{"id":524407,"date":"2026-06-05T06:40:14","date_gmt":"2026-06-05T06:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/524407\/"},"modified":"2026-06-05T06:40:14","modified_gmt":"2026-06-05T06:40:14","slug":"maurizio-galimberti-io-adottato-metto-nelle-foto-tutto-il-dolore-che-ho-ancora-dentro-il-cibo-del-cuore-gnocchi-al-pesto-con-la-dieta-chetogenica-ho-perso-12-kg-in-sei-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/524407\/","title":{"rendered":"Maurizio Galimberti: \u00abIo, adottato, metto nelle foto tutto il dolore che ho ancora dentro. Il cibo del cuore? Gnocchi al pesto. Con la dieta chetogenica ho perso 12 kg in sei mesi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                      di\u00a0Alessandra Dal Monte<\/p>\n<p class=\"summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20\">Il fotografo famoso per i suoi scatti Polaroid si racconta: dall&#8217;infanzia difficile al rapporto tra arte e sofferenza. Fino al cibo, che per lui fa rima con ricordo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una data nella vita di<b> Maurizio Galimbe<\/b><b>rti<\/b> che ha cambiato tutto:<b> 19 gennaio 1962. <\/b>Fino a quel giorno era Maurizio Bregaglio, bimbo di sei anni ospite dell&#8217;orfanotrofio di Como. Quel 19 gennaio la sua mamma adottiva, la signora Galimberti, firm\u00f2 le carte per procedere ad accoglierlo in casa. Il <b>fotografo-artista<\/b> famoso in tutto il mondo per i suoi scatti con le Polaroid, e ora in mostra al Palazzo Ducale di Guastalla (Reggio Emilia) con <b>CinquantaNovecento<\/b>, un&#8217;esposizione che rende omaggio al capolavoro cinematografico di Bernardo Bertolucci a cinquant\u2019anni dall\u2019uscita, ha deciso di svelare la sua storia personale sul palco dell&#8217;associazione <b>Le Soste<\/b>, che riunisce i pi\u00f9 importanti ristoranti italiani, alla quale come gesto di amicizia ha donato due sue opere in beneficenza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 raccontare una cosa cos\u00ec intima come l&#8217;adozione?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 la mia arte parte da l\u00ec, dalla sofferenza per quell&#8217;abbandono che non mi \u00e8 mai passata: io sono nato in orfanotrofio, sono stato partorito l\u00ec e lasciato l\u00ec. La mia mamma biologica, che all\u2019epoca avr\u00e0 avuto 18-19 anni, poi \u00e8 scappata\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sa chi \u00e8?<\/b><br \/>\u00abSo chi \u00e8 mia madre, mio padre meno. Ma non ho mai voluto incontrarli. Se uno non ti vuole, cosa vai a fare? Quando avevo 43 anni ho fatto una mostra a Lecco. Mi chiam\u00f2 un gallerista, mi disse che mi aveva cercato mia madre chiedendogli se io fossi a Lecco. Io chiamai a casa, e la mia mamma adottiva mi disse che non mi aveva cercato lei, e che forse era stata quella vera. Io allora non ci sono pi\u00f9 andato a Lecco, per quattro o cinque anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei aveva anche un fratello, Giuseppe.<br \/><\/b>\u00abAdottivo pure lui: io sono del 1956, lui era del 1953. L\u2019avevano lasciato nella ruota dei bimbi abbandonati avvolto nella carta di giornale. Ha preso la meningite, perch\u00e9 hanno tardato a girare la ruota. Mia mamma sapeva che era malato quando lo ha adottato, ma l\u2019ha voluto lo stesso. A cinque anni \u00e8 morto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come convive con il dolore dell\u2019abbandono?<br \/><\/b>\u00abNon so cosa significhi non soffrire: paradossalmente pi\u00f9 invecchio e pi\u00f9 \u00e8 un tarlo. Non concepisco come si possa abbandonare il proprio figlio, anche di fronte a tutti i problemi del mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha provato a parlare con qualcuno di questa sofferenza?<\/b><br \/>\u00abSono andato un paio di volte da uno psicologo, poi ho lasciato perdere: \u00e8 una cosa mia. Non ho voglia di raccontare tutto a uno che ti rivolta come un calzino. Preferisco tenermelo per me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto tutto questo \u00e8 stato utile per la sua arte?<br \/><\/b>\u00abMoltissimo: nelle mie foto metto il dolore e l\u2019inquietudine che mi accompagnano. Forse \u00e8 l\u2019angolo da cui vedo il mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua vita personale?<br \/><\/b>\u00abSono stato sposato, ho due figli, Giorgio e Valentina, di 45 e 40 anni. Anche Giorgio fa il fotografo, mentre Valentina la gallerista. Ho anche tre nipoti. Ma vivo solo in una casa bellissima di 200 metri quadri: la solitudine \u00e8 il prezzo dell\u2019arte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che senso?