{"id":520467,"date":"2026-06-02T19:11:23","date_gmt":"2026-06-02T19:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520467\/"},"modified":"2026-06-02T19:11:23","modified_gmt":"2026-06-02T19:11:23","slug":"lia-applicata-alla-guerra-ha-rimescolato-buoni-e-cattivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520467\/","title":{"rendered":"L\u2019IA applicata alla guerra ha rimescolato buoni e cattivi"},"content":{"rendered":"<p>Per comprendere la portata della vicenda, occorre fare un passo indietro. Per oltre un secolo il Canada gest\u00ec, insieme a Chiese cristiane di varie confessioni, un sistema di scuole residenziali destinate ai bambini amerindi. Lo scopo era quello di assimilarli alla cultura dominante, allontanandoli dalle famiglie e scoraggiando o vietando l\u2019uso delle lingue e delle tradizioni native. Circa 150.000 minori passarono attraverso questi istituti. Molti subirono maltrattamenti, abusi fisici e sessuali, mentre migliaia morirono a causa di malattie, denutrizione e condizioni di vita spesso precarie. Nel 2015, la Commissione canadese per la verit\u00e0 e la riconciliazione defin\u00ec questo sistema una forma di \u00abgenocidio culturale\u00bb.<\/p>\n<p>Su questi fatti storici esiste ormai un ampio consenso. La questione di Kamloops, per\u00f2, \u00e8 un\u2019altra. Il 27 maggio 2021 una comunit\u00e0 indigena annunci\u00f2 che un\u2019indagine effettuata con il georadar aveva individuato nel sottosuolo 215 anomalie nei pressi dell\u2019ex Kamloops indian residential school, attiva dal 1893 al 1969. Nel giro di poche ore, tuttavia, quelle anomalie furono trasformate dai media occidentali in qualcosa di molto diverso: i resti di 215 bambini indiani.<\/p>\n<p>Anche in Italia la notizia fu presentata in termini categorici. Vatican News parl\u00f2 delle \u00abspoglie di 215 bambini\u00bb venute alla luce nei pressi dell\u2019ex scuola, mentre il Corriere della Sera scrisse del \u00abritrovamento\u00bb di centinaia di tombe anonime e dei \u00abresti\u00bb dei piccoli alunni. Lo stesso lessico venne adottato da televisioni, agenzie di stampa e quotidiani di mezzo mondo. In pochi giorni, insomma, quella che era nata come un\u2019indagine geofisica divent\u00f2 nell\u2019immaginario collettivo la scoperta di una gigantesca fossa comune.<\/p>\n<p>Le reazioni politiche furono altrettanto tempestive e perentorie. L\u2019allora primo ministro, <strong>Justin Trudeau<\/strong>, ordin\u00f2 che le bandiere sugli edifici federali venissero esposte a mezz\u2019asta in onore dei \u00ab215 bambini\u00bb di Kamloops. Il premier della Columbia britannica, <strong>John Horgan<\/strong>, parl\u00f2 di \u00abuna tragedia di proporzioni inimmaginabili\u00bb. Anche papa <strong>Francesco<\/strong>, senz\u2019alcuna prudenza gesuitica, intervenne rapidamente per esprimere il proprio \u00abdolore\u00bb. Nel frattempo, per\u00f2, l\u2019indignazione collettiva si era trasformata in rabbia: nei mesi successivi, decine di chiese cattoliche in Canada furono incendiate o vandalizzate.<\/p>\n<p>Eppure, il georadar non aveva portato alla luce alcun corpo. Aveva semplicemente rilevato anomalie nel terreno che si potevano prestare a diverse interpretazioni. Con il passare del tempo, peraltro, gli stessi specialisti coinvolti nelle indagini chiarirono i limiti della tecnologia utilizzata. Il linguaggio cominci\u00f2 cos\u00ec a cambiare. Dai \u00abresti di 215 bambini\u00bb si pass\u00f2 alle \u00abpossibili tombe\u00bb, poi alle \u00abprobabili sepolture\u00bb, sino alle pi\u00f9 recenti formulazioni che parlano soltanto di \u00abpotenziali sepolture\u00bb.<\/p>\n<p>A mettere in discussione quella narrazione \u00e8 stata ora una fonte difficilmente sospettabile di simpatie revisioniste: il Globe and Mail, il pi\u00f9 importante quotidiano canadese. In un duro editoriale, il giornale ha ammesso che nel 2021 i media, compreso lo stesso Globe, non sottoposero la notizia ad alcuna verifica: \u00abI media, incluso il Globe and Mail, non esaminarono criticamente quell\u2019affermazione e tantomeno la misero in discussione\u00bb, scrive il quotidiano, riconoscendo che i primi articoli presentarono come un fatto accertato il ritrovamento dei resti dei bambini.<\/p>\n<p>L\u2019editoriale riserva critiche altrettanto severe alla classe politica. Secondo il giornale canadese, leader come <strong>Trudeau<\/strong> contribuirono ad alimentare nell\u2019opinione pubblica la convinzione che fossero stati scoperti i corpi di centinaia di minori, quando una simile conclusione non era stata affatto dimostrata. Ancora oggi, osserva il Globe, la politica canadese non ha chiarito perch\u00e9 affermazioni cos\u00ec categoriche siano state formulate in assenza di prove reali: \u00abA differenza dell\u2019ex premier della Columbia Britannica, morto nel 2024, <strong>Trudeau<\/strong> ha ancora la possibilit\u00e0 di correggere il quadro dei fatti. Non l\u2019ha fatto, e non l\u2019ha fatto nemmeno l\u2019attuale governo liberale\u00bb, \u00e8 la denuncia del Globe.<\/p>\n<p>Cinque anni dopo Kamloops, insomma, la domanda non \u00e8 se le scuole residenziali per amerindi abbiano rappresentato una pagina oscura della storia canadese. La domanda, semmai, \u00e8 un\u2019altra: come \u00e8 stato possibile che una mera ipotesi venisse trasformata, nel giro di pochi giorni, in una certezza assoluta da media, governi e istituzioni religiose? Ma soprattutto: perch\u00e9, ad oggi, ancora nessuno \u00e8 riuscito a chiedere scusa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per comprendere la portata della vicenda, occorre fare un passo indietro. 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