{"id":52041,"date":"2025-08-17T04:37:11","date_gmt":"2025-08-17T04:37:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52041\/"},"modified":"2025-08-17T04:37:11","modified_gmt":"2025-08-17T04:37:11","slug":"giu-le-tasse-al-ceto-medio-nella-prossima-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52041\/","title":{"rendered":"\u00abGi\u00f9 le tasse al ceto medio nella prossima manovra\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vice ministro per l\u2019economia Maurizio Leo, a due anni dall&#8217;avvio della riforma fiscale sono stati pubblicati sedici decreti legislativi. Il Parlamento ha deciso di prorogare la scadenza della delega fino al 29 agosto del prossimo anno. Come userete questo tempo extra?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abLa proroga della delega ci consente di completare in modo ancor pi\u00f9 strutturato il percorso cominciato due anni fa. Ad oggi possiamo dire di aver superato abbondantemente met\u00e0 strada: sedici decreti legislativi gi\u00e0 pubblicati in Gazzetta, tre esaminati in prima lettura, e sei testi unici, dei quali cinque approvati in via definitiva e uno in via preliminare. Non ci siamo limitati a scrivere la prima riforma organica del sistema tributario dopo oltre cinquant\u2019anni: lo abbiamo fatto rispettando gli equilibri di bilancio e senza ricorrere a misure scriteriate pur di conquistare facile consenso. Ovviamente, utilizzeremo il tempo in pi\u00f9 per completare alcuni tasselli fondamentali della riforma: penso, ad esempio, alla giurisdizione della nuova magistratura tributaria e, trovando le necessarie coperture, alla riforma dell\u2019Irap e della rete del gioco fisico\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Lei ha sempre espresso il principio che ai contribuenti va tesa la mano prima, nel momento del pagamento delle tasse, per poi essere inflessibili con chi evade. I risultati di questa \u201cfilosofia\u201d si stanno riscontrando nelle entrate tributarie?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abI dati pi\u00f9 recenti confermano la validit\u00e0 del nostro approccio. Nel 2024 sono stati recuperati oltre 33,4 miliardi di euro di evasione fiscale, un record assoluto. Ma lo vediamo anche nell\u2019aumento delle entrate tributarie nei primi mesi del 2025, con pi\u00f9 18,8 miliardi (+7,3%) rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Sono dati \u201cparlanti\u201d.  <\/p>\n<p><strong>Parlanti?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abNel senso che spiegano alla perfezione come da un lato abbiamo puntato alla prevenzione e alla collaborazione, penso alle lettere di compliance e al concordato preventivo biennale; dall\u2019altro lato siamo stati inflessibili con chi ha provato a fare il furbo, penso alle 10.000 partite Iva \u201cApri e chiudi\u201d bloccate. Per noi la direzione \u00e8 sempre la stessa: aiutare chi vuole essere in regola e stangare chi porta avanti comportamenti fraudolenti\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Uno dei principi della riforma fiscale \u00e8 che tutti gli incassi ottenuti grazie alle novit\u00e0 introdotte avrebbero alimentato un fondo di attuazione della delega stessa, una sorta di \u201cfondo taglia tasse\u201d. Quante risorse ci sono oggi in questo \u201csalvadanaio\u201d e come potranno essere impegnate?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abQueste risorse le abbiamo gi\u00e0 impiegate nel nuovo sistema Irpef a tre aliquote e sul taglio del cuneo contributivo. Si tratta di interventi che hanno generato fino a 1.000 euro annui in pi\u00f9 in busta paga per molti lavoratori. Tutto quello che arriver\u00e0 da qui in avanti servir\u00e0 a rafforzare le misure per famiglie e imprese, consolidando quanto \u00e8 gi\u00e0 stato messo a regime. In ogni caso l\u2019obiettivo resta sempre quello di un taglio delle tasse compatibile con i conti pubblici. Per farla breve, non abbiamo intenzione di stravolgere gli equilibri di bilancio.  <\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 volte ha espresso la volont\u00e0 di andare in aiuto, da un punto di vista fiscale, del ceto medio. Ci sar\u00e0 spazio nella prossima manovra per agire sul secondo scaglione Irpef?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abL\u2019attenzione al ceto medio \u00e8 la naturale prosecuzione degli interventi gi\u00e0 avviati. Nella prima fase abbiamo dato un segnale a chi ne aveva pi\u00f9 bisogno; ora il nostro sforzo si concentra sulla fascia di reddito tra 28.000 e 60.000 euro. Se ci sar\u00e0 spazio per farlo, \u00e8 chiaro che intendiamo ridurre e rimodulare il peso fiscale che grava su questa fascia di lavoratori. Non possiamo pensare che chi guadagna 40-50.000 sia una persona ricca. Non \u00e8 cos\u00ec\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Quest\u2019anno per le imprese \u00e8 stata introdotta un\u2019Ires premiale, con riduzione dell\u2019aliquota al 20%. Ma ci sono voluti mesi per arrivare al decreto attuativo?