{"id":522492,"date":"2026-06-04T01:43:14","date_gmt":"2026-06-04T01:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/522492\/"},"modified":"2026-06-04T01:43:14","modified_gmt":"2026-06-04T01:43:14","slug":"svelato-il-primo-picasso-di-milano-in-mostra-al-museo-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/522492\/","title":{"rendered":"Svelato il primo Picasso di Milano: in mostra al Museo del Novecento"},"content":{"rendered":"<p>Milano \u2013\u00a0\u00a0\u00a0Il <strong>Museo<\/strong> <strong>del Novecento<\/strong> svela <strong>\u201cIl primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidariet\u00e0 internazionale\u201d<\/strong>, focus a cura di Roberto Pini dedicato alla complessa vicenda di<strong> Homme assis<\/strong> (1967),<strong> primo dipinto<\/strong> di Pablo Picasso a entrare nelle <strong>collezioni civiche milanesi nel 1972<\/strong>.<\/p>\n<p>Allestito al piano terra del museo, il focus propone una r<strong>ilettura storico-critica <\/strong>di Homme assis, ricostruendone la t<strong>raiettoria internazionale tra 1967 e \u201972<\/strong> e interrogando il rapporto tra arte, impegno politico e istituzioni culturali nel secondo \u2019900.  Realizzata nel 1967, Homme assis appartiene alla <strong>serie dei Moschettieri,<\/strong> uno dei nuclei pi\u00f9 significativi della tarda produzione picassiana. Tradizionalmente interpretata dalla critica come proiezione immaginaria e autobiografica dell\u2019artista, l\u2019opera viene qui riletta alla luce dei <strong>diversi contesti<\/strong> che ne hanno accompagnato la ricezione e la circolazione pubblica tra la fine degli anni \u201960 e l\u2019inizio dei \u201970, anni di forte mobilitazione civile, culturale e politica.<\/p>\n<p>Prima di arrivare a Milano nel \u201972, Homme assis fu esposta in<strong> contesti internazionali<\/strong>, dal Salon de Mai di Parigi al Sal\u00f3n de Mayo dell\u2019Avana, dove fu inviata da Picasso come simbolo del proprio impegno politico.\u00a0Nel marzo del \u201972 Milano ospit\u00f2 in <strong>Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale \u201cAmnistia. Que trata de Espa\u00f1a\u201d,<\/strong> grande mostra \u2013 promossa da Cgil, Cisl e Uil \u2013 nata per sostenere i lavoratori spagnoli e la richiesta di amnistia per i prigionieri politici del<strong> regime franchista<\/strong>. In quell\u2019occasione a Milano furono esposte opere di artisti di primo piano tra i quali Joan Mir\u00f3, Alexander Calder, Antoni T\u00e0pies, Franco Angeli, Renato Guttuso, Carlo Levi, Emilio Vedova, Giulio Turcato e Toti Scialoja.<\/p>\n<p>Tra le opere esposte, Homme assis di Picasso fu l\u2019unica, per volont\u00e0 del sindaco <strong>Aldo Aniasi<\/strong>, a essere <strong>acquisita dal Comun<\/strong>e: gesto che, oltre ad arricchire le collezioni civiche, afferm\u00f2 nel concreto i valori della <strong>solidariet\u00e0 internazionale e <\/strong>dell\u2019impegno antifranchista di Milano. A\u200b\u200b\u200b\u200b\u200b\u200bttraverso<strong> fotografie, documenti d\u2019archivio e materiali audiovisivi,<\/strong> Il primo Picasso di Milano r<strong>icostruisce la vicenda pubblica <\/strong>di Homme assis e ne ripercorre la circolazione internazionale tra Parigi, L\u2019Avana e Milano, approfondendo il contesto culturale e politico. \u201cQuesta piccola ma preziosa mostra \u2013 afferma<strong> l\u2019assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi <\/strong>\u2013 racconta il lavoro di ricerca, studio e valorizzazione che i nostri musei portano avanti ogni giorno sul patrimonio civico. Attraverso la vicenda del primo Picasso entrato nelle collezioni milanesi, il Museo del Novecento restituisce al pubblico non solo la storia di un\u2019opera straordinaria, ma anche il ruolo di Milano come citt\u00e0 aperta, democratica e profondamente legata ai valori della cultura e della solidariet\u00e0 internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>progetto espositivo<\/strong> nasce nell\u2019ambito dell\u2019importante attivit\u00e0 di ricognizione, studio e catalogazione del patrimonio del Museo del Novecento, in corso da alcuni anni, che porter\u00e0 nel 2026 alla <strong>condivisione del catalogo<\/strong> delle collezioni online. Questo lavoro ha permesso di <strong>riscoprire opere importanti<\/strong> del patrimonio civico e di ricostruirne le vicende storiche, conservative ed espositive, riportando alla luce connessioni spesso dimenticate e sottolineando la vocazione del museo come centro di ricerca della storia artistica e culturale del Novecento. <\/p>\n<p>A oltre cinquant\u2019anni dal suo ingresso nelle collezioni civiche, il Museo del Novecento propone dunque una<strong> rilettura del valore storico e collezionistico <\/strong>di un\u2019opera che oltrepassa la dimensione strettamente artistica per intrecciarsi ai processi di costruzione della <strong>memoria collettiva<\/strong> e dell\u2019identit\u00e0 civica milanese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Milano \u2013\u00a0\u00a0\u00a0Il Museo del Novecento svela \u201cIl primo Picasso di Milano. 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