{"id":52310,"date":"2025-08-17T08:32:11","date_gmt":"2025-08-17T08:32:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52310\/"},"modified":"2025-08-17T08:32:11","modified_gmt":"2025-08-17T08:32:11","slug":"la-giusta-distanza-dal-male-lesordio-di-giorgia-protti-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52310\/","title":{"rendered":"&#8220;La giusta distanza dal male&#8221; l&#8217;esordio di Giorgia Protti. L&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il diavolo veste jeans sdruciti e una vecchia maglietta dei Rolling Stones<\/strong>. Ha due grosse ali membranose che spuntano dalle scapole e le pupille di fuoco. Appare nel parcheggio dell\u2019ospedale, protetto dal buio. La giovane dottoressa, stanca dopo il turno di notte, crede di avere un\u2019allucinazione. <strong>Ma poi Lucifero si manifesta regolarmente, sempre pi\u00f9 vicino, sempre pi\u00f9 incalzante<\/strong>. La dottoressa, senza nome, \u00e8 la narratrice di <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/la-giusta-distanza-dal-male-giorgia-protti-9788806269678\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">La giusta distanza dal male<\/a>, esordio di Giorgia Protti, medico internista che per anni ha lavorato in Pronto soccorso.<\/p>\n<p>                <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"imgVideoPlayer\" class=\"\" alt=\"Libri da leggere d\u2019un fiato: 11 storie di donne, raccontate da donne\" title=\"Libri da leggere d\u2019un fiato: 11 storie di donne, raccontate da donne\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/libri-donne-leggere-lettura-suggerimenti-990x610.jpg.webp\" width=\"990\" height=\"610\"\/><\/p>\n<p><strong>La protagonista sta perdendo l\u2019anima,<\/strong> si \u00e8 tuffata cos\u00ec in profondit\u00e0 nel dolore degli altri da non provare pi\u00f9 compassione. E il diavolo le propone un patto scellerato che va contro tutto ci\u00f2 in cui lei crede. La ricompensa \u00e8 la salvezza.<\/p>\n<p>L\u2019inferno del Pronto Soccorso raccontato da Giorgia Protti<\/p>\n<p><strong>Protti ha il coraggio di raccontare dall\u2019interno il girone infernale del Pronto soccorso<\/strong>, descrivendo medici che dubitano di s\u00e9 stessi, stremati dalla mancanza di sonno e pasti regolari, che hanno il terrore di affrontare un altro turno e che a volte provano odio nei confronti dei pazienti. Salvo poi vergognarsi di questa loro disumanizzazione.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Giorgia Protti<br \/>\u00e8 nata a Torino<br \/>nel 1988. Medico internista, ha lavorato per<br \/>anni nel Pronto soccorso di un grande ospedale. La giusta distanza dal male \u00e8 il suo romanzo d\u2019esordio. (foto Davide Bonaiti)<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato difficile per lei, che \u00e8 medico, rivelare cosa si possa nascondere dietro il camice bianco?<\/strong><br \/>Questo libro non \u00e8 un\u2019autobiografia, ma sicuramente ho attinto dalla mia esperienza ed \u00e8 stato complicato rappresentare un mondo di medici imperfetti. Tutti sono convinti che gli operatori sanitari siano onniscienti e infallibili e anche tra noi esiste il tab\u00f9. Non si parla della fragilit\u00e0 e del senso di colpa che spesso proviamo.<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le reazioni dei suoi colleghi?<\/strong><br \/>All\u2019inizio ne avevo paura, pensavo che sarebbero state ostili. Invece in queste settimane continuo a ricevere messaggi di operatori sanitari che mi ringraziano per aver descritto quello che succede tutti i giorni.<\/p>\n<p><strong>Come le \u00e8 venuto in mente questo diavolo in jeans e maglietta da rockettaro?