{"id":52396,"date":"2025-08-17T09:43:13","date_gmt":"2025-08-17T09:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52396\/"},"modified":"2025-08-17T09:43:13","modified_gmt":"2025-08-17T09:43:13","slug":"lidentita-di-valorizzare-i-giovani-italiani-non-cambiera-mai-pellizzari-ha-margini-enormi-turconi-puo-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/52396\/","title":{"rendered":"L&#8217;identit\u00e0 di valorizzare i giovani italiani non cambier\u00e0 mai. Pellizzari ha margini enormi, Turconi pu\u00f2 crescere"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"197\" data-end=\"581\">Dopo una prima parte di stagione intensa e ricca di spunti, \u00e8 tempo di bilanci per la VF Group Bardiani-CSF Faizan\u00e8, storica formazione italiana da sempre in prima linea nella valorizzazione dei giovani talenti. Al centro del progetto, come sempre, c\u2019\u00e8 la visione di <strong>Roberto Reverberi<\/strong>, direttore sportivo e anima della squadra, con cui abbiamo fatto il punto sull\u2019annata in corso. Dal Giro d\u2019Italia, dove il team ha saputo distinguersi per determinazione e spirito di sacrificio, all\u2019esplosione di Giulio Pellizzari, vera rivelazione tra i giovani italiani, passando per le prospettive dei talenti emergenti come Filippo Turconi e Matteo Scalco, Reverberi ci ha raccontato senza filtri ambizioni, soddisfazioni e qualche inevitabile rimpianto. Non sono mancate riflessioni sul futuro del ciclismo italiano, sulla missione del team di restare un punto di riferimento per la crescita dei corridori azzurri e sulle sfide economiche che ancora ostacolano il ritorno di una squadra World Tour nel nostro Paese. Spazio infine agli scenari futuri: la Vuelta alle porte, le ambizioni dei giovani italiani e l\u2019inevitabile domanda sul dominatore della stagione, Tadej Pogacar.<\/p>\n<p data-start=\"197\" data-end=\"581\"><strong>Roberto, che bilancio tracci sinora della stagione della VF Group Bardiani-CSF Fainzan\u00e8?<br \/><\/strong>\u201cDirei che il bilancio \u00e8 complessivamente positivo, anche se non nascondo che ci aspettavamo qualcosa in pi\u00f9. Purtroppo alcuni infortuni e problemi fisici ci hanno condizionato in momenti chiave, impedendoci di raccogliere risultati che erano alla nostra portata. Detto questo, stiamo comunque lottando per rimanere tra le prime 30 formazioni nel ranking, e questo dimostra la solidit\u00e0 del nostro progetto nonostante il livello sempre pi\u00f9 alto del ciclismo professionistico. Non \u00e8 facile confrontarsi con squadre che hanno budget molto pi\u00f9 consistenti, ma la nostra identit\u00e0 resta forte: crediamo nei giovani e investiamo su di loro con convinzione\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"1472\" data-end=\"2120\"><strong>Tornando al Giro, avete raggiunto gli obiettivi prefissati? E che voto daresti alla vostra corsa?<br \/><\/strong>\u201cDarei sicuramente un voto positivo, direi un buon sette pieno. \u00c8 stato un Giro d\u2019Italia dignitoso, combattuto, in cui abbiamo cercato di essere presenti in corsa con coraggio. \u00c8 vero che non avevamo il Pellizzari brillante dello scorso anno, che ci aveva regalato grande visibilit\u00e0, ma se guardiamo ai piazzamenti e alla costanza delle prestazioni, quest\u2019anno \u00e8 andata meglio. Abbiamo corso con intelligenza e spirito di sacrificio, consapevoli dei nostri limiti ma anche delle nostre qualit\u00e0. \u00c8 stata un\u2019esperienza formativa per tanti ragazzi, che stanno crescendo nel modo giusto\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"2230\" data-end=\"2812\"><strong>Quanto \u00e8 difficile trovare con costanza corridori come Giulio Pellizzari?