{"id":521976,"date":"2026-06-03T18:04:17","date_gmt":"2026-06-03T18:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/521976\/"},"modified":"2026-06-03T18:04:17","modified_gmt":"2026-06-03T18:04:17","slug":"euphoria-e-finita-viva-euphoria-ma-anche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/521976\/","title":{"rendered":"\u2018Euphoria\u2019 \u00e8 finita, viva \u2018Euphoria\u2019 (ma anche no)"},"content":{"rendered":"<p>Non so se vi ricordate <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/serie\/lepisodio-speciale-di-euphoria-e-un-po-il-blue-christmas-di-tutti-noi-questanno\/542924\/\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">Trouble Don\u2019t Last Always<\/a>, aka il primo dei due episodi speciali girati tra la prima e la seconda stagione: Rue\/Zendaya e il suo sponsor Ali\/Colman Domingo filosofeggiavano su senso della vita (e dipendenza) in una tavola calda \u00e0 la Edward Hopper. \u00abChi vorrai essere quando lascerai questa terra? Come vorresti che ti ricordasse tua madre?\u00bb, domanda lui: \u00abCome qualcuno che ha provato tantissimo ad essere chi non potevo essere\u00bb, risponde lei.<\/p>\n<p>Ecco ripensandoci oggi, dopo In God We Trust, il finale di stagione e (soprattutto)  di serie, pare quasi un\u2019epigrafe. E forse lo \u00e8 sempre stata. Cos\u00ec come \u00e8 sempre stato inevitabile quell\u2019unhappy ending, che ora, dopo questa cavalcata caotica dentro l\u2019America del tardo capitalismo, dove i corpi sono merce e la dipendenza \u00e8 un sistema, pare ancora pi\u00f9 infelice. Sam Levinson aveva infilato la sua protagonista in un tunnel di fentanyl, debiti, spionaggio e scelte autolesionistiche che non ammetteva pi\u00f9 uscita, men che meno di sicurezza. \u00abAvevo scritto una traiettoria diversa per lei, ma dopo la morte di Angus (Cloud) ho dovuto ripensare completamente la sceneggiatura\u00bb, ha raccontato Levinson al New York Times. \u00abE ho pensato che oggi non si possa raccontare una storia sulla dipendenza senza affrontarne le conseguenze reali. La maggior parte delle persone non ha una seconda possibilit\u00e0. Il fentanyl pu\u00f2 ucciderti in un istante\u00bb. In fondo quindi era quello che s\u2019aveva da fare: \u00abMi sembrava un finale onesto. La verit\u00e0 \u00e8 che persone come Rue spesso non ce la fanno\u00bb. Secondo parecchi rumors (che tali sono rimasti), Zendaya avrebbe proposto modifiche alla sceneggiatura per spingere verso un finale completamente diverso: un percorso che potesse offrire speranza alle persone che lottano contro le sostanze. Ma Euphoria non \u00e8 mai stata una storia di redenzione, perch\u00e9 le conseguenze delle nostre scelte continuano a esistere anche dopo che decidiamo di cambiare.<\/p>\n<p>La vittoria di Zendaya semmai \u00e8 essere riuscita a infondere a Rue un\u2019umanit\u00e0 cos\u00ec autentica da rendere impossibile non fare il tifo per lei. E infatti ci speri (pure se, in fondo, lo sai) fino alla fine: e invece. Rue muore. L\u2019avrete letto ovunque. Muore di overdose (ma non volontaria, il flacone era intero!) sul divano di Ali, avvelenata da una Percocet tagliata al fentanyl e datale dal boss dello strip club, Alamo (Adewale Akinnuoye-Agbaje), come ritorsione per la sua collaborazione con la DEA. Qui sta lo strappo che il finale lascia aperto, e che nessuna recensione pu\u00f2 ricucire. Rue se ne va davanti all\u2019unico personaggio che l\u2019aveva capita davvero, e cio\u00e8 Ali, e viene pianta da gente che manco la conosceva. Sua madre Leslie (Nika King), sua sorella Gia (Storm Reid), Jules (Hunter Schafer) non hanno una scena di addio. Della sua morte veniamo informati attraverso un dialogo accessorio fra Lexi (Maude Apatow) e Cassie (Sydney Sweeney), che la liquidano come \u00abuna tossica con un bel sorriso\u00bb. Fa malissimo, perch\u00e9 Trouble Don\u2019t Last Always era costruito esattamente su quella domanda l\u00ec, \u201ccome vuoi essere ricordata da tua madre?\u201d, e cinque anni dopo la risposta \u00e8: tua madre non ti ricorda affatto, perch\u00e9 Levinson non le ha scritto la scena. Quando in All for Us di Labrinth Zendaya cantava \u00abspero che uno di voi torni a ricordarmi chi ero quando sparir\u00f2 in quella buona notte\u00bb, la promessa era proprio quella. Ed \u00e8 stata disattesa. E come sarebbe suonato l\u2019addio di Rue musicato da Labrinth? Non lo sapremo mai. Ma almeno abbiamo avuto ancora un video (girato durante la prima stagione e custodito probabilmente nella cassaforte del numero uno di HBO) di Angus Cloud e Zendaya insieme.