{"id":520160,"date":"2026-06-02T14:40:13","date_gmt":"2026-06-02T14:40:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520160\/"},"modified":"2026-06-02T14:40:13","modified_gmt":"2026-06-02T14:40:13","slug":"abu-dhabi-lemiro-mbz-e-il-sogno-di-una-singapore-araba-che-la-guerra-ha-mandato-in-pezzi-potevano-diventare-come-atene-e-sparta-allo-stesso-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520160\/","title":{"rendered":"Abu Dhabi, l&#8217;emiro \u00abMbZ\u00bb e il sogno di una Singapore araba che la guerra ha mandato in pezzi: \u00abPotevano diventare come Atene e Sparta, allo stesso tempo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Mohammed bin Zayed, il presidente degli Emirati arabi uniti, \u00e8 forse il pi\u00f9 grande sconfitto della guerra tra Usa, Israele e Iran: detto \u00abil Metternich del Golfo\u00bb, da 15 anni aveva varato il cantiere per trasformare Abu Dhabi in un unicum mondiale. Ora quel cantiere \u00e8 in frantumi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo articolo \u00e8 apparso sulla Rassegna stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. Per riceverla occorre iscriversi a Il Punto, e lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando finalmente si metter\u00e0 la parola fine alla guerra nel Golfo, si discuter\u00e0 su chi avr\u00e0 vinto e chi avr\u00e0 perso, fra Washington e Teheran. Ma, per cercare il grande sconfitto, forse bisogner\u00e0 in realt\u00e0 guardare ad Abu Dhabi. Perch\u00e9 <b>Mohammed bin Zayed<\/b> (o MbZ, come lo chiamano), presidente degli Emirati arabi uniti, <b>ha visto andare in pezzi il sogno che stava coltivando da almeno una quindicina d&#8217;anni<\/b>. Quello di fare del suo Paese una \u00ab<b>Singapore araba<\/b>\u00bb, ma con assai pi\u00f9 potere geopolitico rispetto a quella originaria (l&#8217;ex segretario Usa alla Difesa, <b>James Mattis<\/b>, era arrivato a paragonare gli Emirati a \u00ab<b>Atene e Sparta allo stesso tempo<\/b>\u00bb: uno Stato moderno, prospero e, al contempo, fortemente militarizzato).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A dirlo, in <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/05\/24\/mbz-contre-revolution\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un&#8217;intervista-fiume<\/a> a Le Grand Continent, \u00e8 il giornalista occidentale che lo conosce meglio di tutti: Robert F. Worth, per anni corrispondente del New York Times da Beirut e poi collaboratore dell&#8217;Atlantic. \u00abL&#8217;intera strategia di Mohammed bin Zayed &#8211; spiega Worth, che in passato \u00e8 anche riuscito nell&#8217;impresa di <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/01\/09\/magazine\/united-arab-emirates-mohammed-bin-zayed.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">intervistare<\/a> MbZ, allergico alle luci della ribalta mediatica &#8211; si fondava su un&#8217;idea ben precisa: credeva di poter stabilizzare il Medio Oriente contrastando simultaneamente <b>due forze che considerava letali per il suo Paese e per il Golfo: l&#8217;islam politico sunnita e l&#8217;espansione iraniana<\/b>. Per oltre un decennio, la costruzione di un nuovo ordine regionale da lui ideata ebbe come unico scopo il contenimento di queste due forze. Questa struttura \u00e8 ora sempre pi\u00f9 fragile a causa della guerra in Iran, che rappresenta la peggiore minaccia che gli Emirati abbiano affrontato negli ultimi decenni, sia sul piano economico che militare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_giugno_02\/guerra-iran-notizie.