{"id":523068,"date":"2026-06-04T11:09:14","date_gmt":"2026-06-04T11:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/523068\/"},"modified":"2026-06-04T11:09:14","modified_gmt":"2026-06-04T11:09:14","slug":"da-hollywood-a-torino-la-storia-incredibile-dellisotta-fraschini-di-sunset-boulevard-fu-lultima-auto-di-gabriele-dannunzio-e-la-preferita-di-rodolfo-valentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/523068\/","title":{"rendered":"Da Hollywood a Torino: la storia incredibile dell\u2019Isotta Fraschini di \u00abSunset Boulevard\u00bb, fu l\u2019ultima auto di Gabriele d\u2019Annunzio e la preferita di Rodolfo Valentino"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Paola Stroppiana<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La vettura guidata da Norma Desmond nel capolavoro di Billy Wilder \u00e8 oggi conservata al Museo Nazionale dell\u2019Automobile di Torino. Un viaggio straordinario tra lusso, politica e Hollywood. Ma sedusse molte celebrit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAbbiamo un\u2019auto. Non una di quelle robacce cromate tenute assieme con lo sputo, ma <b>un\u2019Isotta Fraschini<\/b>. Mai sentito parlare dell\u2019Isotta Fraschini? Tutta fatta a mano. Mi \u00e8 costata ventottomila dollari\u00bb, dice una indimenticabile <b>Gloria Swanson a William Holden<\/b> in Sunset Boulevard, il capolavoro di <b>Billy Wilder del 1950<\/b>, pietra miliare del cinema di tutti i tempi: un noir sontuoso, ritratto ironico e dolente del mondo della settima arte e dei suoi spietati meccanismi. <b>Questa stessa automobile la ritroviamo al Museo Nazionale dell\u2019Automobile di Torino<\/b> nella collezione permanente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non un modello simile: proprio lei. Si tratta dell\u2019Isotta Fraschini 8A Landaulet de Ville del 1929. Le iniziali \u00abND\u00bb di Norma Desmond, la diva del muto interpretata dalla Swanson che ambisce a un grandioso ritorno sulle scene (e ci riuscir\u00e0, in qualche modo) <b>sono ancora incise sulle portiere posteriori<\/b>: la sua storia, prima e dopo il set, \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 leggendaria del film che l\u2019ha resa immortale.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Isotta Fraschini, inteso come marchio, affonda le sue radici nella Milano del 1900, quando Cesare Isotta e i tre fratelli Fraschini \u2014 Antonio, Oreste e Vincenzo \u2014 <b>fondano una piccola officina <\/b>dedita al rimessaggio e alla vendita di vetture estere. Il salto di qualit\u00e0 avviene nel 1903, quando l\u2019azienda costruisce \u00abun autovettura leggera\u00bb con il suo motore; la sezione motoristica vedr\u00e0 numerose applicazioni in campo industriale, navale e aereonautico. <b>In ambito automobilistico il successo \u00e8 dirompente<\/b>. Le Isotta Fraschini si trasformarono dapprima in vetture sportive d\u2019avanguardia, in grado di affermarsi in prestigiose competizioni sportive, quindi in autentiche supercar ante litteram: automobili sfarzose, destinate a regnanti e capitani d\u2019industria.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Persino un <b>pontefice, Papa Pio XI, la ricevette in dono <\/b>dal Reale Automobile Club d\u2019Italia di Milano. Del modello 8A (un motore a otto cilindri in linea) uscirono dalle officine 950 esemplari: automobili dal costo gi\u00e0 imponente per il solo chassis, capaci di superare le 180.000 lire con l\u2019esclusiva carrozzeria \u00ablandaulet\u00bb, che prevedeva anche la presenza di un autista; per fare un paragone le macchine pi\u00f9 costose del tempo si aggiravano sulle 80.000 lire. <b>Ciascun esemplare era un unicum<\/b>: la casa produttrice forniva il telaio-motore, mentre la carrozzeria era costruita da case specializzate (come Castagna o gli Stabilimenti Farina) <b>secondo i desiderata dei clienti<\/b>. Era l\u2019emblema stesso del