<\/b><br \/>\u00abSono sicuramente stato ossessionato dal mio lavoro, mi ha preso tanto tempo, era &#8211; \u00e8 ancora &#8211; quasi un tormento. Le mie relazioni ne hanno sofferto. Del resto, ogni cosa io stia facendo finisco per prendere la macchina fotografica: mi \u00e8 capitato, per esempio, di far aspettare per due ore in macchina qualcuno sul lago perch\u00e9 avevo visto una situazione di luce irripetibile. Non \u00e8 carino, lo so, ma \u00e8 pi\u00f9 forte di me. Purtroppo \u00e8 difficile dall&#8217;altra parte capirlo, e la verit\u00e0 \u00e8 che nessuno pu\u00f2 mettersi in mezzo tra una persona e la sua arte\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un suo ricordo legato al cibo?<br \/><\/b>\u00abDell\u2019orfanotrofio non ricordo nulla, mangiavamo delle gran porcherie. Invece ricordo benissimo gli gnocchi al pesto che faceva mia mamma quando, il venerd\u00ec, tornavo a casa nostra a Meda. Vedo ancora il tavolo con la tovaglia azzurra, tutto infarinato. Li condiva con il pesto, che bont\u00e0. Anche se il suo piatto forte era il risotto, io amavo gli gnocchi. Se penso agli gnocchi, penso a mamma: \u00e8 morta nel 2022 a 103 anni\u00bb.<\/p>\n<p><b>Suo pap\u00e0, invece?<\/b><br \/>\u00abPap\u00e0 \u00e8 mancato quando avevo vent&#8217;anni. Io, geometra, lavoravo nella sua impresa. Quando lui \u00e8 morto ce la siamo vista brutta&#8230; Ma per fortuna io avevo quest&#8217;hobby della fotografia\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come \u00e8 diventato fotografo?<\/b><br \/>\u00abMi piaceva fotografare ma detestavo la lavorazione in camera oscura, perch\u00e9 quel buio mi ricordava l&#8217;orfanotrofio. Da bambini ci mettevano in cantina, ci legavano alle sedie, ci lasciavano l\u00ec tre-quattro ore. Io quella cosa me la porto addosso. Anche dopo, quando ero stato adottato, se mia madre mi mandava in cantina a prendere il vino e l\u2019acqua io avevo paura: scendevo cantando, gridando, porte aperte, luci accese\u2026 Quindi per contrastare questa paura mi sono messo a scattare con le Polaroid. Nel 1988 alcune mie foto erano in mostra a Vicenza, qualcuno di Polaroid le vide e ne rimase colpito: mi chiamarono, e cominciai a lavorare come loro ambassador. Ma facevo ancora il geometra: alla fine mi diedero un ultimatum, dal 1992 ho cominciato a lavorare solo per loro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dice sempre che per fare fotografia bisogna avere cultura.<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Ho studiato tantissimo storia dell\u2019arte. \u00c8 come diceva Calvino: la fantasia \u00e8 come una marmellata, ma la devi spalmare su una fetta di pane. Il pane \u00e8 la cultura. Se io racconto un volto solo con i miei due occhi non vado da nessuna parte. Se so come l\u2019hanno raccontato pittori, scultori, fotografi, poeti\u2026 allora hai una visione pazzesca\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha compiuto 70 anni il 18 aprile: un bilancio?\u00a0<\/b><br \/>\u00abSono contento del mio percorso di artista e di fotografo. Quello che non rifarei \u00e8 gestire tutto io: soprattutto il marketing. Avrei fatto gestire quella parte a qualcuno di competente. Con la qualit\u00e0 del lavoro che ho, probabilmente oggi avrei gi\u00e0 avuto mostre ancora pi\u00f9 importanti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dispiaceri?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec: mio padre che non ha potuto condividere il mio successo. Quando gli dicevo che volevo fare il fotografo mi diceva che ero matto. \u00c8 la famiglia: ti sta attorno, ma magari non capisce. Lui \u00e8 morto e non ha visto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi cosa le fa paura?<\/b><br \/>\u00abAmmalarmi. Mi fa paura perdere questa vita: svegliarmi, essere autonomo, stare bene\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pensa mai alla morte?<\/b><br \/>\u00abOgni tanto s\u00ec. Mi fa piacere pensare che sar\u00f2 ricordato per le Polaroid, certo. Poi penso ai nipoti: una ha quattro anni, una tre\u2026 e penso \u201cchiss\u00e0 come saranno a trenta, quarant\u2019anni\u201d. E mi rendo conto che io non li vedr\u00f2. Per\u00f2 finch\u00e9 sto bene non ci penso troppo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Invidie altrui le ha sentite?