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le notizie in diretta | Trump sente Netanyahu ed Hezbollah: \u00abLe truppe di Israele non attaccheranno Beirut\u00bb. Media, i pasdaran colpiscono una nave mercantile Usa nel Golfo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>La guerra in Iran, in diretta<\/b><\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Worth sottolinea alcune delle tappe che hanno forgiato le convinzioni geopolitiche di MbZ. La prima \u00e8 stata <b>l&#8217;attentato alle Torri Gemelle, nel 2001<\/b>. \u00abQuando scopr\u00ec che due emiratini erano tra i terroristi coinvolti, avvi\u00f2 una riorganizzazione sistematica dell&#8217;apparato di sicurezza: dal monitoraggio dei circuiti finanziari alla lotta contro le reti jihadiste, passando per la revisione dei programmi scolastici e <b>l&#8217;emarginazione degli islamisti nell&#8217;amministrazione e nell&#8217;istruzione<\/b>\u00bb. \u00c8 l\u00ec che l&#8217;allora quarantenne bin Zayed, pur educato in giovent\u00f9 da un insegnante egiziano affiliato ai Fratelli Musulmani, rafforza la sua convinzione che <b>le ambizioni politiche dei Fratelli Musulmani erano incompatibili con la sopravvivenza delle monarchie del Golfo<\/b> e, di conseguenza, con quella della sua stessa famiglia.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per questo motivo, l&#8217;altro punto di svolta sono le Primavere arabe. \u00abPer comprendere la geopolitica di MbZ, bisogna tornare al 2011. All&#8217;epoca,<b> interpret\u00f2 la Primavera araba come l&#8217;inizio di un terribile collasso regionale<\/b> &#8211; dice Worth -. La caduta dei regimi uno dopo l&#8217;altro, la vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani, la prosperit\u00e0 delle milizie jihadiste in Libia e Siria, l&#8217;emergere dello Stato Islamico insieme a reti legate a Teheran e la sua avanzata in Iraq e Yemen: tutti questi elementi furono interpretati da MbZ come i semi di un&#8217;unica crisi storica che minacciava direttamente il suo Paese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tutta la sua politica sar\u00e0 quindi definita in reazione alla Primavera araba: questa \u00e8 quella che io chiamo la controrivoluzione di MbZ<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si potrebbe dire, visto che Worth chiama MbZ \u00ab<b>il Metternich del Golfo<\/b>\u00bb, che la Primavera araba \u00e8 stata per lui un po&#8217; l&#8217;analogo della Primavera dei popoli del 1848 (e, prima ancora, delle guerre napoleoniche) per il diplomatico e cancelliere d&#8217;Austria. Non fosse che il presidente degli Emirati non ha in testa una restaurazione ma, appunto, una controrivoluzione. Che <b>non \u00e8 soltanto politica o economica, ma vorrebbe essere quasi antropologica<\/b>. \u00ab\u00c8 evidente che Mohammed bin Zayed desidera costruire <b>un modello alternativo, in grado di competere con l&#8217;Islam politico<\/b>. Il suo obiettivo \u00e8 quello di creare un&#8217;autocrazia tecnologicamente avanzata, economicamente prospera e relativamente liberale dal punto di vista sociale. Per trasformare gli Emirati in una sorta di Singapore araba, ha riformato la burocrazia, sviluppato i settori non petroliferi, investito massicciamente nella tecnologia e ha cercato persino di trasformare la societ\u00e0 emiratina stessa attraverso <b>il servizio militare, la disciplina sociale e una forma di nazionalismo modernizzatore<\/b>. (&#8230;) Mohammed bin Zayed non si limita a proteggere il suo regime; mira a <b>creare un nuovo tipo di societ\u00e0 araba<\/b>. Crede che la ricchezza derivante dal petrolio abbia generato popolazioni passive, dipendenti e indisciplinate, <b>vulnerabili alle ideologie religiose<\/b>. Gran parte del suo progetto consiste quindi nel <b>creare cittadini pi\u00f9 resilienti, pi\u00f9 nazionalisti, pi\u00f9 militarizzati e pi\u00f9 orientati all&#8217;efficienza<\/b>. (&#8230;) Il suo potere possiede una