{"id":521090,"date":"2026-06-03T05:26:21","date_gmt":"2026-06-03T05:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/521090\/"},"modified":"2026-06-03T05:26:21","modified_gmt":"2026-06-03T05:26:21","slug":"mentana-apre-il-caso-la7-rete-anti-meloni-una-televisione-molto-schierata-aiuta-il-pluralismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/521090\/","title":{"rendered":"Mentana apre il caso La7: &#8220;Rete anti-Meloni&#8221;. Una televisione molto schierata aiuta il pluralismo?"},"content":{"rendered":"<p>Enrico Mentana ha acceso un dibattito pesante sul ruolo di La7 nel sistema televisivo italiano. Al Festival della TV di Dogliani, il direttore del TgLa7 ha definito la rete, una televisione con un orientamento netto contro il governo Meloni, ponendo una domanda che sta facendo discutere: \u201c\u00c8 un vantaggio per l\u2019assetto televisivo?\u201d.<\/p>\n<p>La7 e il posizionamento politico: perch\u00e9 le parole di Mentana fanno rumore<\/p>\n<p>La forza delle dichiarazioni di Mentana non sta soltanto nel contenuto, ma nel fatto che arrivino da una figura interna alla rete. Non da un osservatore esterno, non da un avversario politico, non da un commentatore distante dagli studi di via della Pineta Sacchetti. Il direttore del telegiornale di La7 ha scelto di descrivere pubblicamente un elemento che molti spettatori percepiscono da tempo: una linea editoriale molto riconoscibile, spesso orientata verso una lettura severa dell\u2019azione del governo guidato da Giorgia Meloni.<\/p>\n<p>Mentana ha parlato di <strong>una \u201cconstatazione\u201d, non di una critica<\/strong>. La distinzione \u00e8 importante, perch\u00e9 sposta il discorso dal terreno della polemica personale a quello dell\u2019identit\u00e0 televisiva. La7, negli ultimi anni, ha costruito una parte consistente della propria forza proprio su programmi di approfondimento politico, talk show serali, confronti accesi, ospiti ricorrenti e una platea di telespettatori abituata a trovare sulla rete un racconto alternativo rispetto alla narrazione del governo.<a class=\"img-fluid animate-fadein\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/ad\/click\/292?t=1780439568&amp;block=article-inner-1\" target=\"_blank\" rel=\"nocache nofollow noopener\" alt=\"\" tabindex=\"0\" aria-label=\"QDL - utilizza questo spazio (desktop)\" style=\"margin:0 auto; display:block; background-image:url(\" url=\"\" background-repeat:no-repeat=\"\" background-size:cover=\"\" width:0px=\"\" height:0px=\"\"><a data-nosnippet=\"true\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/richiesta-pubblicitaria?type=article-inner-1\" class=\"block-promote-help d-block p-2 ff-3 text-reset text-center fw-light user-select-none\" style=\"mix-blend-mode:difference !important;font-size:10px;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LA TUA PUBBLICIT\u00c0 QUI<\/a><\/p>\n<p>Il punto giornalistico diventa allora evidente: una rete pu\u00f2 dichiararsi, di fatto, riconoscibile per orientamento senza compromettere la credibilit\u00e0 complessiva della propria informazione? Oppure una collocazione troppo marcata rischia di trasformare ogni programma, compreso il telegiornale, in un prodotto percepito come appartenente a un solo pubblico?<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un vantaggio per l\u2019assetto televisivo?\u201d: la domanda che apre il caso<\/p>\n<p>La frase chiave dell\u2019intervento di Mentana \u00e8 proprio quella domanda: \u00ab\u00c8 un vantaggio per l\u2019assetto televisivo?\u00bb. Non \u00e8 un interrogativo secondario. Dentro quella formula c\u2019\u00e8 il tema del pluralismo, della riconoscibilit\u00e0 editoriale, della concorrenza con Rai e Mediaset, ma anche della sostenibilit\u00e0 di una televisione che sceglie una fisionomia politica molto evidente.