per\u00f2 a essere davvero convincente. Tralascia soprattutto chi potrebbe davvero renderlo interessante, farlo avanzare nel gradimento di appassionati e corridori, ossia quelli che le grandi corse a tappe le vivono alla giornata, andando in cerca di gioie piccole un giorno dopo l&#8217;altro. La \u201cdittatura\u201d del dislivello tiene lontani questi artisti della botta e via, non convince per\u00f2 i grandi interpreti delle tre settimane. Il Giro \u00e8 a un punto di stallo, deve decidere cosa vuole diventare.<\/p>\n<p>Noi restiamo seduti in cima a un paracarro e continuiamo a pensare agli affari nostri. Attenderemo un nuovo Giro perch\u00e9, nonostante tutto, non ne sappiamo fare a meno, anche solo per polemizzare. E chiss\u00e0 che un giorno, tra una moto e l&#8217;altra oltre a quel silenzio non sappiamo descrivere non arrivi una nuova musichetta che ci stupisca di nuovo: Tiattiattira tiattiattira tiattiattira tiattiati\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 1924 quando il giornalista francese Albert Londres, di ritorno da un reportage nelle colonie penali francesi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":519667,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,21359,1537,90,89,245,244],"class_list":["post-519666","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-giro-d","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-sport","tag-sports"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116679483217897043","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/519666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=519666"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/519666\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/519667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=519666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=519666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=519666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}