dimensione quasi pedagogica: vuole trasformare i comportamenti stessi. Un ex diplomatico racconta che <b>si prendeva gioco della stretta di mano degli emiratini<\/b>, considerandola &#8220;debole&#8221; e incapace di stabilire un contatto visivo. Ha introdotto il jiu-jitsu nelle scuole, tenuto riunioni durante lunghe passeggiate, guida personalmente le sue auto, fa apparizioni a sorpresa nei ristoranti e pilota i propri elicotteri. Questo genere di aneddoti ha alimentato la sua <b>reputazione di leader energico e imprevedibile, ben diverso dall&#8217;immagine tradizionale delle monarchie petrolifere<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo ha trovato un compagno di strada (e anche un emulo) nel principe ereditario saudita <b>Mohammed bin Salman<\/b>. Con le stesse <b>contraddizioni fra modernizzazione e repressione<\/b>: \u00abGli Emirati dedicano tempo ed energie considerevoli a <b>presentarsi come modello di convivenza religiosa e culturale<\/b>. Hanno persino creato un &#8220;Ministero della Tolleranza&#8221;. Anche il Louvre Abu Dhabi \u00e8 diventato uno dei simboli di questa strategia: un museo universale dove l&#8217;arte europea, araba, indiana e cinese \u00e8 presentata all&#8217;interno di un&#8217;unica narrazione di civilt\u00e0. Questa ostentazione di tolleranza \u00e8, ovviamente, profondamente politica. Mohammed bin Zayed vuole costruire un islam nazionale compatibile con il commercio globale, il turismo, la finanza internazionale e le ambizioni geopolitiche degli Emirati, che mirano a presentarsi come una societ\u00e0 aperta, futuristica e multiculturale. <b>Questa apertura si fonda su un controllo politico estremamente rigido: sorveglianza digitale, spionaggio e repressione degli islamisti, ma anche degli oppositori pi\u00f9 laici<\/b>. Le autorit\u00e0 ritengono che il minimo allentamento delle restrizioni potrebbe consentire all&#8217;Islam politico o all&#8217;influenza iraniana di infiltrarsi nel Paese. Anche le <b>app di messaggistica<\/b> presentate come moderni strumenti di comunicazione vengono in realt\u00e0 <b>utilizzate per la sorveglianza<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il pi\u00f9 grande successo di MbZ \u00e8 stata <b>la caduta, nel 2013, del governo Morsi, sostenuto dai Fratelli Musulmani<\/b>, in Egitto Caduta alla quale ha contribuito in modo occulto ma, si dice, decisivo. E si pu\u00f2 ben capire perch\u00e9: \u00abSi dice spesso che la notizia della <b>caduta del Muro di Berlino<\/b>, mentre era un agente del Kgb a Dresda, sia stata il momento cruciale che ha plasmato l&#8217;intera visione geopolitica di <b>Vladimir Putin<\/b>. Per MbZ, il caso egiziano rappresenta <b>un trauma della stessa portata<\/b>: quando Mohamed Morsi sal\u00ec al potere nel 2012, ha pensato che i Fratelli Musulmani stessero prendendo il controllo del pi\u00f9 grande Paese arabo e che, se avessero avuto successo in Egitto, avrebbero poi potuto espandersi in tutta la regione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Caduto Morsi, MbZ si \u00e8 convinto che i \u00abpiccoli\u00bb Emirati potessero assumere, <b>grazie anche e soprattutto alle cospicue forniture di armi americane<\/b>, un ruolo molto pi\u00f9 \u00abinterventista\u00bb sullo scacchiere geopolitico (\u00ab<b>Abbiamo creato un piccolo Frankestein<\/b>\u00bb, fu il mea culpa, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/06\/02\/world\/middleeast\/crown-prince-mohammed-bin-zayed.