<\/strong><br \/>\u00c8 stata una suggestione. Era mezzanotte, ero appena uscita dall\u2019ospedale, faceva freddo, c\u2019era la nebbia. Mi era sembrato di sentire un rumore. E mi sono immaginata questa creatura. Per la sua personalit\u00e0 ho preso spunto da Woland di Il maestro e Margherita. Anche il mio diavolo ha un\u2019ironia sibillina ma un fare tentatore.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u201cLa giusta distanza dal male\u201d di Giorgia Protti, <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/la-giusta-distanza-dal-male-giorgia-protti-9788806269678\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">Einaudi<\/a>, 256 pagg, 19,50 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Che cosa rappresenta Lucifero in questa storia?<\/strong><br \/>Diverse cose. Il male come entit\u00e0 metafisica, ma anche l\u2019esteriorizzazione di un certo sentire della protagonista. Lui fa tutte quelle domande che lei preferisce non porsi \u2013 \u201cCi si pu\u00f2 salvare dalla sofferenza?\u201d, \u201cChe valore si d\u00e0 alla propria anima?\u201d \u2013 e la mette di fronte a un lato di s\u00e9 che si sta sgretolando, perch\u00e9 sta perdendo il contatto con la realt\u00e0 e con le persone. Ormai lei \u00e8 come un morto che continua ad abitare un corpo vivo.<\/p>\n<p><strong>La dottoressa viene lasciata dal fidanzato e dagli amici e il diavolo \u00e8 l\u2019unico che le rimane accanto, che raccoglie le sue confidenze. Perch\u00e9 questo paradosso?<\/strong><br \/>S\u00ec, Lucifero diventa un \u201cdiavolo custode\u201d, ma non perde la sua natura, ha un suo tornaconto che si scopre solo verso la fine. Per me \u00e8 un paradosso necessario perch\u00e9 serve a svelare la parte oscura della dottoressa e la sua perdita di umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile ripararsi dalla sofferenza?<\/strong><br \/>\u00c8 la domanda fulcro del libro. All\u2019universit\u00e0 non insegnano a gestire l\u2019empatia, ognuno trova le proprie strategie. Io ho cercato di anestetizzarmi, di nascondermi dietro un muro spesso. L\u2019effetto collaterale, per\u00f2, \u00e8 che mi allontanavo anche da me stessa, non provavo pi\u00f9 nulla. La giusta distanza dal male \u00e8 al confine tra empatia e immedesimazione.<\/p>\n<p><strong> Il Pronto soccorso diventa spazio di una fenomenologia umana variegata. C\u2019\u00e8 chi viene perch\u00e9 si sente solo, chi sta male davvero e minimizza, chi piange disperato, chi mantiene la dignit\u00e0. Quanto \u00e8 importante capire chi si ha davanti?<\/strong><br \/>Fondamentale. I medici di primo intervento hanno un contatto molto intimo con i pazienti, pongono domande personali e dolorose. \u00c8 un privilegio ma anche una responsabilit\u00e0. In Pronto soccorso ho imparato a interagire con le persone a prescindere da ruoli e pregiudizi.<\/p>\n<p><strong>Nel libro uno dei varchi per l\u2019inferno \u00e8 un autogrill. Scelta curiosa\u2026<\/strong><br \/>Per me l\u2019inferno \u00e8 dove l\u2019anima perde contatto con la realt\u00e0 e si assottiglia. L\u2019autogrill \u00e8 iperartificiale, spersonalizzante, con le sue luci al neon e i colori sgargianti. \u00c8 il punto di passaggio di chi vuole andare altrove. E poi credo che ognuno si costruisca il suo personale inferno quotidiano.<\/p>\n<p><strong>Usa due registri letterari, l\u2019iperrealismo e il fantastico. Come ha trovato la giusta proporzione?<\/strong><br \/>Mi piace inserire elementi fantastici. Credo che alcuni argomenti possano essere spiegati con maggior nitore attraverso metafore surreali.<\/p>\n<p><strong>Il finale \u00e8 ambiguo. Lo voleva cos\u00ec?<\/strong><br \/>Volevo un finale in cui ognuno potesse leggere ci\u00f2 che spera per s\u00e9 stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il diavolo veste jeans sdruciti e una vecchia maglietta dei Rolling Stones. 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