<a class=\"img-fluid animate-fadein\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/ad\/click\/255529?t=1780439568&amp;block=article-inner-2\" target=\"_blank\" rel=\"nocache nofollow noopener\" alt=\"\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Promuovi la tua attivit\u00e0 QUI Desk\" style=\"margin:0 auto; display:block; background-image:url(\" https:=\"\" url=\"\" background-repeat:no-repeat=\"\" background-size:cover=\"\" width:700px=\"\" height:150px=\"\"><a data-nosnippet=\"true\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/richiesta-pubblicitaria?type=article-inner-2\" class=\"block-promote-help d-block p-2 ff-3 text-reset text-center fw-light user-select-none\" style=\"mix-blend-mode:difference !important;font-size:10px;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LA TUA PUBBLICIT\u00c0 QUI<\/a><\/p>\n<p>Mentana ha richiamato la presenza frequente di <strong>Elly Schlein e Giuseppe Conte <\/strong>nei programmi della rete, parlando di una televisione che avrebbe ospitato i leader delle principali opposizioni moltissime volte nell\u2019arco dell\u2019ultimo anno. Il dato politico non riguarda solo il numero delle presenze, ma il clima dei programmi. Quando un ospite appare \u201cdi casa\u201d e l\u2019altro sembra muoversi in un ambiente meno favorevole, il confronto televisivo cambia natura. Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto dibattito: diventa rappresentazione di una gerarchia implicita.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che il tema diventa pi\u00f9 ampio della singola rete. La televisione politica italiana vive da anni di identit\u00e0 riconoscibili. Il pubblico spesso non cerca soltanto notizie, ma anche conferme, cornici interpretative, volti familiari, linguaggi coerenti con la propria sensibilit\u00e0. La7 ha intercettato con efficacia questa domanda, conquistando ascolti e centralit\u00e0 nel dibattito pubblico. Mentana lo riconosce. Funziona. Porta risultati. Crea attenzione. Il dubbio nasce quando il successo editoriale rischia di comprimere la variet\u00e0 interna.<\/p>\n<p>Talk show, ospiti ricorrenti e rischio \u201cfoto di gruppo\u201d<\/p>\n<p>Il riferimento ai programmi pi\u00f9 noti della rete \u00e8 immediato, anche quando non vengono citati direttamente. Otto e mezzo, DiMarted\u00ec, Omnibus e gli altri spazi di confronto politico hanno costruito negli anni una grammatica precisa: temi forti, ritmo serrato, contrapposizione netta, opinionisti facilmente identificabili dal pubblico. Da una parte voci spesso critiche verso Meloni e il centrodestra, dall\u2019altra figure chiamate a difendere o spiegare le ragioni della maggioranza.<a class=\"img-fluid animate-fadein\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/ad\/click\/292?t=1780439568&amp;block=article-inner-3\" target=\"_blank\" rel=\"nocache nofollow noopener\" alt=\"\" tabindex=\"0\" aria-label=\"QDL - utilizza questo spazio (desktop)\" style=\"margin:0 auto; display:block; background-image:url(\" url=\"\" background-repeat:no-repeat=\"\" background-size:cover=\"\" width:0px=\"\" height:0px=\"\"><a data-nosnippet=\"true\" href=\"https:\/\/www.ilquotidianodellazio.it\/richiesta-pubblicitaria?type=article-inner-3\" class=\"block-promote-help d-block p-2 ff-3 text-reset text-center fw-light user-select-none\" style=\"mix-blend-mode:difference !important;font-size:10px;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LA TUA PUBBLICIT\u00c0 QUI<\/a><\/p>\n<p>Questo schema televisivo ha un pregio: rende il prodotto chiaro, leggibile, riconoscibile. Lo spettatore sa che cosa aspettarsi. La rete, a sua volta, consolida un marchio editoriale. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 quello indicato da Mentana: la \u201cfoto di gruppo\u201d. Una somma di volti, toni e posizioni che finisce per apparire sempre uguale a s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>Quando gli ospiti ricorrono con grande frequenza, la discussione pu\u00f2 diventare prevedibile. Il pubblico pi\u00f9 fedele resta agganciato, perch\u00e9 riconosce linguaggi e protagonisti. Una parte degli spettatori meno schierata, invece, pu\u00f2 percepire la rete come un luogo gi\u00e0 orientato, dove il verdetto politico sembra scritto prima ancora che inizi il dibattito. Per una televisione commerciale \u00e8 una scelta possibile. Per una rete che vuole incidere sul campo dell\u2019informazione nazionale, \u00e8 anche una responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il nodo del TgLa7 e la credibilit\u00e0 dell\u2019informazione<\/p>\n<p>La preoccupazione pi\u00f9 delicata riguarda il telegiornale. Mentana dirige da anni un Tg con una forte identit\u00e0 personale, costruito su dirette lunghe, maratone elettorali, attenzione alla cronaca politica e rapporto diretto con il pubblico. Il TgLa7 ha spesso rivendicato una sua autonomia rispetto al resto del palinsesto. Proprio per questo, il posizionamento complessivo della rete pu\u00f2 diventare un problema di percezione.