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Ero alto, un bel ragazzo, piacevo alle donne. E poi succedeva che per fotografare Johnny Depp gli altri dovevano stare al photocall, schiacciati; a me lo portavano in studio e stava con me da solo mezz&#8217;ora. \u00c8 ovvio che qualcuno ti odia: \u201cquesto non ha studiato, chi crede di essere?\u201d. Per\u00f2 poi hanno riconosciuto abilit\u00e0 e talento. Oggi ci sono poche invidie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha fotografato molti vip oltre a Depp.<\/b><br \/>\u00abS\u00ec: George Clooney, Lady Gaga, Sting, Catherine Zeta-Jones, Kate Winslet, Benicio Del Toro\u2026 Tantissimi. Devi avere sangue freddo: se tremi davanti a loro, sei finito. Io li tocco, appoggio la macchina in faccia. E poi vogliono vedere la foto: non \u00e8 detto che gli piaccia. Quando restano a bocca aperta e ti fanno i complimenti\u2026 \u00e8 bello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rapporti di amicizia con qualcuno?<\/b><br \/>\u00abNo. Questa cosa dell\u2019orfanotrofio mi ha creato molta individualit\u00e0. Se mi dici \u201cvediamoci a cena\u201d, io ti dico \u201cs\u00ec\u201d e poi non ti chiamer\u00f2 mai. Lo chef Davide Oldani, che conosco dal 2006,\u00a0 mi dice sempre \u201cvieni\u201d, io ci vado una volta l\u2019anno. Sono fatto cos\u00ec: molto isolato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei cucina?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Da quando seguo la dieta chetogenica &#8211; e ho perso 12 chili in sei mesi &#8211; sono diventato bravissimo con le uova strapazzate. E poi faccio anche io gli gnocchi, comprati per\u00f2: niente a che vedere con quelli di mamma\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-06-04T16:20:26+02:00\">5 giugno 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di\u00a0Alessandra Dal Monte Il fotografo famoso per i suoi scatti Polaroid si racconta: dall&#8217;infanzia difficile al rapporto tra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":524408,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1451],"tags":[19997,17725,276520,11166,2940,1615,2852,22192,1621,1620,1330,75769,289491,844,631,1644,12295,7882,14839,8589,2926,289492,6927,10407,289493,1905,203,5480,289494,289495,3440,228,67551,4663,2805,175112,199566,2614,137860,4036,7824,141092,289496,289497,2666,204,58070,1537,90,89,3776,9382,1914,4044,4045,4002,289498,16491,109079,6146,300,632,5484,161587,3608,25275,690,5238,4966,8013,3386,858,214259,184069,8004,8559,5210,1922,11339,12952,289499,2434,1272,21315,2183,1567,21495,3995,7839,2959],"class_list":["post-524407","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-celebrita","tag-abbandono","tag-adottato","tag-adottiva","tag-amicizia","tag-andato","tag-arte","tag-artista","tag-cantina","tag-celebrita","tag-celebrities","tag-cercato","tag-chetogenica","tag-chetogenica-perso","tag-cibo","tag-cinque","tag-cultura","tag-depp","tag-devi","tag-diceva","tag-dieta","tag-dieta-chetogenica","tag-dieta-chetogenica-perso","tag-difficile","tag-disse","tag-disse-cercato","tag-dolore","tag-entertainment","tag-famoso","tag-famoso-scatti","tag-famoso-scatti-polaroid","tag-forte","tag-foto","tag-fotografare","tag-fotografia","tag-fotografo","tag-galimberti","tag-gallerista","tag-gennaio","tag-geometra","tag-gestire","tag-giorgio","tag-gnocchi","tag-gnocchi-penso","tag-gnocchi-pesto","tag-importanti","tag-intrattenimento","tag-invidie","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lavorare","tag-lecco","tag-li","tag-macchina","tag-madre","tag-mamma","tag-mamma-adottiva","tag-maurizio","tag-maurizio-galimberti","tag-metto","tag-morto","tag-mostra","tag-nipoti","tag-orfanotrofio","tag-padre","tag-pane","tag-papa","tag-paura","tag-penso","tag-perdere","tag-perso","tag-personale","tag-pesto","tag-polaroid","tag-prendere","tag-preso","tag-raccontare","tag-ricordo","tag-ruota","tag-scatti","tag-scatti-polaroid","tag-si","tag-so","tag-sofferenza","tag-stare","tag-storia","tag-studiato","tag-vado","tag-valentina","tag-vedere"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/524407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=524407"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/524407\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/524408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=524407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=524407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=524407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}