{"id":523517,"date":"2026-06-04T17:01:24","date_gmt":"2026-06-04T17:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/523517\/"},"modified":"2026-06-04T17:01:24","modified_gmt":"2026-06-04T17:01:24","slug":"i-cento-anni-di-marisa-merz-la-signora-dellarte-povera-torino-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/523517\/","title":{"rendered":"I cento anni di Marisa Merz: la signora dell\u2019Arte Povera &#8211; Torino Cronaca"},"content":{"rendered":"<p>Di retrospettive dedicate a <strong>Marisa Merz<\/strong> ce ne sono state diverse negli anni, ospitate presso le pi\u00f9 prestigiose istituzioni pubbliche e private al mondo, a partire dalla prima grande antologica americana \u201c<strong>The Sky Is a Great Space\u201d<\/strong>, allestita nel 2017 al <strong>Metropolitan Museum of Art di New York<\/strong> e all\u2019Hammer Museum di Los Angeles. Ma quella che si aprir\u00e0 il 29 ottobre prossimo al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino e alla Fondazione Merz (sar\u00e0 visitabile fino al 4 aprile 2027) \u00ab\u00e8 una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondit\u00e0\u00bb assicurano gli organizzatori. \u00c8 \u201cLa danza delle ore\u201d, una mostra in tre atti, un progetto corale realizzato grazie al sostegno della Fondazione Crt in occasione dei cento anni dalla nascita di Maria Luisa Truccato, in arte Marisa Merz.<\/p>\n<p> Powered by <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/evolutiongroup.digital\/\" rel=\"nofollow noopener\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/evolutiongroup.digital\/wp-content\/themes\/evolution_group\/assets\/static\/logo\/logo-evolutiongroup-black.svg\" alt=\"powered by evolution group\"\/> <\/a> <\/p>\n<p>Un team curatoriale formato da <strong>Chiara Bertola, S\u00e9bastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Marianna Vecellio<\/strong> (due per ciascuna sede espositiva) affronta, attraverso sculture, installazioni, disegni, diversi aspetti di questa protagonista dell\u2019Arte Povera, scoperta dal famoso gallerista Gian Enzo Sperone che, affascinato dalle sue Living Sculptures, la lanci\u00f2 ospitando nel 1967 nella sua galleria la prima personale dell\u2019artista torinese.<\/p>\n<p>Il capitolo rivolese della mostra pone l\u2019accento, spiegano i suoi curatori, il direttore Manacorda e Vecellio, \u00absulla dimensione ambientale della pratica di Marisa Merz, dando vita a un racconto polifonico che parla del cielo e del volo, di universi paralleli e della sfera lunare, spirituale, nonch\u00e9 femminile\u00bb.<\/p>\n<p>E lo fa a partire dall\u2019installazione nella Manica Lunga al terzo piano del Museo de \u201cE il naufragar m\u2019\u00e8 dolce in questo mare\u201d, importante progetto che Marisa present\u00f2 nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi replicarla lo stesso anno alla Biennale di Venezia. In esposizione anche opere di artiste che si ispirano alla visione della Merz. Sperimentazione e inediti sono, invece, i temi proposti alla Fondazione Merz da Beatrice Merz e D\u00e9lot, cos\u00ec da svelare il lato pi\u00f9 inatteso della ricerca dell\u2019artista. Alla Gam, infine, il capitolo \u00abpi\u00f9 intimo, capace di evocare la dimensione domestica\u00bb nelle parole delle curatrici, la direttrice Bertola e Chiara Parisi. Inoltre, nella Galleria di via Magenta, in occasione della mostra ritorna fruibile, dopo un restauro a cura del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria, l\u2019opera <strong>\u201cLiving Sculpture\u201d del 1966,<\/strong> appartenente alle collezioni della Gam. La scultura \u00e8 realizzata con lamierini tagliati a strisce e assemblati con una cucitrice a punti metallici, materiali duttili e malleabili molto amati dall\u2019artista che si avvaleva anche di tecniche legate al mondo femminile, come il lavoro a maglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di retrospettive dedicate a Marisa Merz ce ne sono state diverse negli anni, ospitate presso le pi\u00f9 prestigiose&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":523518,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,100000,1614,1611,1610,75465,289080,1612,203,117604,204,1537,90,89,289079,632,1641],"class_list":["post-523517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arte-povera","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-castello-di-rivoli","tag-cento-anni","tag-design","tag-entertainment","tag-gam","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-marisa-merz","tag-mostra","tag-torino"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116692916362997242","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=523517"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523517\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/523518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=523517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=523517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=523517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}