<br \/><\/strong>\u201cTantissimo. Corridori come Giulio non nascono ogni anno: si tratta di atleti con doti fisiche importanti, ma soprattutto con una mentalit\u00e0 fuori dal comune per la loro et\u00e0. Non \u00e8 solo questione di trovare il talento, ma anche di saperlo coltivare, accompagnarlo nella crescita, farlo sbagliare quando serve e proteggerlo quando necessario. E poi, quando finalmente un corridore \u00e8 maturo e pronto per il salto di qualit\u00e0, spesso viene subito ingaggiato da squadre World Tour. Fa parte del gioco, ma \u00e8 anche una sfida per noi: il nostro compito \u00e8 formare questi ragazzi, anche sapendo che li perderemo nel momento in cui sbocceranno definitivamente\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"2898\" data-end=\"3545\"><strong>A proposito di Pellizzari: al Giro ha chiuso al 6\u00b0 posto dopo aver lavorato due settimane da gregario. Pensi sia la dimostrazione che abbia la stoffa giusta per essere leader nelle corse a tappe?<br \/><\/strong>\u201cAssolutamente s\u00ec. Giulio ha dimostrato una tenuta eccezionale, sia fisica che mentale. Aver chiuso al sesto posto in classifica generale dopo due settimane in cui ha lavorato per il suo capitano la dice lunga sul suo potenziale. Ha ancora margini di miglioramento enormi. Oggi, se guardo al panorama italiano, credo sia l\u2019unico corridore con le carte in regola per ambire davvero a un podio in un Grande Giro nei prossimi anni. E questo \u00e8 un segnale molto importante, non solo per lui, ma per tutto il ciclismo italiano\u201d. <\/p>\n<p data-start=\"3753\" data-end=\"4338\"><strong>Filippo Turconi \u00e8 uno dei vostri giovani pi\u00f9 interessanti: anche lui ha prospettive per diventare competitivo nei Grandi Giri?<br \/><\/strong>\u201cFilippo ha sicuramente le potenzialit\u00e0 per crescere molto. Oltre al motore, ha una qualit\u00e0 che per me fa davvero la differenza: la testa. \u00c8 un ragazzo serio, metodico, vive per la bici. Ha completato gli studi e ora si dedica completamente alla carriera ciclistica con una dedizione che raramente ho visto. \u00c8 uno di quei corridori che non lasciano nulla al caso. Per il futuro ci crediamo molto e, a testimonianza del legame che abbiamo costruito con lui, l\u2019anno prossimo entrer\u00e0 nella nostra formazione giovanile anche suo fratello Matteo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"4477\" data-end=\"5089\"><strong>Ti aspettavi di pi\u00f9 fin qui da Matteo Scalco?<br \/><\/strong>\u201cNo, direi di no. Matteo \u00e8 un corridore che ha bisogno di pi\u00f9 tempo per maturare rispetto ad altri. Non tutti hanno lo stesso percorso di crescita, e noi siamo consapevoli di questo. Anche se non ha avuto un\u2019esplosione immediata come Pellizzari, sta comunque facendo progressi costanti. Sta crescendo in termini di tenuta, di consapevolezza nei propri mezzi e di approccio alle corse. Servir\u00e0 pazienza, ma sono fiducioso che anche lui potr\u00e0 togliersi delle soddisfazioni in futuro\u201d. <\/p>\n<p data-start=\"5147\" data-end=\"5627\"><strong>Quest\u2019anno avete in rosa tre sudamericani. La vostra squadra manterr\u00e0 comunque sempre la sua missione, che noi di OA Sport applaudiamo a cuore aperto, di valorizzare i giovani italiani?<br \/><\/strong>\u201cAssolutamente s\u00ec, e ci tengo a ribadirlo con forza. La nostra identit\u00e0 non cambier\u00e0 mai: siamo e resteremo una squadra votata alla crescita dei giovani italiani. I corridori sudamericani che abbiamo in squadra sono stati scelti con criterio, in un\u2019ottica di sviluppo, ma il nostro progetto resta saldamente radicato in Italia. Vogliamo continuare a rappresentare una tappa fondamentale per la carriera dei migliori talenti azzurri\u201d. <\/p>\n<p data-start=\"5825\" data-end=\"6285\"><strong>Davide Cassani ha spiegato che servono 20 milioni per portare una squadra World Tour in Italia. Dobbiamo quindi rassegnarci?