<\/p>\n<p>Quando il gioco si fa (pure inutilmente) duro, allora a recitare Levinson chiama i durissimi: fuori tutti (ci torniamo), lasciate fare a Zendaya e Colman Domingo. Ali, mollati di colpo i dodici passi e perfino il proprio nome (torna a chiamarsi Martin McQueen) indossa una divisa militare ed entra al Silver Slipper con il fucile spianato, in una sparatoria che Levinson ha chiaramente girato pensando a Peckinpah e Kurosawa, con la bottiglia che rotola sul bancone presa di peso da La notte senza legge di Andr\u00e9 De Toth. In God We Trust \u00e8 il sequel di Trouble Don\u2019t Last Always rimontato in settantacinque minuti di film western.<\/p>\n<p>Il vero finale, per\u00f2, non \u00e8 manco quello. \u00c8 la cena in una fattoria texana, in cui Martin\/Ali si ritrova davanti alla famiglia di sconosciuti che aveva accolto Rue per ventiquattr\u2019ore prima della catastrofe sul confine (la sua \u00abterra promessa\u00bb), mentre lei gli appare, finalmente sorridente e pacificata, seduta a capotavola. \u00abChe Dio benedica tutti noi\u00bb, dice, con tanto di bandiera americana che sventola sui campi in uno strano miscuglio di spiritualit\u00e0, pseudo-nazionalismo e critica sociale che sono ben lontani dall\u2019angoscia adolescenziale delle prime due stagioni.<\/p>\n<p>Nel frattempo la serie sembra essersi dimenticata di dare un finale davvero degno a tutti i suoi protagonisti. Dopo aver perso pi\u00f9 o meno un arto a episodio, Nate (Jacob Elordi) \u00e8 morto nella penultima puntata, schiacciato dal peso dei debiti e fatto fuori dal morso di un serpente a sonagli (!) Cassie (Sydney Sweeney), rimasta vedova, e Maddy (Alexa Demie) fantasticano di fondare nella casa dei sobborghi che fu della coppia una Hype House per OnlyFans. Lexi (Maude Apatow) vaga per Hollywood. Jules (Hunter Schafer) dipinge Rue nell\u2019appartamento del suo sugar daddy. Di Kat (Barbie Ferreira), Elliot (Dominic Fike), Ashtray (Javon Walton) e persino di Magick (Rosal\u00eda) nemmeno una traccia. E nemmeno una canzone di Rosal\u00eda.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0: Elordi era impegnato a fare Heathcliff per Emerald Fennell, Sweeney a tirare di boxe in Christy, Zendaya in uno dei mille progetti di questo periodo, e le schedule non si sono incastrate. Va benissimo (cio\u00e8, no, but still). Se reunion scolastica di cui non avevamo bisogno (ne avevano scritto <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/serie\/euphoria-3-e-la-reunion-scolastica-di-cui-non-avevamo-bisogno\/1025996\/\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">qui<\/a>) per\u00f2 doveva essere, una scena d\u2019addio a Rue era il minimo sindacale. O anche solo un finale sensato per ognuno dei loro personaggi.<\/p>\n<p>Insomma Euphoria \u00e8 finita, viva Euphoria (ma anche no): semmai viva quella tavola calda, viva la frase che Rue ha lasciato l\u00ec sopra come testamento prima ancora di averne uno. Ci ha provato tantissimo a essere chi non poteva essere. E quando una protagonista riesce a scriversi da sola l\u2019epitaffio cinque anni prima del funerale, forse il funerale, in fondo, non serviva nemmeno. E forse manco quest\u2019ultima, stortissima stagione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non so se vi ricordate Trouble Don\u2019t Last Always, aka il primo dei due episodi speciali girati tra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":521977,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1444],"tags":[203,143798,204,1537,90,89,253],"class_list":["post-521976","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tv","tag-entertainment","tag-euphoria","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-tv"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116687501207418221","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/521976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=521976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/521976\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/521977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=521976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=521976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=521976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}