{"id":52200,"date":"2025-08-17T07:04:10","date_gmt":"2025-08-17T07:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52200\/"},"modified":"2025-08-17T07:04:10","modified_gmt":"2025-08-17T07:04:10","slug":"vuelta-2025-il-grande-giro-numero-300-della-storia-parte-dalla-terra-di-conterno-primo-vincitore-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52200\/","title":{"rendered":"VUELTA 2025. IL GRANDE GIRO NUMERO 300 DELLA STORIA PARTE DALLA TERRA DI CONTERNO, PRIMO VINCITORE ITALIANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Vuelta 25<\/strong>, che si disputer\u00e0 da Torino a Madrid (23 agosto-14 settembre), <strong>\u00e8 il 300\u00b0 Grande Giro della storia del ciclismo e il 95\u00b0 al via in Italia<\/strong> (dopo il\u00a0 Giro d&#8217;Italia e il Tour de France 2024): una novit\u00e0 assoluta per la corsa spagnola, che completa il suo giro nei principali Paesi del ciclismo dopo Francia, Olanda e Belgio.\n            <\/p>\n<p>Il Piemonte, sede della partenza \u00e8 anche la regione di origine di Angelo Conterno, primo dei sei vincitori assoluti italiani della manifestazione (nel 1956), seguito poi da Felice Gimondi (1968), Giovanni Battaglin (1981), Marco Giovannetti (1990), Vincenzo Nibali (2010) e Fabio Aru (2015).\n            <\/p>\n<p><strong>Fausto Coppi<\/strong>, che in Piemonte ha avuto i natali, non fa parte della ristretta cerchia dei campioni che hanno vinto i tre Grandi Giri (sono sette: Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome) perch\u00e9 <strong>ha fatto una sola apparizione alla Vuelta, nel 1959<\/strong> (ritiro alla 15\u00aa tappa): era alla fine della sua carriera, aveva quasi quarant&#8217;anni e solo otto mesi pi\u00f9 tardi avrebbe detto addio alla vita.<\/p>\n<p>Gli organizzatori gli avevano gi\u00e0 chiesto, senza successo, di partecipare all&#8217;undicesima edizione della manifestazione, nel 1956, per completare la schiera dei re composta dal francese Louison Bobet, tre volte vincitore uscente del Tour de France, che vol\u00f2 fino a Biarritz con il suo aereo privato; lo svizzero Hugo Koblet, arrivato a San Sebastian con la sua scintillante Alfa Romeo; e il campione belga Rik Van Steenbergen, il re delle classiche nel decennio del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p><strong>Fu per\u00f2 un altro ciclista piemontese a vincere quell&#8217;anno, con sorpresa di tutti.<\/strong> All&#8217;epoca, La Vuelta era disputata dalle squadre nazionali e <strong>Angelo Conterno, 31 anni<\/strong>, era meno leader per l&#8217;Italia di Giuseppe Buratti, Re della Montagna l&#8217;anno precedente. Il protagonista della squadra era l&#8217;altro corridore torinese,<strong> Nino Defilippis,<\/strong> una sorta di mentore, anche se pi\u00f9 giovane, di Conterno che aveva iniziato a pedalare tardi ed era considerato una vecchia volpe del gruppo, soprannominata &#8220;<strong>penna bianca&#8221; per via della sua ciocca di capelli bianchi<\/strong>.<\/p>\n<p>Conterno invece ha preso la testa della classifica generale fin dalla seconda delle diciassette tappe e non l&#8217;ha pi\u00f9 abbandonata. In svantaggio nella seconda met\u00e0 della tappa 10 dopo una cronometro a squadre vinta a Barcellona dalla squadra francese, Bobet e Koblet alla fine hanno perso interesse e si sono ritirati. Van Steenbergen si \u00e8 concentrato sulla classifica a punti, mentre gli spagnoli Federico Bahamontes e Jesus Loro\u00f1o, convinti di poter ribaltare la situazione, sono stati sfortunati. Alla fine, Loro\u00f1o \u00e8 arrivato a tredici secondi dalla vittoria, mentre <strong>Conterno ha difeso la sua maglia amarillo nonostante soffrisse di polmonite e febbre a quaranta gradi.