<br \/><\/strong>\u201cPurtroppo \u00e8 una realt\u00e0 difficile da ignorare. Il problema non \u00e8 solo economico, anche se il budget ovviamente incide tantissimo: trovare 20 milioni oggi in Italia per sostenere una squadra World Tour \u00e8 difficile. Ma c\u2019\u00e8 anche un problema di disponibilit\u00e0 dei corridori: i migliori sono gi\u00e0 legati da contratti lunghi con le big del circuito. Si \u00e8 creato un gap enorme tra le prime tre o quattro squadre e tutte le altre, che spesso finiscono per fare da comparse. Servirebbe un progetto a lungo termine, sostenuto da investitori con una visione chiara, e da un sistema che crede davvero nella rinascita del ciclismo italiano\u201d. <\/p>\n<p data-start=\"6422\" data-end=\"7066\"><strong>Chi vince secondo te la Vuelta e cosa ti aspetti dagli italiani?<br \/><\/strong>\u201cPenso che il favorito numero uno sia Jonas Vingegaard. \u00c8, insieme a Pogacar, una spanna sopra tutti gli altri, per continuit\u00e0, solidit\u00e0 e capacit\u00e0 di gestire le tre settimane. Detto questo, mi aspetto molto anche dagli italiani. Tiberi, dopo un Giro un po\u2019 sottotono, ha tutte le carte in regola per riscattarsi e puntare a una top5. \u00c8 maturo e ha gi\u00e0 mostrato qualit\u00e0 da grande scalatore. Pellizzari sar\u00e0 alla sua seconda corsa di tre settimane dell\u2019anno, ma pu\u00f2 assolutamente puntare a vincere una tappa; non dimentichiamoci che \u00e8 al primo anno in una World Tour. Se le dinamiche di squadra lo permetteranno, credo possa fare bene anche in classifica generale. Ha dimostrato di avere fondo e lucidit\u00e0 anche nella terza settimana, e questo \u00e8 un ottimo segnale\u201d.\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"7143\" data-end=\"7853\"><strong>Pensi che Pogacar monopolizzer\u00e0 anche Mondiale e Lombardia, oppure qualcuno potrebbe stupire?<br \/><\/strong>\u201cPogacar sta vivendo una stagione straordinaria. Si \u00e8 fermato adesso proprio per ricaricare le batterie e affrontare nel modo migliore il finale di stagione, dove sar\u00e0 \u2013 ancora una volta \u2013 il grande protagonista. Ogni volta che corre, lo fa per vincere. \u00c8 incredibile non solo per la forza fisica, ma per la costanza con cui riesce a essere competitivo tutto l\u2019anno. Non ho mai visto un corridore cos\u00ec completo e continuo. Sulla carta, non ce n\u2019\u00e8 per nessuno, ma nel ciclismo pu\u00f2 sempre succedere qualcosa. Una giornata storta, una tattica sbagliata, una sorpresa. Il bello di questo sport \u00e8 anche questo\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo una prima parte di stagione intensa e ricca di spunti, \u00e8 tempo di bilanci per la VF&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52397,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1474],"tags":[17085,8884,43623,17087,1537,90,89,1527,35992,43624,245,244,1531,1869],"class_list":{"0":"post-52396","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-volley","8":"tag-antonio-tiberi","9":"tag-davide-cassani","10":"tag-filippo-turconi","11":"tag-giulio-pellizzari","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-jonas-vingegaard","16":"tag-matteo-scalco","17":"tag-roberto-reverberi","18":"tag-sport","19":"tag-sports","20":"tag-tadej-pogacar","21":"tag-volley"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52396\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}