{"id":520907,"date":"2026-06-03T01:58:06","date_gmt":"2026-06-03T01:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520907\/"},"modified":"2026-06-03T01:58:06","modified_gmt":"2026-06-03T01:58:06","slug":"braccianti-bruciati-vivi-lunico-sopravvissuto-io-uscito-dal-bagagliaio-sono-mafiosi-pachistani-non-volevano-pagarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/520907\/","title":{"rendered":"Braccianti bruciati vivi, l\u2019unico sopravvissuto: \u00abIo, uscito dal bagagliaio. Sono mafiosi pachistani, non volevano pagarci\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alfio Sciacca<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Amendolara, il 35enne afghano: \u00abCi siamo ribellati e ci hanno puniti. Ho visto morire i miei amici\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo ripete in modo ossessivo:  \u00ab\u00c8 mafia, mafia&#8230;<b> Sono dei mafiosi pachistani<\/b>\u00bb. Mohammad Taj Alamyar, nato in Afghanistan 35 anni fa, ha una gran voglia di parlare. Accusa senza esitazione i suoi aguzzini. Lui \u00e8 <b>l\u2019unico superstite<\/b> della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_giugno_02\/braccianti-pachistani-uccisi-pista-regolamento-conti-d9998e44-948d-4e08-bd5b-b5def5f91xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">strage di immigrati nell\u2019area di servizio sulla statale 106 Jonica<\/a>. Ha visto morire sotto i suoi occhi quattro braccianti come lui, tre afghani e un pachistano. Tutti arrivati in Italia per trovare un lavoro che gli consentisse di mandare dei soldi alle famiglie rimaste nei paesi d\u2019origine. In Calabria erano finiti nelle mani non della \u2018ndrangheta ma di altri migranti trasformatisi i caporali senza scrupoli. \u00abLoro hanno ucciso quattro miei amici \u2014 si dispera \u2014,  li hanno bruciati vivi. Non ci pagavano da oltre un mese e noi ci eravamo ribellati. Per questo hanno appiccato il fuoco alla macchina. Per punirci. Volevano ammazzarci  tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sulle braccia e sulle mani le fasciature nascondono ferite e ustioni. \u00abQuando le fiamme e il fumo hanno riempito l\u2019abitacolo <b>ho cominciato a non respirare pi\u00f9, mi sentivo mancare <\/b>\u2014 racconta \u2014. Ho capito che dovevo provare a uscire. Ho preso a martellare forte col gomito sul vetro. Poi ho visto che c\u2019era il portellone posteriore aperto. Mi sono fatto largo fino a quando non sono riuscito a uscire dall\u2019auto e scappare\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mohammad Taj \u00e8 anche l\u2019unico testimone oculare della tragedia. E la sua ricostruzione coincide con quanto documentato dalle telecamere di videosorveglianza all\u2019interno dell&#8217;aera di servizio. \u00abA un certo punto uno di loro \u00e8 sceso dall\u2019auto, ha preso la pistola del distributore e ha buttato la benzina dentro l\u2019auto \u2014 racconta \u2014. Poi da  un lato hanno rotto la maniglia dello sportello, mentre dall\u2019altro lato <b>hanno tenuto bloccata la portiera.<\/b> Quindi  hanno aperto il portellone posteriore e hanno buttato dentro l\u2019accendino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre ricostruisce la drammatica sequenza scoppia in lacrime: \u00abGli altri non ce l\u2019hanno fatta. Sono rimasti intrappolati dentro. Li ho visti  bruciare vivi. Una fine orribile. <b>Erano miei amici, vivevamo tutti assieme in questa stanza\u00bb<\/b>. E mostra i letti sistemati a terra nell\u2019abitazione che condividevano. La casa \u00e8 un modesto appartamento a Villapiana, a 25 chilometri da Amendolara. Qui fino a luned\u00ec mattina abitavano in dieci. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_giugno_02\/braccianti-pakistani-uccisi-quegli-invisibili-reclutati-nella-piana-di-sibari-e-pagati-15-euro-al-giorno-3a278e00-e4b6-407e-916d-9bdcbdb10xlk.shtml?vclk=BoardBoard1_ZB1_PH1_N1.1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Un alloggio messo a disposizione dagli stessi caporali pachistani<\/a>. Anche loro risiedono nello stesso comune.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da qui ogni mattina i braccianti partivano per andare a lavorare nelle campagne della zona. Mohammad Taj \u00e8 in Italia da circa un anno. Ha fatto  altri lavori sempre come bracciante. Dallo scorso 20 aprile con i quattro amici  erano <b>impegnati nella raccolta delle  fragole<\/b> in un\u2019azienda agricola di Scansano Ionico. A portarli ogni mattina sul posto di lavoro erano  i due caporali pachistani. Nei primi giorni sarebbero stati<b> pagati in nero<\/b>. Poi, stando al racconto di Mohammad Taj, pare avessero raggiunto l\u2019accordo: una paga di 45 euro al giorno. \u00abMa da quando avevano iniziato quel lavoro non ci avevano dato neanche mai un euro\u00bb, spiega il testimone.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 chiaro quale fosse il rapporto con l\u2019azienda dove raccoglievano le fragole. Probabilmente erano gli stessi caporali a prendere in carico i braccianti per poi trasferire la manodopera all\u2019azienda. Ma subito dopo cominciava lo sfruttamento:  trattenere i soldi come pagamento per il vitto e l\u2019alloggio. <b>\u00abAlla fine ci davano la casa ma niente paga <\/b>\u2014 dice il testimone \u2014. Pretendevano anche cinque euro al giorno per il viaggio fino al lavoro\u00bb. Una condizione di sfruttamento alla quale i cinque migranti si erano ribellati. \u00abC\u2019era stata una prima lite la mattina \u2014 racconta \u2014, poi la discussione \u00e8 proseguita mentre rientravamo. Loro si sono fermati al distributore di proposito per farcela pagare. Per darci una lezione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma dietro la strage di Amendolara c\u2019\u00e8 un contesto di caporalato e sfruttamento ad opera di altri migranti. Ma Mohammad Taj ritiene che i due suoi aguzzini gestissero anche altri traffici: <b>\u00abLoro spacciavano anche droga<\/b>: hashish, eroina, cocaina. Sono collegati con altri trafficanti pachistani e italiani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-03T00:07:55+02:00\">3 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alfio Sciacca Amendolara, il 35enne afghano: \u00abCi siamo ribellati e ci hanno puniti. 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