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qualche anno fa<\/a>, di Tamara Cofman Wittes, ex funzionaria del Dipartimento di Stato Usa). E sono arrivati l&#8217;intervenuto in <b>Libia<\/b> al fianco del maresciallo Haftar, la guerra in <b>Yemen<\/b> contro gli Houthi, il contrasto agli islamisti di al-Shabaab in <b>Somalia<\/b>, l&#8217;embargo contro il <b>Qatar<\/b>, il sostegno ai ribelli di Hemedti in <b>Sudan<\/b>. Sempre con la stessa parola d&#8217;ordine: <b>impedire l&#8217;insediamento permanente di forze islamiste o filo-iraniane nel mondo arabo<\/b> perch\u00e9 \u00abper lui, i Fratelli Musulmani, i partiti islamisti e i gruppi jihadisti perseguono tutti, in modi diversi, lo stesso obiettivo: <b>sostituire lo Stato moderno con un ordine politico religioso<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questa chiave va letta (tanto pi\u00f9 dopo il sostegno di Obama alle Primavere arabe) anche la sua <b>stretta alleanza con Israele<\/b>, fino al convinto appoggio agli Accordi di Abramo. E, di converso, si capisce perch\u00e9 l&#8217;Iran dopo l&#8217;attacco americano-israeliano, abbia scagliato <b>pi\u00f9 missili contro gli Emirati che contro Israele<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">MbZ non ha comunque potuto godersi a lungo la caduta di Morsi in Egitto. Presto sono arrivate le delusioni. La prima \u00e8 stata scoprire che <b>Barack Obama<\/b> aveva deciso, senza nemmeno consultarlo (si dice che l&#8217;abbia scoperto guardando la Cnn), di scendere a patti con il regime iraniano, cercando e trovando un<b> accordo sul nucleare<\/b>. La seconda, la disastrosa <b>campagna militare contro gli Houthi<\/b> dello Yemen, iniziata nel 2015. MbZ era convinto che, grazie all&#8217;alleanza con l&#8217;Arabia Saudita di <b>Mohammed bin Salman<\/b>, la guerra sarebbe stata questione di giorni o settimane. E, invece, dopo anni di distruzioni, orrori e carestie, gli Houthi, alleati dell&#8217;odiato Iran, sono ancora una spina nel fianco. (E <b>anche il rapporto con MbS non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec idilliaco<\/b>: \u00abI due Paesi sono sempre pi\u00f9 in <b>competizione economica<\/b>, poich\u00e9 MbS cerca di trasformare Riad e altre citt\u00e0 in centri di investimento, sul modello di Dubai e Abu Dhabi. L&#8217;obiettivo \u00e8 persino quello di attrarre alcune aziende internazionali che attualmente si trovano negli Emirati. MbS sembra inoltre nutrire risentimento nei confronti degli Emirati per il loro <b>crescente ruolo militare<\/b> nella regione\u00bb).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Niente, per\u00f2, in confronto al disastro della guerra all&#8217;Iran scoppiata il 28 febbraio, decisa da un altro presidente americano, di nuovo senza consultarlo. \u00abIl progetto controrivoluzionario di MbZ &#8211; dice ancora Worth &#8211; si fondava su un <b>equilibrio molto delicato<\/b>: contenere l&#8217;Iran senza provocare una guerra totale; combattere gli islamisti senza causare il collasso degli Stati in cui erano riusciti a radicarsi; costruire una potenza regionale autonoma pur rimanendo protetta dagli Stati Uniti. Dopo il blocco dello Stretto di Hormuz e i missili iraniani contro gli Emirati, <b>questo equilibrio sta diventando sempre pi\u00f9 difficile da mantenere<\/b>. A questo proposito, Mohammed bin Zayed ha di fronte un paradosso piuttosto amaro: lui che ha trascorso dieci anni a militarizzare la regione per impedirne il collasso, ora si ritrova su una polveriera\u00bb. E con un&#8217;immagine di sicurezza \u00aballa Singapore\u00bb probabilmente andata in pezzi per sempre, anche a conflitto concluso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La guerra all&#8217;Iran, comunque si concluda, dimostra per Worth in modo evidente una falla nel modo di vedere di MbZ: \u00abPer lui, il Medio Oriente \u00e8 <b>un problema puramente di ingegneria della sicurezza, risolvibile attraverso la tecnologia e le armi<\/b>. Tuttavia, i conflitti regionali stanno