<\/p>\n<p>Non basta che un telegiornale lavori con criteri propri. Conta anche il contesto in cui viene collocato. Se una rete viene letta come \u201ctele-anti-Meloni\u201d, ogni contenuto informativo rischia di essere interpretato attraverso quella lente. Una notizia sul governo, una scelta di apertura, una scaletta, un titolo, perfino un silenzio possono essere valutati dal pubblico non solo per il loro merito giornalistico, ma per l\u2019identit\u00e0 politica attribuita al canale.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il passaggio pi\u00f9 sensibile. Il telegiornale, per funzionare davvero, deve parlare anche a chi non si riconosce nella linea prevalente della rete. Deve poter essere guardato da un elettore di centrosinistra, da uno di centrodestra, da chi non vota, da chi cerca informazioni senza sentirsi gi\u00e0 dentro un recinto. Se l\u2019ambiente televisivo circostante diventa troppo definito, il Tg rischia di perdere una parte della sua trasversalit\u00e0.<\/p>\n<p>La7 come \u201cnuova Rai 3\u201d senza un equilibrio di sistema<\/p>\n<p>Mentana ha usato un\u2019immagine molto forte: La7 come nuova Rai 3, ma senza nuove Rai 1 e Rai 2 a costruire un bilanciamento. Il paragone tocca una memoria storica della televisione italiana, quando le reti pubbliche venivano associate a sensibilit\u00e0 politiche differenti e il pluralismo era affidato anche alla distribuzione degli orientamenti nei vari canali.<\/p>\n<p>Oggi il quadro \u00e8 diverso. Rai e Mediaset vengono spesso accusate di essere pi\u00f9 vicine al governo o comunque meno ostili all\u2019esecutivo. La7, in questo scenario, ha occupato lo spazio opposto: quello della critica costante, della vigilanza, della pressione giornalistica e politica sulla maggioranza. Da un lato, questa funzione pu\u00f2 essere letta come utile al pluralismo. Dall\u2019altro, se tutto il palinsesto procede nella stessa direzione, la rete rischia di passare da presidio critico a soggetto identitario.<\/p>\n<p>Il vantaggio televisivo \u00e8 evidente: ascolti, riconoscibilit\u00e0, centralit\u00e0 nel dibattito. Lo svantaggio possibile riguarda la durata del modello. Se un domani il centrosinistra tornasse al governo, una rete costruita in opposizione a Meloni dovrebbe riposizionarsi. E l\u00ec nascerebbe un altro interrogativo: continuare a fare televisione critica verso il potere o diventare, per inerzia, una televisione pi\u00f9 indulgente con chi prima era ospite abituale e interlocutore privilegiato?<\/p>\n<p>Il vero tema: identit\u00e0 editoriale o recinto politico?<\/p>\n<p>Il caso sollevato da Mentana non riguarda soltanto La7. Riguarda il modo in cui la televisione italiana immagina il proprio rapporto con la politica. Un canale pu\u00f2 avere una linea, una sensibilit\u00e0, una personalit\u00e0. Anzi, in un mercato affollato, l\u2019identit\u00e0 editoriale \u00e8 spesso necessaria. Il problema nasce quando quella identit\u00e0 diventa troppo prevedibile, fino a ridurre la sorpresa del confronto e la forza autonoma delle notizie.<\/p>\n<p>Per La7 la domanda \u00e8 pi\u00f9 urgente perch\u00e9 la rete vive di informazione, opinione e approfondimento. Non \u00e8 un canale generalista nel senso classico. Il suo pubblico cerca politica, analisi, dibattito. Per questo ogni scelta pesa di pi\u00f9: gli ospiti, i toni, gli spazi concessi, l\u2019ordine dei temi, la costruzione del confronto. Mentana ha avuto il merito di portare allo scoperto un interrogativo che riguarda anche gli spettatori: una televisione molto schierata aiuta il pluralismo oppure lo semplifica troppo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Enrico Mentana ha acceso un dibattito pesante sul ruolo di La7 nel sistema televisivo italiano. 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