lusso tra le due guerre, destinato all\u2019\u00e9lite internazionale, amato da aristocratici e protagonisti del jet-set di tutto il mondo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio l\u20198A <b>fu l\u2019ultima automobile di Gabriele d\u2019Annunzio<\/b>, la preferita di <b>Rodolfo Valentino<\/b> (ne aveva addirittura due) <b>e dello Zar di Russia<\/b>: uno status symbol e manifesto di potenza anche per le dimensioni, un oggetto di desiderio assoluto. Dopo varie vicissitudini \u2014 fino al fallimento nel 1949 \u2014 oggi il marchio Isotta Fraschini Motori Spa appartiene alla Fincantieri per la produzione di motori navali e industriali (con sede a Bari). Il marchio auto, pur senza perdere la sua allure sofisticata nell\u2019immaginario comune (anche <b>Ugo Tognazzi <\/b>in Amici Miei Atto II del 1982 la cita col rimpianto di un antico fasto: \u00abQuando i Conti Mascetti andavano in giro con l\u2019Isotta Fraschini, lo chauffeur, il maggiordomo e un orso bruno al guinzaglio!\u00bb) ha visto alterne fortune e solo in anni recenti \u00e8 stato rilevato da un consorzio di imprenditori milanesi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella pellicola di Wilder l\u2019Isotta non \u00e8 un semplice oggetto di scena, ma addirittura <b>un pretesto narrativo, se non un personaggio<\/b>. \u00c8 la vettura e non l\u2019attrice a catalizzare l\u2019attenzione dei responsabili della Paramount che la cercano con insistenza al telefono: mentre Norma si abbandona alla consolante fantasia di essere nuovamente richiesta dagli studios, ci\u00f2 che realmente desiderano \u00e8 soltanto l\u2019automobile italiana, necessaria per esigenze di scena, e gi\u00e0 all\u2019epoca considerata una reliquia vintage, bella ma totalmente inattuale. <b>\u00abAndate via!\u00bb ringhia ai trovarobe incuriositi <\/b>\u2014 che vorrebbero salirci \u2014 Eric von Stroheim, nel film ex marito della diva, grande regista e suo antico scopritore, ridotto a farle da autista e maggiordomo pur di starle vicino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma come \u00e8 arrivata <b>l\u2019Isotta in California e da l\u00ec fino a Torino?<\/b> La vettura era stata donata da Vittorio Emanuele III, su insistenza di <b>Mussolini<\/b>, interessato ad approfondire i rapporti con il Centro e Sudamerica, ad Arturo Araujo, dal 1931 presidente del San Salvador. La storia successiva \u00e8 stata ricostruita grazie alla testimonianza di Thomas Peterson, discendente per via materna della famiglia Araujo, che nel 2013 ha scritto al Centro di Documentazione del museo una lunga lettera. La sua antenata Dora Morton \u2014 futura signora Araujo \u2014 <b>era una ragazza inglese brillante, ambiziosa e ostinata<\/b>; ebbe una relazione con Arturo quando questi studiava nel Regno Unito e pretese che il giovane la sposasse, minacciando uno scandalo per la famiglia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo i primi tempi la nuova first lady non aveva alcuna intenzione di vivere nel \u00abprovinciale\u00bb Salvador: ottenne di tornare a Londra portando con s\u00e9 l\u2019Isotta di Stato e un autista personale. Poco tempo dopo il marito la richiam\u00f2 in patria e decise di liberarsi dell\u2019auto: la mise in palio in una lotteria benefica, ma il vincitore non ci pens\u00f2 nemmeno a ritirarla. L\u2019auto fu spedita negli Stati Uniti alla sorella di Arturo, residente a Los Angeles. Anche lei, per\u00f2, non sapeva come gestire un colosso che richiedeva un autista, un garage e grandi mezzi. <b>L\u2019Isotta venne messa in vendita<\/b>: era l\u2019inizio degli anni \u201930 e a comprarla fu la Paramount Pictures, che poi la cedette alla Pacific Auto Rental, la pi\u00f9 importante agenzia hollywoodiana per il noleggio di auto d\u2019epoca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per Sunset Boulevard la vettura fu restaurata e trasformata, gli