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIl decreto attutivo della misura \u00e8 stato emanato e ora comincer\u00e0 una fase di monitoraggio per valutarne l\u2019efficacia nel sostenere investimenti e occupazione. Su questo provvedimento c\u2019\u00e8 stato un grande lavoro di analisi portato avanti dai tecnici del dipartimento delle Finanze e della Ragioneria generale dello Stato, in collaborazione con le associazioni di categoria, i quali hanno verificato la compatibilit\u00e0 dell\u2019agevolazione con le risorse effettivamente disponibili. \u00c8 stato un lavoro lungo che ha di fatto dilatato i tempi, ma non \u00e8 stavo vano, perch\u00e9 alla fine \u00e8 stato dato un segnale concreto rispetto al principio del \u201cchi pi\u00f9 assume e pi\u00f9 investe, meno paga\u201d, che \u00e8 il nostro mantra\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Ci sar\u00e0 spazio anche per misure a favore delle madri lavoratrici o per la natalit\u00e0 in generale?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIl sostegno alla natalit\u00e0 resta un\u2019assoluta priorit\u00e0 di questo governo. Anche se le misure fiscali, da sole, non risolvono un tema cos\u00ec complesso ed ampio. In ogni caso, valuteremo l\u2019estensione e il rafforzamento delle misure esistenti e, compatibilmente con le risorse a disposizione, nuovi interventi che possano incidere nella quotidianit\u00e0 delle madri lavoratrici o stimolare la natalit\u00e0. Ogni passo sar\u00e0 calibrato con attenzione, per garantire misure sostenibili e strutturali. Non \u00e8 nostra intenzione varare misure spot\u00bb. <\/p>\n<p><strong>In Parlamento si sta discutendo un disegno di legge della Lega per una quinta rottamazione. \u00c8 una operazione che potrebbe trovare spazio?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIl tema del magazzino delle cartelle, che supera i 1.300 miliardi di euro, \u00e8 oggetto di un\u2019analisi approfondita da parte di una Commissione ministeriale. La priorit\u00e0 \u00e8 distinguere i crediti effettivamente esigibili da quelli di fatto irrecuperabili, concentrando le risorse di riscossione dove c\u2019\u00e8 margine di recupero. Qualsiasi intervento, compresa una nuova definizione agevolata, dovr\u00e0 inserirsi in un quadro coerente e realistico\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Ci dica di pi\u00f9, dopo le vacanze il tema manovra entrer\u00e0 nel vivo. Lei ha accennato al taglio dell\u2019Irpef per la classe media, alla rottamazione, all\u2019Ires per le aziende. Cosa dobbiamo aspettarci?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abCome detto gli obiettivi sono molti e tutti importanti. Per le persone fisiche bisogna ridurre la pressione fiscale sul ceto medio; per le imprese invece, penso sia necessario stabilizzare l\u2019Ires premiale migliorandola e rendendola ancora pi\u00f9 semplice; poi, si dovr\u00e0 lavorare alla rottamazione-quinquies, una volta rilasciata la relazione della Commissione ministeriale. Questi tre obiettivi sono fondamentali ma dovranno per\u00f2 essere conciliati con le risorse disponibili, come pi\u00f9 volte ho ricordato. Inoltre, un altro tema che mi sta a cuore \u00e8 il Terzo Settore\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Che misure ha in mente per il terzo settore?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abAd oggi, c\u2019\u00e8 un decreto legislativo della riforma fiscale approvato in via preliminare dal CdM che a settembre verr\u00e0 esaminato dal Parlamento. In questo testo ci sono una serie di misure che semplificano la vita a centinaia di migliaia di enti che, dal 1\u00b0 gennaio 2026, entreranno nel RUNTS e, di conseguenza, con un nuovo regime fiscale. In quella sede, dovremmo necessariamente approfondire il tema dell\u2019Iva. Ad oggi questi soggetti sono esclusi dall\u2019imposta, dal 1\u00b0 gennaio 2026, saranno invece esenti. Una differenza all\u2019apparenza minima, ma che porta con s\u00e9 una serie di adempimenti importanti che metterebbero a serio rischio le attivit\u00e0 di queste associazioni. Altrettanto dicasi per il tema dell\u2019IRAP per cui il passaggio al meccanismo cd. retributivo comporterebbe rilevanti oneri finanziari per questi soggetti. Sar\u00e0 importante approfondire quest\u2019ulteriore aspetto al fine di evitare pregiudizi ad un comparto strategico per il sistema Paese\u00bb.  <\/p>\n<p><strong>Dopo il concordato per le partite Iva, anche la cooperative compliance per le imprese \u00e8 entrata nel vivo. Con quali riscontri?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abL\u2019interesse delle imprese \u00e8 decisamente alto. Il concordato preventivo biennale, al suo esordio, ha visto l\u2019adesione di circa il 20% dei soggetti ISA potenzialmente beneficiari, portando all\u2019affidabilit\u00e0 fiscale circa 190.000 contribuenti che prima non lo erano, tutto, in un colpo solo. La cooperative compliance segue lo stesso approccio di collaborazione preventiva e trasparente, riducendo il contenzioso e aumentando la certezza del diritto. Il riscontro positivo del territorio ci conferma che la strada della cooperative compliance \u00e8 quella giusta per costruire un rapporto di fiducia solido tra Fisco e contribuenti\u00bb. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vice ministro per l\u2019economia Maurizio Leo, a due anni dall&#8217;avvio della riforma fiscale sono stati pubblicati sedici decreti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52042,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,34374,34416,1537,90,89,12606,243],"class_list":{"0":"post-52041","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-ires","11":"tag-irpef","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-leo","16":"tag-ultima-ora"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}