<\/strong><\/p>\n<p>Fino a quando il calendario ciclistico internazionale non \u00e8 stato modificato nel 1995, <strong>partecipare alla Vuelta non era una cosa scontata per i campioni italiani,<\/strong> poich\u00e9 l&#8217;evento si concludeva a maggio poco prima della partenza del Giro d&#8217;Italia, il loro giro nazionale. Ma <strong>nel 1968 Felice Gimondi si pone l&#8217;obiettivo di seguire le orme di Jacques Anquetil e vincere tutti e tre i Grandi Gir<\/strong>i, avendo gi\u00e0 vinto il Tour de France del 1965 e il Giro d&#8217;Italia del 1967 all&#8217;et\u00e0 di 25 anni. La 23\u00aa edizione de La Vuelta \u00e8 passata alla storia come<strong> una delle pi\u00f9 emozionanti di quel decennio d&#8217;oro del ciclismo, e una delle pi\u00f9 combattute in termini sportivi<\/strong>, con un duello nell&#8217;ultimo terzo di gara tra lo spagnolo Jos\u00e9 P\u00e9rez Franc\u00e8s e Gimondi dopo che l&#8217;olandese Janssen, il tedesco Rudi Altig, il britannico Michael Wright e lo spagnolo Manuel Mart\u00edn Pi\u00f1era avevano indossato successivamente la maglia amarillo.<\/p>\n<p><strong>Al contrario, l&#8217;edizione del 1981 fu un successo molto limitato, con nove squadre partecipanti,<\/strong> tra cui solo due squadre straniere di primo piano, la francese Miko-Mercier e l&#8217;italiana Inoxpran. Di conseguenza, il francese R\u00e9gis Cl\u00e8re ha guidato la classifica generale per i primi otto giorni e l&#8217;italiano Giovanni Battaglin per i restanti tredici. Soprattutto, <strong>il veneto \u00e8 entrato nel libro dei record come il corridore ad aver vinto i due Grandi Giri pi\u00f9 vicini nel tempo<\/strong>: La Vuelta, che si \u00e8 conclusa il 10 maggio, e il Giro, che ha preso il via il 13 maggio! <strong>Prima del 1995, Eddy Merckx era stato l&#8217;unico altro corridore a vincere la doppietta Giro-Vuelta nello stesso anno (nel 1973)<\/strong>. Da allora lo ha fatto anche Alberto Contador, ma vincendo in Italia a giugno e in Spagna a settembre (2008).<\/p>\n<p><strong>Marco Giovannetti<\/strong> non \u00e8 lontano da Battaglin negli annali della storia, essendo<strong> salito sul podio finale della Vuelta (vincitore) e del Giro (terzo) nel 1990<\/strong>, e avendo preso parte anche al Tour de France (ritiro nella 5\u00aa tappa). <strong>\u00c8 l&#8217;unico vincitore italiano della Vuelta ad essere membro di una squadra spagnola, la SEUR, <\/strong>formazione che ha approfittato della nascente rivalit\u00e0 tra Banesto e ONCE, che avrebbe reso il ciclismo spagnolo pieno di vita negli anni &#8217;90.<\/p>\n<p><strong>Dei 299 Grandi Giri disputati fino ad oggi, gli italiani sono quelli che ne hanno vinti di pi\u00f9: 85<\/strong> (contro i 51 dei francesi e i 48 degli spagnoli, che seguono il palmare dei vincitori). Ma ci\u00f2 che era comune \u00e8 diventato raro.<strong> Il filo della storia \u00e8 stato spezzato quasi dieci anni fa con i due vincitori della Vuelta provenienti dalle isole del Mediterrane<\/strong>o: il siciliano <strong>Vincenzo Nibali, primo corridore a indossare l&#8217;attuale colore rosso della maglia di leader<\/strong> [La Roja]<strong> a Madrid nel 2010 e ultimo vincitore italiano di un Grande Giro d&#8217;Italia nel 2016<\/strong>, e <strong>il sardo Fabio Aru<\/strong>, che ha detronizzato l&#8217;olandese Tom Dumoulin nella Sierra de Guadarrama alla vigilia del gran finale del 2015.<\/p>\n<p>Un candidato a subentrare alla partenza della Vuelta in Piemonte? Giulio Ciccone ha recentemente vinto la Clasica San Sebastian e si \u00e8 ripetuto nella tappa regina della Vuelta a Burgos. Come dire che la Spagna lo ispira!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Vuelta 25, che si disputer\u00e0 da Torino a Madrid (23 agosto-14 settembre), \u00e8 il 300\u00b0 Grande Giro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52201,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,1537,90,89,245,244,43476,40181],"class_list":{"0":"post-52200","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-sport","14":"tag-sports","15":"tag-storia-del-ciclismo","16":"tag-vuelta-2025"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52200\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}