diventando rapidamente molto pi\u00f9 incontrollabili di quanto previsto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-02T15:19:34+02:00\">2 giugno 2026 ( modifica il 2 giugno 2026 | 15:19)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luca Angelini Mohammed bin Zayed, il presidente degli Emirati arabi uniti, \u00e8 forse il pi\u00f9 grande sconfitto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":520161,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[34165,2916,3960,4596,12746,536,34164,22982,17340,25965,18164,7961,31998,287433,17320,391,3834,37302,242628,2770,287434,9000,4295,287435,2575,287436,26944,4933,2665,26529,14,164,165,64951,4542,29744,4726,10749,17398,18185,18186,25966,166247,9606,1373,3964,287437,769,322,287428,7716,144863,59935,1149,77,1151,848,6852,23145,764,956,1634,287429,102509,72,164260,8021,131597,287426,287438,287439,6410,7673,287440,287441,794,10476,2506,8611,37328,70936,130566,287427,217273,166,60756,966,7,15,6796,809,6183,10139,7793,14332,477,332,2428,11045,25152,135,287430,287442,4400,287431,227802,287443,2851,494,4804,15966,3969,8150,111,863,11025,287432,1359,14861,11,167,12,168,3414,410,161,162,163,187061,909,228622],"class_list":["post-520160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-abu","tag-abu-dhabi","tag-alcune","tag-alleanza","tag-ambizioni","tag-americano","tag-araba","tag-arabe","tag-arabi","tag-arabi-uniti","tag-arabo","tag-armi","tag-atene","tag-atene-sparta","tag-avanzata","tag-ben","tag-bin","tag-bin-salman","tag-bin-zayed","tag-caduta","tag-caduta-morsi","tag-cantiere","tag-collasso","tag-consultarlo","tag-controllo","tag-controrivoluzione","tag-convinto","tag-costruire","tag-creare","tag-creato","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-dhabi","tag-diplomatico","tag-diventando","tag-economica","tag-egitto","tag-egiziano","tag-emirati","tag-emirati-arabi","tag-emirati-arabi-uniti","tag-emiratini","tag-equilibrio","tag-evidente","tag-fianco","tag-fondava","tag-forze","tag-fratelli","tag-fratelli-musulmani","tag-geopolitica","tag-geopolitiche","tag-geopolitico","tag-golfo","tag-guerra","tag-guerra-iran","tag-houthi","tag-immagine","tag-intera","tag-iran","tag-iraniana","tag-islam","tag-islam-politico","tag-islamisti","tag-israele","tag-jihadiste","tag-libia","tag-mbs","tag-mbz","tag-mbz-convinto","tag-mbz-worth","tag-medio","tag-medio-oriente","tag-metternich","tag-metternich-golfo","tag-militare","tag-missili","tag-modello","tag-moderno","tag-mohammed","tag-mohammed-bin","tag-mohammed-bin-salman","tag-mohammed-bin-zayed","tag-monarchie","tag-mondo","tag-morsi","tag-musulmani","tag-news","tag-notizie","tag-obama","tag-obiettivo","tag-ordine","tag-oriente","tag-parola","tag-pezzi","tag-politica","tag-politico","tag-potere","tag-potuto","tag-presentarsi","tag-presidente","tag-presidente-emirati","tag-presidente-emirati-arabi","tag-primavera","tag-primavera-araba","tag-primavere","tag-primavere-arabe","tag-progetto","tag-punto","tag-pur","tag-rappresenta","tag-realta","tag-regionale","tag-regione","tag-sicurezza","tag-singapore","tag-singapore-araba","tag-societa","tag-trasformare","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-usa","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews","tag-worth","tag-yemen","tag-zayed"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/520160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=520160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/520160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/520161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=520160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=520160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=520160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}