interni rivestiti in tessuto leopardato,<b> dotata persino di un telefono placcato oro<\/b>. Negli anni Settanta la Pacific Auto Rental inizi\u00f2 a dismettere parte del proprio parco auto e nel 1972 tre collezionisti torinesi la acquistarono per il Museo dell\u2019Automobile, riportandola in patria: la restaurarono con cura filologica, <b>lasciando sulle portiere il citato monogramma \u00abND\u00bb<\/b>. <br \/>Cos\u00ec l\u2019Isotta, dopo aver percorso il Centro America, Londra e gli Stati Uniti, aver goduto dell\u2019attenzione di capi di Stato e i riflettori di Hollywood, <b>ha ritrovato il suo posto al sole in Italia<\/b>, prezioso pezzo unico che gode ancora dell\u2019apprezzamento del pubblico in visita al Mauto. Una parabola degna di una vera diva.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/torino.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_nd\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Torino<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=35&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorTorino\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Torino<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-04T11:27:07+02:00\">4 giugno 2026 ( modifica il 4 giugno 2026 | 11:27)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Paola Stroppiana La vettura guidata da Norma Desmond nel capolavoro di Billy Wilder \u00e8 oggi conservata al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":523069,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1451],"tags":[3811,212599,288850,288851,2033,105145,62758,2109,5137,2765,288852,55287,89184,5957,12388,288853,97009,41678,288854,288855,94058,1621,1620,104,288856,3051,203,3452,1909,454,288845,1482,288857,288858,12524,134268,204,288844,288846,1537,90,89,288859,23055,5122,529,58991,6726,7242,28,2506,1309,4628,3943,288847,288860,288861,6878,288862,20460,288863,288864,288865,10001,20021,2855,47263,288866,288867,4804,183378,164410,288868,34090,2986,3645,1567,288848,288849,1641,11546,168916],"class_list":["post-523068","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-celebrita","tag-addirittura","tag-annunzio","tag-annunzio-preferita","tag-annunzio-preferita-rodolfo","tag-antico","tag-araujo","tag-arturo","tag-attenzione","tag-autista","tag-auto","tag-auto-rental","tag-automobile","tag-automobile-torino","tag-automobili","tag-billy","tag-billy-wilder","tag-boulevard","tag-capolavoro","tag-capolavoro-billy","tag-capolavoro-billy-wilder","tag-carrozzeria","tag-celebrita","tag-celebrities","tag-centro","tag-desmond","tag-diva","tag-entertainment","tag-epoca","tag-famiglia","tag-film","tag-fraschini","tag-gabriele","tag-gabriele-annunzio","tag-gabriele-annunzio-preferita","tag-hollywood","tag-insistenza","tag-intrattenimento","tag-isotta","tag-isotta-fraschini","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-landaulet","tag-lire","tag-londra","tag-lusso","tag-maggiordomo","tag-marchio","tag-marito","tag-milano","tag-modello","tag-motore","tag-motori","tag-museo","tag-museo-automobile","tag-museo-automobile-torino","tag-nd","tag-norma","tag-norma-desmond","tag-oggetto","tag-pacific","tag-pacific-auto","tag-pacific-auto-rental","tag-paramount","tag-patria","tag-portiere","tag-preferita","tag-preferita-rodolfo","tag-preferita-rodolfo-valentino","tag-pur","tag-rental","tag-rodolfo","tag-rodolfo-valentino","tag-salvador","tag-scena","tag-set","tag-storia","tag-sunset","tag-sunset-boulevard","tag-torino","tag-vettura","tag-wilder"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=523068"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523068\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/523069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=523068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=523068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=523068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}